raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

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Raffaella De Santis

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Scenari / Libri, lettori, editori e librai alla stretta del Coronavirus

Per l'editoria italiana la crisi è esplosa prima del lockdown: “Nell'ultima settimana, quella dell'esplosione dell'emergenza, si registra un –23% sul mercato nazionale dei libri e addirittura un –55% su quello milanese” (Raffaella De Santis, E l'editoria italiana teme il contagio, in “la Repubblica”, 6 marzo 2020).  Questo calo è stato poi accelerato dalla chiusura delle librerie in tutto il paese, decretata il 9 marzo. Un'ulteriore difficoltà l'hanno segnalata alcuni “lettori forti” come Michela Marzano, che il 14 marzo ha twittato: “Scusate, ma capita solo a me (che leggo sempre, da sempre, tantissimo, sin da bambina i libri sono stati la mia ancora di salvezza) di non riuscire a leggere in questi giorni?” Una disaffezione dovuta anche alla bulimia di informazioni sull'attualità, all'ansia del presente che ci ha travolto nella fase più acuta della crisi. Diventa arduo trovare la distanza necessaria per farsi risucchiare dall'altrove del libro.  Dopo il lockdown, le aziende editoriali avrebbero potuto passare abbastanza facilmente al lavoro da casa e puntare sulle vendite online e sugli ebook. Ma le librerie restano il canale di vendita principale. Nei primi quattro...

Il sabato del villaggio / Fango

Da sempre con l’avvento dell’estate tutto sembra rallentare, la gente va in vacanza, i bambini sono a casa da scuola e i giornali dedicano almeno una pagina ai giochi enigmistici. Tutto diventa piano piano più silenzioso, intimo, si esce di più la sera e si incontrano gli amici liberi da occupazioni lavorative. Da sempre d’estate si prova a non far caso a quello che capiterà a settembre, con il rientro in città e l’avvento dell’autunno. Ebbene, qualcosa si è inceppato, come se la frenetica corsa di questi ultimi anni, seppure senza fiato e gambe, si fosse tramutata in un’inesorabile caduta in un precipizio di cui non vediamo ancora il fondo. Si vorrebbe smettere di precipitare, ma al momento l’unica soluzione sembra essere quella di schiantarsi quanto prima. E non deve essere un caso che le decine di scandali di questi ultimi tempi, dal mondo della politica all’ultimo che coinvolge il più grande gruppo editoriale del mondo, abbiano principalmente un carattere autoreferenziale: l’informazione che imbroglia l’informazione, la politica che inganna la politica. Come se la cosa...

Sciarà ovvero le parole dialettali intraducibili

La collaborazione tra doppiozero e il Festivaletteratura di Mantova con il progetto Sciarà.   Leggi le parole intraducibili> Suggerisci una parola> www.festivaletteratura.it Ci sono tante parole nei vari dialetti e nelle parlate locali che non hanno una traduzione precisa in italiano, parole che sono già un “mondo”, che veicolano visioni e valori, immagini: parole-baule. Abbiamo pensato di raccogliere queste parole con la loro possibile definizione per creare una sorta di dizionario delle diversità italiane, un gioco linguistico per dar forma alla nostra identità plurale. Nell’anno del 150mo dell’unificazione italiana, un esempio di diversità.   Il gioco delle parole inizia su doppiozero e su festivaletteratura.it e prosegue “dal vivo” a Festivaletteratura. Le parole arrivano dagli autori e dai lettori di doppiozero e di Festivaletteratura, da scrittori e lettori comuni. Lo spazio a disposizione è per una parola e la sua definizione di massimo 500 battute spazi inclusi. Durante il Festival Sciarà avrà una postazione con un computer in cui i visitatori...

Il sabato del villaggio / Analisi di un pavimento

Macchie, cicche, lacche, bottiglie vuote. Quel pavimento è il pavimento sporco della nostra vita.   Questi versi che Franco Marcoaldi dedica all’artista Gianfranco Ferroni non sono che un elenco analitico di una serie di oggetti sparsi su un pavimento. E lo stesso si potrebbe dire del quadro dell’artista livornese da cui Marcoaldi prende spunto, se non fosse che Ferroni stesso, intitolando il quadro Analisi di un pavimento, ha predisposto lo sguardo poetico di Marcoaldi. L’indicazione dell’artista è determinante perché pone l’opera tra lo sguardo, in questo caso del poeta, e la realtà come fosse un vetro che filtra la memoria degli oggetti, da privata a pubblica.   Qualcosa di simile avviene con le bellissime fotografie di Dino Pedriali, in cui vediamo attraverso il vetro di una finestra un Pasolini sfocato che ci osserva dall’interno di una stanza. Il vetro ci impedisce di vedere il corpo nudo di Pasolini, ma al contempo rivela il corpo del poeta superando l’anatomia privata per mettere in mostra il nostro corpo di uomini e quello della società in cui viviamo. Il corpo a...