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Riccardo Mazzeo

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Irresponsabili e felici / Come fare del male e continuare a vivere bene

Per secoli, da Socrate a Kant, nel modo di analizzare le nostre condotte morali, abbiamo confidato in una sorta di “razionalismo” etico. Anche di fronte ai suoi giudici e agli allievi che lo assistono prima di bere la cicuta, Socrate raccomanda di non rinunciare mai alla conoscenza del bene e all’autoesame che comporta, convinto che dalla conoscenza del bene non potrà non conseguire l’impegno a perseguirlo. Così Kant, che inaugura la riflessione morale moderna, è persuaso che il ragionamento, non intralciato da interessi, inclinazioni o condizionamenti esterni, è sufficiente a obbligarci ad assumere una condotta morale. A entrambi sfugge la fitta trama psicologica che separa e lega allo stesso tempo il momento in cui ragioniamo su quali siano i nostri doveri e il momento della loro traduzione in criteri effettivi di condotta. In altri termini, trascurano che la nostra agency morale, ovvero la capacità di autoinfluenzare le nostre azioni morali, non si compone solo di un aspetto cognitivo, ma anche del repertorio di meccanismi con cui autonomamente motiviamo, regoliamo, monitoriamo, l’attuazione dei nostri pensieri morali. E il più importante di questi meccanismi è rappresentato...

La sfida della sociologia letteraria / La letteratura e il mondo

Di cosa parla la letteratura? La teoria letteraria si è posta ripetutamente questa domanda nel corso dei secoli, da Aristotele in poi. Francesco Orlando, nelle sue lezioni universitarie su letteratura e psicoanalisi, ripeteva spesso e con veemenza che “la letteratura parla del mondo”. Lo diceva principalmente in polemica con l’idea che la letteratura sia completamente autoreferenziale, e parli soltanto di se stessa, così diffusa nell’alveo del post-strutturalismo e del decostruzionismo, che agli occhi di Orlando apparivano come perversioni teoriche. “La letteratura parla del mondo” non era un’affermazione scontata per chi, come Orlando, ha passato la vita a spiegare che l’arte è il frutto delle dinamiche psichiche. Ci si sarebbe potuti aspettare da lui un più circoscritto: la letteratura parla dell’essere umano, dell’individuo, della mente. Un più specifico: parla delle pulsioni. Parla sempre e solo di sesso, perfino. E invece Orlando era ostinatamente fedele all’idea che la letteratura abbia a che fare con la realtà sociale. C’era sicuramente, nella sua ostinazione, la traccia di un’intenzione politica. Un tentativo di tenere insieme Freud e Lukács, se non proprio Freud e Marx....

Come parlare della guerra in casa / L'Isis e i bambini

Io ho visto in televisione che c’era la guerra, ho sentito parlare della guerra nel telegiornale, io ho sentito alla tv che facevano la guerra. I piccoli captano segnali, intercettano sguardi, spiano le smorfie sui volti dei grandi per decidere se è il caso di allarmarsi oppure si può stare tranquilli. I recenti attentati terroristici possiedono la particolarità delle cosiddette “nuove guerre” degli anni Novanta del Novecento, tutte indissolubilmente legate alla loro rappresentazione mediatica ed estetica. Il contatto con il Male avviene sullo schermo, “focolare virtuale” che mette in comunicazione nostre e altrui identità. In ogni momento e a ogni latitudine è possibile l’“irruzione dell’imprevisto catastrofico”: dopo l’11 settembre 2001 la guerra invisibile è diventata un filo che penetra sottotraccia, rimescolando pensieri, shakerando emozioni. Le vittime e i carnefici, i “valori” dell’Oriente e dell’Occidente, la politica e la violenza sono sprofondate insieme nel cratere di Ground Zero. Le due torri gemelle infuocate e spezzate ormai stanno lì, ficcate nel nostro immaginario di adulti, gli ultimi attentati suicidi nelle capitali europee amplificano la guerra psichica, che...

C'è una vita prima della morte?

C’è una vita prima della morte?, in corso di pubblicazione presso l’editore Erickson, raccoglie una lunga conversazione tra Riccardo Mazzeo, editor della casa editrice, saggista, autore con Zygmunt Bauman di Conversazioni sull’educazione (Erickson 2012), e Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista, noto in Italia per il volume L’epoca delle passioni tristi (Feltrinelli) e per L’elogio del conflitto (Feltrinelli). Benasayag, di origine argentina, è stato membro della resistenza contro i militari del suo paese; catturato e sottoposto a torture, fu salvato solo per la nazionalità francese della madre. Risiede in Francia, dove ha pubblicato numerosi volumi; l’ultimo, Organismes et artefacts (La Découverte), è dedicato alla necessaria convivenza con gli “ibridi”. Al dialogo partecipa in alcune parti anche Jean-Michel Besnier, filosofo, docente alla Sorbona; di lui è stato tradotto di recente L’uomo flessibile (Vita e Pensiero); Besnier si è occupato dei temi del “transumanesimo” ed è una delle voci più critiche rispetto al “nuovo uomo aumentato”...

Pochi minuti per distruggere, molti anni per costruire / Zygmunt Bauman. Conversazioni sull’educazione

Il libro di Zygmunt Bauman, Conversazioni sull’educazione (Erickson), uscito da poco e da cui è tratto questo lungo brano, è un’intervista diversa dalle solite, segnate dal botta e risposta, domande e risposte che si alternano con ritmo incalzante. Qui l’intervistatore, Riccardo Mazzeo, dirigente editoriale e intellettuale, pone al sociologo una domanda, ampia e articolata, e Bauman gli risponde per esteso. Sono tutte questioni che riguardono il tema dell’educazione.   Che ruolo devono assumere oggi gli educatori in un mondo così complesso e difficile? Che spazio c’è per quest’attività così importante per il nostro futuro nella “società liquida”? La paura e l’ansia sono i due sentimenti più diffusi tra i giovani, ma anche tra gli adulti che dovrebbero istruirli e educarli. Il teorico sociale risponde articolando prospettive ampie, facendo esempi, discutendo aspetti del contemporaneo, e persino, a volte, tracciando traiettorie tutte sue, differenti dalle interrogazioni di Mazzeo. Il libro è pubblicato dalla Erickson di Trento, una casa editrice che ha proprio al centro della sua missione culturale e civile i temi educativi, la formazione, le scienze psicologiche, la pedagogia...