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Marco Pantani

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In memoria di Marco Pantani

Finalmente! Dopo dieci anni, in cui abbiamo ammirato la tenacia incrollabile con la quale Tonina Pantani ha gridato che no, suo figlio non si era suicidato; dopo che Philippe Brunel, giornalista dell’Equipe e raffinato scrittore, aveva smontato pezzo per pezzo quell’inchiesta così frettolosa, e aveva dimostrato, nel suo Vie et mort de Marco Pantani (pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2008 col titolo Gli ultimi giorni di Marco Pantani, aperto da una bellissima prefazione di Gianni Mura), che troppi segni non erano stati presi in considerazione dalla magistratura; dopo che nel 2012 avevo scritto e messo in scena Pantani, con il mio Teatro delle Albe, pubblicato da Luca Sossella Editore, e dopo aver portato lo spettacolo in giro in tutta Italia e non solo; finalmente uno spiraglio di luce. Finalmente un colpo di scena. Si riapre il caso: la Procura di Rimini ha riaperto una nuova inchiesta sulla morte del grande campione, la stessa che all’epoca aveva condotto le indagini con una fretta sospetta, arrivando a definire l’accaduto un semplice incidente, causato dall’overdose di cocaina. Caso riaperto e ipotesi di omicidio volontario a carico di...

Dopo la corsa e i Dubliners

«Le macchine puntavano in corsa su Dublino, filando come proiettili nel solco della Naas Road. Lungo la cresta della collina di Inchicore si erano raccolti gruppi di spettatori per assistere al ritorno e attraverso questo canale di povertà e d’inerzia fluiva l’industria e la ricchezza del continente: di tanto in tanto dalla folla s’alzava l’applauso di gratitudine dell’oppresso».   Così l’inizio di Dopo la corsa, quinto racconto di Gente di Dublino di James Joyce. C’è voluto quasi un secolo per riempire con un po’ di benessere quel «canale di povertà e d’inerzia» che era la Dublino di cento anni fa. Ora però che anche gli anni della Celtic Tiger sono finiti da un pezzo, per le strade di Dublino, la ricchezza del continente si tinge del merchandising che vende per 10 euro una maglia rosa e un cappellino. Me lo ha assicurato Michele Marziani, seduto su un muretto alla curva di Sutton, pochi chilometri prima di Dublino. Stava seduto lì a veder passare il Giro, anzi a vederlo volare via, come una marmellata di colori sotto la pioggia. E pensare che a Marziani...

Pantani di Marco Martinelli

Salgo Cerco la strada e salgo Salgo sulla Montagna Abeti verdi Sfondo oro del cielo Salgo A fatica salgo Salgo come un falco Come una tempesta Attorno alla Montagna Nuvole scure e pioggia Cielo violaceo Fondale Strisce azzurrine e porpora Salgo Rosso di ferite Salgo Salgo verso l’alto Verso cime innevate Alte solitudini Sempre più in alto Sempre più a fatica Sempre più solo Salgo Montagna che mi guardi Gola scorticata del Mondo Nell’aria Non so qual lungo canto Salgo Montagna che mi ignori Salgo sulle tue vene Sulla tua pelle di roccia Sulla tua carne dura Affaticato e stanco Nell’aria Nel vento che mi respinge Una curva dopo l’altra Bestia braccata Salgo Nell’aria Quel grido La massa che mi dà la caccia Quel grido selvaggio Che avanza Lo strepito Che fa rimbombare la terra Salgo Alle mie spalle Latrano Mute di cani rabbiosi Sono legione Latrano mostruosi Latrano senza fine Non mi volto Non li vedo Rimbombano nella testa BA BA BA BA Nella mia testa di cinghiale BA BA BA BA Inferno di ululati Rimbombano nella testa Non mi volto Forse mi prenderanno Mi azzanneranno Forse cadrò a terra Prima dell’ultimo tornante...

Le rose di Pantani

«Il 14 febbraio 2004 sarà ricordato come un giorno funesto, per tutto questo paese di ipocriti matricolati che siamo. Bisogna ritornare su questo fatto, tanto eclatante e già tanto rimosso con le autopsie, che ci assolverebbero, per l'overdose di cocaina che ha stroncato il cuore di Marco, il Pirata Pantani. Non trovate qualche assonanza fraterna con «corsaro» Pasolini? Tutti e due imprendibili, soprattutto sulle salite, sulle vette del corpo e dello spirito.» Così scriveva, il 31 marzo 2004, a p. 26 del quotidiano “l’Unità”, il poeta e critico letterario Gianni D’Elia. L’articolo Pantani suicidato da tutti viene ora riproposto integralmente, col titolo Il pirata Pantani e il Corsaro Pasolini, nel numero 4 di cycle!, bookzine di cultura della bicicletta, pubblicato da Ediciclo Editore, in libreria da giovedì 13 febbraio.   Erano passati meno di cinquanta giorni dalla morte di Marco Pantani, «poeta della pedalata», intorno alla cui fine D’Elia ritrovava le stesse tragiche zone oscure e le stesse dinamiche di rimozione che hanno caratterizzato la tragica e...

Tavolate romagnole

Furlé o Forlì è l’epicentro della romagnolità, quel sentimento della dismisura che lega a un tenace filo Rossini e Valentino Rossi, Renato Serra e Mussolini, Pascoli e Fellini, Francesco Baracca e Pantani (anche se non riesco a perdonare a quest’ultimo la frode sportiva, con buona pace del romagnolo Teatro delle Albe). Un contributo decisivo all’unità gastronomica d’Italia venne da Pellegrino Artusi da Forlimpopopoli.   Forlì sconta la vicinanza a Predappio, eppure il welfare autoritario dell’architettura del ventennio non dispiace in quello che i romagnoli chiamano il Zitadon. Io ci sono andato per la riunione nazionale di “Una Città”, piccola rivista, molto meno nota di quanto si meriterebbe e che, attraverso l’uso metodico dell’intervista, tasta il polso dell’Italia e del Mondo. Il quale, come è noto, specie ora, non è che sia granché combinato. Molti di noi sono reduci da tante battaglie, malinconici ma non disincantati, e poi le rezdore del gruppo danno il buon esempio e non consentono più di tanto la deprecatio temporis....

Teatro delle Albe: Pantani

Sono tre ore e mezza di passione e intelligenza con il ritmo stringente del buon giornalismo e il respiro epico del grande teatro. È uno spettacolo che sale fino alle vette del trionfo sui tornanti delle montagne più irte con gli scatti brucianti e le fughe solitarie di Marco Pantani e poi precipita, seguendo il Pirata, nelle cadute che ne segnarono la meravigliosa, turbinosa, sventurata carriera, dalle montagne di Coppi e Bartali fin verso il mare di una Romagna antica. Attraversa il sogno e l’amicizia, naufraga nella rovina della terribile sospensione dal Giro d’Italia del 1999 per ematocrito alto, fino al precipizio degli ultimi anni e alla morte drammatica. Debutta venerdì 16 novembre il Pantani del Teatro delle Albe, più di cento pagine di testo scritto da Marco Martinelli partendo dal libro del giornalista francese Philippe Brunel, Gli ultimi giorni di Marco Pantani (Rizzoli), un viaggio nel mito del campione e nella sua distruzione, in quell’Italia “impantanata”, mediatica degli anni ‘80-’90, che vede emergere Berlusconi e rinverdirsi l’ideologia del successo facile.   Ha il respiro dell...