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Sandro Campani

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Dove tira l'Ostro

Sandro Campani, classe 1974, approda, dopo qualche vicissitudine, ai Supercoralli einaudiani. Una scelta non trascurabile di questi tempi, in cui vanno le scritture spoglie, mutuate da altri mezzi di comunicazione o quelle sentimentali, declinate su qualche spunto memorialistico, tanto per non dover imbastire una storia. E arriva Campani, così incatalogabile, così anomalo ma talmente accurato nella parola da evocare scrittori morti, poeti anche, con la sua dolcissima cantilena che richiama il fraseggio e la solitudine di Francesco Biamonti o il silenzio parlante di Andrea Zanzotto, quel segreto che risiede “dietro al paesaggio” a cui bisogna dare voce.     Con Campani, infatti, ritorna rivitalizzata la letteratura di natura, quella che timidamente si è riaffacciata nel nostro panorama con Giacomo Verri e il suo Partigiano inverno (Nutrimenti), con Claudio Morandini e il suo Neve, cane, piede (exorma) e ora con l'applauditissimo romanzo di Paolo Cognetti, Le otto montagne. Inattuale per scelta, isolato di necessità, lo scrittore emiliano, racconta una storia che parte con il passo dell'epica. L'aedo, colui che racconta è anche testimone dei fatti, un po' come insegna la...

Sandro Campani. La terra nera

Con La terra nera Sandro Campani ci porta nel cronotopo che gli è ideale e in cui erano ambientate anche le sue due precedenti prove narrative, il romanzo È dolcissimo non appartenerti più (Playground 2005) e la raccolta di racconti Nel paese del Magnano (Pequod 2010, vincitore del premio A. Loria): siamo nell’appennino emiliano, quel lembo a sud fra le province di Reggio Emilia e Modena che nel passaggio dagli anni ’80 a oggi si è progressivamente spopolato, lasciando nei giovani che ancora lo abitano,  e perlopiù fanno la spola con la città e la pianura, spaesamento e disadattamento. Sentimenti che non portano a nessun vagheggiare nostalgico, anzi nella medietà attentamente descrittiva che è la cifra stilistica propria a Campani, quel mondo fatto di oggetti e luoghi non più usati, non più funzionali – perché i mestieri sono cambiati, perché tecnologia e benessere hanno imposto altri modelli – assume un interesse tutto nuovo, come se da un punto di vista straniato fosse possibile capirlo meglio, capirne le ragioni intime e ribaltarle sul presente, illuminandolo....

Sandro Campani. Bellezza

  Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Sandro Campani è nato in provincia di Modena. Nel 2005 ha pubblicato presso Playground il suo primo romanzo È dolcissimo non appartenerti. Nel 2010 ha scritto i testi del graphic novel Non ti avevo nemmeno notato, sempre presso Playground, e ha pubblicato la raccolta di racconti Nel paese di Magnano per Italic Pequod.   Appare la bellezza mai assillante né oziosa Languida quando è ora e forte e lieve e austera L’aria serena e di sostanza sferzante.   (Giovanni Lindo Ferretti, in Brace, Tabula rasa elettrificata, CSI, PolyGram 1997).   Di fronte al mio balcone c’è una casa. Ha quattro piani. È mezza di sasso e mezza di mattoni, mezza intonacata e mezza no. La parte in mattoni ha dei buchi nel muro, le aperture a croce che c’erano sempre nei fienili, buchi da cui vanno e vengono le tortore. La...