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testimone

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Domani a Ravenna alla Festa di doppiozero / Primo Levi: molto più che un testimone

Domani Aldo Zargani sarà con noi a Ravenna, alla Festa di doppiozero.   “Gli esseri viventi hanno evoluto considerevoli adattamenti complessi, ma siamo ancora vulnerabili alle malattie. Una delle più gravi – e forse la più enigmatica – è il cancro. Un tumore canceroso si è adattato alla sopravvivenza in modo straordinario e grottesco. Le sue cellule continuano a riprodursi anche quando le cellule “normali” si sarebbero già fermate da tempo: distruggono i tessuti circostanti per farsi spazio e ingannano l’organismo in modo da farsi fornire energia per crescere ancora di più. Ma i tumori non sono parassiti esterni che hanno acquisito sofisticate strategie per sferrare un attacco al nostro corpo. Sono fatti delle nostre stesse cellule che ci si rivoltano contro”.   Questo è l’inizio di un articolo di Carl Zimmer, giornalista scientifico del NY Times. L’evoluzione delle specie fu descritta da Spencer assai prima di Darwin e Darwin la conobbe prima di scrivere il suo capolavoro, intitolato appunto L’evoluzione delle specie, nel quale l’originalità di Darwin, che è anche la nostra salvezza, consiste nell’inserire la casualità nell’evoluzione. L’evoluzione predestinata, oltre...

Auschwitz e la cura della memoria / Goldkorn. Il bambino nella neve

La zia Nachcia, sua madre e la figlioletta Rut furono deportate assieme, ad Auschwitz. Nachcia teneva Rut tra le braccia. Quando scesero dal treno la madre capì tutto. Aveva un aspetto giovanile e dimostrava meno dei suoi anni. Così disse a Nachcia: “Dammi la bambina”. Pensava di farsi passare per la madre di Rut. “Va avanti da sola, ti salverai. Io vado con la bambina: penseranno che sia io la madre”. Nachcia rispose: “Non è un mondo degno di essere vissuto. Non è un mondo degno di me”. E andò nella camera a gas con Rut tra le braccia… Questo racconta il giornalista polacco-italiano Włodek Goldkorn, figlio di ebrei sopravvissuti alla Shoah, nel suo straordinario libro Il bambino nella neve (Feltrinelli).   Bisogna e si deve raccontare l’irraccontabile. “La vendetta è il racconto”, sosteneva Pier Vincenzo Mengaldo, nel suo acuto libro (Bollati Boringhieri, 2007) dedicato alle testimonianze e riflessioni sulla Shoah: un evento che ci sovrasta ancora e ci mette di fronte, con Macbeth, a una storia “piena di frastuono e di furore, che non significa nulla”. Si ha a che fare con qualcosa che costituisce una rottura epistemologica e ontologica ed è l’assenza stessa della parola,...