Il piatto piange
Alberto Saibene

Alberto Saibene lavora in campo editoriale. Per il resto è un dilettante. 

13.05.2018

Un outsider / L'Italia perduta di Giovanni Comisso

Ci sono scrittori che, nonostante il favore della critica più avvertita, il piacere che offrono alla lettura, il Meridiano che li consacra nel canone novecentesco, restano sempre in secondo piano, in attesa di una popolarità che non arriva mai. Nonostante sia stato apprezzato da Montale, Contini, Pasolini, Piovene, Zanzotto e da vari altri critici o scrittori (negli ultimi anni Fofi e La Capria), nonostante esista una bellissima biografia di Nico Naldini, non è mai scoccata l’ora di Giovanni Comisso (1895-1969). Perché? Non c’è una sola risposta: il disordine con cui ha organizzato i suoi libri, spesso messi insieme riutilizzando cose apparse già in altri volumi, la posizione di outsider che tenne fin dall’inizio nella nostra società letteraria, l’incapacità di dare il ritmo del romanzo...

15.04.2018

Le chiavarine / 23 ore a Chiavari

La pianura è da giorni avvolta nella nebbia. Così, grande è la delusione, passati i tunnel sotto l'Appennino, di non trovare il sole che splende sulla Riviera. Nel nostro immaginario bassaiolo in Liguria c’è il sole tutto l'anno, la temperatura è mite e le fioriture di gennaio annunciano la primavera. Il cielo di Chiavari è invece coperto di nuvole, ma un gruppo di amici mi attende in stazione e il cuor si rallegra. Destinazione Levaggi, uno dei due produttori superstiti di sedie, le "chiavarine", che hanno reso la cittadina ligure celebre nel mondo. C'è una storia, forse una leggenda, dietro la nascita di queste sedie superleggere: l'inventore si chiama Giuseppe Gaetano Descalzi, detto Campanin, perché figlio del campanaro, che nel 1807 produsse la prima Chiavarina, ma a...

22.02.2018

Tempo di libri - scrittori / Hemingway a Milano

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, abbiamo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera. Riprenderemo i temi delle giornate - dalle donne al digitale -, daremo voce a maestri che parlano di maestri, i nostri autori scriveranno sugli incipit dei romanzi più amati, racconteremo gli chef prima degli chef, rileggeremo l' “Infinito” di Leopardi e rivisiteremo la Milano di Hemingway, rileggeremo insieme testi e articoli del nostro archivio, che continuano a essere attuali e interessanti.   Milano nel 1918 ha poco meno di 800.000 abitanti. Le industrie sorte negli ultimi trent’...

21.01.2018

Mina e Tognazzi / Cremona città felice

Era da un po' di tempo che non facevamo gite, zingarate per la provincia italiana. Così, quando ho saputo che a Cremona era in corso una mostra dedicata al Genovesino, pittore nato appunto a Genova, ma che conobbe la sua gloria nella prima metà del Seicento proprio a Cremona, il richiamo è stato irresistibile. Approfittando del periodo natalizio, il collaudato quartetto ha solcato la Bassa in un giorno feriale per raggiungere la mostra che ha sede (fino al 4 febbraio) nella bella pinacoteca civica Ala Ponzone. Scoperto dal Longhi, approfondito dall'allieva cremonese Mina Gregori, Luigi Miradori detto il Genovesino è un signor pittore, come risulta da questa bella mostra, la prima monografica che gli viene dedicata. Dotato di tecnica prodigiosa, di pennellata al tempo stesso accurata e...

23.11.2017

Massimo Bucciantini / Un Galileo diviso nella Milano del boom

Nella pedagogia progressista degli anni Settanta era quasi inevitabile che genitori e insegnanti ci spedissero ad assistere a uno spettacolo del Piccolo Teatro. Si cominciava alle elementari con l’Arlecchino servitore di due padroni a cui seguiva, più grandicelli, La tempesta o I giganti della montagna piuttosto che un Brecht a scelta. Per noi il Piccolo era, con una crescente insofferenza, “il” teatro della città, anche se l’attesa per la nuova sede – i lavori durarono quasi vent’anni – fu il simbolo di un periodo di declino della città. Nel frattempo avevano fatto in tempo a morire Paolo Grassi (1919-1981) e Giorgio Strehler (1921-1997), i dioscuri che avevano fondato il teatro nel 1947, mettendo in scena L’albergo dei poveri di Massimo Gor’kij nel fervore della Milano che rinasceva...

28.10.2017

Compie 100 anni il personaggio di Sto / Un'intervista impossibile al signor Bonaventura

L'altro giorno sono stato a trovare il signor Bonaventura. Mi avevano detto che avrebbe compito cento anni, così sono andato a fargli qualche domanda dopo uno spettacolo a teatro. Era una delle sue commedie per bambini: Una losca congiura ovvero Barbariccia contro Bonavantura, messo in scena da Marzia Loriga. Lo spettacolo è stato un vero successo e i bambini, nati quasi un secolo dopo, seguivano incantati e divertiti, ma anche genitori e nonni avevano il sorriso stampato sulle labbra perché, ha detto Sergio Tofano, "si può ridere con qualunque mezzo, purché, s’intenda, di buon gusto”. L’eleganza metafisica di Bonaventura, le impeccabili rime baciate, i velocissimi cambi di scena hanno conquistato tutti. Dopo la recita ho approfittato della naturale cortesia del signor Bonaventura (vero...

06.10.2017

Leonardo Di Costanzo, “L'intrusa” / Storie di ordinaria estraneità

Negli anni del primo dopoguerra, il riscatto di una nazione sconfitta arrivò inaspettatamente dal cinema, che divenne proprio in quegli anni un fenomeno globale, la principale fonte di svago di un mondo che ricominciava a vivere. Nessuno però aveva mai sentito parlare di quello italiano, che di svago ne offriva ben poco. I film di Rossellini, De Sica, Zavattini e di tutti quelli che seguirono, aprirono la strada a una nuova idea dell'Italia dopo vent'anni di fascismo. Fu chiamato neorealismo, un cinema girato tra città distrutte e campagne sconvolte dal passaggio del fronte, con attori presi dalla strada e che raccontava storie di vita quotidiana: bambini lustrascarpe, operai disoccupati ladri di biciclette, le vicende della guerra e le macerie morali da cui ripartire. L'urgenza di dire è...

30.09.2017

Boom economico / Scatola magica: i 100 anni de La Rinascente

Ripensando alla Milano del boom economico, origine di quella di oggi, mi pare che sia stata percorsa contemporaneamente da due flussi, spesso destinati a mescolarsi. Da una parte, con la piena occupazione, è il luogo dove è nata l’alienazione del lavoro di fabbrica e negli uffici, evocata così bene ne Il posto (1961) di Ermanno Olmi e nella Ragazza Carla (1960) di Elio Pagliarani, dall’altra la città come occasione di affermazione della propria individualità (maschile e femminile), rompendo le catene della famiglia, le maglie strette dal paese e del controllo sociale della comunità. Un punto di sintesi è forse La vita agra (1962) di Luciano Bianciardi, un libro che denuncia lo smarrimento individuale e collettivo di quegli anni, quasi una sbronza quotidiana.   Il Luciano emigrato a...

14.04.2017

In paese si chiacchiera / Inverno in Val di Chiana

Il barbiere di Lucignano mi dice che è rimasto l’unico del paese. La gente preferisce andare a tagliarsi i capelli nei centri commerciali dove, in aggiunta, beneficia di massaggi e trattamenti. Quello che perdono è la conversazione quotidiana tra i clienti, ispirata soprattutto dai giornali sportivi e dalle chiacchere di paese. In realtà in paese si chiacchera dappertutto: la merciaia novantenne rimpiange il fascismo. Provo a correggerla: “Rimpiange la sua giovinezza”. Niente, lei insiste col fascismo. Si chiacchera dei fatti del giorno dalla giornalaia, si chiacchiera in coda dal panettiere o dal famoso macellaio che vanta la chianina (siamo in Val di Chiana) più buona del circondario. Abbas Kiarostami aveva girato un film da queste parti e chiedo ai clienti del parrucchiere se ne hanno...

16.03.2017

Il 18 marzo a Libri Come / L'Italia di Adriano Olivetti

Nell’autunno del 2007 Enrico Morteo mi coinvolse nell’organizzazione di una mostra che avrebbe celebrato a Torino, nella primavera successiva, i cento anni della Olivetti. Aderii con entusiasmo. Mi ero laureato, parecchi anni prima, sulle attività culturali di Raffaele Mattioli e da allora ho pensato ad Adriano Olivetti come a un suo complementare pendant nell’Italia che rinasceva nel 1945. Avevo raccolto nel tempo qualche appunto, avevo notato come il nome Olivetti incrociasse le vicende di molti uomini illustri dell’Italia repubblicana, ma non mi era mai stata data occasione di studiarne la storia. Cosa fosse divenuta nel frattempo la Olivetti lo ignoravo. Avevo letto sui giornali che dopo Carlo De Benedetti c’erano stati una serie di passaggi di proprietà e mi ero accorto che il nome...

18.02.2017

“I due orfanelli”, 1947 / Un maestro di disobbedienza

  Nelle prime ore del 15 aprile 1967, moriva improvvisamente il principe Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio, in arte Totò. Da quella notte sono passati cinquant'anni, ma la sua figura è più viva che mai nell'immaginario collettivo. Affrontarla significa raccontare una porzione consistente della cultura nazionale, sia “bassa” che “alta”, dal ventennio fascista ai prodromi del '68; ma significa anche, dietro le risate, domandarsi quanto sia ancora in grado di parlare a noi (ma soprattutto di noi), spettatori italiani d'oggi. In occasione di questo anniversario, Doppiozero ha deciso di dedicare a Totò uno speciale in più parti, nel quale le testimonianze d'epoca verranno affiancate alle parole dei nostri collaboratori, ciascuno alle prese con una...

23.12.2016

Dino Risi, 1916-2016 / Il segno di Risi

Negli anni in cui il cinema italiano era forse il più grande di tutti, il favore della critica andava a chi racchiudeva un mondo in un’inquadratura immediatamente riconoscibile (Antonioni, Fellini, Visconti). Poi c’era chi il mondo lo deformava (Germi), chi lo costruiva mescolando realtà e melodramma (Rosi), e infine una serie di ottimi professionisti che raccontavano il cambiamento del costume del paese nella forma della commedia (Comencini, Monicelli e molti altri).  Tra questi ultimi Dino Risi, di cui oggi si celebrano i cento anni dalla nascita. Si era attorno al 1960 e in tutti era presente la lezione del neorealismo (Rossellini, De Sica e Zavattini). Valeva anche per Dino Risi: «Il neorealismo è stato per me fondamentale [...] Non è un genere il neorealismo, è un modo di vedere...

11.12.2016

Parlando di ritorni / Notte al castello, pranzo in cascina

Arriviamo trafelati al castello di Varzi. Chiacchierando con Antonella e Luca non ci siamo accorti di aver perso la giusta uscita dell'autostrada e dopo vari su e giù tra val Staffora e val Borbera, in un pomeriggio di sole splendente, giungiamo in ritardo a destinazione. Antonella Tarpino ha dedicato alcune pagine del suo ultimo libro, Il paesaggio fragile, a questa zona, detta delle "quattro province" (Pavia, Piacenza, Alessandria e Genova), mettendo in luce il naturale meticciato di una popolazione costretta a emigrare presto, in una terra che è stata storicamente un luogo di passaggio tra il mare e la pianura. Dagli anni Cinquanta è al margine dei grandi traffici, ma forse per questo, è sempre di più scelta come luogo di residenza da chi è stufo di vivere in città. Ad attrarre è un...

30.10.2016

Mare e Sardegna

“Finalmente ti sei organizzato delle belle vacanze”. L’approvazione di mia madre è il viatico a un’estate meno on the road del solito, con alcune giornate dedicate al mare, ai bagni, alla famosa “aria buona”, così rara quando si torna in città. E così, dopo un breve volo notturno Pisa-Alghero, eccomi sulla Carlo Felice in una Sardegna dove la notte coincide col buio. Sento soprattutto le buche della strada che mi conduce verso Riola Sardo, in mezzo al Campidano, a pochi chilometri dallo stagno di Cabras, dove un’amica milanese ha ristrutturato con garbo e rispetto una casa di paese e vi trascorre molti mesi all’anno. Attraverso di lei conoscerò una piccola, informale, comunità di sardi e di continentali che vivono un po’ fuori dagli schemi e amano questa terra di cui sono giustamente...

25.09.2016

Dagli anni ’30 a oggi / Il paesaggio italiano al cinema

Per ricostruire le trasformazioni del nostro paesaggio il cinema è uno strumento formidabile fino ad ora poco utilizzato. Ho preso in considerazione il cinema italiano dagli anni ’30 a oggi, conoscendo troppo poco il cinema muto che, secondo una vecchia classificazione, si divide tra gli eredi di Lumière, il cinema documentario, e di Méliès, il cinema fantastico, di invenzione. E in particolare mi riferisco al cinema di finzione, non al documentario, per la ragione principale che è uno specchio inconsapevole, quindi tanto più ricco di segni che entrano nell’inquadratura, della nostra società. Dal Romanticismo, quando cioè l’idea attuale di paesaggio arriva nella nostra Penisola, fino ai primi del Novecento, gli italiani hanno guardato al nostro paesaggio attraverso la storia dell’arte. Da...

03.09.2016

Un popolo di cicale

L’aeroplano ronza sull’aeroporto di Bari Palese in attesa di atterrare. Un fortissimo temporale si è abbattuto sulla città e sotto di noi scorrono il Tavoliere, i campi gialli, le distese di ulivi. Dopo una mezz’ora scendiamo e prendo a nolo una vetturetta. In città mi aspetta Antongiulio Mancino, critico cinematografico, detective dei segreti dell’Italia repubblicana, ma soprattutto amico. Sono le 14 passate quando entriamo all’Hostaria del Gambero, classico ristorante sul porto. “Devi assaggiare gli spaghetti al nero di seppia!” Pur diffidando delle osterie con la h davanti, non mi lascio pregare. Dopo qualche antipasto (gamberi crudi e cotti, polipo, insalata di mare), arrivano gli spaghetti che, mescolati davanti a noi, diventano neri.   Sono buonissimi, ma cerchiamo di non...

03.07.2016

Omaggio a un maestro / Gli ottant’anni di Luca Baranelli

Nel primavera del 1939, per esorcizzare l’incubo di una guerra che sentivano sempre più imminente, Piero Calamandrei e alcuni amici (Sandrino Levi, Luigi Russo, Pietro Pancrazi e altri) presero l’abitudine di fare lunghe passeggiate domenicali per la campagna toscana. Il calore della conversazione scioglieva per qualche ora l’angoscia del tempo presente. Luca Baranelli allora aveva 3 anni, viveva a Siena un’infanzia felice e Calamandrei l’avrebbe conosciuto più tardi, quando, non ancora maggiorenne, militò in Unità Popolare, una formazione di derivazione azionista che contribuì a non far passare la “legge truffa” nelle elezioni del 1953.   Il calore dell’amicizia la ritrovo, attraversando in treno la campagna toscana, quando incontro a Santa Maria Novella Francesco Ciafaloni (forse...

29.05.2016

Il debutto di Andrea Bottalico / Il fuoco a mare

Negli anni Cinquanta, quando ancora era forte l'urgenza di dire, di testimoniare il presente e il passato prossimo, ci fu una collana editoriale, "I Gettoni" di Einaudi, che assolse più di tutti questo compito. Elio Vittorini battezzò grandi scrittori che poi fecero carriere anche molte diverse come Lucentini, Fenoglio, Lalla Romano, Anna Maria Ortese, Testori, Ottieri e altri nomi, alcuni dei quali oggi sepolti nell'oblio. Mi sono venuti in mente "I Gettoni" leggendo Il fuoco a mare (Monitor, p.216 15 euro), debutto di Andrea Bottalico, un Gettone dei nostri tempi, volume passato tra le mani di editori importanti e poi tornato al punto di partenza: la redazione di Napoli Monitor in uno scantinato dei Quartieri spagnoli.   Pur essendo meritevolissima, l'attività di Napoli Monitor (...

16.04.2016

Museo Guatelli, MAST e trattorie emiliane / Mai perdere di vista il ragù!

È da tempo che volevo visitare il Museo Guatelli. Me ne aveva parlato l'amica Marta Sironi, che ha un gusto infallibile per il bello e non vedevo l'ora di andarci. Tra una cosa e l'altra sono passati un po' di mesi e una mattinata piovosa di questo inverno mite non scoraggia il nostro equipaggio a far rotta verso Ozzano di Taro, prima tappa di una giornata intensamente emiliana. Tra la pianura e l'Appennino, appena prima di Fornovo, una vecchia casa di mezzadri, con stalla ed edifici annessi, ospita il Museo Guatelli. Ad accoglierci è Lino che, con amicizia e gentilezza, risponde alle nostre domande e ci fa notare le cose più curiose di questa gigantesca e compressa raccolta della civiltà contadina e, più in generale, del mondo di ieri. Ma non è solo un museo dell'uso e del riuso della...

02.03.2016

L’Italia del miracolo economico (1958-1963)

Si è usi circoscrivere il boom o miracolo economico tra il 1958 e il 1963, anni nei quali fenomeni fino ad allora in stato di incubazione esplodono in tutta la loro virulenza. Il quadro politico, a parte la vistosa eccezione del governo Tambroni – monocolore DC sostenuto dall’appoggio monarchico e missino che insanguina l’Italia nella primavera-estate del 1960 –, registra il progressivo avvicinamento del PSI all’orbita democristiana, offrendo uno sfondo quieto alla grande trasformazione dell’Italia da nazione proto-industriale a nazione moderna (tenendo conto di tutte le insidie che questo aggettivo nasconde).   Qualche dato ci aiuta a riflettere: nel 1962 gli abitanti di Torino aumentano del 35,5%, arrivano cioè oltre 66.000...

21.02.2016

"L'importante è che la morte ci trovi vivi" / Marcello Marchesi. Il signore di mezza età

“Che bella età la mezza età… serenità… tranquillità”, così cominciava la sigla del Signore di mezza età (1963), un varietà di costume firmato da Marcello Marchesi insieme a Camilla Cederna e Gianfranco Bettetini. Marchesi, fino ad allora dietro le quinte, per la prima volta si presenta alla ribalta con una rassicurante maschera con baffi, occhiali, cappello, impermeabile e ombrello: il signore di mezza età che oppone la sua epoca e i suoi ricordi al presente. Sono gli anni del boom e in Italia chi ha 40-50 anni si sente superato da una nuova generazione con costumi diversi. È la scintilla che farà da detonatore ai successivi conflitti generazionali e il tema di molti film come La voglia matta (1962) di Luciano Salce dove il quarantenne Ugo Tognazzi è attratto dalle grazie acerbe della...

13.02.2016

1975 e dintorni

1 1975: Quinta elementare di via della Spiga. I venti del ‘68 raggiungono l’austero edificio nel cuore di Milano, dove gli alunni indossano un grembiule nero o, i più zelanti verso i regolamenti, una giacchetta verde con ricamata una spiga, mentre le alunne un grembiule bianco con o senza fiocco. I genitori, che spesso hanno frequentato lo stesso istituto, si dividono tra chi vuole una scuola più partecipata – sono gli anni dei Decreti delegati – e chi invoca un principio d’ordine in una società dove tutto sembra cambiare. In classe, a un angolo del muro, un altoparlante, eredità del fascismo, gracchia le comunicazioni del mite direttore Ferretti; alle pareti, dietro alla cattedra, divise dal crocefisso, una carta politica e una fisica. Quest’ultima è la meno utilizzata, serve per...

07.02.2016

La storia di Gianni Brera

“Io triumphe, avventurata Italia”. Così Gianni Brera celebrava, il 13 luglio 1982, il terzo campionato del mondo vinto dalla nostra Nazionale. Era anche un trionfo personale perché fu l’apoteosi del calcio “all'italiana”, una categoria critica inventata dallo stesso Brera, meglio noto come “contropiede”, altro neologismo di conio breriano. Il giornalista aveva allora 63 anni, scriveva per «Repubblica», ed era considerato il principe dei cronisti sportivi. Sarebbe vissuto altri dieci anni, ma quello fu lo zenith di una carriera cominciata oltre quarant'anni prima e proseguita, con meno smalto, dopo il 1982.   Dopo di allora cambiò il calcio con l'arrivo sempre più massiccio degli stranieri...

16.01.2016

Pintori: la grafica ai tempi della Olivetti

Non è difficile individuare i bersagli che il giovane Renato Solmi indicava, senza fare i nomi, nell'incandescente introduzione ai Minima Moralia di Adorno (Einaudi 1954), ora ristampata da Quodlibet. "Lo snobismo dei gruppi che si danno convegno – anno per anno – in un'isola selvaggia e fuori mano, fieri della differenza e della propria scoperta, ė di cattiva lega come lo humour di certi bohémiens attardati che si distinguono dai borghesi solo perché sanno fare loro il verso".   Bocca di Magra, tra La Spezia e la Versilia, non è un'isola selvaggia ma, negli anni Cinquanta, quando Solmi scrive queste pagine, diventa luogo di ritrovo di una borghesia intellettuale stufa della Versilia e che vagheggia un ritorna alla...