Le Parole dell’Asia
Andrea Berrini

Andrea Berrini, dopo avere raccontato storie dall’Africa (L’Anima dei Bulldozer, Baldini&Castoldi 1996; Storie Africane, EDT 2001), dall’Italia (Noi Siamo La Classe Operaia, Baldini Castoldi Dalai 2004) e dall’America Latina (Quattrini, Dalai 2009), si occupa da anni di narrativa asiatica. Ha fondato nel 2009 e dirige la casa editrice Metropoli d’Asia. Il suo ultimo libro è Scrittori delle metropoli, Iacobelli editore.

29.10.2014

Pechino. Giovani lettori

È difficile dare un’età ai cinesi. La ragazza a cena con noi potrebbe averne poco meno di trenta, un filo di pinguedine come accade a molti della sua generazione: quelli del ceto più alto, che provengono magari da famiglie di un certo benessere in progressivo aumento. La vita facile che si schiude a chi fa fortuna (e ha avuto modo di farla, in un modo o nell’altro, cavalcando lo sconvolgente passaggio da un’economia di stato totalitaria a un altrettanto totalizzante liberismo rampante), in un paese che cresce. Quando inforcherà la biciclettina a fine cena, commentando la mia abitudine di tornare a casa a piedi con una lunga camminata tra le vie secondarie, gli hutong silenziosi, dirà: ho la bicicletta perché si è rotta la...

20.08.2014

Singapore

Sono in partenza per Singapore. Bel raduno di scrittori, traduttori, editori, si chiama Bridging Cultures, e almeno centocinquanta persone discuteranno e si affanneranno attorno a tematiche (letterarie, editoriali, linguistiche) che riguardano l’Asia dell’Est e il Pacifico. Anni fa ho speso qualche mese a Singapore, facendo un po’ di scouting in giro per l’Asia del sud-est. Mi hanno chiesto: e perché fai base proprio lì, il posto più costoso, quello che letterariamente ti dà di meno? Io non avevo una risposta precisa. Sapevo che da quella città stato mi sentivo attirato proprio per la sua anomalia. È il posto che più ricorda una certa fantascienza anni cinquanta-sessanta, quella più sociale che in fondo...

19.06.2014

Han Dong non è d'accordo

Han Dong non è d'accordo, a dir poco: è questa la cifra della conversazione.   Ci siamo visti più volte in questi due giorni, questa è l'ultima sera a Nanchino. Mi porta a cena in una ristorante autenticamente nanchinese: ieri è stata cucina dello Yunnan, la migliore forse, e sopratutto quella che viene dallo stato dove lui, come altri scrittori, artisti, registi e poeti vuole prima o poi trasferirsi. Foresta semitropicale e campagna in altura: la meta è Dali, nel nordovest, un'eterna primavera, non lontano dal confine con il Laos. La Toscana dei cinesi.   Cucina di Nanchino: sì, le specialità ci sono, il ristorante è annunciato da file di lampade di carta gialla: epperò uguale uguale a quello...

24.04.2014

Shakespeare in Cina

Ho incontrato Guangming Fu un anno fa, invitato a una cena in famiglia da Zheng Shi, editor del gigantesco Beijing Publishing Group. Avevo dunque conosciuto questo marito gentile che mi aveva ricevuto come un amico, e preparato con la consueta dedizione un leggero tè bianco. Con loro la figlia, una ragazza di nemmeno vent'anni innamorata dell'opera italiana: la mia promessa di invitarli a teatro alla prima occasione utile è ancora disattesa, ma verrà. Guangming Fu ci aveva messo un po' a raccontarmi quel che mi aveva fatto drizzare le orecchie: è incaricato da una casa editrice taiwanese di tradurre in cinese l'opera omnia di Shakespeare (o quasi: 37 testi teatrali e un poema). "Il lavoro dei miei prossimi dieci anni." Pareva riderci...

02.04.2014

Cina: visto, non visto

La Cina come gli Usa? Tutti in caccia della famosa carta verde? Sembra di sì. Si è avverato quanto previsto dopo il cambio della guardia, con il Congresso del PCC del novembre 2012: cambia il regime di permessi di residenza e soggiorno per gli stranieri nel Paese di Mezzo. E cambia proprio tutto: le agenzie italiane che hanno sempre fatto da tramite con l’Ambasciata rispondono sconsolate che oramai è così. Siano professionisti inviati da aziende italiane per qualche mese sul suolo cinese, o perfino assegnati di stanza in Cina per un anno, la procedura per la concessione di visti di lavoro o visti business è diventata un muro invalicabile.   Senza una ragione apparente vengono rifiutati i visti, le agenzie in Italia ti concedono visti...

26.02.2014

Est/Ovest: la guerra delle lingue

Voglio qui dimostrare la mia tesi: che sia in atto sul continente asiatico una battaglia strisciante, un braccio di ferro tra la lingua inglese e la lingua cinese (e di conserva le più deboli lingue locali come l’indonesiano, e le lingue indiane) che si svelerà presto. Ma devo prenderla alla larga. Prima una citazione: Xiaolu Guo, Jhumpa Lahiri e Jonathan Franzen a colloquio al Jaipur Literature Festival. Denuncia Xiaolu Guo: la letteratura angloamericana è sopravvalutata. È solo un problema di capacità di diffusione grazie al medium linguistico che si è imposto come globale. Un bell’articolo sul Guardian riporta la ricchezza di quel dibattito. Io credo che questa battaglia tra le lingue non sia che il riflesso di uno scontro (non...

20.12.2013

Mandela e Gandhi

Nei giorni in cui i giornali e le televisioni di tutto il mondo accompagnavano Mandela e il suo corteo di capi di stato, mi colpiva un costante riferimento alla figura di Gandhi. Si diceva, nella sostanza, che ambedue erano uomini buoni, che avevano espunto la vendetta dalle loro vittorie, uomini pacifici e sorridenti, icone di un modello di convivenza civile tra nemici, tra avversari, che per quanto riguarda Gandhi ci ha accompagnato per decenni, e ora, immagino, così sarà per Madiba.
   Mi domando però se sia questo il modo giusto di raccontarlo. Se sia giusto, quando un uomo di stato ci lascia, costruire attorno a lui una leggenda che dimentica pezzi importanti della realtà del mondo come è davvero. Ghandi non come un leader e, a tutti gli...

29.11.2013

Una papera tra il Partito e le Masse

I monumenti della Cina sono spesso rifatti: la manutenzione di un tempio, quasi sempre in legno, consiste secolo dopo secolo nella sostituzione della colonna marcescente con una nuova di zecca, nell’intaglio di un nuovo pannello colorato ridipinto per l’occasione, ma anche nella sostituzione di una vecchia tegola con una nuova: anche le figure animali che discendono gli spigoli dei tetti dei templi e risalgono il loro ricciolo, vengono semplicemente gettate via e scolpite ex novo. E la sensazione di postmodernità posticcia è costante, forse un po’ deludente per il visitatore che non può distinguere tra un edificio costruito di recente e uno che data secoli.   Eppure i cinesi hanno un vero e proprio culto per le proprie antichità, la...

23.09.2013

Cina: editori, che si fa?

Dunque ci siamo arrivati. Gli editori di tutto il mondo trovano sulle loro scrivanie proposte allettanti di provenienza cinese: contributi di traduzione, pubblicazione e marketing. All’apparato degli Istituti Confucio, presenti in tutto il mondo e già da tempo in tiro a promuovere cultura cinese all’estero, si affiancano mucchietti di soldini gratis che favoriranno la diffusione della letteratura, contemporanea e classica, del Paese di Mezzo.   La accresciuta influenza geopolitica va affiancata a una operazione di penetrazione culturale, che avrà esiti interessanti senz’altro, ma è mossa da un potere totalitario determinato a insegnarci ciò che è buono e ciò che non lo è. E’ capitato anche alla mia casa...

06.05.2013

Asia a perdita d'occhio

Le acrobazie balistico nucleari del nipotino del Presidente Eterno e figlio del Caro Leader costringono perfino i media italiani a sollevare lo sguardo dai minimalia di casa nostra (più che di provincialismo ormai s’ha da parlare di autismo). Pochi giorni fa mi si faceva notare che l’agenzia di stampa spagnola ha a Pechino quindici corrispondenti, l'Ansa ne ha uno solo che fa fatica a pagare una segretaria, mentre i solitari corrispondenti delle grandi testate coprono da qui un’area da due miliardi di anime.     Obama sta riposizionando i suoi asset militari sul Pacifico, noi facciamo show di scaramucce paramilitari sul prato di Pontida. Noi facciamo show, in generale. Ma è strano come i giornalisti (e soprattutto capiredattori) all...

21.02.2013

Un breve incontro con Acheng

Un sabato pomeriggio incontro il grande Acheng. Dopo un inseguimento di mesi, riesco a farmi accogliere nella sua casa laboratorio oltre il quinto anello, a un’ora dal centro di Pechino. La domanda che ho in testa ha già una sua risposta, ma vale la pena di sentirmela dare dal corpo di questo anziano signore - classe 1949, in Italia non la considereremmo un età così avanzata, ma la Cina è faticosa, soprattutto per uno scrittore che ha ambientato la sua Trilogia (che io, ma non solo io, ritengo ancora il capolavoro insuperato della narrativa cinese degli ultimi trentanni) nelle campagne dove lui stesso, e suoi protagonisti, erano stati mandati a vivere e lavorare durante la Rivoluzione Culturale. La Trilogia dei Re (Degli Alberi,Dei Bambini, eDegli...

28.01.2013

Pechino. I love you

Pechino. Giungono dall’Italia notizie allarmate circa l’assenza d’amore in Cina. È stata infatti ripresa da quotidiani importanti una notiziola pubblicata da “China Daily” (edizione cinese) circa un sondaggio recente che evidenzierebbe la totale incapacità tra cinesi, siano essi coppie o parenti, fidanzate o madri, figli o mariti, di dirsi la fatidica frase: ti amo. L’articolo di China Daily è stato ovviamente commentato su Weibo (il Twitter locale) da centinaia di migliaia di utenti (sono trecento milioni e passa gli utilizzatori in Cina): facile far numero, nel Regno di Mezzo dove vive un umano su cinque. La notiziola, come sempre sui nostri media, monta come la panna: buona per raccontare una storia che non esiste, ma che gi...

16.01.2013

Generazioni, eredità letterarie, fatiche

Tempo di fare il punto, dunque. Molti gli scrittori incontrati nelle ultime settimane, qualche giornalista e critico. Lunghe conversazioni, ripetute poi a distanza di giorni per il necessario approfondimento. Voglia di capire e, con mio piacere, voglia di essere capiti espressa dalla maggior parte di questi uomini e donne, pochissimi tra loro mi sono apparsi restii, tutti invece aperti alla discussione. La voglia di parlare c’è, anche la voglia di confrontarsi con noi europei: diciamo che le curiosità erano reciproche, e il saluto che molti di loro mi hanno rivolto negli ultimi giorni - “ora siamo amici” - non è di maniera, non solo cortesia alla cinese, ma la presa d’atto che sì, il contatto c’è stato. Got it.  ...

03.12.2012

Middle class, middle class?

E si ha un bel dire middle class, a Pechino. La visione stessa del ceto medio, a me, giunge distorta: dal fatto che vivo esclusivamente dentro al recinto. Sono circondato dalla middle class (isolato, quasi, dal resto del mondo), certo più in Cina che non in Italia, dove invece ho molte occasioni per prendere l’ascensore e farmi un tour verso il basso (a dir la verità: ho solide frequentazioni fin dall’infanzia, e me le tengo strette. Valgono oro. E poi basta entrare al bar, parlare con il ragazzo che ti fa il caffè, o con chi ti fa le pulizie in casa, chi viene a tirarti giù una pianta morta in giardino: se decidi di parlarci, certo). È ovvio, il basso in Italia non è mica come il basso in Cina, o peggio in India o in altra Asia: ma...

13.11.2012

A Yi: un inizio

È difficile parlare delle persone. Chi sono, cos’hanno in testa, o nel cuore, nel fegato, nella cistifellea (il demonio, secondo medioevali intuizioni?). Più facile dire che A Yi è considerato da molti il migliore della sua generazione: gli autori nati negli anni ’70.  Io però voglio andare più in là di una semplice intervista (quante volte gli avranno fatto le stesse domande? Quanti automatismi ha introiettato per difendersi, per nascondersi?).   Eccolo, A Yi: ci guardiamo negli occhi. Seduti al tavolino uno di fronte all’altro, l’interprete sa metterci in contatto con discrezione, scompare, insomma siamo io e lui e nel suo sguardo vedo un Thomas Milian (occhi a mandorla, certo…): altro che timido...

12.10.2012

Mo Yan, e poi gli altri

L’attualità, si sa, è lontana dalla letteratura. Ne è nemica. Avevo in programma giusto per oggi di raccontare un paio di incontri con scrittori più giovani (A Yi, anni 36, cupo come la pece, Yan Ge, anni 25, solare come la sua età). Poi a cena (mentre in Italia si pranzava) vengo letteralmente sommerso da sms su Mo Yan, dall’Italia. Rispondo: bene; grande; sì! Ma anche per troncare in fretta, lo scambio di messaggi.   Davanti a me c’era Zhu Wen, scrittore atipico, poco noto in Cina e fuori, regista cinematografico piuttosto (a far quel lavoro lì sei sicuro che c’è un budget per te) premiato a Venezia e Berlino, che non si scompone più che tanto: mi dice: sì, lui è il mainstream...

03.10.2012

Scrittori cinesi, temi sensibili e incongruenze

Sarà difficile, giorno dopo giorno, riuscire a dare una definizione del problema della censura, non in via teorica, ma nella pratica. Perché come è ovvio c’è una zona grigia, dove non è chiaro quel che è permesso dire o non dire, discutere o non discutere. E diventa quasi impossibile dare conto dei comportamenti: perché Han Han, annunciato in uscita per Simon and Shuster in America il 6 ottobre, ha rinunciato al tour promozionale, che immaginiamo preparato nei dettagli? C’erano tutte le premesse per fare un bel po’ di rumore attorno a questo dissidente che si autodefinisce come conciliante (nel volume in uscita negli USA spiccano i suoi ‘tre saggi’ su rivoluzione, democrazia e libertà che si possono...

26.09.2012

Rivolte in Cina

Nuove notizie sulla Cina vengono a galla anche sui media italiani. In particolare, si comincia a puntare un fascio di luce sugli episodi sempre più frequenti di astensioni dal lavoro o manifestazioni di piazza contro le autorità, con relativa presenza di reparti di polizia in assetto di guerra, feriti, e magari qualche morto.  Il motivo dell'improvvisa apparizione sui media italiani di un recente scontro tra operai e tra operai e polizia è che qui si tratta di uno stabilimento Foxconn, società Taiwanese che produce in Cina molti componenti per i nostri device elettronici, telefonini, iPad, e soprattutto gli iPhone di ultima generazione: insomma sono questi operai che fabbricano la nostra modernità 2.0.   Noto per...

14.09.2012

In cerca dei nuovi narratori cinesi

Molto si muove sotto i cieli della Cina. L’impressione è quella di essere alle soglie di una stagione foriera di sorprese. Eppure trovare i nuovi autori forti da proporre al pubblico europeo ancora non è facile. Gli editori occidentali se ne sono lamentati a lungo, in questi anni, a cavallo delle ospitate cinesi a Francoforte e, l’aprile scorso, a Londra. Non in pubblico, ma in privato, si dice: I cinesi non hanno qualità: quando nasceranno le nuove stelle del panorama letterario locale?   Il paese più grande del mondo, la lingua più parlata del globo: ma i nomi che sono arrivati sugli scaffali in questi tre decenni (diciamo dalla fioritura culturale della metà anni ‘80 in poi, cioè dalle prime timide aperture...