Gli italiani della post-pandemia

Da alcuni decenni, sono cresciute le nostre difficoltà di comprensione delle dinamiche di evoluzione della società. Lo sviluppo ipertrofico dei processi di globalizzazione e comunicazione ha reso infatti il mondo culturale e sociale contemporaneo sempre più complesso e difficile da capire. Così, le società occidentali contemporanee evidenziano spesso ai nostri occhi una natura incomprensibile e le persone che le abitano incontrano delle notevoli difficoltà nell’attribuire loro dei significati. Ma è possibile comunque mettere a punto e perfezionare degli strumenti in grado di consentirci d’illuminare almeno in parte i processi di cambiamento in corso. Degli strumenti d’analisi cioè, i quali possano consentire alle persone di orientarsi in maniera efficace rispetto alle dinamiche evolutive della società, pur nella consapevolezza delle difficoltà interpretative che comunque tali dinamiche comportano.

 

In Italia, sono stati effettuati vari tentativi di questo tipo da parte di diversi soggetti. Coop è uno di quelli che ha perseguito con maggiore costanza un progetto di analisi dell’evoluzione sociale. Infatti, ha creato e progressivamente perfezionato un portale dedicato alla raccolta di informazioni relative alla vita quotidiana degli italiani (www.italiani.coop) e un rapporto annuale sui principali cambiamenti che intervengono in tale ambito. È da poco uscita l’ultima versione di tale rapporto, il Rapporto Coop 2021 - Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani, realizzata dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi, Npd, Crif, Tetra Pak Italia. Per dare vita a tale rapporto, si è fatto ricorso a numerosi dati provenienti da molteplici fonti, ma ci si è avvalsi anche di due differenti indagini appositamente condotte nello scorso mese di agosto e relative a due campioni statistici, uno di popolazione e uno composto di opinion leader.

 

Naturalmente, il Rapporto Coop 2021 aveva la necessità di confrontarsi con l’attuale fase sociale in cui le conseguenze sociali determinate dalla pandemia di Covid-19 sembrano aver superato il loro momento acuto per lasciare spazio a una fase di progressiva “normalizzazione”. E infatti dal Rapporto Coop di quest’anno emerge principalmente che nel nostro Paese è in atto una significativa ripresa. Ripresa di cui gli italiani sono consapevoli, sebbene percepiscano che rimangono ancora diversi problemi da risolvere, a cominciare da quello riguardante la disoccupazione. Pertanto, l’attuale momento positivo dell’economia italiana non si traduce ancora in una elevata espansione dei consumi. Comunque, se messi a confronto con i loro colleghi europei, gli italiani evidenziano di essere tra i più ottimisti, decisamente più dei tedeschi, dei francesi e degli spagnoli. 

 

Ma come si stanno trasformando i nostri connazionali secondo il Rapporto Coop 2021? Hanno molta fiducia nelle opinioni degli scienziati e nei medici, probabilmente in conseguenza della recente esperienza pandemica. Sono però anche sempre più consapevoli dell’importanza di tutelare i diritti civili. Basti pensare che, in Europa, sono uno dei popoli più favorevoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sono inoltre sempre più sintonici con il mondo digitale e fanno sempre più ricorso al commercio elettronico, sebbene il totale degli acquisti effettuati in questo ambito sia ancora contenuto. Ma sono anche sempre più ecologisti: acquistano in misura crescente auto ibride ed elettriche, utilizzano biciclette elettriche e si lasciano coinvolgere dal modello alimentare vegetariano. Si pensi che l’88% dichiara di fare scelte guidate da criteri di sostenibilità ambientale quando acquista dei prodotti alimentari o delle bevande. Ciò probabilmente spiega perché gli italiani stanno diventando anche più infedeli nei confronti delle tradizionali marche industriali, forse percepite come non in grado di offrire dei prodotti con livelli di rispetto dell’ambiente e della salute paragonabili a quelli delle piccole imprese. 

 

Questi sono soltanto alcuni concetti di sintesi che emergono con chiarezza dall’analisi dei numerosi risultati presenti nel Rapporto Coop 2021. Chi è interessato potrà trovarne altri esplorando il rapporto liberamente disponibile sul sito di Coop. Quello che è invece è importante sottolineare qui è che, come si è affermato in precedenza, questo rapporto, analogamente ad altri tentativi simili, è uno strumento di comprensione della realtà sociale sicuramente utile ed efficace, ma anche parziale e limitato. Infatti, come si è detto, è basato su dati raccolti da varie fonti e due indagini campionarie appositamente realizzate. Due indagini dove le persone intervistate si sono direttamente espresse. È noto però che una metodologia di questo tipo presenta dei vantaggi, ma anche dei limiti sul piano dell’affidabilità scientifica. E che dunque può essere “corretta” e migliorata costruendo e impiegando anche degli indicatori di tipo indiretto. Indicatori che una ormai lunga tradizione relativa all’ambito delle ricerche sul cambiamento sociale ha mostrato essere efficaci e sicuri dal punto di vista dei risultati ottenuti. 

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