incontroluce
Anna Stefi

Nata a Milano, dove vive. Laureata in filosofia e psicologia, un dottorato in letteratura, diretta alla psicoanalisi.

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anna.stefi@doppiozero.com

02.04.2012

Omar Calabrese. L’arte del trompe-l’œil

Uno squarcio in trompe-l’œil disegnato sull’imponente muro che separa Gaza da Israele, posto un po’ rialzato da terra, apre su un cielo incredibilmente azzurro, un mare blu e verdi palme. Luoghi paradisiaci: niente guerra né campi profughi al di là.Davanti a questa provocazione realizzata nel 2005 dallo street artist londinese che si fa chiamare Banksy, e della cui vita e identità reale si sa poco o nulla, quello che viene voglia di fare è di mettersi sulle punte, come i bambini: per vedere se sia possibile guardare meglio, affacciarsi di più, saltare al di là. La stessa sensazione che deve avere avuto il ragazzino del dipinto di Pere Borrell del Caso che varca il confine della tela, appoggia le mani e il piede sulla cornice, si guarda in giro con circospezione e si prepara a saltare...

27.03.2012

Marco Missiroli. Il senso dell’elefante

La scrittura di Marco Missiroli è elegante, equilibrata e raffinata. Ho letto Il senso dell’elefante (Guanda, 2011) in una notte: si tratta di un libro che trattiene e che coinvolge, non tanto per la favola amara che si ricostruisce via via che la narrazione procede, o per il desiderio di stringere i fili in un unico nodo, quanto per l’atmosfera; conquistata dal desiderio di rimanere tra quegli odori. Certo, sin da principio il lettore intuisce di avere qualcosa da scoprire: dei tasselli vanno messi a posto e l’indugiare dell’autore nella descrizione di alcuni particolari è teso a indirizzare la nostra attenzione, tradendo intenzionalmente l’esistenza di un mistero. Abbiamo bisogno dei dettagli, e li conquistiamo pagina dopo pagina,...

06.02.2012

Marco Codebò. La bomba e la Gina. Intorno a Piazza Fontana

La bomba e la Gina. Intorno a Piazza Fontana (Round Robin Editrice, 2011) è un romanzo sull’attentato del 12 dicembre 1969 a Milano, sulla figura dell’anarchico Pinelli, sulla continuità tra fascismo e Repubblica (valga per tutti la figura di Marcello Guida, vicedirettore del confino di Ventotene durante il ventennio e questore di Milano nel 1969), su un buco nero della nostra memoria storica. Un romanzo-inchiesta: non documento storico, né denuncia, né collezione di testimonianze. La struttura è funzionale a ingarbugliare storia e invenzione, a produrre l’effetto di emergenza della realtà nella finzione che Perec ricercava nella scrittura, identificandolo come responsabile del potere dell’arte del trompe l’oeil...

24.01.2012

Gerusalemme. Essere donna in Israele

Ho avuto la stupida idea di salire sul pullman Tel Aviv–Ein Gedi alle otto e quindici di un venerdì mattina. Arrivata a Gerusalemme alle dieci sapevo che avrei avuto davanti un’altra ora e mezza di viaggio prima di raggiungere il Mar Morto, dato che era prevista anche una sosta in uno di quei giganteschi pseudo-autogrill disseminati in questi luoghi, disabitati e aridi, di passaggio. E così, dopo la tappa tra i dromedari, mi avvicino all’autista cercando di spiegargli che non vorrei raggiungere subito la città, meta finale di questo tragitto, ma mi piacerebbe piuttosto fermarmi sul mare, in prossimità di una di quelle “nascoste primavere” di cui mi hanno raccontato: oasi di verde e di acqua dolce che interrompono il panorama...

30.12.2011

Israele. Il back yard di Tel Aviv

Sono le otto del mattino. Dizengoff Street: la via del divertimento e dello shopping sfrenato, un susseguirsi di boutique, yogurterie, sushi bar e chioschi ricoperti di frutta dove gustare centrifughe giganti che aiutano a fare pace con il mondo, o per lo meno questo è l’effetto che ha su di me il mezzo litro di mango, frutto della passione e arancia che stringo tra le mani in questa calda, ancorché piovosa, giornata di dicembre. Quando sono stata qui l’ultima volta, in luglio, questo bubble tea con le sedie colorate di verde e arancione non c’era (ndr. the freddi riempiti di bolle di gelatina vegetale dal cuore di succo di frutta), e nemmeno i due negozi di scarpe da sposa distanti pochi passi l’uno dall’altro, né ricordo di avere gi...

20.12.2011

Domenico Starnone. L’autobiografia erotica di Aristide Gambìa

Aprendo una pagina a caso del nuovo romanzo di Domenico Starnone, pubblicato da Einaudi (p. 460, E 20), con una copertina di rara eleganza, ci sono buone probabilità di imbattersi in parole oscene, in descrizioni puntuali che disegnano il sesso senza troppe concessioni al linguaggio metaforico o soltanto allusivo. Si tratta dunque di un libro pornografico? No, se per pornografia intendiamo uno scrivere finalizzato unicamente alla produzione di uno stato di eccitazione sessuale attraverso un’esibizione che nulla lascia alla fantasia e all’ambiguità. Ambiguità che è invece la chiave per comprendere questo romanzo, la cui struttura, che crea cornici e confini incerti, permette al racconto di procedere su più binari, architettati ad arte...

27.10.2011

Giusi Marchetta. L'iguana non vuole

Contiene molte cose L’iguana non vuole (Rizzoli, 2011), primo romanzo di Giusi Marchetta. L’impressione, scivolando tra le pagine di un libro ben scritto e senza i risvolti narcisistici oggi quasi di prammatica, è che il desiderio di raccontare una storia non sia mai disgiunto dal bisogno di fare spazio a tutto ciò che l’autrice ha da dire: sulla scuola, sulla condizione dei precari, sull’emigrazione, sulle storie d’amore e di amicizia, sull’autismo e la malattia, sulle nevrosi, le rabbie e le paure che tutti ci portiamo appresso. Su una generazione di ragazzi a trent’anni quando, come dice l’autrice, a trent’anni ragazzi non si è più. Non è un romanzo di denuncia, ma è un romanzo che,...

20.09.2011

Michela Marzano. Volevo essere una farfalla

Sono stata a Sarzana al Festival della Mente, prima, e a Milano, alla Feltrinelli di Piazza Duomo, poi, ad assistere alla presentazione del nuovo libro autobiografico di Michela Marzano, Volevo essere una farfalla (Strade Blu, Mondadori 2011).   La quantità di persone presenti e il profondo livello di coinvolgimento e partecipazione in entrambe le occasioni, mi hanno reso inevitabile una riflessione, soprattutto perché sono convinta che per dare ragione di una tale risposta emotiva non sia sufficiente chiamare in causa la storia narrata, certo toccante, drammatica e sfrontatamente sincera, ma sia necessario piuttosto guardare al bisogno sociale cui risponde una tale esposizione, interrogandosi sull’urgenza da cui tale racconto nasce, che non è quella...

07.09.2011

Sergio Garufi. Il nome giusto

La narrativa italiana conosce un momento particolare. Sarà per via dell’aumento vertiginoso delle pubblicazioni – romanzi e racconti –, sarà forse per l’arrivo di una nuova generazione di scrittori, nata a metà degli anni Settanta, e anche dopo, ma non passa settimana che non escano libri nuovi, e anche interessanti. Non tutti ovviamente, anche perché l’attuale ritmo editoriale, imposto dalle leggi del marketing, sollecita anche gli scrittori già affermati – quelli della generazione degli anni Sessanta – a pubblicare un libro ogni anno, o quasi, non sempre con risultati soddisfacenti.   In questa massa di opere come orientarsi? Quali libri leggere? Quali no? Chi consiglia a chi? Tutti interrogativi cui...

09.08.2011

La “protesta delle tende” a Tel Aviv

Non so se vi sia capitato tra le mani l’articolo di David Grossman, pubblicato sabato 6 agosto su “Repubblica”. Grossman, con la lucidità e la delicatezza che gli sono proprie, si interroga, come israeliano, come cinquantenne, come uomo di cultura, sulla protesta che domenica 31 luglio ha portato migliaia di persone davanti alla Knesset (“Casa del Parlamento”) a Gerusalemme.   Non sono tanto le ragioni della manifestazione a interessarlo, la richiesta di giustizia sociale o l’esigenza di vedersi garantire un più adeguato sistema di assistenza sanitaria, né le modalità, per quanto rifletta anche sul senso del suo ritrovarsi in mezzo a una folla arrabbiata e urlante. Quel che gli interessa capire è sopratutto...

13.07.2011

Mario Desiati. Ternitti

La narrativa italiana conosce un momento particolare. Sarà per via dell’aumento vertiginoso delle pubblicazioni – romanzi e racconti –, sarà forse per l’arrivo di una nuova generazione di scrittori, nata a metà degli anni Settanta, e anche dopo, ma non passa settimana che non escano libri nuovi, e anche interessanti. Non tutti ovviamente, anche perché l’attuale ritmo editoriale, imposto dalle leggi del marketing, sollecita anche gli scrittori già affermati – quelli della generazione degli anni Sessanta – a pubblicare un libro ogni anno, o quasi, non sempre con risultati soddisfacenti. In questa massa di opere come orientarsi? Quali libri leggere? Quali no? Chi consiglia a chi? Tutti interrogativi cui vale la...

27.06.2011

Erba / Paesi e città

Ci devi arrivare in treno. E poi, dalla banchina, con il profilo del Resegone che chiude a destra il campo visivo, seguire con lo sguardo la linea della ferrovia, i binari che subito dopo la stazione proseguono sotto il ponte, quasi inghiottiti dalle pareti di terreno che si fanno più alte, per poi scomparire dietro la curva, verso quelle montagne che in certi giorni particolarmente tersi potresti proprio giurare che si siano fatte più grandi e più vicine, e che ti consegnino così allo sguardo ogni dettaglio, la forma degli alberi, dei sentieri, dei rifugi.   Ci devi arrivare in treno. E poi, lasciarti alle spalle la piazza, e camminare in salita costeggiando la ferrovia, i Corni di Canzo davanti a te, guardando distrattamente i SUV che ti sfrecciano...