AUTORI
Federico Ferrari
20.02.2020

Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto / Hara’s way. Eterogenesi della differenza

È possibile che il futuro dell’umanità dipenda da un piccolo ragno dal nome Pimoa cthulhu? È quel che si chiede Donna Haraway nel suo ultimo libro uscito in traduzione italiana, Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto (trad. Claudia Durastanti e Clara Ciccioni, NERO 2019, 283 pp., 20 €). E, come di consueto, la Haraway non delude i suoi lettori, intraprendendo un percorso di pensiero tra i più originali dei nostri giorni. Seguendola, il lettore incontrerà tra le pagine ogni sorta di specie animale (piccioni, ragni, polipi, bruchi, farfalle) e da ognuna di esse apprenderà un diverso sapere, una diversa modalità di affrontare la complessità di un mondo in cui nulla è davvero isolato, ma tutto è, anzi, correlato, all’interno di una rete costituita da nodi inestricabili, nodi che...

06.01.2020

Intervista a Jean-Luc Nancy / Che cos’è la decostruzione?

Vorrei partire da lontano. Nel 1955, Gérard Granel, che tu ben conoscevi (da quando esattamente?), traduce un lemma fondamentale del pensiero heideggeriano, “Abbau”, con la parola “decostruzione”. Nel 1955, avevi 15 anni. Non credo, quindi, tu leggessi già Heidegger e nemmeno quella traduzione di Zur Seinsfrage (Sulla questione dell’essere) in cui Granel appunto introduceva la parola decostruzione (Abbau) per distinguerla dalla distruzione (Zerstörung) della metafisica. Hai ricordo del tuo primo incontro con il pensiero heideggeriano? Hai proprio ragione! A 15 anni non conoscevo davvero nulla della filosofia. Ho conosciuto Heidegger, negli anni Sessanta, avanzando nei miei studi, attraverso i libri (e, prima ancora, grazie a un amico, François Warin). Ho conosciuto i libri di Granel alla...

05.12.2019

Jean-Luc Nancy / La differenza animale

“Che animale!” è l’imprecazione più dura che si possa scagliare contro uno o più individui che si macchino di azioni disumane, al di fuori di ogni regola civile, prive di ogni senso della pietà, di ogni rispetto. L’animale è altro dall’umano, è il confine della sua umanità. Macchiarsi di comportamenti “bestiali” significa porsi al di fuori del consorzio umano, aprire lo spazio di un mondo senza misura, in cui la vita singolare, la vita dell’individuo, non ha più tutele, né diritti: ci si espone alla violenza senza più alcuna protezione, al di fuori di ogni diritto, di ogni Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (che, come sottolineano le sue maiuscole, riguarda solo gli uomini e non gli animali). Ed è ben curioso che nel nostro linguaggio sopravvivano simili significati ancestrali...

28.10.2019

Intervista a Giorgio Samorini / Sostanze, e terapie, psichedeliche

Le cosiddette droghe psichedeliche hanno conosciuto, nell’arco del novecento, fortune alterne. Dopo un primo periodo di grande sperimentazione medica e, poi, di largo consumo si è passati alla loro stigmatizzazione da parte dell’opinione pubblica e alla loro messa fuori legge da parte della classe politica. Per quasi trent’anni, dai primi anni settanta fino alla fine degli anni novanta, sono quasi scomparse dal dibattito pubblico. Da quasi un ventennio, invece, stanno conoscendo una nuova fortuna, soprattutto, nel settore della ricerca scientifica e terapeutica. Giorgio Samorini, nato nel 1957, è un ricercatore specializzato sui funghi e le piante psicoattive, di cui è uno dei massimi esperti mondiali, fondatore e presidente della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza e...

08.10.2019

Scienza e spiritualità / Oltre il reale

Nell’arco della vita può capitare di imbattersi in esperienze in cui il percetto, l’oggetto della percezione, supera il concetto, quell’insieme di percorsi razionali che l’intelletto elabora e mette in opera per dare un significato al vissuto. I concetti sono, in fondo, una serie di risposte che, astraendo dal contingente e riducendo l’esperienza al conoscibile, se non al conosciuto, la rendono gestibile. Nella moderna neurobiologia si è individuato nel DMN (Default Mode Network) una rete, presente nel cervello, che svolge questa funzione. Quando questa rete cerebrale va in crisi, quando il concetto non riesce a gestire il percetto, quando appare una mancata coincidenza tra la ragione e l’esperienza, ci troviamo di fronte a qualcosa che resta inspiegabile, se non indicibile. Con un...

03.07.2016

Tra pensiero e visione / L’immagine metafisica

Un’immagine non è che un insieme di stratificazioni. Guardarla significa saper passare da un livello all’altro; saper distinguere, senza distruggerli, tutti gli infiniti strati che la compongono. Se nel pensiero metafisico classico comprendere ha significato andare al fondamento, a ciò che “sta sotto” e regge l’intera struttura dell’essente, nell’immagine metafisica vedere significa saper conservare ogni singolo strato; passare da uno strato all’altro senza nulla distruggere. Ogni strato, sovrapponendosi e compenetrandosi agli altri, costituisce il visibile. Non si dà scavo verso l’origine, ma coappartenenza di piani temporali e spaziali sulla superficie stessa del visibile.   Così, se il Novecento ha creduto, con buone ragioni, che per raccogliere l’eredità di un pensiero metafisico...