Per brevi tratti
Giovanna Durì

Inizia come grafico editoriale nel 1979, con brevi escursioni anche in campo pubblicitario, fino a ricondurre il proprio lavoro attorno alla sua vecchia passione, il disegno, occupandosi però del disegno altrui.

Cura cataloghi e mostre per i migliori illustratori contemporanei: Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Franco Matticchio, Giorgio Maria Griffa, Pia Valentinis, Stefano Ricci, José Munoz, Roland Topor e altri. Collabora con case editrici nazionali ed estere. Anche se non ha mai smesso di disegnare è solo dalla primavera del 2012 che espone i propri lavori e pubblica piccoli libri.

04.09.2019

Novara 20-22 settembre 2019 / Scarabocchiare scarabocchi d’autore

Torna Scarabocchi. Il mio primo festival per il suo secondo anno. Di nuovo a Novara, presso l’Arengario. Torna con un tema che attraversa laboratori per i bambini e per gli adulti, le lezioni e le letture, e altro ancora: gli animali. Lorenzo Mattotti con gli animali di Pinocchio, Giovanna Durì con le macchie e gli sgorbi dentro cui vedere animali strani o consueti, Giovanna Zoboli con la pecora da disegnare de Il piccolo Principe di Saint-Exupery, e poi Ilaria Urbinati anche lei con animali, e quindi Ermanno Cavazzoni che ci parla degli scarabocchi di Franz Kafka, lo scrittore i cui racconti sono pieni di molti animali. Vi aspettiamo a Novara dal 20 al 22 settembre!   Pare che gli scarabocchi di un autore non possano essere considerati tali perché nell’istante in cui vengono...

16.03.2019

Assordante silenzio / Trieste Airport

Udine – Trieste ore 8,08   Questo regionale non l’avevo mai preso prima d’ora e sono sorpresa dalla somiglianza che le carrozze hanno con quelle dei treni frontalieri del Ticino. Pulite, luminose con ampi spazi per le biciclette e rastrelliere per le valige, del resto noto che quasi tutti i passeggeri sono in possesso di bagaglio. Una signora con un forte accento ispanico, accompagnato da un sorriso, mi parcheggia un passeggino a fianco prima di sparire dietro la grande porta automatica della toilette; il cucciolo, che non mi degna di uno sguardo, è catturato dal tablet come io lo sono dal suo ditino che con una velocità impressionante sta “dipingendo” una Pepa Pink di verde, il programma che usa non si discosta di molto da quello professionale che uso anche io; non faccio in tempo a...

31.08.2018

Venezia Santa Lucia-Udine / Un'amica sorprendente

Venezia Santa Lucia-Udine ore 18,30   Il regionale veloce è fermo da oltre quindici minuti in aperta campagna a causa di “un guasto sulla linea”, ascolto distrattamente qualche commento, quelle lamentele che oramai non danno più fastidio perché hanno superato la soglia della noia, mia e dei molti viaggiatori pendolari “fedeli alla linea” ferroviaria. Una voce spicca tonante su tutte, non tanto per il volume ma per l’assoluta estraneità al tema in questione. Questa voce, seduta alle mie spalle, sembra fare domande insensate a un interlocutore assente, assente in tutti i sensi dal momento che non le risponde. Nel frattempo mi accorgo di essere stanca, che questo ritardo mi farà rientrare a casa ancora più stanca e nervosa, forse troppo per poter affrontare un compito che in mattinata...

03.08.2018

A Novara dal 20 al 23 settembre / Skizzen, scarabocchi in treno

Ero in Ticino per un singolare lavoro che dovevo svolgere nei territori di confine tra la Svizzera e l’Italia. Il mio compito era fare un reportage visivo sulle persone che viaggiavano in treno, mi sembrava di sognare; venivo pagata per fare ciò che faccio per diletto.  In genere, quando schizzo e annoto mi nascondo, ma in quell’occasione invece mi sorpresi del coraggio con il quale continuavo a disegnare anche quando venivo insistentemente osservata; anzi, avrei quasi voluto andare dall’osservatore di turno per dirgli che lo facevo di professione.     Ricordo che in quell’occasione mi nascosi una sola volta, ma annotai il fatto: Vedo un uomo che scrive e schizza su un quaderno simile ai miei. Vengo attanagliata dal dubbio che l’editore possa aver commissionato a un...

20.05.2018

La morchia e la mela / Odori sul treno

Oggi, mentre salivo sul treno per Venezia al binario 6, sullo stesso marciapiede, al binario 5, un vecchio locomotore verde e giallo dall’aspetto dismesso faceva manovra; contemporaneamente la ragazza bionda alle mie spalle mangiava una mela. La somma dei due odori, quello della morchia e quello del frutto, mi hanno riportato alla memoria Marco Paolini, o meglio, un ricordo della sua infanzia evocato in uno spettacolo: l’odore della borsa da lavoro di suo padre che, come il mio, era un ferroviere. Marco (mi scuso per la familiarità) lo sento quasi un fratello, forse perché quando parla di ferrovia dà voce a pensieri che, presuntuosamente, vorrei avere espresso prima io. Nel tempo il suo ricordo si è fuso con il mio. Sono stata io a ricordare oppure è stato lui a risvegliare il mio ricordo...

25.03.2018

Io la riconosco / Maledetta passeggiata

Venezia Mestre – Verona, ore 15,30, andata.   Non ha fatto in tempo a sedersi di fronte a me che l'ho subito riconosciuta, lei non mi ha vista e neppure sfiorato con lo sguardo ma credo abbia riservato lo stesso trattamento a tutti i passeggeri del vagone. Il taglio dei capelli è diverso, ora sono più corti, forse il colore è meno luminoso ma una faccia così è difficile da dimenticare, – e proprio bella! – la stessa cosa che avevo pensato circa quindici anni fa quando la vidi entrare nella stanza dell'ospedale dove ero ricoverata da qualche giorno. Ricordo che la prima notte per lei non andò molto bene, aveva addosso una rabbia che non le dava pace, credo che avesse chiamato (imprecando) almeno una decina di volte l'infermiera, come vicina di letto era piuttosto impegnativa ma “per...

31.10.2017

Donne che dormono / I viaggi di Morfeo

Tratta Udine-Venezia  ore 10.31 (andata)    Vedo sfilare elegantemente il Regionale Veloce delle 10,07 mentre, rallentata dal peso del bagaglio e con scarsa eleganza, corro verso il binario, consolata solo dal pensiero che il treno successivo sarà vuoto.  “Nessuno è così pazzo da prendere il Regionale/locale delle 10,31 che ferma in tutte le stazioni…”. Venti minuti dopo vengo smentita. Il treno sembra più affollato del precedente. In compenso è pulito, con l'aria condizionata funzionante e, non so perché, frequentato in maggioranza da donne cariche di borse e dall'aspetto sfinito. All'altezza di Cusano, località che non ho mai sentito nominare da un altoparlante, la mia attenzione viene catturata da una coppia di donne seduta un paio di posti più avanti, dall’età...

24.07.2017

Una matita per l'estate / La prima matita e le sue compagne

  Era piccolissima, lunga circa sei centimetri e con una sezione di non più di tre millimetri: perfetta per le dita di una bambina. Faceva parte di una confezione speciale del Malto Kneipp e del Caffè Franck, ed era a corredo di un’agenda del 1957 (illustrata da Herbert Leupin) che per anni nessuno in famiglia aveva osato utilizzare. Probabilmente a causa della sua bellezza mi era stato raccomandato di non consumarla, ma com’è possibile non consumare una matita? Vero è che il signor Kneipp aveva pensato a tutto, allo smalto color ambra che la ricopriva e alla base arrotondata dipinta d’oro ma aveva scordato di fornire un temperino adatto alla sua dimensione, così per fare la punta serviva un coltellino e per disegnare mi trovavo a dipendere dagli adulti. In seguito ho approfittato...

04.03.2017

Tratta Udine - Treviso / L’uomo nero

Tratta Udine - Treviso, ore 10.07 (andata)   Oltre un metro e novanta di altezza, con un peso stimabile intorno ai 130 chili. Un armadio a tre ante. Si potrebbe definire una montagna d’uomo. E in più, nero. È entrato con tanta irruenza, che la vecchia porta a spinta continua a sbattere e cigolare, finché è arrivato oltre la metà del vagone. Il marito della signora con i capelli bianchi parla in dialetto stretto e commenta ad alta voce: “Guarda che razza di gente che gira qui, he moglie? Hai visto quanta Africa? Noi vecchi non possiamo più stare tranquilli...”. La donna della coppia giovane che ha preso posto di fronte a me si rivolge in tono affettato al suo sbiadito compagno, consigliandogli di tenersi vicino la borsa del computer. Le due “anziane ragazze” che vedo sedute tre posti...

20.08.2016

Tratta Mestre-Udine, ore 18.29 (ritorno) / Il bruco dolorante

“Capisci?! Con questo, rischio di buttare via tutto! Tutto quello che ho fatto negli ultimi anni!” La frase è appena stata abbaiata da una ragazza bionda, curata e griffata, in faccia a una sua simile, che non risponde. L’imbarazzo viene tradito dalle sopracciglia (così perfette da sembrare tatuate) inarcate “a pagoda”. Avanzo di quattro passi in questo vagone, che è veramente pieno, ma qua e là sembra promettermi un posto quieto dove sedermi. Ho perso il treno che partiva alle 18.16 e mi avrebbe risparmiato almeno venti minuti di viaggio, oltre alle sei-sette fermate di troppo. Altri passeggeri pare condividano la stessa mancanza. Oggi, oltretutto, ho dovuto prendere coscienza di un fatto: non so calcolare il peso del bagaglio. Viaggio come un monaco per un soggiorno di una settimana...

27.03.2016

Disegnare per brevi tratti / Lo studente e il lavoratore

Tratta Udine - Mestre, ore 07.07 (andata)– Ciao! Ti ricordi?– Sì, sì, certo, Riccardo vero?– No! Rinaldo.– Ahhh, già! Rinaldo! E dove stai andando di bello?Rinaldo: Sto andando a Treviso. Per lavoro...Dialogano a distanza per altre tre "botta e risposta" prima che Rinaldo decida saggiamente di avvicinarsi al suo interlocutore.Rinaldo: ... Luigi, vero?Luigi: Aaaah, tu sì che ti ricordi! Eh sì che eri piccolo quando venivi a casa mia con tuo fratello a giocare a ping pong! In garage, ricordi? Eravamo veramente tremendi! Non potevi neppure guardare le nostre racchette. Che lavoro fai a Treviso?Continuano la conversazione restando in piedi nel vagone vuoto. Il treno parte con uno scossone, Rinaldo perde l’equilibrio e rischia di cadere, ma non molla il filo del discorso....

20.09.2015

Angelo attero

“HAI UNA SIGARETTA?” La richiesta, come una schioppettata, mi fa sobbalzare, facendo cadere libro, occhiali e custodia. Mentre raccolgo il tutto e rido per l’imbarazzo, pronta a rispondere che non fumo da almeno sei anni, vengo bloccata dalla replica della domanda. Ma soprattutto dall’espressione vuota del volto di una ragazza minuta di circa trent’anni. “HAI UNA SIGARETTA?” Dal sedile alle mie spalle una voce dolce recita “Elettra, lascia in pace la signora” e aggiunge piano, quasi al mio orecchio “La scusi, non sta bene”. La ragazza si gira di scatto sbuffando e rivolge altrove il suo interesse. Ripete la stessa richiesta alle poche persone presenti nel vagone, prima di passare a quello successivo, accompagnata sempre...

08.06.2015

Perdersi

Quando mi prendo cura di me mi perdo.   Mi perdo volentieri e dimentico quasi tutto, nei luoghi sospesi dal tempo, come le sale d’attesa, gli uffici postali e, preferibilmente, i treni. Per mia natura entro in ansia quando non ho il controllo del tempo.   Il mio ritardo, prima di quello degli altri, mi destabilizza. Nei luoghi che si nutrono di imprevisti e ritardi invece mi rilasso; mi concentro sulla lettura meglio che in qualsiasi altra condizione e posso essere distratta solo dalle vite altrui, da discorsi che mi sfiorano, che ascolto e, a volte, annoto. Oppure perché resto incantata da un volto, che vorrei dipingere, ma non è quello il luogo e neppure il momento. Allora mi limito a schizzarlo a matita senza un fine, solo per perdermi.  ...

28.02.2015

La modella

Udine –  Treviso, ore 11.07 (andata) Treviso –  Udine, ore 18.36 (ritorno)   In treno ho annotato, schizzato, rubato discorsi e scattato foto agli ambienti, più che agli umani, sempre con la tensione e l’imbarazzo di essere scoperta. Non ho mai chiesto a nessuno di posare per un disegno.   Oggi salgo di fretta, senza il tempo di prendere un giornale o una bottiglietta d’acqua e senza la sicurezza di aver preparato bene la borsa. Passo almeno una quindicina di minuti a controllare, foglio per foglio, che non manchi nulla per l’appuntamento di lavoro del pomeriggio. Sopita l’ansia, mi rilasso e chiudo gli occhi. Quando li riapro ho l’impressione che tutto il treno mi abbia imitato. E rimango incantata dalla visione di...

15.07.2014

La pazienza

Sono partita presto, contavo di rientrare almeno due ore prima. Non ho voglia di nulla, solo di tornare a casa. Mi siedo nel primo posto libero, senza scegliere i miei compagni di viaggio.  Estraggo dalla borsa un quotidiano. In tutto il giorno non sono riuscita neppure a sfogliarlo. Lo svolazzare delle pagine mi avverte subito che nel corridoio c’è movimento, gente che va su e giù.   I miei occhi vogliono restare incollati all’articolo che ho deciso di leggere, ma l’istinto sposta il campo visivo sulla sinistra. Noto che la fonte di gran parte del movimento è una sola persona, una donna agitata, che sembra cercare qualcuno o qualcosa. Si è bloccata di colpo davanti a una ragazza seduta al mio fianco, parlandole in una lingua che...

25.02.2014

La ragazza tatuata

Prendo posto di fronte a una ragazza. Nonostante il freddo di fine gennaio sembra accaldata. Pochi istanti dopo mi accorgo che il riscaldamento del vagone è al massimo.
 La ragazza guarda fuori dal finestrino. Ha una pelle fine e liscia che sembra porcellana, associazione banale, ma è la materia a cui ho pensato quando l’ho vista. Porta un taglio cortissimo fatto da mani inesperte, come quelle che hanno eseguito i tatuaggi che, con uno sguardo a volo d’uccello, vedo sui suoi avambracci esposti. Noto che la densità dei pasticci si concentra su quello sinistro, il che fa supporre che buona parte se la sia fatta da sola. Una farfallina sghemba e asimmetrica, qualche stella a cinque punte, una rosa dei venti, un serpente che sembra passato sotto le ruote di un...

02.01.2014

L'orsacchiotto

19 dicembre. Tratta Pordenone - Udine, ore 18,52 (ritorno)   Giovedì sono andata a Pordenone, non stavo bene ma l'impegno preso era stato rimandato troppe volte. Controvoglia, all'ultimo minuto, ho preso un blocco di carta mediocre perché non riuscivo a trovare il mio preferito, l'astuccio degli occhiali che poi si è rivelato vuoto e un librino da viaggio che non ricordavo di avere letto almeno due volte. Mi aspettavo un viaggio pessimo, confermato per quanto riguarda l'andata ma al rientro sono stata ripagata.   A Pordenone è salito sul treno un signore anziano di bell'aspetto, teneva per una zampa inferiore un orsacchiotto di buona qualità, infiocchettato ma non confezionato. Lo afferrava con il braccio teso...

04.12.2013

La visione

La visione Tratta Udine -Venezia,  ore 8.07 (andata)   Al quarto annuncio di ritardo del “Regionale Veloce 2449”, penso che chi ha dato il nome a quel treno non sia una persona prudente. Quando i passeggeri prendono posto sono comprensibilmente nervosi. Molti di loro per “solo” 48 minuti hanno perso la coincidenza con qualche Freccia Bianca, Rossa o Argento. Alcuni imprecano contro le ferrovie, il governo e la Fiat, che finisce sempre per essere nominata quando si insulta la rete ferroviaria.   Non fa caldo, è autunno, ma i finestrini sono tutti aperti e le tendine sbatacchiano rumorosamente creando un effetto “diligenza inseguita dagli Apaches”. Forse è solo un trucco del capotreno per enfatizzare la velocit...

02.09.2013

Il grosso cane

Tratta Udine -Venezia,  ore 15.07 (andata) Il grosso cane   Salgo a Udine. Il treno sudato arriva da Trieste. Ha i vagoni modello “finestrini che non si aprono” e naturalmente l’aria condizionata non funziona. Perfetto. Secondo i canoni di un pomeriggio d’agosto su un convoglio locale, il tutto è quasi rassicurante penso. Trovo posto in una prima declassata da un biglietto sbiadito che ne confonde il numero,  un biglietto declassato anch’esso, poverino.   Se respiro regolarmente e mi muovo poco, ho qualche possibilità di sopravvivenza. Discreto scambio di occhiate con i vicini di posto. Un sorriso, un’alzata di sopracciglia. Confortanti segni d’intesa. Mi metto a leggere cullata dal rumore del...

03.07.2013

Golfino azzurro

Tratta Udine – Padova,  ore 8.07 (andata)   Hanno appena annunciato un cambio di binario, seguito dal brontolio di fondo dei “signori viaggiatori”. Una signora con un golfino azzurro si avvicina spaesata e con l’occhio vitreo mi chiede se il treno che sta arrivando è quello che va a Padova. Devo avere un’aria noiosamente rassicurante, perché succede spesso che si rivolgano a me per informazioni varie quali orari e binari. Vorrei confermare, precisando che il treno va fino a Mestre e poi da lì si prende la coincidenza per Padova. Invece mi ascolto mentre pronuncio la frase che mi garantirà il viaggio che non vorrei: – Non si preoccupi signora, anche io vado a Padova!–. Da quell’istante non potr...

13.05.2013

Troppe consonanti fanno male

Tratta Udine - Trieste, ore 11.40 (andata) Troppe consonanti fanno male   Sale una donna con la fronte corrucciata. Parla in modo concitato al cellulare, in lingua rumena penso. Inciampa su un trolley. Lo scosta con garbo, come fosse un cane vecchio o un ragazzino,  senza mai mollare il filo della telefonata. È compatta, di media statura e di aspetto sano. Vestita male, ma quasi bella. Si siede a poca distanza da me. Riceve una seconda telefonata. La lingua è la stessa, una raffica di consonanti.   Il tono è meno aggressivo e la conversazione dura almeno quindici minuti, ma l’espressione del suo viso non cambia. Alla terza telefonata parla in spagnolo. Inizio finalmente a capire qualcosa. Dalla lista dei detersivi che sta elencando...

10.04.2013

In treno

In treno ho sempre viaggiato in prima classe, anche nelle brevi percorrenze. Non per snobismo e neppure perché sia ricca. Semplicemente perché sono “Figlia di Ferroviere”, come recitava la dicitura scritta in grassetto sulla mia tessera. E quando inizi da piccola l’imprinting poi ti impedisce di viaggiare scomoda. In tutti quei viaggi sono sempre stata avvolta da una bolla di torpore. Mai una discussione. Le conversazioni, se c’erano, si svolgevano pacate e noiose quando riguardavano persone, prevedibili e noiose se i soggetti erano cose. L’unico vantaggio restava la possibilità di leggere, sparita con l’avvento dei cellulari e la scomodità dei nuovi sedili. A un certo punto facevo molta fatica a distinguere la prima...