Signore e signori
Luca Scarlini

Luca Scarlini, saggista, performer, drammaturgo, occasionalmente cantante. Tra i suoi ultimi libri Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda). lavora tra teatro e performance in Italia e in altri paesi, negli ultimi tempi in specie in Belgio.

23.12.2018

Mostre / Lettera da Londra e Praga

“E oggi abbiamo uno speciale ribasso del 20% per i profumi: potrete comprare Hugo Boss, Paco Rabanne, Caroline Herrera”. “I nostri gratta e vinci sono destinati a finanziare imprese di beneficienza, prendete, uno, dieci, venti”. La tirannide low-cost trasforma ogni viaggio in una televendita che si svolge a un centimetro dal naso del viaggiatore, che ha un bel trincerarsi dietro libri, cartine, guide turistiche, giochi, playstation. Alla fine, comunque, qualcosa di quella infernale sarabanda commerciale arriva, e rimane nella mente come il ritornello più cheesy della stagione. Londra, in piena brexit, è presa d’assedio dalle forze di sicurezza, mentre si replica ogni giorno l’ispezione a qualche fatiscente casamento nelle periferie, come Hackney, a forte presenza musulmana. I musei sono...

22.08.2018

Mostre / Lettera da Londra

Stansted è un orrendo centro commerciale, con i gates nascosti il più lontano possibile dietro infiniti shops pieni di After Eights, gin Beefeater, e tutti gli altri simboli commerciali del folklore britannico, incluse le immancabili tazze dell’ultimo royal wedding. Mentre le persone corrono al volo, annunciato il più tardi possibile, perché non si perda nemmeno un secondo delle infinite opportunità di acquisto offerte al passeggero, sale il caldo, essendo l’anno della più radicale heatwave, dopo quella del 1976, che benedisse, in un panorama urbano sinistro e cosparso di rifiuti (per via di un lungo sciopero delle imprese della nettezza) le profetiche urla del punk. I corpi sono al centro della stagione estiva delle mostre: distorti, aggrediti, mutati, cambiati al punto di essere...

31.07.2018

Cosa vedere / Mostre tra Parigi e Berlino

A Parigi, nelle continue minacce di attentati, i musei sono guardati a vista. Dappertutto, compare l’etichetta minacciosa del servizio Vigipirate, che da sistema antitaccheggio, è divenuto deterrente antiterrorismo. La stagione delle mostre parigine guarda a Oriente, dal mondo arabo alla Cina, al Giappone, come proponendo un’affascinante ricognizione nei nostri concetti di esotismo, così come essi stanno mutando nel mondo in cui la Cina ha sempre maggiore potere economico e politico, e gli emiri del Golfo finanziano esposizioni in tutto il mondo intorno all’eredità islamica nei suoi molteplici aspetti. Al Musée Maillol compare Foujita, magnifico pittore di eroticissimi nudi, e di non meno allusivi gatti, di tutte le taglie e dimensioni, che sono in braccio all’artista.   Noto per il...

03.07.2018

Bellezza e abisso / Lettera da Vienna

Da uno schermo nella metro, alla fermata Museumquartier, il telegenico e azzimato primo ministro Sebastian Kurz ribatte sul suo tasto: basta migranti, bisogna intervenire, bloccare il flusso! L’onda xenofoba da Vienna va verso est, trovando consonanze in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria. Insomma negli stati che un tempo erano parte dello sconfinato mosaico dell’Impero Austroungarico, franato clamorosamente dopo la Prima Guerra Mondiale. Quest’anno, in celebrazione della fine del conflitto e per l’anniversario della morte di Egon Schiele, il tema è quello canonico della Finis Austriae, che tanto venne alimentata da persone che venivano da altri luoghi della Cacania in cerca di fortuna alla grande capitale, suscitando spesso reazioni altrettanto poco benevole. Il titolo complessivo di un...

30.05.2018

Ballare, e non solo / Lettera da Parigi

Paris Bal Musette: così scandisce, seducente, una guida giapponese al Pont Neuf, che promette di far vivere ai suoi connazionali la “real Paris experience”, che include la visita al Café des Deux Moulins in rue Lepic 15, all’angolo con rue Cachois. Si tratta del set del Favoloso mondo di Amelie di Jean-Pierre Jeunet, panacea dei visitatori nipponici, che spesso ricorrono a un servizio di consulenza psicanalitica messo su da intraprendenti connazionali, quando scoprono che la metropoli francese non è all’altezza del nitore proposto negli anime, inclusa l’immortale serie di Lady Oscar (in originale Berusaya no Bara, ossia Le rose di Versailles), e garantito dagli infiniti film sulla Ville Lumiére. Fuori dai musei è il ballo dei mitra, per gli infiniti soldati che l’epoca post-attentati...

27.05.2018

Mostre, personaggi, fotografie dai margini / Lettera da Londra

London calling cantavano, nel cuore del punk, i Clash. Londra perde rapidamente il suo statuto di capitale dell’impero economico d’occidente, mentre le grandi finanziarie, temendo il boomerang di Brexit, stanno cominciando a far fagotto, e a scegliere altre ambientazioni per la loro recita. I barboni dormono per strada su materassi improvvisati vicino alle stazioni della metro. Su un marciapiede sconnesso che porta al Barbican Centre, sorride il volto inquieto del bel Travis Alabanza, che interpreta Jordan nella recente versione, dal cast decisamente queer, di Jubilee, in cui Chris Goode rivisita il capolavoro furente di Derek Jarman, a quarantuno anni dalla sua uscita.    Proprio al centro polivalente va in scena una mostra notevolissima Another kind of life. Photography of the...

13.03.2018

Strade di Roma / Teatri d’amore

Sandro Penna e Raffaele Cedrino, via della Mole dei Fiorentini 28, 1957. SANDRO   Raffaele, perché vuoi scappare? Mi piaci, Raffaele, perché eri un poco animale, bestia, ti avevo visto a guardare il fiume, come se fossi una creatura che faceva parte di quell’ambiente. All’Isoletta fuori San Paolo splendevi, nel riverbero del sole, ti stagliavi come il compimento di un sogno. Lo sai che io non dormo la notte, devo vagare per la città, per trascorrere il tempo e battere le ore. Già che le poesie io non le volevo nemmeno pubblicare, mi stava bene la fama di lirico segreto. Vuoi scappare perché non ti ho dato il premio, dici che te l’avevo promesso. Già che è stato un premio tanto faticato, che proprio non mi volevano dare, uno dei giudici disse che si sarebbe coperta di vergogna...

10.11.2017

Anarchismi / Lavori sulla Verità (il Monte)

Splende il sole sulle montagne e sui corsi d’acqua del Ticino: le boutiques presentano le firme più accreditate, ricchi pensionati con le loro badanti blasonate passeggiano, camminatori in abito da montagna vanno e vengono, con zaino e bastoni da cammino. Sopra ad Ascona si trova uno dei centri nevralgici del Novecento: il Monte Verità, fondato nel 1899 dal milionario Henri Oedenkoven con un gruppo di persone che come lui sentiva acutamente il peso del disagio della civiltà. Scopo della comunità era abolire le regole del vivere borghese: vegetarianesimo, nudismo le soluzioni proposte per risolvere uno stato di artificiosità ormai intollerabile. Oggi la bandiera svizzera sventola sull’albergo Bauhaus costruito da Carl Weidermeyer, un gioiello razionalista che la pubblicità degli anni ’20...

03.08.2017

Queer British Art 1861-1967, Giacometti, Soul of a Nation / Arte a Londra. La stagione estiva 2017

Londra, divisa tra lo stress da Brexit e le tentazioni di ritorno in Europa, rimane uno dei luoghi delle esposizioni, in Europa. La stagione estiva 2017 è inaugurata da Queer British Art 1861-1967, una mostra assai importante alla Tate Britain, intesa a celebrare la depenalizzazione dell’omosessualità nel Regno Unito, avvenuta nel 1967. Come racconta benissimo (e con una scrittura di grande efficacia) Quentin Crisp nel suo classico memoir The naked civil servant, uscito nel 1967, in terra di Albione la polizia aveva la mano pesante. Il suo caso era esemplare: veniva arrestato tutte le volte che, da solo o con amici, decideva, sfidando la sorte, di uscire in drag a Piccadilly Circus e in altri luoghi di massima frequentazione. Un comitato scientifico allargato, guidato da Clare Barlow, che...

26.07.2017

Giacomo Serpotta / La ragione dello stucco

Lo stucco finge il marmo, è di minor costo, ma sempre di grande effetto, ha tradizione antichissima e si trova in tutto il mondo, per un motivo principale: tutti hanno bisogno di ornare le proprie dimore. I decoratori in Italia, con tutti i chilometri di chiese e di palazzi che nel barocco c’erano da riempire, certamente non avrebbero potuto fare opere solo con blocchi di marmo di Carrara, bianco abbagliante, come voleva la tradizione dei Gagini, o nemmeno nella linea degli squisiti intarsi mischi di tradizione siciliana. Nel Seicento la pratica era comune, se vi attendeva perfino il gran Bernini, e i maggiori scultori del suo tempo con lui. E poi, più specificamente, in Sicilia non c’erano abbastanza soldi per rifornirsi sempre alle cave di Michelangelo. Palermo, di stretta osservanza...

28.06.2017

Mostre in laguna / Lettera da Venezia

La laguna propone in questo inizio di estate molti appuntamenti importanti, intorno alla Biennale di Christine Macel, che si presenta sotto lo strano titolo Viva arte viva. Guggenheim ospita una notevolissima retrospettiva di Mark Tobey, dal titolo Luce filante, a cura di Debora Bricker Balken, con un bel catalogo edito da Skira Rizzoli. Nel canone statunitense dell’arte, per solito il maestro della “scrittura bianca” viene ricordato come antesignano e pioniere dell’action painting, ma la sua opera ha molti altri elementi. In primo luogo, nella retrospettiva è evidente il contatto con l’Oriente, frequentato nel corso di numerosi viaggi, e da cui mutua per tempo l’arte calligrafica, inserendo già negli anni ’30 sequenze di parole cinesi nelle sue opere, dopo il precoce incontro nel 1924...

31.05.2017

Mostre dell'estate / Vienna tra pop e ricerca

Vienna ha la vocazione all’incrocio tra pop e ricerche estreme, a cui rende giustizia la ricchissima stagione di mostre dell’estate che si è inaugurata a fine aprile. Al Winterpalais, sontuosa e gaya dimora di città del principe Eugenio di Savoia, arriva, letteralmente in pompa magna, da Londra dove era stata presentata al Barbican la discussa (e discutibile: i fili della riflessione talvolta sono assai difficili da seguire) ricerca di Judith Clark su Il volgare, ossia su come e quanto la moda faccia proprie istanze di provocazione, riciclando nelle maniere più oltraggiose contrassegni del potere imperiale come delle uniformi militari. In una dimora piena di specchi, dalle pareti di un bianco abbagliante, sfilano le creazioni sempre azzardate di Walter van Beyrendonck, le mises provocanti...

15.05.2017

Il primo capitolo dell'edizione 2017 / Documenta a Atene

Documenta, celebrato emblema della volontà germanica di investire denari e spazi nelle trame dell’avanguardia, dalla dimensione raccolta di Kassel approda a una delle città più tumultuose del Mediterraneo, che negli ultimi venti anni è al centro di una vicenda economica, politica e sociale molto complessa. Adam Szymczyk, il curatore, punta su una versione francescana dell’evento, con poche cene e mondanità. Tutta la città è invasa da eventi che spesso sono minimi, e non di rado difficilmente individuabili, per cui necessita di prendere appuntamento. Appartamenti in stradine vicino al Museo Archeologico (in cui nessuna delle gentilissime maschere sa dare informazioni sulla prevista installazione del rumeno-tedesco Daniel Knorr), ospitano installazioni sulla relazione architettura/politica...

22.02.2017

22 Febbraio 1987 - 22 February 2017 / Andy Warhol dappertutto

Andy Warhol sempre più interroga il presente, a cui ha lanciato segnali visionari, annunci di eventi destinati spesso ad avverarsi molti anni dopo la sua morte, avvenuta il 22 febbraio 1987. A trent'anni dalla sua scomparsa, non si contano ormai, in tutto il mondo le mostre, le monografie, le rivelazioni sull’artista che nel secondo Novecento è riuscito, meglio di chiunque altro, a entrare rapidamente nel Canone, riuscendo anche a sedurre il pubblico popolare, a farsi odiare dai benpensanti per il radicalismo del suo agire, eppure infine a farsi accettare con il suo mondo mai visto prima. Da poco è in libreria il gran volume Factory Andy Warhol, color d’argento, come la Factory tutta coperta di carta stagnola dalla dedizione certosina di Billy Name, per alcuni periodi servente,...

05.02.2017

Tre mostre / Genius Loci

Il Genius Loci, lo spirito del luogo, è un filo rosso che nell’arte novecentesca permette di raccontare panorami complessi, articolati, spesso sorprendenti. A Venezia, nel gelo di questo gennaio alla Brueghel, due mostre, a diverso titolo importanti, danno conto di due episodi delle arti nella città, nel corso del secolo breve. Al Museo Fortuny, che mantiene intatto il fascino di cornice d’eccezione per i mondi tra simbolismo e cosmopoli tra ‘800 e ‘900, secondo la felice intuizione di Daniela Ferretti, che negli ultimi anni ha creato importanti eventi intorno ai pittori ispirati da Richard Wagner, sulla Marchesa Casati, su Romaine Brooks e Henriette Fortuny, arriva una notevole esposizione dedicata a La Bottega Cadorin (accompagnato da un ricco catalogo, a cura della stessa Ferretti,...

06.12.2016

Made in Italy / Boom 60. Bellezza italica

Boom è una parola talmente remota nell’uso, rispetto alla vicenda economica italiana, da avere assunto ormai dei connotati mitologici. A questo lemma si intitola la mostra Boom 60! Era Arte Moderna, al Museo del Novecento di Milano, fino al 12 marzo prossimo, a cura di Mariella Milan e Desdemona Ventroni, con Maria Grazia Messina e Antonello Negri (catalogo edito da Electa). Il filo narrativo è l’elemento più efficace, nella ricostruzione del mondo della ricerca estetica attraverso i rotocalchi, che per tramite della grande industria mediatica, portavano la ricerca estetica nei tinelli e nelle sale da pranzo di un’Italia sedotta dalla televisione. In mostra, quindi, non ci sono solo le eccellenze, che hanno resistito al tempo, e spesso anzi sono state comprese appieno solo dopo la loro...

30.10.2016

Piazza San Sepolcro. Il vero cuore di Milano

Poco da fare: l’agonismo paradossalmente è connaturato in modo consanguineo a Piazza San Sepolcro, appartato luogo del centro milanese, dietro la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, destinato a funzionare da simbolo in varie epoche della storia cittadina. Il 21 marzo 1919, qui ebbe infatti inizio la vicenda del Fascismo, per cui l’élite del Regime venne definita, per la sua pura fede della prima ora, sansepolcrista. Il Duce rimase comprensibilmente legato d’affetto alla piazza della sua giovinezza: vi tornò ogni tanto per discorsi dal balcone (più umile di quello di Palazzo Venezia, ovviamente, ma sempre d’effetto), come quello del 1936, testimoniato da un cinegiornale Luce. Mascelluto, armato di piccone, egli in quel momento dava inizio ai lavori per la ristrutturazione di Palazzo Castani,...

21.10.2016

Tra arte e politica, performance, camp e omosessualità / Ritratto di Mario Mieli

L’unico ricordo dal vivo di Mario Mieli che ho è in scena, al Teatro Out Off, che in questi giorni celebra i suoi quarant' anni, in un avventuroso momento della Sei Giorni del Monologo, visto da ragazzino di soppiatto. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi, perché io ero finito lì per caso con un amico dei miei appassionato di performance, ma il performer aveva fama di scandalo e io avevo quattordici anni, cosa che, ovviamente, mi ha costretto a fare di tutto per vederlo, aspettando con una certa ansia in uno zigzag complicato di lavori di avanguardia e tradizione. Magrissimo, avvolto da poco più di un velo, declamava come una presenza di fantasima il suo allucinato Krakatoa, distillato della sua sapienza alchemica, di cui ovviamente avevo capito poco o nulla, per mancanza di strumenti,...

07.09.2016

The Danish Girl / Lili Elbe

The Danish Girl è un romanzo di David Ebershoff, uscito in Italia per la prima volta da Guanda nel 2001 e ora riproposto da Giunti (pp. 368, € 18), dopo l’uscita del film omonimo, diretto, senza vigore, da Tom Hooper, protagonisti Eddie Redmaine e Alicia Vikander. In entrambi i casi al centro è la vicenda di Lili Elbe,  prima transessuale, eroina e martire del cambiamento chirurgico, che negli anni ’30 affrontò una pionieristica serie di interventi, che la portarono alla mutazione di sesso e alla morte prematura. Il ritorno di interesse intorno alla vicenda ha prodotto la prima, notevolissima e iperdocumentata, mostra completa al Museo Arken, vicino a Copenhaghen, di Gerda Wegener (1885-1940), la moglie di Einar (1882-1931), poi diventata Lili, che fu determinante nella transizione...

08.06.2016

Il duca bianco nei musei di Italia / David Bowie: un’infinita iconografia

L’iconografia di David Bowie a pochi mesi dalla morte, si rivela di ricchezza sconfinata, nell’incrocio di iconografie e immaginari. Da gennaio giro per l’Italia, di fronte ai pubblici più diversi, per raccontare il mio libro Ziggy Stardust. La vera natura dei sogni (add), scritto lo scorso anno. Alla fine incontro storici dell’arte, del design e della moda, fans certo, ma anche studiosi e tutti mi danno un ulteriore dettaglio del quadro, un altro tassello del mosaico, estremamente complesso da ricostruire, che mi era sfuggito nel lavoro di ricerca. Non era mai accaduta prima una così fitta sequenza di mostre su una icona del rock in Italia e vale la pena di ripercorrere gli itinerari di questa vera e propria stagione bowiana in Italia. Ha inaugurato la piccola e agguerrita galleria ONO a...

27.04.2016

Easy virtue in mostra a Amsterdam / Prostituzione e arte

Nel 2011 Bertrand Bonello presentò a Cannes un film memorabile e poco o niente distribuito da noi: L’Apollonide, in cui si narravano le vicende, a colori foschi e contrastanti, di un bordello parigino, di cui il regista ricostruiva in modo analitico il meccanismo economico e le potenzialità evocative di uno spazio per eccellenza censurato, eppure sempre presente nell’immaginazione collettiva. Easy virtue (il titolo è tratto da una celebre play di Noël Coward del 1924), una mostra notevolissima e molto fortunata, in scena al Museum Van Gogh ad Amsterdam, proveniente dal Musée d’Orsay (dove l’esposizione si intitolava balzacchianamente Splendeurs et misères), dove ha riscosso altrettanto successo, punta i riflettori su un tema inedito: il contributo, tutt’altro che piccolo, che le...

26.03.2016

Scompare a 87 anni il grande attore / Paolo Poli: la leggerezza della lama

Visto che la retorica gli è sempre stata indigesta, e che in tutta la sua vita ha sempre lottato contro i miti borghesucci dell’Italietta, di cui è stato critico feroce, è da evitare senz’altro l’elogio di maniera, onde risparmiare a doppio zero maledizioni postume, che sospetto efficacissime. Quello che in toscano verrebbe “era tanto buono, gli si voleva tutti bene”.Alla sua scomparsa Paolo Poli si incide nel Novecento italiano, con una sua specificità suprema. Come l’amato amico Sandro Penna ha tratto poesia dai ciarpami del vivere, anche lui ha operato negli spazi oscuri, per disegnare una storia del Belpaese che passava dai ripostigli, dagli sgabuzzini, tra brandelli di liriche inutilizzabili, inni all’alalà e pettegolezzi di bionde fatali che parlavano del loro prossimo film...

08.08.2015

Giani Stuparich. Memoria bellica

“3 giugno. Stazione del Campo di Marte. Albeggia. Le colline in vasto cerchio verde e azzurro stanno dentro un cielo purissimo. Dai vagoni tanfosi saltan giù soldati sbattuti e sudici”. Giani Stuparich (1891-1961), triestino, suddito disertore dell’Impero Austro-Ungarico, volontario nell’esercito italiano, andando al fronte, passa da Firenze, città in cui ha studiato e fatto le prime prove di scrittore, insieme al fratello Carlo e all’amico Scipio Slataper. Dei tre sarà l’unico a tornare e quello a cui toccherà il compito complesso della memoria di un sodalizio di affetti, politica e letteratura. Alla permanenza al fronte nei momenti tremendi del conflitto, egli ha dedicato il notevole Guerra del ’15 (1940, ripubblicato...

22.07.2015

Oggettività

Il senso dell’avanguardia ha spesso escluso quelle forme d’arte che nel ’900 sono tornate alla rappresentazione diretta della realtà. A partire dagli Anni ’80, a partire dalla storica esposizione Realismes al Centre Pompidou orchestrata da Jean Clair, tornano però gli appuntamenti di riflessione su questa tradizione alternativa, ricchissima e polimorfa. Utile è quindi la ricognizione proposta dalla mostra Nuova oggettività al Museo Correr di Venezia [dal 1 maggio al 30 agosto, NdR].   Cristian Schad, Autoritratto, 1927   L’esposizione è curata da Stephanie Barron del LACMA (Los Angeles County Museum) che organizza la selezione di lavori degli autori tedeschi dal 1919 al 1933. Un repertorio introdotto in...