AUTORI
Angelo Orlando Meloni
12.04.2018

Il Sessantotto di chi non c'era / Caro Sessantotto cerca di volare basso

Ho pizzicato il Sessantotto a uno di quei virtuaveglioni paraselfie hashfree ultra tag orgon tre punto zero per noi giovani senza memoria violenti e dissoluti che odiamo la cultura, bastoniamo i professori e ce ne vantiamo su internet. C’era una pallosissima sfida di extreme social goldening quando me lo sono trovato di fronte: scarpe bianche glitterate, canotta, jeans tagliati e tatuaggio a pelle di serpente sul collo. Poverello. Un vecchietto che cerca di fare il gggiovane. Mi ha fatto tanta pena. E anche un po’ tanto schifo. Per fortuna che c’ho sempre tutti i bot delle app del mio telebiomidollullare a palle di pellet quantico aggiornati. Così io mi sono sparato una yage craftbeer DOP mentre aspettavo i raga, e il mio avatar si è lavorato il tizio.   Signor Sessantotto, che...

24.08.2016

Classici in prima lettura / Orgoglio e pregiudizio (senza zombi)

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Quando mi è stato proposto di scrivere un post per questa rubrica di classici sotto il solleone o, meglio, di confessioni sotto il solleone, ho sentito come una chiamata alle armi. E sì che pensavo di essermi vaccinato da vocazioni e simili. Ma la gioventù, si sa, è foriera di illusioni. Poi sfiorisce ed è allora che arrivano le visioni mistiche. E con esse, pochi giorni fa, un’illuminazione: questa è l’ultima occasione che mi rimane per leggere Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen senza zombi, arti marziali, spurghi di pus e teste mozzate (non so se avete sentito parlare del film, qualora vi siate persi il relativo romanzo, ma se siete curiosi Google verrà...

06.03.2016

L’ultimo anello della catena, una storia di mala accoglienza

Con un astrobalzo nello spazio-tempo che la commissione per il pansessualismo, l’ambiguità e il diritto d’asilo e d’adozione ha finanziato tassando le scommesse del contribuente patito di videopoker e corse dei cavalli, stamattina ho raggiunto il nostro pianeta gemello, la buona, vecchia Terra 2, per la precisione l’inclito reame di Cicilia. Avrei dovuto trascorrervi un periodo di studi sul campo dedicati alle società autolesioniste, ma giunto a destinazione mi sono accorto di aver dimenticato i documenti dall’altro lato del multiverso e la polizia di frontiera mi ha subito spedito in un centro per l’accoglienza degli extraterrestri non autorizzati.     “Lasciate ogni speranza”, recitava il cartello all’...

14.12.2015

Star Wars. Fare, o non fare. Non c’è provare

La cosa più difficile è stata resistere, rimanere all’oscuro. “Pulisci la mente da domande”, questo mi dicevo. Nessuna informazione uguale nessuna delusione. Non vedrò un trailer, non cliccherò un “like”, non mi avrete con quelle assurde discussioni “Luke c’è o ci fa”. Ma se socchiudevo gli occhi il Millennium Falcon sfrecciava nello spazio interstellare, Chewbecca ululava a quella piccola luna in ciel. E così eccomi qua a strafarmi di anteprime e a organizzare maratone di guerre stellari con gli amici. Perché quest’inquietudine, sebbene mascherata da euforia, perché tutto questo turbamento? Perché se c’è qualcosa che Star wars ci ha insegnato, questo qualcosa...

01.09.2015

Ho visto le menti peggiori della mia generazione

Come è noto, un sacco di gente ha abbandonato il nostro amato Sud in cerca di fortuna. Un dì potremo raccontare ai sopravvissuti che abbiamo visto le menti migliori della nostra generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi all’alba ma non (al contrario di quanto scriveva Allen Ginsberg) in cerca di una siringata di droga, quanto d’un biglietto per scappare all’estero e provare l’ebbrezza proibita di uno stipendio. Una faccenda esecrabile che ci opprime e ci strazia viepiù. Povera Italia i cui figli scappano. Peccato che nessuno abbia mai pensato che questa fuga di cervelli non consista esclusivamente in fuga delle “menti migliori”.   E no. Ci sono pure le menti peggiori. Non so se vi è mai...

18.08.2015

L’equivoco del graphic novel

Graphic novel, ossia romanzo grafico: da qualche anno questa nuova, ancorché vecchia definizione si è imposta con tale forza che non c’è libreria di varia senza uno scaffale dedicato alle nuvole disegnate. Ma se già ben prima che questa espressione si imponesse le librerie più fornite non esitavano a ospitare di tanto in tanto qualche bel fumetto, va aggiunto che la storia del graphic novel comincia nel non più vicinissimo 1978, in corrispondenza della pubblicazione di quel che è unanimemente considerato il primo romanzo grafico, quel A contract with God di Will Eisner che in realtà fu una raccolta di quattro racconti brevi del celebre fumettista statunitense. Will Eisner, A Contract with God È opinione comune che la differenza fondamentale tra i fumetti e i graphic novel...