Manuale
Marco Belpoliti

Marco Belpoliti insegna all'Università di Bergamo. Tra i suoi libri: L’occhio di Calvino (Einaudi 1996 e 2006), Settanta (Einaudi 2001 e 2010), Il corpo del Capo (Guanda 2009 e 2018), Pasolini in salsa piccante (Guanda 2010), Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio (Johan & Levi 2012), L'età dell'estremismo (Guanda 2014), Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda 2016). Ha curato per Einaudi l’edizione delle Opere di Primo Levi; per Quodlibet dirige con Elio Grazioli la rivista "Riga". Collabora con "la Repubblica" e "L'Espresso".

31.08.2015

Oliver Sacks, perdite & eccessi

Quando nel 1986 uscì in italiano L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di uno sconosciuto medico nato a Londra nel 1933, che viveva a New York, di nome Oliver Sacks, lo acquistai subito. Lo tenni sul tavolo per quasi un anno, poi quando mi decisi a leggerlo, complice una malattia invernale, fu una straordinaria scoperta. Il libro si leggeva tutto d’un fiato e lasciava basiti. Mi colpì, non solo quello che c’era scritto nel libro, ovvero le storie che Sacks raccontava con un talento unico, da scrittore, bensì il modo con cui aveva diviso i vari capitoli del suo libro: Perdite, Eccessi, Trasporti, Il mondo dei semplici. La fantasia e la penna di medico-scrittore si coniugavano con un modo di pensare e organizzare le storie raccolte...

27.08.2015

Calvino, Levi e i buchi neri

Nell’aprile del 1975 la rivista «Le Scienze», edizione italiana di «Scientific American», pubblica la traduzione di un articolo sui buchi neri. Il titolo in originale è The Search for Black Holes e l’autore lo scienziato Kip S. Thorne. La rivista è molto seguita in quel periodo in Italia e tra i suoi lettori affezionati ci sono anche due scrittori assai noti: Italo Calvino e Primo Levi. L’autore di Le cosmicomiche ne parla nel mese di settembre sul «Corriere della Sera» nella sua rubrica «Osservatorio del signor Palomar», titolo: I buchi neri. Calvino nota che da alcune settimane tutti gli amici con cui il suo alter ego, il signor Palomar, parla, finiscono sempre per affrontare l’argomento dei buchi neri...

24.07.2015

doppiozero goes international

doppiozero è nato nel febbraio 2011 per dare voce a un’intelligenza collettiva che ha spesso scarsa visibilità e opportunità di confronto e a cui la cultura e i media mainstream restano sostanzialmente indifferenti.   Un’altra Italia, che parla una lingua diversa dalle retoriche ufficiali e non condivide l’umore pessimistico che ha condizionato molta parte del discorso pubblico italiano di questi ultimi vent’anni.   Questa intelligenza è fatta di critici, scrittori, reporters, studiosi di molte discipline diverse, impegnati nella ricerca di nuove prospettive di lettura dei fatti sociali, di nuovi modi di intendere la tradizione culturale, il patrimonio artistico, la cultura materiale, le forme di vita. L’obiettivo...

18.07.2015

Buon compleanno, Giuliano!

Oggi, 18 luglio, Giuliano Scabia compie ottant’anni. Una buona parte di questi suoi anni li ha passati a sperimentare e a immaginare con la poesia, con il teatro, con l’azione partecipata, con la narrazione, con il disegno, con la costruzione di fantastici oggetti di cartapesta, in un viaggio incantato nel mistero, giocato non a fare teatro ma a farsi teatro, ad agitare i sogni. Doppiozero dal 6 maggio ha dedicato alla sua figura di padre del Nuovo teatro, alla sua arte di incantatore e suscitatore, uno speciale che si conclude oggi con un’intervista realizzata da Marco Belpoliti quando Scabia è andato in pensione dall’insegnamento universitario a Bologna (2005) e con tre scritti inediti di Scabia: l’introduzione alla giornata di studio a cura di...

13.07.2015

Pisapia, Milano, il vuoto e l’illegalità

Caro Direttore, non so se hai avuto modo di sfogliare il libro di Gabriele Basilico dedicato a Milano pubblicato in questi giorni (Milano. Lettera alla mia città, Contrasto). Contiene il racconto della sua città in bianco e nero: strade deserte, capannoni industriali, lampioni, e poi i grandi palazzi del centro e le periferie, il tutto colto con un occhio sironiano. Davvero un libro emozionante per chi conosce Milano, e probabilmente anche per chi non la abita. Attraverso questi scatti chi l’ha poco frequentata può farsi un’immagine di una metropoli poco seducente, a tratti persino brutta, eppure dotata di un fascino estremo cui è difficile sottrarsi. Città di pietra, mattoni e cemento nelle immagini di Basilico s’apre all’...

06.07.2015

Attese

Dovunque vado (ufficio postale, autobus, metropolitana, stazione ferroviaria, anticamera del medico, aeroporto, negozio di alimentari) e dovunque ci sia un’attesa, tutti hanno il cellulare in mano; sguardo rivolto al visore dello smartphone, pagina Facebook aperta i trenta quarantenni, o digitando a raffica in Wathsapp i ventenni (il crepitio adesso sul treno nel sedile di fronte: una ragazza). Nessuno, o quasi, legge un giornale o un libro, oppure guarda in giro, osserva il paesaggio o gli altri intorno a sé. Quello che mi colpisce non è però l’essere altrove di tutti, collegati ad altri che sono là, ma l’ansia verso lo spreco del tempo, un bene di cui siamo avarissimi, e che tuttavia ci manca sempre. Una cosa che mi riguarda. Per avere cura...

26.06.2015

La matita di Tullio Pericoli

Che cos’è una matita? Un tracciante, alla pari di carboncini e gessi: strumenti friabili che strofinandosi su una superficie si granulano lasciando una traccia composta della loro medesima materia. Ma è anche un oggetto essenziale per la civilizzazione umana, oggetto umile, che passa spesso inosservato, salvo quando se ne ha bisogno: per disegnare, scrivere, sottolineare.     Sebbene il digitale e il virtuale avanzino, ogni giorno sempre più, di matite se ne producono ancora moltissime. Poco tempo fa la Faber-Castell, l’azienda tedesca, festeggiando il 250° anniversario della sua fondazione, ha dichiarato di produrne oltre due miliardi l’anno. Henry Petroski, ingegnere e studioso del design, gli ha dedicato un libro voluminoso:...

18.06.2015

Gabriele Basilico, Iran 1970

Una Fiat 124 fornita dal padre, taniche per acqua e benzina, due ruote di scorta, olio in abbondanza, attrezzi per riparazioni di fortuna; poi una tenda canadese a due posti, due letti da campo, due materassini gonfiabili, un fornello, tutti oggetti comprati alla Fiera di Senigallia. Così nell’estate del 1970 Gabriele Basilico e Giovanna Calvenzi partono da Caorle, sulla costa adriatica dove i genitori di lui, originari delle zone del Livenza, hanno un piccolo appartamento, e fanno rotta verso l’Afghanistan. Lei vorrebbe andare a Samarcanda, gli amici con cui s’accompagnano, e che e ora li aspettano in Jugoslavia, puntano invece a Kabul. Gabriele e Giovanna hanno con sé un ritaglio del "National Geographic"; ci sono le foto della Cappadocia, le...

11.06.2015

Atelier dell'Errore

Tre grandi carte installate al Buchheim Museum (Museo della Fantasia) di Bernried nei pressi di Monaco di Baviera, stese su pannelli di enormi dimensioni accolgono i visitatori della mostra. Ritraggono alcuni animali dello zoo fantastico di Giulia Zini: Orso Bruno, Golilla Madredipella, Catoblepa Occhi Luminosi, Pirottico Ferrocito, Piotruco che guarda le femmine, Piraostre Elegante, Cerva Di Santo Eustachio Gesù Infinito. Sono pastelli e disegni su carta che Giulia abbozza e campisce stando molto vicina al foglio, quasi aderente, sdraiata. Con dedizione assoluta questa ragazza di diciassette anni ha tracciato linee e segni sull’enorme spazio bianco appoggiato al pavimento dell’Atelier dell’Errore di Reggio Emilia. Con queste opere Giulia ha vinto nel 2014 il...

21.05.2015

Lo strano caso del cane nel forno a microonde

Sul tram a Milano. Una signora seduta proprio davanti a me sta parlando con un conoscente in piedi. Gli racconta del furto compiuto in casa sua. Si sono arrampicati sul terrazzino; forzata la finestra sono entrati. Hanno rubato poco o nulla. Non aveva preziosi o denaro, ma le hanno devastato la casa. Commenta: «Nulla rispetto a quanto è accaduto a una mia conoscente. Pensa, sono penetrati nell’appartamento durante una sua breve assenza e, dopo aver rubato quello che potevano, prima di andarsene hanno infilato il suo piccolo cane nel forno a microonde e l’hanno cotto». Il signore in piedi ha un moto di sconcerto. «Non è possibile!», esclama. Al che la signora conferma: «È proprio così».   Sceso dal tram vado...

07.05.2015

Dateci

Sono rimasto attonito per quello che è successo a Milano nei giorni scorsi ai margini e in coda al corteo dei No-Expo. La manifestazione dei ventimila giovani, e non più giovani contestatori, della Esposizione Universale è scomparsa dietro i fumogeni e le fiamme dei Black bloc. L’ha ricordato uno dei più acuti analisti del linguaggio, Stefano Bartezzaghi, in un passaggio della sua intervista con Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Un’annotazione passata inosservata ai più. Ho seguito la manifestazione dei milanesi che hanno reagito ripulendo la città e dicendo basta a queste violenze gratuite. Un gesto civile e generoso, che ha fatto seguito al nichilismo dei ragazzi in felpa nera, casco e maschera antigas. Ieri su “il Corriere della Sera” Ernesto Galli Della Loggia pontificava riguardo il...

25.04.2015

Massimo Zamboni. L'eco di uno sparo

29 febbraio 1944 due uomini procedono in bicicletta su uno stradello in mezzo alle campagne di Reggio Emilia. Sono le 17.45 quando all’improvviso uno di loro viene raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco. Cade a terra. I tre sparatori fuggono. Il morto si chiama Ulisse; è uno squadrista, Sciarpa del Littorio, ha partecipato alla Marcia su Roma, segretario politico del Fascio di Campegine. Ad ammazzarlo sono stati i GAP, Gruppi di Azione Patriottica. Con questa scena inizia un libro, L’eco di uno sparo (Einaudi 2015), davvero particolare e unico. A raccontare la storia settant’anni dopo è il nipote di Ulisse, Massimo Zamboni, nato tredici anni dopo l’omicidio del nonno, è stato chitarrista e compositore dei CCCP e dei CSI, due dei gruppi pi...

21.03.2015

Toti Scialoja, Topo, topo,/ senza scopo

Prima scena. Il 25 agosto 1969 il pittore Toti Scialoja consegna alle sue due nipotine, Barbara e Alice Drudi, un taccuino con la copertina rossa. Contiene sue poesie accompagnate da disegni, titolo Tre per un topo. Il libretto è di 117 pagine e sessantasette brevi componimenti in rima. Scritto con biro di vari colori e disegnato con matite a pastello, segna il debutto, per il momento privato, del maggior autore italiano di nonsense. Scialoja, nato nel 1914, è sino a quel momento un noto pittore della scena romana, docente di scenografia all’Accademia delle Belle Arti, autore di pezzi critici e persino di un volumetto poetico nel 1952, di cui si sono però perdute le tracce. Opera unica, il volumetto viene dato e ripreso varie volte alle dilette nipoti: l’...

04.03.2015

Umberto Eco. Come ho scritto i miei libri

Nevica quando vado a trovare Umberto Eco nella sua casa milanese. Siamo a febbraio e Numero zero suo ultimo romanzo edito da Bompiani è uscito da qualche tempo. Subito è salito ai primi posti delle classifiche di vendita. Sono state pubblicate varie recensioni e Eco ha rilasciato molte interviste, più del solito, da quello che ricordo. E allora cosa ho ancora da chiedergli? Ho letto il libro prima dell’uscita, in bozze. Non siamo riusciti ad accordarci per vederci prima e parlarne. Perciò lo faccio ora. Ho molte curiosità al riguardo: un autore notissimo non solo in Italia, ma nel mondo, forse lo scrittore italiano vivente più famoso, su cui sono stati scritti saggi, articoli, libri. Eppure ci sono molte cose che di lui sfuggono, a partire...

23.02.2015

Orrore

Il primo è stato il fotoreporter americano James Foley. Poi nell’arco di un mese sono stati decapitati il reporter statunitense, Steven Sotoff, e il cooperante scozzese David Haines. Il rito pressoché identico prevede che il condannato sia vestito di un camicione arancione, mentre il boia è in nero, con il capo e il viso occultati. Tiene in mano un coltello esibito come strumento di morte. La decapitazione ha generato un immediato senso di orrore lasciando attonita e stupefatta l’intera platea televisiva occidentale e il popolo del web. Le immagini della decollazione sono state viste da milioni di persone e commentate da giornali, televisioni, siti internet. Un commando di Talebani entra in una scuola in Pakistan, a Peshwar e uccide a freddo 132 bambini e...

09.02.2015

Ritratto di un Presidente e dei suoi applausi

Elezione   A vederlo in piedi nelle fotografie, in casa della figlia durante la sua elezione alle spalle di amici e parenti, si ha la sensazione di un uomo che tiene le distanze e che esterna poco dei propri sentimenti. Non si sprofonda in poltrona o sul divano per gustare il proprio trionfo, resta in seconda fila. Anche la carezza alla nipote, nei medesimi scatti, ha qualcosa d’affettuoso, eppure manifesta una forma di lontananza. Non l’assenza di sentimenti, ma piuttosto una disabitudine a esibirli. A definire la sua figura fisica sono prima di tutto quei capelli, così forti in testa in un uomo della sua età, e soprattutto bianchi. Una bianchezza, che unita agli occhi azzurri e profondi, fa del nuovo Presidente della Repubblica un uomo molto diverso dal...

02.02.2015

Primo Levi e La notte dei Girondini

Nell’agosto del 1975 Primo Levi scrive a Luciano Foà, uno dei fondatori dell’Adelphi, per proporgli la traduzione di un libro che gli sta molto a cuore: La notte dei Girondini. Scritto da Jacques Presser è apparso in olandese nel 1957. Levi non sa l’olandese, come afferma in un suo racconto (Un “giallo” nel lager), e tuttavia pensa di tradurlo. Come pensa di riuscire a farlo? Un piccolo mistero che forse ora sappiamo svelare. Ma andiamo con ordine.   Luciano Foà è la persona che alla fine degli anni Cinquanta ha caldeggiato da Einaudi, in qualità di segretario generale della casa editrice, la ripubblicazione di Se questo è un uomo. Lo scrittore torinese potrebbe avere proposto la traduzione al suo editore;...

09.01.2015

L'età dell'eccesso

L’Imam vive in una villetta alla periferia di Parigi, dove ogni giorno s’inginocchia in preghiera accompagnato dai suoi fedeli. Ha mani nodose, un volto di pietra, siede granitico sulla sua sedia dall’alto schienale. Occhi vitrei, labbra immobili, barba lunga. Incarna la pura forza elementare che si muove senza movimento, agisce senza azioni, parla senza pronunciare parole. Dice l’Imam: “Noi faremo la rivoluzione, che sarà la rivolta non solo contro una tirannia, ma contro la storia”. Il suo narratore aggiunge: “La Storia è ciò che ubriaca, è la creatura e il territorio del diavolo, del grande Shaitan, è la più grande delle menzogne – progresso, scienza, diritti – alle quali l’Imam ha...

06.01.2015

Vita e morte / Addio Befana

Dodici giorni separano Natale dall’Epifania; costituiscono un ciclo temporale assai delicato, o almeno così era in un passato non troppo remoto. Arnold van Gennep, il grande studioso francese di folclore, autore di I riti di passaggio (Bollati Boringhieri), lo considera un “non tempo”, una sorta di frattura temporale che contiene seri rischi. C’è la festa del Natale, con il suo portato di segni pagani e cristiani, con la nascita di Gesù Bambino, poi la fine dell’anno e l’inizio del nuovo, momento di sospensione temporale e ripartenza di un nuovo ciclo; quindi la festa della Epifania, che contiene un altro bel nucleo di simbologie, tra cui il passaggio della Befana. Durante il “ciclo dei dodici giorni” ci sono in giro per il cielo vari personaggi volanti, i quali, in un modo o nell’altro,...

05.01.2015

La società facciale

Thomas Macho, filosofo tedesco tra i più acuti e influenti, per quanto ancora poco noto in Italia, ha scritto che viviamo in una “società facciale”, la quale possiede la prerogativa di produrre volti senza sosta. A ogni angolo di strada, su ogni tabellone, la pubblicità c’insegue con volti, così che “senza un volto, nulla osa più invadere lo spazio riservato alle affissioni”. Che dunque la nostra sia una società fondata sulle facce, lo storico dell’arte e iconologo Hans Belting lo dice sin dalle prime pagine del suo ponderoso saggio, Facce. Storia del volto (tr. it. di C. Baldacci e P. Conte, pp. 359). E con ogni probabilità lo studioso tedesco non conosce, o ricorda, la celebre espressione berlusconiana...

21.12.2014

Il ritorno di Valentina

È nella terza puntata de La curva di Lesmo di Guido Crepax, pubblicata su Linus nel 1965, che entra in scena la fotografa milanese Valentina Rosselli. Capelli tagliati a caschetto, sinuosa, elegante, disinibita, con lunghissime gambe, Valentina prende immediatamente il posto del protagonista della storia a fumetti, il critico d’arte e investigatore dilettante Philip Rembrandt, alias Neutron, suo fidanzato, fornito di una particolarità: possiede uno sguardo che paralizza, rallenta o blocca lo scorrere del tempo. Sono trascorsi quasi cinquant’anni e Valentina ritorna. O forse non se n’è mai andata, dal momento che è lei il personaggio femminile dei fumetti più famoso d’Italia, e non solo. L’editore Mondadori distribuisce in...

17.12.2014

Mario Dondero, fotografo naturale

Se esistesse la “fotografia naturale”, sarebbe opera di Mario Dondero. Con “naturale” intendo la fotografia in cui quello che si vede è davvero un momento colto dal flusso temporale, ma un momento che dura. La fotografia in genere, come ci ricorda John Berger, arresta il flusso temporale in cui l’evento fotografato è esistito. Guardando uno scatto di Mario Dondero si ha la sensazione contraria: non c’è arresto, bensì movimento. Il flusso temporale non s’interrompe, e anche l’evento fotografato non è al passato – è esistito – bensì al presente: ancora è.   Berger in un suo bellissimo saggio dedicato all’ambiguità della fotografia, Apparenze, sostiene che...

09.12.2014

Pulp Fiction vent'anni dopo

Vent’anni fa usciva nelle sale cinematografiche italiane Pulp Fiction, il capolavoro di Quentin Tarantino. Era il 16 dicembre 1994, nove mesi dopo l’imprevista e straordinaria vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, sei giorni prima delle sue dimissioni consegnate nelle mani di Oscar Luigi Scalfaro il 22 dicembre. Nessuno stabilì allora un nesso tra questa storia postmoderna di gangster, sermoni, sodomie, gare di ballo, teste esplose, non-luoghi di Los Angeles, tra il gioco sadico e farsesco istituito dal giovane regista americano e quello che succedeva nel nostro paese, dove una crisi sociale e politica, durata oltre dieci anni, arrivava a compimento segnando un deciso e irreversibile giro di boa.     Pulp Fiction diventò immediatamente un film...

24.11.2014

Schermi

In uno degli spot pubblicitari con cui la Apple presenta i suoi prodotti – vere e proprie opere d’arte contemporanea e insieme “testi” ideologici della azienda di Cupertino –, uscito nel 1984, una platea guarda su un grande schermo un personaggio che parla senza tregua. Poi entra una ragazza e lancia un martello contro lo schermo.   Nell’interpretazione che ne dà Vanni Codeluppi, all’inizio del suo L’era dello schermo (Franco Angeli), lo schermo rappresenterebbe il “nemico” di quel momento, l’IBM, mentre la ragazza è Apple stessa che combatte il Grande Fratello. Il risultato di quel colpo è mandare in mille pezzi lo schermo. Da allora la profezia si è realizzata: oggi siamo in presenza di...