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Maria Nadotti

(14 risultati)

Ritratti / “In-tra-fra” John Berger

In   Il brulichio incessante della piazza di Cracovia, dove le vite di individui indistinguibili si intrecciano senza intralciarsi e «si incrociano senza incontrarsi», tutti integrati e impastati all’«indivisibile mondo reale e al singolare mistero della propria esistenza» e delle sue infinite possibilità.  Inizia qui, in una piazza di Cracovia, il primo dei trentasette saggi dei Paesaggi di John Berger (edito da «Il Saggiatore», tradotto e curato da Maria Nadotti con un’introduzione di Tom Overton e l’aggiunta, rispetto all’edizione inglese del 2016, di tre testi- Leopardi, Disperso al lago di Cape Wrath e L’infinità del desiderio) che fa da complemento a Ritratti (pubblicati sempre da «Il Saggiatore» nel 2018, in cui venivano proposti diversi scritti che, presi nell’insieme, costituiscono una sorta di autoritratto dello storyteller ).    Se affermando che «è ormai inconcepibile ammettere che l’identità di un uomo possa essere adeguatamente definita conservandone e fissandone l’immagine da un unico punto di vista», Berger sembra suggerire l’inadeguatezza e l’insufficienza della “forma ritratto”, il titolo Paesaggi (sebbene non sia stato ideato dall’autore né...

John Berger / Motoberger

Ho conosciuto John Berger nel 2004 o giù di lì. Passai due indimenticabili giorni a casa sua a Quincy, parlando ininterrottamente – e alternativamente – del progetto di un film e del senso del mondo. Quando venne l’ora di partire, John mi chiese di aiutare sua moglie Beverly a portare l’auto dal meccanico, perché lui doveva andare a trovare Katya, la figlia, a Ginevra. “Nessun problema”, dissi, mentre ci preparavamo tutti a partire. Fu a quel punto che compresi che per John “andare a Ginevra” significava tirar fuori una motocicletta che a me sembrò enorme (oggi, grazie a questo volume, scopro che si trattava di una Honda “Blackbird”), infilarsi una tuta in pelle e schizzare verso la città svizzera, distante una mezzoretta, affrontando il freddo della stagione. Eravamo a gennaio, intorno a noi i campi della Savoia erano coperti di neve. A questo aggiungete il fatto che John, in quel momento, aveva ormai 78 anni. Perché, invece di prendere un comodo treno come avrebbe fatto qualsiasi suo coetaneo, John Berger sfidava il buon senso saltando in sella a quella moto? Ci doveva essere dietro una passione sconfinata, a me incomprensibile (mai avuto interesse per i mezzi meccanici, io…),...

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria Coop Ambasciatori (Bologna) / Conservare la memoria: 10 scrittori, 10 libri

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.   Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che...

Da oggi in libreria Confabulazioni / Come opporsi a uno stato di smemoratezza

L’11 maggio scorso il quadro Le donne di Algeri, dipinto da Picasso nel 1955 (sessant’anni fa), è stato venduto per centottanta milioni di dollari a un’asta di Christie’s. Per Picasso la decisione di dipingerlo fu, in parte, ispirata dal desiderio di annunciare che sosteneva il popolo algerino nella sua lotta e nella guerra, iniziata l’anno prima, contro il colonialismo francese.      La festa dell’Ascensione, che cade quaranta giorni dopo Pasqua, è passata. Secondo i Vangeli, fu allora che Cristo, come è testimoniato dai suoi discepoli, ascese al cielo, al paradiso. Sulla terra, adesso, dovevano cavarsela da soli. Nel corso delle ultime settimane ho disegnato, perlopiù fiori, spinto da una curiosità che ha poco a che vedere con la botanica o con l’estetica. La domanda che mi assillava era se le forme naturali – un albero, una nuvola, un fiume, un sasso, un fiore – possano essere considerati e percepiti come messaggi. Messaggi – inutile dirlo – non verbalizzabili, né indirizzati specificamente a noi. È possibile ‘leggere’ le apparenze naturali come testi?  Per me non c’è niente di mistico in questo esercizio. Si tratta di un esercizio gestuale, il cui intento...

Lo sguardo di chi l'ha tradotto / I Love Dick

Eccomi qui, dopo vari ripensamenti, a fare qualcosa che per le patrie lettere è stato a lungo un anatema. Sì, mi accingo a scrivere, complici gli amici di “Doppiozero”, di un libro da me curato e tradotto. A scriverne, proprio perché l’ho curato e tradotto.  Anni fa, quando in Italia l’era digitale muoveva i primi passi, le riviste culturali e letterarie ponevano un veto severo a una pratica considerata sconveniente. “Conflitto di interessi”: lo si spiegava più o meno così. Come se il traduttore/curatore, neanche fosse l’autore del libro, scrivendone criticamente, tirasse acqua al proprio mulino, agisse pro domo sua, insomma non fosse nella posizione ideale per dire la sua sul testo in oggetto. Personalmente ho sempre pensato che la lettura più approfondita, acuta e dunque critica di un testo sia appunto quella di chi lo traduce. Quando si trasporta un libro dalla sua lingua originaria alla propria è necessario infatti entrare in sintonia profonda non solo con la lingua in cui è scritto, ma con tutto il non scritto – affettivo, culturale, storico, sociale – che lo precede e lo accompagna. In altre parole, la traduzione funziona se chi traduce entra intimamente in rapporto con...

Questa sera a Libri Come, Roma / John Berger, Il settimo uomo

Nel 1974 John Berger e Jean Mohr terminano di scrivere un libro dedicato all’emigrazione in Europa. Raccontano con parole e immagini gli undici milioni di persone che dai paesi marginali del Continente (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia) si sono spostate per lavorare nei paesi più ricchi. Provengono anche da Turchia e Nord Africa. I due autori descrivono principalmente la migrazione maschile, lasciando sullo sfondo quella femminile, ed escludono la Gran Bretagna che per via del Commonwealth riceve lavoratori stranieri da tutto il mondo. Il settimo uomo (Contrasto, pp. 347, € 24,90) tradotto da Maria Nadotti, preziosa curatrice dei libri di Berger, è un volume inconsueto e unico, che dovrebbe stare nelle biblioteche di tutte le scuole italiane, sfogliato e letto in ogni classe, commentato ad alta voce dagli insegnanti. Sono certo che se don Milani l’avesse avuto tra le mani, l’avrebbe elevato a libro di testo della sua scuola di Barbiana. Si tratta infatti di un racconto – qualunque cosa scriva, Berger è sempre un narratore – e insieme di un libro scientifico, con dati e tabelle, di un libro di psicologia e insieme di antropologia, di un album d’immagini e insieme di un libro di...

Quattro Poesie / Invito

Pubblichiamo l'ultima delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, qui la prima delle poesie da lei scelte, qui la seconda e qui la terza.   Quando è di te che piangi – non è, vedi, pietà, è lutto – non per i tempi andati o i treni che hai mancato. C’è una ragione sola: hai smarrito la quiete e te ne accorgi. Be’, non mentre dormi, tu sei tranquilla mentre dormi. Ma appunto, nel sonno, non sei tu a rispecchiare la pace, immobile di un lago. Ora, da sveglia, costante le tue superfici increspa il vento.   È un poco faticoso, però è meglio che tu ci faccia l’abitudine: questi minimi spasmi che ti scuotono sono soltanto assaggi, brusio di quanto sta per arrivare. Non puoi – non lo puoi più – essere pace fuori come sei pace adesso, nel profondo. Meglio così   che alla rovescia. Guarda, sei in sincronia: tu, l’universo, e metabolica la vita intera, moto incessante onde, semenza, uova che si spaccano galassie in movimento in collisione, soli che periscono ardendo, cellule che si separano, chi mai ha bisogno di quiete? La quiete è morte.   No. Nemmeno la morte può starsene tranquilla. La morte brulica di attività, batteri vivi,...

Quattro poesie / Osservando il lato luminoso

Pubblichiamo la terza delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, qui la prima delle poesie da lei scelte e qui la seconda.   Vivendo in un’epoca di agonismi scientifici, è facile scordare che un tempo ci avrebbero bruciate vive.   Sul serio, avrebbero bruciato me e quelle come me per così tante ragioni per così tante volte: per avere amato, non sposata, un uomo per avere amato una donna, perché donna. Perché donna che ha imparato a leggere. Perché donna che ha imparato a scrivere. Per questo, adesso, perché ora tremo da Satana senza alcun dubbio posseduta.     Quelli che ci bruciavano vive sono ancora in giro. E come amano dare fuoco alle cose! Adesso appiccano incendi virtuali ai fondi di ricerca, alle leggi che ci proteggono quando infine non riusciamo più a camminare in linea retta.     Il che porta alla mente una metafora – che cosa non lo fa? – di ciò che in fondo tutti quanti siamo; di ciò che accade quando non riusciamo più a camminare in linea retta.   È ben difficoltoso navigare la notte per le specie che si affidano ai segnali visivi. Già più semplice quando splende la luna, ma come fare nelle...

Quattro poesie / Materia grigia

Pubblichiamo la prima delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti.     1. Disturbi del movimento     Dopo decenni di picchetti, petizioni, due volte il carcere e peggio – il supplizio delle riunioni – ora il nome della diagnosi lo trovo divertente.   Tutto è raccolto nella materia grigia – in gergo, per cervello – mentre sprofonda mentre si fa materia scura. Però, del grigio della mia nessuno ha precisato il tono: perla? antracite? Non è scientifico, del resto, il gergo.   Scientifico è il disturbo neurologico, lo dicono degenerato – pare un giudizio morale –  e induce il mio magnifico cervello a sputacchiare    da nervi e muscoli, a farfugliare, e un dibbuq dissoluto mi danza l’hip hop, così, lungo le dita, mi dà colpi nell’occhio, mi rovescia sul grembo il caffè, mi fa incespicare e di questo mi rimbrotta,   sopra lo schermo fa sbandare il mio cursore, e la mia firma – la fluida firma mia gioiosa, di cui tanto ero fiera – la incricca nel reticolo di un ragno avvinazzato.   Quale ironia, trovarmi tutta scatti proprio quando stavo scoprendo il valore della quiete. Dunque, Cervello,...

Guardare secondo John Berger

Tre sono i grandi autori che ci hanno spiegato cos’è la fotografia nel corso della seconda metà del XX secolo: Roland Barthes, Susan Sontag e John Berger. Barthes, scrittore e semiologo, ha costruito un discorso geniale fondato sulla semiologia; Sontag, saggista e scrittrice, ha miscelato nei suoi scritti grande cultura e grande personalità artistica; Berger è stato invece soprattutto scrittore, mettendo in campo la sua insopprimibile umanità.   C’è una frase che Geoff Dyer cita nel suo scritto d’introduzione a Capire una fotografia di Berger, esemplare del modo di guardare di Berger stesso: “Esiste una forma delicata di empirismo che si identifica così intimamente con il soggetto da trasformarsi in teoria”. Detto altrimenti, Berger ha fatto teoria di ogni relazione umana che ha istituito con persone e immagini, con immagini di persone e con persone in immagine. Relazione umana vuol dire universalità. Non c’è un solo scritto di Berger sulla fotografia, o su tutto il resto in generale, che non contenga questa relazione tra il particolare – l’essere umano come...

Raccontare John Berger

Pubblichiamo oggi Trasporti e traslochi. Raccontare John Berger, un nuovo ebook doppiozero, scritto da Maria Nadotti. Ne pubblichiamo qui un breve estratto. Gli ebook doppiozero sono acquistabili sul nostro sito e sui principali store.   “È in gran parte l’interesse per l’arte che mi ha condotto alle mie convinzioni generali sul piano politico e sociale”, scriveva John Berger nel 1953 sul settimanale “New Statesman”, “non sono assolutamente io che trascino la politica nell’arte, è l’arte che mi ha trascinato nella politica”. Nato a Londra nel 1926, aveva abbandonato gli studi a sedici anni e servito nell’esercito dal 1944 al 1946, per poi frequentare la Central School of Art e la Chelsea School of Art e insegnare disegno presso la Workers’ Educational Association dal 1948 al 1955. Convinto sostenitore del realismo nell’arte, nel 1951 aveva cominciato a scrivere per “New Statesman” rivelandosi presto un critico dell’arte affilato e trascinante. Fatto che, insieme alle sue idee politiche, al suo marxismo militante, gli procurò una serie di nemici e violente incomprensioni nell’establishment britannico di quegli anni, tanto a destra quanto a sinistra […].   Così, cinquant’...

"Inappropriato". La Censura ai tempi di Facebook

Grazie Facebook. Grazie a te, anche doppiozero può orgogliosamente appuntare la scritta “censurato” sul proprio petto. È accaduto il 31 agosto 2013 a un post nella nostra pagina Facebook che rilanciava un articolo di Maria Nadotti che parlava di autoritratti femminili e ... censura. È accaduto perché nel post c'erano alcune immagini (d'autore) di nudi femminili.   Facebook l'ha giudicata “inappropriata” e l'ha censurata senza preavvisi.   Censure come questa, che riguardano post violenti, immagini “oscene” e commenti razzisti e altre forme di linguaggio “inappropriato” avvengono tutti i giorni e colpiscono migliaia di utenti.   Il ricercatore e giornalista bielorusso Evgenij Morozov, diventato ormai l'intellettuale di riferimento dei critici della Rete, sostiene che la censura sia uno degli aspetti distintivi (insieme alla propaganda e alla sorveglianza) dell'uso di internet da parte di governi e corporations.   Ma qualcuno si è mai chiesto come funziona la censura di Facebook? Chi c'è dietro l'Inquisizione contemporanea?...

John Berger

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     “Il numero delle vite che entrano nella nostra è incalcolabile”, ha scritto John Berger in una pagina di Qui, dove ci incontriamo. Intorno a queste parole non ha voluto altro, se non la cornice bianca del foglio, per mettere meglio in risalto quella che potrebbe sembrare una semplice constatazione ed è invece un riconoscimento emozionato e emozionante. L’io di ciascuno di noi è il prodotto in continuo divenire della relazione che abbiamo con gli altri, con chi è entrato ‘materialmente’ nella nostra vita – per amicizia, amore, legame politico o professionale – e con tutte e tutti coloro che l’hanno...

Louise Bourgeois. La distruzione del padre

La conversazione che presentiamo tra la scultrice francese Louise Bourgeois e Maria Nadotti, giornalista, traduttrice e saggista, è tratta dal volume Prove d’Ascolto, appena pubblicato da Edizioni dell’asino, in cui sono raccolti quindici dialoghi tra la giornalista italiana e artisti, scrittori, uomini e donne di teatro e cinema, realizzati a New York tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Louise Bourgeois è scomparsa a New York nel 2010, a seguito di un attacco cardiaco. Un’ampia retrospettiva organizzata dalla Tate Modern di Londra in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e la fondazione Guggenheim di New York, è stata ospitata nei tre prestigiosi musei tra il 2007 e il 2008.       Louise Bourgeois. La Distruzione del padre.   In una bella intervista rilasciata qualche tempo fa a Christiane Meyer-Thoss, Louise Bourgeois, scultrice, nata a Parigi nel 1911, ma residente a New York dal 1938, invitata a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia di quest’anno, ha dichiarato: “La storia della mia carriera è stata questa. Per molti anni,...

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