Obliquity
Daniele Martino

Prof che studia e scrive, ha pubblicato poesia con Einaudi e Marcos y Marcos.

 

20.02.2016

Ovvero l'improvvisazione intima / Tango!

Non so ballare il tango. Lo guardo. Nella Boca, il quartiere del porto di Buenos Aires, il tango spuntò misteriosamente generato da qualche ritmo africano, ballato dai discendenti degli schiavi deportati in Sudamerica secoli prima. Sul tango ho letto soprattutto i libri strani e appassionati di Meri Lao, che ne hanno sempre restituito la natura appassionata, appassionante, malinconica e remota. Come un fantasma seducente del passato. Davide Sparti, epistemologo, ha scritto libri sull’improvvisazione e sul jazz, e ora ho finito di leggere il suo nuovo Sul tango. L’improvvisazione intima (il Mulino 2015, 22 pp., € 16,00). Il suo approccio scientifico, il suo sforzo singolare di creare una griglia di lettura dei segni di questa danza mi ha spiazzato. E se a un certo punto, nel corso del suo...

11.01.2016

Bowie è risorto su una stella nera

«La celebrità non è il tuo cervello, è una fiamma che ti consuma per renderti un martello» cantava David Bowie in Flame, la canzone di Young Americans cui collaborò John Lennon, l’album che lo vide battezzarsi nelle acque afroamericane del rhythm ’n' blues esattamente al centro degli anni Settanta (1975). L’inglese David Robert Jones era nato a Brixton l’8 gennaio del 1947, ed è morto il 10 gennaio 2016, dopo 69 anni di vita di straordinarie creazioni. «È morto in pace, circondato dalla sua famiglia» recita il post sulla sua pagina ufficiale Facebook. Diciotto mesi di lotta contro il cancro: tutto il tempo per risistemare le sue tante vite, i suoi tanti avatar teatrali (Ziggy Stardust, Halloween...

09.01.2016

Boulez dittatore di linguaggi

Pierre Boulez, compositore e direttore d’orchestra francese, è morto il 5 gennaio scorso a Baden-Baden, dove viveva dagli anni Sessanta: il 26 marzo avrebbe compiuto 91 anni. Ogni anno, da dieci anni, molti ne celebravano gli 80 anni, il compleanno, i 90 anni… C’era il bisogno di fare storia su questo musicista che si è piantato nella musica a metà Novecento in modo lucido, perentorio, inestirpabile. La sua formazione matematica ne ha sempre improntato il pensiero: poco emotivo, ha sempre pensato le sue rivoluzioni come un sistema formale, una esplorazione del mai udito, in linea con il compositore da cui decise di fare iniziare la sua storia: Edgar Varèse, che a differenza degli altri capostipite dell’avanguardia del Novecento, Sch...

03.11.2015

Se questo è un omino

Quando entriamo, sul palco c’è un plastico che lo riempie tutto. Non c’è dubbio di cosa si tratti: è il KAMP del titolo, un campo di sterminio nazista, perché si vede a sinistra una costruzione con una grande ciminiera rettangolare… quello è l’edificio crematorio; tante baracche disposte regolarmente come in un accampamento militare; qualche camioncino, un binario perpendicolare alla platea che entra nel perimetro del campo da fuori. Qualche lampione. Torrette di guardia. Filo spinato ovunque. Tre piccole forche sulla destra. Sulla parete di fondo, bianca, si accende una proiezione. I contorni dello schermo sono un po’ sbrindellati, squallidi, si sente un assordante gracidare di raganelle, poi l’ululare del vento...

13.10.2015

Toglietegli tutto ma non il suo Brel

C’è qualcosa di nuovo, nel Belgio, anzi, di strano. La nazionale di calcio è seconda nel ranking mondiale Fifa, dietro la sola Argentina. Tra dilaniate cronache politiche nazionali la sua capitale, Bruxelles, è anche la capitale dell’Unione Europea. Per i francesi, i belgi da sempre sono stati degli stupidoni, e Gustave Flaubert nel Dizionario dei luoghi comuni alla voce BELGI scriveva: «Chiamarli francesi contraffatti, fa sempre ridere: “Come ben sapete…”». Se veniamo a conoscenza di un genio belga, è perché se ne è andato dal Belgio: Eden Hazard e Thibaut Courtois giocano nel Chelsea, Marouane Fellaini nel Manchester United e Vincent Kompany nel Manchester City. Jacques Brel se ne era andato a Parigi....

22.09.2015

S-ballare serve a qualcosa

Dionisiaco/apollineo: nelle stagioni della nostra vita quante volte siamo entrati e usciti da queste opzioni esperienziali? Prima le canzoncine, poi il rock e il gusto di ascolto che si affina (o non si affina diventando o meno “intellettuali” o “non-intellettuali”)… poi adolescenza e giovinezza offrono la svolta “politica”: essere dentro o fuori? Ballare o s-ballare? La dimensione antropologica della festa è sempre stata calendarizzata, steccata da margini di controllo sociale al cui interno ognuno «fa ciò che vuole» (Rabelais, Gargantua); dai riti greci (baccanti, riti orfici) ai Carnevali medievali… Quanti quadri di Brueghel sembrano uno scatto da un free party degli anni Novanta? L’eccesso genera caos, e...

07.07.2015

Obliquity. «Quel malessere oscuro del cuore»

Ci dev’essere una latitudine che scorre nelle vene delle narratrici delle aree settentrionali di Europa e America: quelle comunità in qualche modo ibernate nelle loro orgogliose tradizioni, le tante province che pullulano tristemente lontano da Londra o New York, le sere fredde, le notti gelide, gli stivali che scrollano la neve ghiacciata all’ingresso di accoglienti tane domestiche. Come in Fargo, il film dei Coen e la serie tv da loro prodotta. Non sono donne diverse da noi, uomini o adolescenti diversi da noi, ma è come se in quella latitudine non lontana dal freddo polare tutti fossero un po’ più feroci e insieme affettuosi di noi. Se sei solo sei solissimo, se sei triste ti suicidi, se ami tua madre e tua sorella le ami e sei amato tantissimo...

10.09.2014

Nils Frahm. Una malinconia berlinese

Nils Frahm è uno dei compositori più interessanti della nuova scena contemporanea europea. Lavora a Berlino nel suo Durton Studio. Pianista acustico e elettronico, sarà uno degli ospiti più importanti della sezione non-classica del festival MITO, l’11 settembre al Piccolo Teatro di Milano. Abbiamo cercato di capire meglio la sua visione della musica: molti titoli di suoi pezzi parlano di pioggia, di perdite, di tristezza... e lui ama il clima freddo della sua città. Il suo segno zodiacale è Vergine. È ironico, e di poche parole. Hai 31 anni, il tuo primo album fu Wintermusik, del 2009: il tuo stile c’era già tutto. Quali sono stati i tuoi guru? Da qualche parte ho letto che il tuo maestro di pianoforte, Nahum Brodski,...

03.06.2014

Storie d’amore alla francese

Dobbiamo ammirare chi ha il coraggio di scrivere una guida: mettere in ordine un genere, un tema, scegliere i nomi degni di un abc è una fatica immane. Così Gianluca Grossi, che ha scritto una Guida alla musica francese dal dopoguerra a oggi (Odoya, 2014) merita rispetto. Non ha avuto alcuna indulgenza per i suoi gusti: ha messo in fila alfabetica Charles Aznavour e i Daft Punk, Juliette Gréco e gli Air. Non ha insistito troppo nello spiegarsi e spiegarci perché la musica francese della Francia liberata e conquistata è riuscita, unica tra i Paesi europei (Italia inclusa), a diventare cult nel gusto e nei consumi angloamericani: certo, c’è di mezzo Parigi, e non è poco, ma ci vanno di mezzo anche Jean-Paul Sartre e l’...

16.01.2014

Thoreau reporter della verità

Thoreau non amava lasciarsi avvicinare: nel 1891 Robert Louis Stevenson scrisse di lui un ritratto breve e impietoso, quasi trent’anni dopo la morte dell’orso di Concord: «Non era portato per nessun lavoro – diceva di lui il suo amico e ospite Ralph Waldo Emerson – non si sposò mai, non andava in chiesa, non votava, rifiutò di pagare una tassa statale, non mangiava carne, non beveva vino, non ha mai assunto tabacco e, pur essendo un naturalista, non usava la trappola e neanche il fucile. Quando a cena gli chiedevano che cibo preferisse, rispondeva: “Il più vicino”». Stevenson ci aiuta a capire perché Thoreau lo sentiamo uno dei nostri, oggi: non era un asceta, quanto piuttosto un epicureo alla Marco Aurelio, uno...

14.11.2013

Il vero Alieno in un mondo di Mostri

Quando compravo gli "Urania" della Mondadori in edicola non pensavo fossero letteratura. Mi vergognavo un po', come quando leggevo i fumetti: erano brevi, con una grafica seriale, un numero di pagine contenuto (che poi ho scoperto essere frutto anche di feroci tagli nella traduzione e nell'editing). Oggi, con la tolleranza verso il vintage, e il pop, con l'allargamento della mappa dei diritti dell'immaginario, la Guida alla letteratura di fantascienza curata da Carlo Bordoni è una mappa sterminata di temi, di titoli, di autori, di tempi diversi della scrittura e del cinema; un libro di concetti e di dati, di romanzi e di nomi, di infiniti incessanti sorprendenti estenuanti intrecci, scritto nelle varie parti da un team rigorosamente maschile come...

26.07.2013

Assassini dell'amore

Dimenticate Oscar Wilde. Quell’Oscar Wilde, il dandy, il raffinato mondano esteta che trentenne capisce di essere omosessuale, mostrandosi sfrontatamente alla bigotta società vittoriana: la società di quella Regina che si fece portare il primo vibratore elettrico per sedare in privato la sua isteria e che morì un anno dopo lo scrittore condannato a due anni di lavori forzati per sodomia. Si portavano nella tomba un tempo di spietati combattimenti etici e moralistici. Obliate le scintillanti battute del conferenziere che racconta la strana America («La mortalità dei pianisti in quel posto è straordinaria»), le massime pullulanti sino a dare il mal di testa delle Istruzioni dei troppo istruiti («L’amicizia è molto pi...

20.06.2013

Le stanze degli intimi supplizi

Tutti vanno e vengono, in genere. In casa, per strada. Si imbattono distratti infastiditi ciechi oppure compassionevoli invadenti moralisti nei guai degli altri, nel soffrire. In Invidiatemi come io ho invidiato voi c’è una donna ormai fatta cagna che ha perso tutto, che sviene per strada, che si confessa in chiesa: è un prima, o forse un dopo che viene fuori a poco a poco, aggalla dalle chiacchiere della gente, piano piano focalizzando sulla cognata, sul marito ebete e imbecille (interpretato dal drammaturgo e regista, Tindaro Granata); lei voleva l’amante, lei voleva farsi vedere, lei voleva tirarsi su, farsi invidiare dopo avere invidiato, e tanto tiene a quell’uomo che la compra, che gli dà in pasto la sua bambina, fa finta di non capire che l...

30.05.2013

Storie d’amore (che durano un po’)

Eros, Narciso, il Cantico dei cantici, San Bernardo, San Tommaso, l’esteta inquieto Don Giovanni di Molière, Romeo e Giulietta odi et amo amore e morte, Maria Vergine madre non sposata Stabat Mater sposa del Figlio, i trovatori occitani cultori dell’adulterio e della sodomia, la quietista torturata Jeanne Guyon, il sadomaso Baudelaire, il femmineo femminista Stendhal, il perverso Bataille, Freud, E.T.: Julia Kristeva aveva pubblicato il primo nucleo di Histoires d’amour nel 1983: «Ho scritto Storie d’amore in una tappa della mia vita in cui l’amore si ritraeva da me. Quale amore? Il colpo del “Grande Amore”, mito salvifico, passione consolatrice e derisoria illusione, carica umorale ed elettrica, o fulmine del destino. Un amore che...

22.01.2013

Speciale librerie | Torino: germogli in periferia

A Torino lo tsunami sulle librerie indipendenti è passato qualche anno fa. Un tessuto c’è. C’è anche un librino, pubblicato da NdApress l’anno scorso in cui Elena Romanello fa il censimento di chi è rimasto e di chi è nato; nella prefazione, Boosta dei Subsonica (all’anagrafe Davide Dileo), scrive una sua ode a questi coraggiosi marinai in picciol navelli che solcano le onde grosse della crisi: “Che cos’è una libreria indipendente? È un posto magico in cui far tana mentre giochi a nascondino. È il luogo in cui la testa si dissocia dalla realtà. È il negozio in cui trovi tutte le vite del mondo… Le librerie indipendenti sono un avamposto. Le librerie indipendenti sono...

19.06.2012

Teatro da camere

Devi fare un piccolo viaggio, per incontrare Roberta torna a casa. Andare a Vercelli, perché Roberta Bosetti, che è metà dell’IRAA Theatre con Renato Cuocolo, è stata bambina qui. Sua madre viveva sulla ferrovia. In una casa di decoro urbano post-contadino, la casa che è la casa di tutto il nostro essere piccolo-borghesi figli e nipoti di guerra, sofferenze, maestre crudeli, adulti insensibili.   Arriviamo alla spicciolata. Quando ci siamo tutti, dieci, suoniamo al campanello. Ci apre Renato, come se ci avesse invitato a cena: sopra ci aspetta Roberta. È bellissima, come sempre in tutti gli spettacoli che questa coppia geniale ha concepito nel suo esilio teatrale in Australia, Melbourne, e che ora porta qui, al Festival Delle...

12.03.2012

Boardwalk Empire: malinconie di un boss

Enoch Thompson, detto Nucky, è un mafioso. Un mafioso per bene. In realtà, è il Tesoriere della città rivierasca di Atlantic City nel 1920, in era di proibizione del consumo di bevande alcoliche. La proibizione come sempre genera illegalità, così nacquero negli Stati Uniti le grandi famiglie mafiose: gli italiani, gli irlandesi, gli ebrei.   Nucky, in Boardwalk Empire, la serie televisiva scritta da Terence Winter (che di mafiosi se ne intende avendo scritto un bel po’ di episodi dei Soprano) e coprodotta anche da Martin Scorsese che girò l’episodio pilota, è interpretato da Steve Buscemi. Emmy Awards prima e Golden Globes dopo hanno ricoperto di gloria questa serie, alla terza stagione negli Usa, in Italia...

27.12.2011

Un osceno tran tran

Auden: “Ciò che realmente invidio è che tu stai ancora lavorando”. Britten: “Tu non lavori?” Auden: “Ogni giorno, ma non faccio nulla. Ho il vizio dell’arte; scrivo poesie di una gradevole domesticità, tentando di catturare le poche carbonizzate emozioni che vagano nel mio passaggio stralunato. In ogni caso, scrivere è apparentemente terapeutico”.   The Habit of Art (Il vizio dell’arte) è una delle commedie recenti di Alan Bennett: è andata in scena al National Theatre di Londra nel 2009 con Alex Jennings nei panni di Britten e Richard Griffiths in quelli Auden. All’ultimo Prix Italia si è vista una produzione televisiva di Channel Four, diretta da Adam Low, in cui Bennett...

04.12.2011

Credete solo ai vostri occhi

Il mago Alcandre è il portiere dell’Hotel du Louvre di Parigi. La grotta dove Pierre Corneille fece rappresentare le visioni dell’Illusion comique è la sala video della sicurezza interna, giù negli anfratti squallidi e trascurati di un palazzo d’oggi. Pridamant, il padre distrutto dalla fuga del figlio Clindor, logorato e affranto da anni di contatti perduti chiede aiuto al demiurgo, che gli mostra sui monitor cosa ha combinato quel giovane così bello e avventuroso, fortunato e sventurato, di dubbie frequentazioni e ambigui doppi amori. L’idea di prendere capolavori del proprio repertorio teatrale a affidarli alla regia cinematografica di giovani talenti è venuta alla Comédie Française, e Mathieu Amalric, l’...

03.11.2011

Dinamica della solitudine

 Prospettiva, il progetto del Teatro Stabile di Torino curato da Mario Martone e Fabrizio Arcuri, è nel 150° dell’Unità d’Italia, e si è dato il tema “Stranieri in patria”. Ogni compagnia dice la sua, a richiesta, sul tema: i due veneziani Pathosformel, Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani, dicono che essere stranieri in patria è “trovarsi di fronte a una serie di suoni a cui non abbiamo pieno accesso, e che ci rendono d’improvviso capaci – o forse ci costringono – ad inventare, più che capire, un senso ultimo contenuto nella parole altrui”.  Il loro dittico (prima parte An afternoon love, seconda parte Alcune primavere cadono d’inverno) parla di due corpi, senza parole e in mezzo ai...

04.10.2011

Danza il centauro

La scena è nuda. A terra una materia oscura: polvere di lava? La sabbia petrolifera dell’Ade? Davanti, una striscia bianca, un pianoforte a coda, una grande lamina riflettente impiccata nel vuoto che gira su di sé. Una mummia, un uomo fasciato di bende, un essere rattrappito e ripugnante che recita i primi versi del primo dei Chants di Maldoror di Isidore Ducasse aka Lautréamont picchia sulla tastiera, stride e dissona. Le musiche di Jean Schwarz (nomen-omen in questo spettacolo silenzioso e nero!) pervadono i 90 minuti di Le centaure et l’animal, di Bartabas, in prima italiana a Torino Danza/Teatro Stabile dentro MITO/Settembre Musica.   Essere centauro è il sogno di Clement Marty aka Bartabas, che a 20 anni ha esordito al Festival d...

02.08.2011

Lawrence è qui e là

Lei è qui. Indubbiamente. Non si muove. Si muove poco. Anzi, si muove un poco. C’è una voce, una radio: lui le dà comandi subliminali. La ossessiona proprio, la burattina: a destra, a sinistra, mano in alto, testa di qua, testa di là. Lei, la drammaturga e attrice Chiara Lagani, ha un bellissimo vestito: come di un festa ottocentesca: la stoffa è mimetica: sì, effettivamente, c’è qualcosa di militare in questo Laura Graziani Alta Moda. Lei è a Torino, lui, l’attore Marco Cavalcoli, è a Napoli; in simultanea satellitare, stanno recitando insieme in due luoghi diversi. Spaesati, siamo tutti spaesati. Si allude, si echeggia, di un uomo che diventa mito. Un ufficiale dell’esercito inglese che diviene il...

08.07.2011

Ridi, disperato

  Alle prove, in un mercoledì pomeriggio in cui gli altri lavorano, siamo in trenta, quaranta, al Teatro Gobetti del Teatro Stabile, Torino. Sul palco i cinque giovani attori della compagnia guardano scanzonati il Maestro, seduto esausto a un gracile tavolino: ha i lunghi capelli bianchi incollati al cranio, quando s’alza è curvo, si appoggia a un bastone ortopedico. Dice che questo è il suo ‘Finale di teatro’, perché “le restrizioni implacabili della vecchiaia” gli stanno togliendo un diletto durato 41 anni. “È dal ’91 che ho mollato il mio Teatro dei Sensibili, ma tutti continuano a dirmi che io faccio le marionette. Ma io sono un suonatore ambulante di organetto di Barberia! è bello cantare...

21.06.2011

Spleen artico-padano

Tempesta e quiete qui si alternano continuamente, e tu non puoi farci nulla. “Cerco di divertirmi, ma a volte non riesco a sorridere” dice una ragazza di sedici anni di Tasiilaq, nella Groenlandia dell’Est: lo dice a Piergiorgio Casotti, fotografo, videomaker, che lì è andato più volte, collezionando incontri, dialoghi, immagini. Dalle foto è passato a un documentario di poco meno di quindici minuti, Arctic spleen, visto al festival Cinemambiente di Torino, all’International Festival of Ethnographic Film di Londra, al Festival Drets Humans di Barcellona. Si raccolgono fondi per una mostra fotografica e per trasformare questo cortometraggio in un lungometraggio. Una slitta corre sul ghiaccio, tracce di nero nel bianco; il bianco e...