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Sabrina Mezzaqui

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La vita materiale, Palazzo Leone da Mosto / Dare forma all’informe

Di che cosa hanno bisogno gli artisti oggi? Cosa abbiamo bisogno di costruire noi tutti, come individui e come società? Per provare a rispondere a queste domande possiamo rintracciare alcuni indizi raccolti nella mostra La vita materiale. Otto stanze, otto storie, in corso presso le sale di Palazzo Leone da Mosto, prezioso edificio quattrocentesco nel centro di Reggio Emilia.    È da un dialogo ideale con Jean Dubuffet. L'arte in gioco. Materia e spirito, 1943-1985, ospitata presso Palazzo Magnani di Reggio Emilia che prende il via l’esposizione a cura di Marina Dacci. Per l’occasione, le artiste Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Ludovica Gioscia, Loredana Longo, Claudia Losi e Sabrina Mezzaqui sono state chiamate a realizzare degli “habitat” nei quali mettere a nudo la relazione tra arte e vita personale, focalizzando l’indagine sul sé attraverso proposte formali che esibiscono il proprio processo costitutivo.    Otto stanze ma soprattutto otto habitat, perché il punto di partenza è ricreare – prendendo a prestito una definizione della biologia – le condizioni ambientali in cui un essere vivente trova una condizione favorevole al...

Oggetto libro

Chi ama i libri, li ama anche come oggetti – o forse… che amore è questa manipolazione, questo tormento, certa deformazione, certo annullamento? Forse in realtà chi ama vorrebbe che l’oggetto fosse diverso, che significasse altro. Forse c’è non un rispecchiamento ma un riflesso distorto di sé nel libro trasformato dagli artisti. Forse la storia del libro nell’arte dell’ultimo secolo andrebbe riletta anche in questa chiave. L’arte contemporanea ha usato i libri spesso come elementi di opere o opere essi stessi, passando dal libro oggetto parte di un’opera alla trasformazione del libro come oggetto, nei suoi componenti e aspetti materiali. Molti li collezionano, alcune volte vengono anche esposti, raramente una mostra è interamente dedicata al libro come oggetto.   Veduta della mostra, opere di Martegani, Pancrazzi, Neri   In realtà l’argomento è suggestivo a molti livelli e una sua storia mostrerebbe l’evoluzione che l’arte contemporanea ha avuto anche a proposito di questo “oggetto”: da un rapporto classico di illustrazione, che comunque...

Di matrice femminile

Da maggio, ancora per poche settimane (fino al 1° settembre) il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, ospita un progetto anomalo, che si compone di una mostra, di un ciclo di conversazioni, azioni e proiezioni dal titolo Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea. Di primo impatto suona come una mostra sulle donne, un progetto pretenzioso, ridonante, finanche datato e anche un po' autoreferenziale se si pensa che è organizzato non dal direttore del museo ma da un “collettivo” (come si definiscono) di dipendenti, naturalmente donne, del museo stesso. Ma, se si pensa che in Italia la relazione che lega arte e politiche femministe è un tema praticamente rimosso dalla storia dell'arte, che sono pochissimi i testi fondamentali dei gender studies anglosassoni tradotti in italiano, che una figura come Carla Lonzi, storica dell'arte prima, quindi attivista femminista non viene praticamente menzionata nelle scuole d'arte e che il titolo stesso della mostra Autoritratti si ispira proprio alla sua raccolta di interviste del '69 Autoritratto ripubblicata solo nel 2010 e al saggio del '96...