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Immagini

500 anni di Orlando Furioso a Ferrara / Ludovico Ariosto ad occhi chiusi

Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi. È il sottotitolo della mostra Orlando Furioso 500 anni, curata da Guido Beltramini e Adolfo Tura che ha inaugurato il 24 settembre a Palazzo dei Diamanti di Ferrara e proseguirà fino all’8 gennaio 2017.  Vorrei soffermarmi su questa soglia testuale perché non è ambizione da poco dire che cosa vedesse Ariosto a occhi chiusi, ossia verosimilmente quando sognava, fantasticava o ricordava.  La vita onirica e interiore di ogni individuo di rado lascia traccia storica, essendo in larga parte inattingibile dall’esterno e talvolta indecodificabile perfino a chi la vive. Per quel che concerne gli artisti, è vero – nella misura in cui l’interpretazione ne guadagna – le opere possono essere lette come la proiezione, a diversi gradi e livelli...

24 novembre 2016. Roma | MAXXI / Intervista a Letizia Battaglia. Fotografia e vita

Da tempo avevo deciso che volevo conoscere Letizia Battaglia, ma non trovavo il coraggio di scriverle. Mi è sempre sembrato uno di quegli appuntamenti che si rimandano per mantenere viva la speranza che non finisca tutto nel preciso istante dell’incontro. Tuttavia qualcosa mi diceva che non potevo farle un’intervista senza prima aver visto la sua città. Così sono stata a Palermo alcuni giorni, insieme a mia sorella. Ho cercato di carpire i segreti del luogo, di entrare in sintonia con ciò che mi circondava: i rumori delle strade, gli odori, i mercati, le periferie, i luoghi dei morti fotografati da Letizia. È strana Palermo. Ti avvolge in una morsa di contraddizioni, è insieme culla e tomba, mare e asfalto, bellezza e morte. La città lascia qualcosa di nuovo nel mio sguardo, un velo umido...

Artisti russi in mostra a Parigi / Mosca sulla Senna

A rammentarmi che Parigi è (stata) anche russa ci ha pensato la vetrata policroma che dal 2009 orna uno dei mezzanini della stazione metropolitana Madeleine.       È un’opera dell’artista Ivan Lubennikov che effigia stilizzazioni coloratissime ispirate alla mitologica metropolitana di Mosca, alle cupole a cipolla della vecchia città e racconta la storia della gallina Rjaba, quella che in una fiaba popolare deponeva uova d’oro. Questo primo impatto con citazioni della cultura russa a Parigi, casuale ma non privo di significato fatale, ha aperto la strada alla visita della mostra di cui tratterò in queste pagine ma anche a evocazioni di decenni passati in cui, ai tempi della Russia sovietica, la capitale francese con le strutture culturali cresciute intorno alla diaspora...

Ritratti di Andres Serrano / Trump, opera d'arte?

Poco dopo l'11 settembre 2001, Andres Serrano, autore del controverso Piss Christ (1987), decise di “contribuire allo sforzo bellico”. Lo fece a modo suo, da artista, con la serie America (2002). Sono 49 ritratti, vivacemente colorati e della dimensione di un manifesto, una galleria dei personaggi che Serrano riteneva rappresentativi della realtà del suo paese: il rapper Snoop Dogg con il suo sguardo strafottente, l'ebreo ortodosso Abraham Schnitzer con i suoi riccioli biondi, un boy scout di nove anni, l'elegante e sensuale Chloe Sevigny, una coniglietta di Playboy con il suo costumino rosso, una Little Miss Yankee bambina con il suo diadema luccicante...  Tutti così tipici, così kitsch, con la loro unicità feroce, aggressiva, ostentata. Dunque tutti figli del conformismo che ci...

Il 13 novembre 2016 ha concluso la sua Via / Caccia Dominioni ovvero il mestiere dell’architetto

Il 7 dicembre 1913, una domenica, nello Stadio Nazionale di Roma, la Lazio batte 4 a 0 l’Audace nel derby della capitale. Giovanni Giolitti ha da poco vinto le prime elezioni a suffragio universale maschile e formato il nuovo governo. In Italia regna Vittorio Emanuele III, sul soglio pontificio c’è Papa Pio X, mentre nell’Impero Austro-Ungarico Francesco Giuseppe è da poco entrato nel suo sessantaseiesimo anno di regno.    Quella domenica 7 dicembre, a Milano, nasce Luigi Caccia Dominioni, sotto un inequivocabile “segno” ambrosiano: figlio di Ambrogio, il giorno di Sant’Ambrogio, in piazza Sant’Ambrogio. Ha quasi cinque anni quando termina la Prima Guerra Mondiale. Nel 1931 si iscrive al Politecnico di Milano frequentando i corsi di architettura quando ancora le facoltà di...

Febbre d'archivio / Sven Augustijnen, Le Réduit

Dirigendoci oggi verso la base militare di Kamina attraverso la strada che conduce verso il quartiere generale, vediamo sul lato sinistro un insieme di nove case circondate da filo spinato. Accanto alla bandiera della Repubblica Democratica del Congo sventola quella della Repubblica Popolare Cinese. L’insieme di queste nove case contrasta con quello sul lato destro della strada – erede del colonialismo belga - che porta le tracce di più di mezzo secolo di storia. Sven Augustijen, Bruxelles, 15 luglio 2016   Le Réduit, un progetto di Sven Augustijnen, vista della mostra, La Loge, 2016 - Copyright & Courtesy dell’artista e La Loge.    A Bruxelles in un modo o nell’altro si parla sempre dell’Africa. Una mostra, un documentario, una conferenza o un semplice “appel à projet...

L’Islam illustrato da Escher

Nella decorazione dell’architettura islamica le forme si alternano tra loro con effetti di ambiguità percettiva: ne riconosciamo una e poi alternativamente un’altra. Questo fenomeno, definito dalla psicologia della percezione visiva con il termine “multistabilità percettiva”, ha luogo anche quando osserviamo con stupore le opere grafiche dell’incisore olandese Maurits Cornelis Escher, in mostra a Milano (Palazzo Reale) fino al 22 gennaio 2017.     Decorazione musiva, Alhambra, Granada.     Oltre agli studi dello psicologo danese Edgar Rubin sul rapporto tra figura e sfondo, furono anche i motivi grafici ricorsivi che decorano gli interni del complesso residenziale dell'Alhambra a influenzare Escher. Il suo sistema di lavoro consiste infatti in una suddivisione...

Peggio per me, peggio per voi, peggio per tutti / Wall paintings, Cancellare tutto

Bertolo   Il tuo articolo su "Artribune" di qualche tempo fa rimane la cosa migliore che ho letto riguardo alla querelle attorno alla mostra sulla Street Art a Bologna. Nel frattempo però c'è stata questa cosa di Blu, il nostro più affermato street artist, che con un blitz ha cancellato tutti i suoi wall paintings bolognesi. E si è sollevato un polverone – come è giusto che sia... Nella valanga di post e interventi pro o contro quel gesto mi pare che l'unica cosa che nessuno mette in discussione sia il significato/movente di quel gesto: la protesta.   Favelli   Mi piace questa cosa di resettare tutto, di annullare tutto, più che distruggere e cancellare. Avesse dato una mano di nero – lutto censura – invece è grigio come il muro di prima, una specie di fondo. Dopo la nostra...

Lucca Comics & Games 2016

A un anno esatto dal nostro primo reportage siamo tornati a Lucca Comics & Games, l'evento più importante in Italia dedicato al fumetto e al vasto universo dei prodotti d'intrattenimento che ruotano intorno a serialità e grandi franchise.   La manifestazione, giunta all'edizione del cinquantennale celebrato con la presenza di pesi massimi come l'indomito e intensissimo Frank Miller, continua a moltiplicare numeri e biglietti venduti e nel suo gigantismo ha ormai ampiamente superato il semplice confine di appuntamento rivolta agli appassionati: Lucca oggi è ormai tanto fenomeno di costume quanto ghiotta occasione per nuove opportunità di business da parte dei grossi gruppi multimediali, che sempre più investono in prodotti declinati su piattaforme differenti e rivolti a un...

Intervista ad Armin Linke / L'apparenza di ciò che non si vede

“L’apparenza di ciò che non si vede” è il titolo dell’ultimo progetto di Armin Linke (Milano, 1966), in parte presentato nel 2015/2016 allo ZKM di Karlsruhe ed ora in mostra al PAC, in cui scienziati e specialisti di vari ambiti disciplinari* rileggono il suo archivio fotografico. In questo modo si innesca un processo di ricontestualizzazione e di trasformazione delle immagini, che acquistano un nuovo significato. Come afferma Armin Linke: È stato interessante vedere ciò che loro vedono nell’immagine, che spesso è differente dall’idea iniziale per cui io ho realizzato i singoli scatti. Mi interessava questo scarto tra quello che io vedo in un’immagine e quello che vi vedono gli altri. L’idea era di fare una mostra in cui l’immagine fotografica non fosse il punto di arrivo ma il punto di...

During the night a Vienna / La paura del bianco: Edmund de Waal

Si è aperta l'11 ottobre al Kunsthistorisches Museum di Vienna la mostra di Edmund de Waal During the night; l'artista inglese vi espone una raccolta di oggetti provenienti dalle varie collezioni del museo, dai suoi depositi e da altri musei austriaci, secondo il modulo, inaugurato in una mostra del 2012 di Ed Ruscha, The Ancients Stole All Our Great Ideas. Convinto che gli antichi abbiano già detto e fatto tutto, il pittore pop e fotografo statunitense ha inventato un nuovo criterio espositivo: raccoglie opere d'arte, disseminate nella città o nascoste nei sotterranei del museo in cui espone, legandole con un tema, e il modello sembra aver avuto fortuna (si pensi alla mostra che Francesco Vezzoli ha organizzato al Museion di Bolzano).   Albrecht Dürer, Traumgesicht (1525). ...

Interview with Jeannette Ehlers / Under a different sun

For Why Africa?, the curatorial collective EX NUNC presents a series of interviews with women artists from Africa and Diasporas, participating in the upcoming curatorial project UNDER A DIFFERENT SUN. This exhibition and performance programme, which will take place in Venice in December 2016, will discuss topics of lost histories and negated memories from female, diasporian perspectives. UNDER A DIFFERENT SUN is a project conceived and curated by EX NUNC’s co-directors Chiara Cartuccia and Celeste Ricci, in the framework of the third edition of Venice International Performance Art Week | Fragile Body-Material Body, curated by Verena Stenke and Andrea Pagnes. ***   Italian Version   This second interview in the series features Danish-Caribbean multimedia artist Jeannette Ehlers...

Intervista con Jeannette Ehlers / Under a different sun

Per Why Africa? EX NUNC presenterà una serie d’interviste con artiste africane e delle Diaspore, partecipanti al progetto curatoriale UNDER A DIFFERENT SUN. Il programma espositivo e performativo, che avrà luogo a Venezia a Dicembre 2016, si concentrerà su storie perdute e memorie negate, riviste attraverso prospettive femminili e diasporiche. UNDER A DIFFERENT SUN è un progetto ideato e curato dalle co-direttrici di EX NUNC, Chiara Cartuccia e Celeste Ricci, nel più ampio contesto della terza edizione di Venice International Performance Art Week | Fragile Body-Material Body, curata da Verena Stenke e Andrea Pagnes.   ***   English Version   La seconda intervista della serie vede la partecipazione dell’artista multimediale, danese d’origini caraibiche, Jeannette Ehlers....

Ad avere paura, oggi, è l’orso / Nella pelle dell’orso

Specie d’orsi   «Per piacere, disegnami un orso». Sì, ma quale? Ne esistono otto specie diverse: l’orso bruno, l’orso nero, l’orso bianco o polare, l’orso dal collare, l’orso ornato o con gli occhiali, l’orso malese, l’orso giocoliere, il Grande Panda. Vivono al freddo ma alcuni si sono spinti fino all’emisfero sud dell’equatore, come l’orso malese e l’orso ornato. Mangiano foche ma non mancano specie vegetariane golose di bambù. Goffi e tozzi, sono capaci di arrampicarsi sugli alberi, come l’orso ornato, agile come uno scoiattolo; sospeso a 15 metri d’altezza, resta in aria fino a quattro giorni. Corrono poco (perché mai precipitarsi, si dice l’orso, quando non c’è animale che mi minaccia?), ma sono nuotatori provetti, come l’orso polare che s’immerge a venti metri di profondità....

Tempo, spazio e vasetti di yogurt in alcune opere di Julie Polidoro / Mi fa male Chioggia

Le carte geografiche, come si legge, alla voce omonima, nel “Nuovo soggettario Thesaurus” della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze – sì, al plurale –, sono Rappresentazioni approssimate, ridotte e simboliche della superficie terrestre, o di una sua parte, su un piano, con lo scopo di farne conoscere l’aspetto fisico, le divisioni politiche, i fatti economici o altre caratteristiche, le condizioni storiche di un determinato periodo, etc., indipendentemente dalla scala utilizzata. Senza scomodare (troppo) Tommaso d’Aquino che definiva rappresentazione quella facoltà, distintiva dell’intelletto, di contenere, per analogia o similitudine, l’immagine di una cosa qualsiasi, visibile o invisibile esistente fuori o dentro di esso, possiamo concordare che non sono possibili rappresentazioni...

22.10.2016 - 27.11.2016, Bergamo / Specchio concavo

In ambito esoterico si tramanda che lo specchio concavo sia un mezzo per focalizzare l’attenzione sul mondo astrale e per esercitare la capacità di osservazione più sottile. Sibille, profetesse, streghe, vaticinanti e sciamani hanno utilizzato questo medium per migliorare le loro doti di chiaroveggenza. Fissavano nel cavo dello specchio attendendo immagini rivelatrici. Agivano telepaticamente, pensando per immagini. Spostavano nell’aria atomi e molecole per mezzo di illuminazioni e intuizioni. Di notte, riempivano di acqua la ciotola concava per osservare le luci e i flussi delle stelle catturate nella trasparenza del loro “de-siderare”. Alcuni scoprirono misteri della natura molto prima che la scienza giungesse alla verità delle cose. Ricercando tracce e documenti e arretrando nel tempo...

Il suono come forma per resistere alla supremazia patriarcale e coloniale del maschio bianco / NON: Una questione di (ri)appropriazione

Siamo lieti di inaugurare con questo articolo una nuova partnership editoriale con Art South Africa, una rivista dinamica, innovativa, sovversiva e intelligente, dedicata alla realtà presente e futura del continente africano. Perennemente ottimista, anche nelle riflessioni più critiche, Art South Africa si apre a nuove possibilità, celebra il sogno ed esalta l’innovazione. Ispirandosi alle trasformazioni globali che hanno investito il mondo della comunicazione, i modelli di business, il pensiero creativo e le pratiche artistiche, Art South Africa si propone di mostrare e raccontare i risultati positivi che è possibile ottenere quando si ha il coraggio di rischiare. Dedicata alla cultura, alla creatività e all’arte africana, e in particolar modo alle arti visive, Art South Africa si fonda...

Sound as a form to resist neo-colonial, white, supremacist, patriarchal structure / NON: A Question Of (Re)Appropriation

  With the piece below we are happy to open a new editorial partnership with Art South Africa magazine. Art South Africa is on the move, experimental, provocative, intelligent, Art South Africa today sees itself a vehicle that celebrates Africa’s future-present. Always optimistic – even at the heart of a dark reflection – Art South Africa conjures possibility, champions dreams and tracks innovation; inspired by a world-wide transformation in communications, business models, design thinking, and art practice, Art South Africa is here to show and tell us about the positive outcomes of risk-taking. Focused on African culture, creativity and the arts in general while holding onto its core market - the visual arts - Art South Africa understands that life is meaningless without dreams,...

C'era una volta / Peter Mitterhofer e la macchina da scrivere

C’era una volta la Cacania. Come dice Musil lì era tutto "kaiserlich-königlich", imperial-regio. Lo testimoniano ancora le K.K. impresse sui tombini nelle strade di Merano. E nella Cacania – che si spingeva appunto anche nel Sud Tirolo, detto oggi Alto Adige – c’era un brav’uomo di nome Peter Mitterhofer. Proprio negli anni in cui governava Cecco Beppe e la “sua” Sissi, divideva gli animi tra entusiasti e denigratori. Si racconta Peter fosse molto amato dai bambini, che probabilmente vedevano in lui qualcosa di simile a Emmett "Doc" Brown (Christopher Lloyd), lo “scienziato pazzo” che in Ritorno al futuro di Robert Zemeckis (1985) affascina il giovane Marty McFly (Michael J. Fox) o, per chi se lo ricorda, a Maurizio Nichetti in Ratataplan (1979). Viveva a Parcines, oggi poco più di 3.500...

Analisi di un best seller per adolescenti / Diario di una schiappa

Settembre. Apertura delle scuole. Primo giorno per molti, prima assoluta per alcuni che si ritrovano a fare il salto di qualità, all’inizio di un nuovo ciclo scolastico, in una nuova scuola e con nuovi compagni. Quale momento migliore per cominciare a scrivere un diario?  “Diario di una schiappa”, nelle sue ennesime versioni, si presenta così, vuole essere il giornale di una navigazione a vista, in un contesto estraneo e problematico, ostico e ostile, crudele come solo la scuola media agli occhi di un ragazzino appena sbarcatovi dalle elementari può apparire.  L’idea non è sicuramente originale, si potrebbe azzardare una genealogia della diaristica di questo genere, fatta di testi molto diversi fra loro: da Cuore ai libri sulla scuola media di James Patterson, c’è solo l’...

Triennale di Milano, 5 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017. / L’altro sguardo

“L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2015” non è solo il titolo di una mostra organizzata alla Triennale di Milano, è la dimensione prospettica di una collezione e dello sguardo che l’ha costruita, o meglio di colei che l’ha voluta e ideata: Donata Pizzi. Nasce da un bisogno, una spinta interiore costituita da scelte e incontri, che è divenuta l’elemento costitutivo della collezione e della volontà di renderla pubblica, come patrimonio per la collettività. Vi sono esposte più di centocinquanta immagini scattate da molte fotografe dagli anni Sessanta ad oggi.   Se è vero che molte delle conquiste più importanti degli ultimi quarant’anni sono state promosse e ottenute dalle donne: la lotta per il diritto di abortire, che oggi si rinnova in Polonia, per il diritto di divorziare e...

Gettare Dante nel mondo / Dante: l'icona e il volto

Una sorta di leggenda famigliare vuole che mio nonno – classe 1908, tappezziere e socialista – fosse entrato in possesso di una riproduzione a colori di un noto dipinto di Henry Holiday, Dante e Beatrice (1883). Non è chiaro come l'avesse ottenuta: qualcuno dice l'avesse ritagliata da un giornale illustrato, altri che l'avesse ricevuta come gratifica per un lavoro particolarmente ben fatto. In ogni caso, l'aveva fatta incorniciare (o, come sostengono alcuni, aveva fabbricato di persona la cornice) e l'aveva appesa nel salotto di casa, dove sarebbe rimasta per più di trent'anni. Poi il nonno morì, e, come spesso accade, fra una ristrutturazione e l'altra dell'appartamento, della stampa si persero le tracce. Personalmente non ho idea se mio nonno nutrisse una particolare venerazione per l'...