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Marina Ballo

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Robert Rauschenberg fotografo, anche

Basterebbe la fotografia riportata in copertina. Vi si vede una di quelle opere che Rauschenberg chiamava combine painting, la cui parte centrale è occupata da uno specchio in cui si vede riflesso l’artista dietro la macchina fotografica. Ebbene lo specchio, e perciò l’immagine riflessa, vi sono così bene integrati nella composizione d’insieme che la figura vi pare parte connaturata, come fosse lì da sempre, come se fosse una fotografia invece che un riflesso. Un effetto davvero particolare e riuscitissimo che dice tutto del combine e del painting che sono la formula dell’artista. Un autoritratto? Sì, in questo senso “combinato”, cioè sia dell’artista sia dell’opera.   Robert Rauschenberg, Untitled (self-portrait with Inside Out, early state), ca. 1962   Oppure si guardi la prima foto all’interno, di fatto impostata allo stesso modo: un bellissimo interno di carrozza foderata di tessuti, con le ruote sui lati – la ruota torna spesso nell’opera di Rauschenberg e in tante delle sue fotografie – e quel semplice piccolo cerchio al centro, equivalente...

Cartaditalia. Nuova fotografia italiana

Al bordo di una strada sterrata sta accovacciata una donna. La luce gialla ammanta tutta l’immagine come una nube luminosa. Sullo sfondo di una lingua d’acqua all’orizzonte, forse la foce di un fiume, si staglia una vegetazione radente di erba e cespugli. La donna tiene le braccia sulle ginocchia, voltata nasconde il viso e mostra un codino: sembra che stia fissando l’orizzonte, o che si sta riposando dopo una corsa. Forse è capitata lì per caso, proprio al centro della fotografia. L’immagine è scarna eppure ricchissima di riferimenti e indizi: più di una storia può prendere forma e intrecciarsi in questo scatto. Il verde e il rosso sono filtrati dal giallo di una luce densa e bassa. La donna separa i colori: prima di lei il verde e il rosso, poi il giallo che dispera verso un bianco lontano, opaco e sporco. Lo sguardo della donna va nella stessa direzione di quello dello spettatore; lo spazio è un territorio in perfetto equilibrio, pieno, denso eppure scarno. Oltre, nessun luogo sembra esistere: le tracce dei pneumatici sulla destra compaiono dal nulla e nel nulla svaniscono.     La...

Il sabato del villaggio / Rientro tra le parole

Dopo un’estate trascorsa a Camminare (magari alla maniera di Richard Aschcroft come ci fa notare Silvia Mazzucchelli), Doppiozero riparte da Mantova, in occasione del Festivaletteratura, con Sciarà. Un gioco sulle parole dei dialetti, quelle intraducibili e dai significati multipli, a cui sono chiamati a partecipare tutti i lettori.  Sono oltre 350 le parole segnalate su cui oggi alle 17.00 presso il Chiostro del Museo Diocesano di Mantova si terrà l’incontro Pubblica lettura degli Sciarà con Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis.     E di viaggio nel tempo e nella storia d’Italia racconta Piazza Garibaldi di Davide Ferrario che accolto a Venezia da ampi consensi e da oltre sei minuti di applausi tenta di ricucire i frammenti di un’idenità sparsa nel tempo e nei luoghi. Giorgio Mastrorocco, autore con Ferrario del film, ci racconta l’avventura di un viaggio in un paese, l’Italia, dall’orizzonte incerto. «Costruire una narrazione frammentaria è forse l’unico modo, per l’autore, di poter parlare della propria vita» ci spiega Anna Stefi...