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Sant'Agostino

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Progetto Jazzi / Jullien. Vivere di paesaggio

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   La nostra prima dimora è stata un giardino. Così raccontano i testi fondativi delle religioni del libro e del deserto, la Bibbia ed il Corano, ed è tema che si ritrova nell’India antica. Quando, nel III secolo a.C., venne compiuta la traduzione del Pentateuco che diciamo dei Settanta, per il giardino dell’Eden si preferì ricorrere al termine paradeisos di origine iranica piuttosto che al greco kepos, in cui si conserva anche il senso di grembo materno. Paradeisos indica un luogo recintato, chiuso da mura, con significato analogo all’indoeuropeo ghorto, da cui deriva hortus. Nel luogo che Dio ha affidato ad Adamo perché desse un nome ad animali e piante e ne fosse custode e padrone, la natura è messa al riparo e perfezionata. Il confine che separa l’interno dell’abitare protegge dalla natura selvaggia, dalla foresta senza limiti, luogo delle tenebre e dei pericoli: il giardino rappresenta la serenità delle origini, l’infanzia colpevolmente perduta dall’...

Conversazione con Antonio Prete / Divento Io dicendo Tu

Al Festival della Letteratura di Mantova Antonio Prete ha raccontato come il suo ultimo libro – Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità – nasca da un azzardo: raccontare l’interiorità significa dare voce a una pluralità di figure e di linguaggi, abitare uno spazio e iscriversi in un movimento necessario e senza termine, dal momento che, come è detto nelle prime pagine, interiorità è parola che designa e non definisce, parola senza confini che invita a un’esplorazione.   La disposizione alla scrittura è, in queste pagine, una disposizione all’ascolto. C’è umiltà davanti al sapere, e un’idea di saggezza come movimento: il soggetto è un enigma, e i diversi momenti del libro non sono che uno dei sentieri che si potrebbero tracciare, un percorso in cui veniamo accompagnati dalla voce di un io che colloca prima di tutto il suo stesso guardare.   Conosci te stesso, raccoglimento, cosmografie interiori, studio d’amore, soliloquio, in cammino; la parola percorre queste e altre stanze a partire da un dire singolare: “mi è difficile separare la parola ‘ricordo’ dal ‘mi’ che la precedeva nelle conversazioni e nei racconti che ascoltavo da ragazzo, la sera, sull’uscio...

Il mood dominante della nostra epoca / Risentimento

Non c’è dubbio: il risentimento è il mood dominante della nostra epoca. Sempre più spesso gli individui provano un senso di animosità verso gli altri, verso il mondo in generale – livore, astio, ostilità, odio, inimicizia, invidia, malignità, acredine, malevolenza, accanimento, vendetta –, come risposta a offese, affronti o frustrazioni che ritengono di aver subito. Ritengono, ma non è detto che sia davvero così, o che sia accaduto nel modo in cui gli individui suppongono e manifestano agli altri. Sempre più spesso accade che le persone covino un’avversione. Si tratta di un sentimento lungamente coltivato che poi esplode all’improvviso, inatteso anche agli stessi protagonisti. In moltissimi casi il rancore ha origine dal senso di vergogna provato. Rancore e vergogna sono strettamente collegati. Col trascorrere del tempo, sostengono gli psicologi, l’interiorizzazione dell’emozione della vergogna, con la visione svalutativa di sé che provoca, con la lacerazione narcisistica che genera, può portare all’elaborazione di forme d’odio occulte nei confronti di coloro che vengono ritenuti, a torto o a ragione non importa, responsabili della frustrazione, o dell’offesa, subita.  ...

A cosa servono le monete complementari?

  Il denaro è una delle invenzioni umane più affascinanti: con la capacità seduttiva della sua inespugnabile ambiguità ci aiuta e ci esclude, realizza la nostra capacità di contare, di misurare, di accumulare, ci fa vedere senza essere visto. Sant’Agostino lo aveva già intuito: si tratta di un’amante volubile e implacabile: se vorrai comprare una villa per legare a te il denaro, “non avrai dunque la villa e la villa non avrà te”.   La Regina Pecunia di Orazio, che già con Giovenale assume le sembianze di una divinità, comanda altera su tutti noi, veglia sul nostro immaginario, sorride impercettibilmente alla nostra ostinazione al voler misurare tutto. Quanto sei caro? Che si tratti di affetto, fiducia o prezzo di un bene, non facciamo grandi distinzioni linguistiche.   Col denaro, lo sappiamo bene, abbiamo da tempo superato la distinzione tra mezzi e fini, anzi, essendo il denaro mezzo dei mezzi, non può che essere fine di ogni mezzo.   E quando diventa solo un fine, anche di questo ne abbiamo fatto atroce esperienza, assume le sembianze di un potentissimo...

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