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Pierre Hadot

(8 risultati)

Esercizi / Ricordarsi di vivere

“Sembra che dover rinascere sia condizione della vita umana; dover morire e risuscitare senza uscire da questo mondo”. Questa splendida considerazione di María Zambrano posta come epigrafe d’apertura, ispira l’ultimo libro di Laura Campanello, Ricominciare. Dieci tappe per una nuova vita (Mondadori, 2020, pp. 156).  Il tema è da tempo sulla bocca di tutti, specie all’indomani di crisi economiche, ambientali o esistenziali e, naturalmente, in questi mesi di pandemia e di sospensione delle abituali dinamiche che scandivano le nostre esistenze che in molti casi richiederanno, quando potranno tornare a scorrere più liberamente, di reinventare il proprio modo di stare al mondo. L’analista filosofa si propone non solo di riflettere su questa necessità con taglio biografico, partendo cioè dalla capacità di evidenziare le risorse presenti nella vicenda personale di ciascuno di noi, ma soprattutto di accompagnarci in un viaggio di consapevolezza in dieci tappe, per l’appunto (Perché ricominciare? Riconosci il momento giusto; ascolta la tua anima; riordina la tua vita; supera il lutto; fai delle scelte giuste; trova la tua via; diventa te stesso; comprendi i tuoi desideri; accetta la...

Vedere attraverso / Trasparenza tra visibile e invisibile

Prima o poi capita a tutti di suscitare l’ilarità dei presenti andando a sbattere contro una porta di vetro, che, a causa della sua perfetta trasparenza, non appare visibile allo sguardo. Questo inconveniente accade perché, diversamente dai corpi opachi e da quelli lucidi, i corpi trasparenti possiedono la proprietà ottica di farsi attraversare dalla luce e di consentire, quindi, all’osservatore di vedere molto chiaramente anche gli oggetti che sono al di là del corpo rifrangente. Nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso il termine trasparenza divenne improvvisamente molto popolare, entrando nei dibattiti sociali e politici di gran parte dei paesi occidentali ed orientali. Il significato che gli veniva attribuito, però, non era quello letterale di fenomeno ottico, bensì quello molto più allusivo di svariati traslati metaforici: “accesso”, “chiarezza”, “apertura”, “partecipazione” alla programmazione ed alla gestione di tutti gli atti che governano e decidono la vita sociale, politica ed economica dell’Unione sovietica di allora. Il responsabile di questa trasformazione semantica fu Michail Gorbaciov, il nuovo segretario del PCUS eletto nel 1985, che indicò la “glàsnost...

Trasformare se stessi / Vivere la filosofia: Pierre Hadot

“Tante cose sono belle a vedersi, diceva Schopenhauer, ma essere una di loro è tutt’altra cosa. La filosofia consiste nel coraggio di accettare consapevolmente il fatto di essere proprio una di loro”. Non c’è né narcisismo né megalomania in queste parole di Pierre Hadot, il filosofo francese di cui ricorre quest’anno il decimo anniversario della morte, avvenuta a Parigi il 24 aprile del 2010. C’è piuttosto l’invito a una nuova percezione del mondo, che condurrà a una revisione del proprio modo di concepire se stessi, la realtà e la vita (Pierre Hadot, La filosofia come maniera di vivere, Einaudi, 2008, p. 232).    L’idea di fondo che permea tutta la sua filosofia, ed emerge da uno studio profondo delle fonti antiche, ruota infatti attorno al condimento che il suo sapere “non consiste nell’insegnamento di una teoria astratta e meno ancora in un’esegesi di testi, ma in un’arte di vivere, in un atteggiamento concreto, in uno stile di vita determinato, che impegna tutta l’esistenza. L’atto filosofico non si situa solo nell’ordine della conoscenza, ma nell’ordine del «Sé» e dell’essere: è un progresso che ci fa essere più pienamente, che ci rende migliori. È una conversione...

III / Cinque domande sullo scenario futuro

Con queste cinque domande ci prefiggiamo di individuare i nodi che la crisi sanitaria del Covid-19 con le sue conseguenze ha provocato a livello mondiale, con l’idea che, come disse anni fa un economista americano, la crisi, per quanto terribile, è un’occasione da non perdere.   Romano Madera, psicoanalista   1. Quali saranno a tuo parere i principali cambiamenti che la pandemia del coronavirus ha prodotto? Provando a differenziare tra aspetti sociali, economici e culturali.   Intanto grazie a Doppiozero per avermi invitato a rispondere a queste domande che possono servire a inquadrare il famoso cigno nero. Vorrei però provare a guardarlo secondo una prospettiva anamorfica: un “cigno periodico trasformista”, che ogni tanto appare sotto le forme di virus, ogni tanto di guerra, ogni tanto di conti economici e finanziari che non tornano. Ogni sempre, invece, in catastrofi sociali e psichiche di parti consistenti degli umani.  La disuguaglianza sociale sta crescendo da decenni. Dalla crisi del 2008 non si è certo usciti invertendo la tendenza, sempre più evidente dagli anni Ottanta in poi. Basta uno sguardo alle tabelle del World Inequality Report del 2018. Se solo...

Non un augurio ma un impegno / Dare inizio

Non sono tra quanti considerano il 31 dicembre un giorno come gli altri, ne vivo anzi, anche emotivamente, la forza simbolica di rito di passaggio tra ciò che termina e ciò che ha inizio (quest’anno esteso al primo decennio del XXI secolo). E come in occasione dei compleanni, la rammemorazione degli avvenimenti che, in maniera largamente imperscrutabile, inanellandosi mi hanno condotto proprio dove sono, serve a chiedermi verso dove intendo orientarmi. Insomma la mia attenzione – e non semplicemente la mia aspettativa – è rivolta molto di più su ciò che potrebbe avere inizio che su ciò che termina. Ma non si tratta né della negazione dell’irriducibile caducità di tutto ciò che esiste né dell’illusoria speranza che l’anno nuovo, per intrinseche proprietà magiche, spazzi via da solo tutto quello che non va, come se il nuovo, di per sé, significasse cambiamento, miglioramento, progresso. Conosco bene la lezione del venditore di almanacchi di Leopardi; il fatto è che sposo appieno questa riflessione di Hannah Arendt:   “Se lasciate a se stesse, le faccende umane, possono solo seguire la legge della mortalità, che è la più certa e implacabile legge di una vita spesa tra la nascita...

Perché divulgare la filosofia?

La ricerca filosofica ha una brutta fama, l'ha sempre avuta. Nella sua lunga storia sono molti i protagonisti che si sono fatti la reputazione di guastatori, quando non hanno dato vita a fuochi poco metaforici, e da almeno un secolo e mezzo la situazione non è che peggiorata. A voler essere sinceri già dalla dipartita di Hegel le cose si sono messe male. La “regina delle scienze” ha da allora conosciuto un lento oblio costellato da personalità anche molto brillanti ma incapaci di invertire una tendenza storica tanto marcata. In questo senso il novecento è stato un secolo esiziale, iniziato con la disperata ed eroica rianimazione ad opera di Husserl e conclusosi con la deposizione delle pretese sistemiche, e del suo primato, da parte di filosofi come Derrida e Rorty.   Per un certo momento è parso a molti che la fine della filosofia fosse un fatto acclarato ma, a dispetto dei suoi detrattori, dopo la fine della filosofia sembra esserci spazio, oggi, solo per la filosofia. Un po' perché, come dice Aristotele nel Protreptico, per dimostrare che non si deve filosofare si deve filosofare, e un po' perché la...

Laura Campanello. Sono vivo, ed è solo l’inizio

Ma se ieri era ancora al desk, ma se la settimana scorsa l’ho visto proprio qui al ristorante, se ancora pochi giorni fa mi diceva che… Il passaggio dalla presenza all’assenza è un moto repentino, un avvenimento che coglie di sorpresa: nel mondo dove tutto si declina al plurale, la morte è un fatto tremendamente singolare. Invisibile fuori, nelle città che proibiscono i cortei funebri, invisibile dentro, nelle case dove accade sempre più raramente, spostata nei ricoveri per anziani, negli ospedali, negli hospice. Sempre meno avvezzi a veder morire un essere umano, la sua sparizione pare una svaporazione – che la pratica della cremazione accentua. Un altro è stato “eliminato”, il vuoto che ha lasciato deve essere al più presto colmato. La “solitudine del morente” si perpetua in chi rimane alla ricerca di un significato che trascenda la realtà del cadavere.   Laura Campanello, consulente etica e pedagogica nell’accompagnamento alla malattia e al lutto nell’Hospice Virgilio Floriani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e nel reparto Sla e stati...

Filosofia antica per spiriti moderni

Si moltiplicano di anno in anno le pubblicazioni e le iniziative divulgative dedicate alla filosofia: libri, blog, seminari, incontri, festival. L'ultima operazione, in corso in questi giorni, è quella condotta dall'editore UTET e la Domenica del Sole 24 ore. Per saperne di più abbiamo rivolto alcune domande ad Armando Massarenti, responsabile dell'inserto settimanale di cultura del Sole e curatore della collana Classici Compact – Filosofia Antica per spiriti moderni.   La Domenica del Sole 24 ore, insieme a UTET, ha lanciato una nuova iniziativa. Per quindici settimane insieme al quotidiano verrà distribuito un testo di un antico filosofo. Si è cominciato con Epicuro e si arriverà a Maimonide. Nel concept di collana, riproposto sulla quarta di copertina di ogni libro, si legge “15 esempi di vite che sono al contempo esercizi di pensiero. 15 percorsi segreti per raggiungere la felicità e conservarla, custodirla, coltivarla”. 15 filosofi bastano a raggiungere la felicità?   Sono una "promessa di felicità". Non un fine acquisito o da acquisire, ma un percorso. Questo...