Obliquity
Daniele Martino

Daniele Martino è insegnante e dirigente sportivo; ha pubblicato poesia con Einaudi (Minimale in Nuovi Poeti Italiani 4, 1995) e Marcos Y Marcos (Zen session, 2012). Scrive i testi poetici musicati da Marco Robino per Peter Greenaway (Goltzius and The Pelikan Company, 2012). Il suo blog è “digressioni” (etsushin.com).

 

20.09.2018

Mary Shelley e le sue creature / E la vita non separi più ciò che la morte può unire

Cosa preferisci essere? Una grande poeta o un uomo buono? Una sola vita a disposizione non basta ad essere entrambi. Guardandosi alle spalle, in una prospettiva storica, c’è un punto di non ritorno, in cui occorre gettare nel fuoco ciò che resta. Grandi poeti sono morti giovani, e non hanno probabilmente avuto momenti di riflessione che permettessero loro di scegliere: Byron, Shelley, Rimbaud. Altri costruirono le loro carriere letterarie con lunga maestria, trasformando in materiale di scrittura ciò che resisteva dal dilemma: Petrarca, ad esempio, che costruì la sua celebrità europea sino all’alloro in Campidoglio, nel Secretum in un dialogo immaginario con Agostino, scavò impietosamente la sua accidia, peccato capitale che insieme all’arte di amare lo tenne sempre lontano dalla...

27.08.2018

Androidi contro uomini in WestWorld / I crudeli diletti hanno crudeli conseguenze

Una giovane bellissima esce da uno spaccio nel Far West, carica la sporta sul suo cavallo, ma una scatoletta le sfugge di mano e rotola nella polvere sulla strada; un giovane si avvicina, gliela raccoglie da terra, è chiaro che è un galantuomo in un mondo ruvido e violento; gliela porge, e incontra i suoi occhioni stupendi, puri, buoni; lei sorride con dolcezza mentre il vento le alita gli splendidi capelli biondi; ringrazia, sale sul suo cavallo e parte, torna alla fattoria dove vive con il suo papà, contemplando la bellezza del paesaggio wild. Si chiama Dolores, e quel nome ci prepara al suo destino. Dolores è di una bellezza perfetta, sembra una bambola dotata di grazia e bontà. Dolores è il personaggio protagonista della serie tv HBO WestWorld, che è appena giunta alla fine della...

10.05.2018

L’armata Brancaleone su Facebook / Chi è “io”?

Nei giorni in cui divampava il caso Cambridge Analytica io condividevo post sul caso Cambridge Analytica: mi stupiva un po’ l’indignazione di chi temeva di essere stato derubato della propria privacy, della propria identità. Quando devo spiegare ai ragazzini in classe quali siano i rischi della rete dico sempre che non c’è nulla di segreto in ciò che è elettronico, inventato dai militari per spiare; se invii a un fidanzatino un selfie dalla tua cameretta, se gli invii un frammento della tua privacy, quel frammento non sarà più privato; il fidanzatino lo inoltrerà a quello che pensa sia un suo amico, che lo condividerà con due o tre amici ancora meno intimi (i ragazzini stentano ormai ad avere anche un solo amico intimo, e hanno perlopiù branchi di decine di amici digitali), e dopo qualche...

30.03.2018

Annientamento o rigenerazione? / Una cellula ci sdoppierà

Lena è una biologa. Ancora una donna che insegna all’Università che dentro di sé porta amore e dolore, come Louise Banks in Arrival. Gli alieni sanno empaticamente che questo è il tipo di umano eccellente, il meglio che il pianeta possa offrire per un incontro, per un affidamento. Come Arrival di Denis Villeneuve deriva creativamente dal racconto di Ted Chiang, Annihilation (Annientamento) di Alex Garland è la sceneggiatura che reinventa il primo capitolo della trilogia Area X di Jeff VanderMeer (pubblicata nel 2014 e tradotta da Cristiana Mennella per Einaudi l’anno dopo). Annientamento è un film, e lo sceneggiatore e regista inglese avrebbe preferito che potesse essere visto prima nelle sale cinematografiche: è su Netflix dal marzo 2018, in prima televisiva.     Il bel...

10.02.2018

The end of the f***ing world / Ballando in fuga

***WARNING: MASSIVE SPOILERS***   Di film e serie tv su adolescenti sbiellati ne abbiamo già visti, anche di crudi e apodittici: Natural born killers di Oliver Stone nel 1994, in gran parte American beauty scritto da Alan Ball e diretto da Sam Mendes nel 1999, Ken Park di Larry Clark nel 2002, Bowling for Columbine di Michael Moore nel 2003, Thirteen reasons why di Brian Yorkey dal romanzo 13 di Jay Asher. Questo, per fare un po’ di cronologia di una sociologia di una psicologia dell’adolescenza, significa che sono almeno vent’anni che scrittori e registi capaci di sintonizzarsi con la nuvola nera dei teens hanno messo i sensori sulla contemporanea “gioventù bruciata”. Quali sono i denominatori comuni di questi diversi lavori? Innanzitutto l’alienazione, il sentirsi completamente off...

23.01.2018

Tredici Cate Blanchett nel film d’arte di Julian Rosefeldt / Manifesto di un’attrice

Beati coloro che usano una macchina da presa e non sono obbligati a narrare, o documentare. Beato chi ne fa un uso che inganna le attese e rallenta, e dentro un frame fa scorrere impercettibilmente un significato, o un infinitesimo movimento. Nel cinema prodotto per il consumo cinematografico pochi registi se lo permettono: Tarkovskij, Lynch, von Trier, Jarmusch, anche Sorrentino se vogliamo, con un narcisismo voluttuoso che così bene ha devastato parodisticamente Maurizio Crozza. In Tarkovskij la lentezza della camera è metafisica, in Lynch è l’occhio dell’inconscio che emergendo si mette a narrare in irrazionale psichismo.     Manifesto è l’installazione multi-channel video che l’ex architetto e artista australiano-tedesco Julian Rosefeldt ha presentato a Melbourne (città...