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Michele Sisto

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Laboratorio / Insaziabile Faust

All’alba dell’età moderna, la cultura europea partorisce due personaggi che rappresentano una fame insaziabile e sacrilega di assoluto: Don Giovanni e Faust. Il primo abita un presente senza memoria, mentre il secondo vive sempre nel passato e nel futuro, incapace di godere pienamente l’attimo. Il Faust goethiano ha suscitato un’interminabile diatriba filologica e filosofica che riguarda proprio la frase in cui il protagonista evoca il fantasma di questo godimento. “Potrei dire all’attimo fuggente: ‘Arrestati, sei bello!’” esclama davanti al sogno di un’umanità libera e operosa; ma subito cade morto. Nel patto con Mefistofele, infatti, lo studioso aveva accettato di consegnargli l’anima non appena avesse pronunciato quelle parole. Ma Faust sta davvero esprimendo ciò che l’esclamazione tra virgolette significa? Non sta solo facendo un’ipotesi? E se è così, l’interpretazione diabolica non si basa forse su un cavillo? Il testo non è troppo chiaro, e non esattamente per una di quelle ambiguità che ne fanno la grandezza. Goethe ritoccò il verbo, passando dal “posso” al “potrei”, e fu dunque il primo a cercare giustificazioni avvocatesche per il finale, dove gli inviati del cielo...

Cesare Cases. Scegliendo e scartando

In settembre avrei dovuto presentare a Trento, assieme a Giuliano Geri e al curatore Michele Sisto, il libro Scegliendo e scartando (Nino Aragno Editore, Torino 2013) che raccoglie duecentocinquanta pareri di lettura redatti da Cesare Cases per la casa editrice Einaudi fra il 1953 e il 1973. In quell’occasione avrei potuto trarre informazioni preziose non tanto dal curatore del volume, che ha già dato il meglio nel ricco saggio introduttivo e nella perizia filologica dell’antologia, quanto da quella tormentata forza della natura e della cultura che è Giuliano Geri, di cui un giorno qualcuno, se non lo fa lui stesso, dovrà pur raccontare la romanzesca parabola nel mondo dell’editoria, dalla promettente gavetta in un’importante casa milanese a fianco di un noto slavista, passando per l’inspiegabile trasferimento ai piedi delle Dolomiti e le prime delusioni da mobbato nei sotterranei di un grande impresario di libri pseudoscientifici, fino agli anni gloriosi e fetenti presso il piccolo editore di provincia con grandi pretese culturali e però costretto troppo presto a confrontarsi con le difficoltà del mercato librario,...