Speciale

Giundìna

5 Settembre 2011

Bellissima parola del vecchio bergamasco delle valli, sta per “baldoria, bagordi” e viene pronunciata con accenti affettuosamente recriminatori.

I genitori chiedono (chiedevano) ai figli dopo il sabato sera o il giorno di festa: “finìt de fà giundìna?”. Oggi capita più spesso che siano i nonni a ricordarsene, rivolgendosi ai nipoti.

Nella cerchia delle amicizie di vecchia data, poi, il termine assume una connotazione divertita e canzonatoria: “brào, sémper a fà giundìna…”

Parola che si ama anche solo per il puro suono e che rimanda a una deliziosa componente del carattere orobico, di sorprendente leggerezza, associabile al concetto di “buon tempo”, “bò tép”, che risuona di frequente nei racconti quotidiani.

Così, può capitare la sera di confidare ai propri cari: “adés gò prope oia de fà giündìna”. (Ora ho proprio voglia di lasciarmi andare).

Etimologia incerta, non proponibile.

 

Giorgio Mastrorocco

 

 

** Sciarà, iniziativa promossa in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova, sarà presente al Festival con una postazione fissa in piazza delle Erbe in cui i visitatori potranno inserire nuove parole e con un incontro tra Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis sabato 10 settembre alle ore 17 al Chiostro del Museo Diocesano  **

 

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5 Settembre 2011