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Tim Ingold

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Carnet geoanarchico | 8 / Scozia ribelle

Ultimamente mi tornano in mente due mappe. Per mera coincidenza le ho viste lo stesso giorno. La prima rappresentava la Gran Bretagna, ma era difficile riconoscerla perché appariva come un arcipelago formato da una ventina di isole. Si trattava di un’elaborazione di ESRI, un software cartografico in cui tu inserisci dei valori numerici e statistici e lui ti produce una mappa con invenzioni spaziali a volte curiose. In questo caso i dati riguardavano la Brexit e la mappa finale (intitolata Remain Land) illustrava come sarebbe la Gran Bretagna dopo un ipotetico diluvio, dove le uniche terre emerse sarebbero quelle che hanno votato no al referendum. La mappa, oltre a procurarmi un piacevole straniamento, si prestava a un commento politico, soprattutto dopo che la Banca d’Inghilterra ha detto di temere una crisi economica paragonabile a quella del ’45: il Regno Unito, insomma, sta affondando come Atlantide. Ma ESRI, forse per par condicio, ha elaborato anche la mappa della Leave Land, in cui le terre del sì somigliano a un’isola sbocconcellata da laghi e fiordi, ma ancora compatta, by God, e vagamente somigliante all’Isola del Tesoro di Stevenson.      L’altra mappa,...

Mondi multipli

In questa nostra epoca di euforica rinascita dell’ontologia, di strombazzati recuperi della realtà-così-com’è, di naturalismo imperante, c’è chi, di realtà ontologiche, ne considera più d’una. E parla, con molta convinzione, di multinaturalismo. Esagera? Meno di quanto non si creda. Tutto comincia (sempreché qualcosa cominci mai) da un’osservazione linguistica a prima vista marginale di Eduardo Viveiros de Castro, antropologo brasiliano, cattedra al museo etnologico di Rio, studioso delle popolazioni amazzoniche: gli Achuar – piccola etnia della foresta più grande del mondo, ed esattamente al confine fra Brasile e Perù – danno del tu a moltissime specie animali, ma anche ad alcune forze fisiche come il vento e la pioggia, per non parlare di divinità o apparizioni oniriche. Appellare alla seconda persona, si sa, non è mai casuale: significa costruire una precisa connessione intersoggettiva, una situazione di comunicazione fra due esseri pari grado. Come dire che, per questo gruppo etnico, molte delle entità che noi consideriamo esistenti a prescindere da...