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Luigi Settembrini

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E. M. Forster. Maurice

Maurice, di Edward Morgan Forster, uscì postumo, nel 1971, l’anno dopo la morte del suo autore. In Italia Garzanti lo pubblicò a tambur battente l’anno dopo, nella traduzione di Marcella Bonsanti – a ora l’unica in Italia – nella collana “Romanzi moderni”, con una bella sovracoperta fatta solo di caratteri tipografici giganti, allegri e colorati.   Scritto nel 1914 non fu pubblicato per volontà di Forster, che temeva uno scandalo. Naturalmente Forster aveva ragione, lo scandalo sarebbe stato grande. Ora sono cose un po’ del passato per fortuna, ma per tutto il Novecento i personaggi omosessuali per vivere in un libro, prima o poi – così come al cinema – dovevano morire. L’opzione inoltre degli atroci tormenti era molto apprezzata. Forster, con Maurice, regala per la prima volta, a sé per più di cinquant’anni, e al mondo dal 1971, un romanzo d’amore fra due maschi che termina con un lieto fine. Non era il solo scandalo. Il lieto fine era anche per due personaggi di due classi sociali diverse, un lieto fine, che in quanto tale, prefigura un futuro fra i due...

Torino, 5 marzo, ore 17.23

La sensazione mi sorprende al semaforo di corso Novara, angolo corso Giulio Cesare. C’è qualcosa di nuovo nel paesaggio dei balconi che si affacciano dai casamenti multipiano dell’incrocio: anzi, d’antico. Ci metto un attimo, poi la sensazione si precisa: questo era un posto dove per anni hanno sventolato le bandiere arcobaleno della pace. All’inizio sgargianti nella loro fresca dichiarazione pacifista; poi sempre più stinte e opache, proprio come la coscienza dell’opinione pubblica. Adesso, invece, i terrazzi delle case popolari sono improvvisamente fioriti di tricolori. In effetti, non solo qui, ma in tutta Torino si vedono facciate imbandierate. Sono singoli appartamenti, ma anche più scenografici striscioni biancorossoverde che inglobano mezzo condominio. Il 17 marzo si avvicina. La prima cosa che mi chiedo è se il tricolore garrisce sugli stessi terrazzi dove prima sventolava la bandiera della pace. Sono incline a credere che in buona parte sia così: che quei balconi e quelle bandiere appartengano a persone che vogliono comunque esprimere un’idea, un’appartenenza. Se l’ipotesi è...