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Patrizia Cavalli

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Tutte le poesie / Mark Strand: un incontro

Gli incontri più belli con la poesia avvengono spesso per caso.  Quasi ogni mattina dovevo passare quarantatré minuti sulla linea rossa della “L”, Elevated Train, così chiamano la metropolitana a Chicago, perché in gran parte le vetture transitano a mezz’aria, fra casette della prima periferia, retro di magazzini e grattacieli. Era il momento in cui mi rendevo conto che il mio inglese non era quello che avrebbe dovuto essere. In genere durante i viaggi non parlavo con nessuno, ma leggevo il giornale e i cartelli pubblicitari che tappezzavano la parte alta delle carrozze. I titoli dei giornali e gli annunci pubblicitari, con i loro giochi di parole, i riferimenti impliciti, le allusioni ti buttano in mezzo alla lingua viva, che non trovi nei libri, e che, nonostante i tuoi sforzi, ti scivola fra le mani, come un giocatore di football che credi di aver placcato e invece sguscia via. Così avevo preso l’abitudine di riscrivere su un taccuino le frasi che capivo di non capire appieno, e durante la giornata chiedevo spiegazioni a qualche amico americano di cui mi fidavo, nella speranza prima o poi di sentirmi a casa mia.    Nel mese di Aprile, il mese della poesia,...

Patrizia Cavalli / Capricci di Moda

La moda ha un temperamento incostante, volubile, e averci a che fare vuol dire impelagarsi in una serie di faccende capricciose, le Flighty Matters descritte in versi da Patrizia Cavalli, poetessa alle prese con sei oggetti nel cui nome “c’è il loro destino”. La moda portata, percepita, incomprensibile, inservibile, trova spazio in sei poesie e un racconto, raccolte in un libro edito per la prima volta nel 2011 su commissione della Deste Foundation for Contemporary Art, ripubblicato in versione economica da Quodlibet nel 2017. La penna di Patrizia Cavalli incontra, interpreta e circoscrive l’estro degli stilisti Diane de Clerq, Stefan Janson, Nasir Mazhar, Alexander McQueen, Issey Miyake e Victor & Rolf, le cui creazioni sono accomunate da fili conduttori che spaziano dalla dicotomia tra inservibilità e usabilità alla rimediazione del mondo animale.   L’opposizione fra inservibile e usabile è rappresentata mediante due paia di scarpe, gli ankle boots Armadillo di McQueen e le stringate di Miyake: le seconde sono così comode ed “estatiche che ballano da ferme”, le prime sembrano chiederci «ma è proprio necessario camminare?», per via dei loro 30cm di tacco, e della tomaia...

Los Angeles di Barcellona

Succede che si viaggi, che si abbia voglia ogni tanto di cercare un giardino più verde. Da quando la rucola al suo apparire copiosa sulle nostre tavole diversi anni fa si è insinuata, per lo più nella modalità di letto, nella nostra vita trascinandosi dietro prima i pomodori pachino, poi l’aceto balsamico, e poi i birrifici regionali, e i masterchef, e i vini docg e, giù giù, i voli low-cost, le piste ciclabili, il car-sharing, e insomma tutta l’omologazione degli stili di vita della società italiana, che è liquida, non legge e non ha laureati, il desiderio di spostarsi un po’ più in là può essere in certi momenti anche impellente.   E quando uno esce di casa per qualche giorno spera di trovare un giardino un po’ diverso, un po’ più verde, appunto, ma non è così facile, poiché sembra che il maglio cosmico del marketing abbia ridotto in poltiglia ogni folklore. Sono ancora pieni di energia i versi secchi e importanti di qualche anno fa del Cielo di Patrizia Cavalli “Ah, come è misero il destino dei viaggi / Dei milanesi in terre...

Datura. Il fiore del diavolo

La mia, in vaso, regala l’ultima lussuosa fioritura a novembre. Di sera, in portico al riparo dei primi freddi, le campanule rostrate della Datura profumano intensamente di vaniglia. È carica di lunghi boccioli pieghettati: si svolgeranno a ventaglio, aprendosi come girandole, e regaleranno altre notti d’incanto. In verità dovrei chiamarla Brugmansia, perché si tratta del genere arboreo e non erbaceo di una pianta delle solanacee, la famiglia delle patate per intenderci. I botanici le hanno ascritte a due generi diversi, ma da Linneo fino all’altro ieri erano entrambe classificate come Datura, di qui la possibile confusione nominale.     L’erbacea Datura Stramonium, annuale (ma molte le varietà perenni o dai doppi fiori), è un’americana dei tropici, naturalizzata in tutto l’emisfero boreale. La Brugmansia, esotica anch’essa, è arborea e perenne ma nel nord d’Italia da non arrischiare in piena terra. Numerose le differenze: nella Brugmansia il fusto legnoso alto alcuni metri, i grandi fiori penduli e di varie tinte (dal crema al giallo aranciato, dal rosa al rosso), le...