Michel Foucault, Parigi, 1975

Due interviste, due incontri.

 

La prima, dopo l’uscita di Surveiller et punir, non è partita molto bene. Aveva un tono scortese e furioso. Dopo un po’ mi spiegò scusandosi che da una settimana riceveva giornalisti che sì e no avevano letto del suo libro soltanto il titolo.

 

Poi si accorse che avevo due carnet pieni di appunti e domande. Diventò cortese e disponibile. E pronto a discutere e rispondere alle questioni. Sempre furioso, però.

 

Tanto denso e complesso e meditato risultava il suo pensiero scritto, tanto, nel dialogo diretto, dava l’impressione che quel pensiero nascesse dal furore della passione, come se emanasse direttamente dal suo corpo piccolo e nervosissimo. Uno spettacolo.

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23 Luglio 2012