AUTORI
Giacomo Raccis
05.06.2017

5 giugno 1927 - 5 giugno 2017 / Emilio Tadini, Picasso. L’immortale da vivo

La generazione degli anni difficili è il titolo di un volume del 1962 in cui Ettore Albertoni, Ezio Antonini e Renato Palmieri raccolgono i testi di un’inchiesta condotta tra il 1959 e il 1960 per la rivista «Il Paradosso». L’inchiesta era mossa dalla necessità di comprendere le scelte e le posizioni di fronte alla Storia da parte di «coloro che l’ultima guerra sorprese […] nell’età dei primi ripensamenti e delle maturazioni giovanili», e che alla fine degli anni Cinquanta si presentavano, volenti o nolenti, come «la spina dorsale della nazione». È la cosiddetta “generazione di mezzo” di cui fanno parte Italo Calvino, Oreste del Buono, Rossana Rossanda, Franco Fortini o Fulvio Papi: intellettuali nati negli anni Venti, che alla chiamata della Storia hanno risposto non con il ragionamento...

27.11.2015

Adrien Bosc e il cronotopo aereo

Un aereo è un cronotopo. Un aereo è un palinsesto di storie, un catalizzatore di vite e un moltiplicatore di esperienze. Un aereo è anche un’eterotopia, uno spazio chiuso, un microcosmo con regole proprie – regole che spesso i passeggeri ignorano – e che per un tempo determinato attraversa lo spazio. E lo fa staccandosi da terra, elevandosi nel cielo e proiettando le diverse schegge di umanità che trasporta nella volta scura dell’universo. Ogni passeggero come un astro che risplende della luce riflessa che solo uno sguardo, rialzato o retrospettivo, può riuscire a intercettare. Una luce in grado di connettere le diverse intensità luminose nell’articolata trama di una costellazione che risulterà tanto pi...

28.09.2015

Calvino, punto e linea

Sono trascorsi trent’anni da quel 19 settembre del 1985 in cui Italo Calvino moriva improvvisamente all’età di 62 anni a Siena. La vita di Calvino non è stata poi così lunga, eppure ha scritto tanto e soprattutto ha attraversato da protagonista insieme ad altri (Pasolini, Sciascia, Morante, Volponi, Moravia, ecc.) la letteratura italiana del dopoguerra, dal 1947, anno del suo debutto con Il sentiero dei nidi di ragno, sino a quella fatidica metà degli anni Ottanta.   Trent’anni sono un tempo sufficiente per tracciare un bilancio della sua opera. C’è ora una nuova generazione di critici che si affaccia con intelligenza e crescente autorevolezza nel paesaggio letterario italiano. Sono quasi tutti nati negli anni Ottanta, ed...

26.05.2015

Liberal di Paolo Sortino

Leggere un libro in cui si ripongono grandi aspettative è sempre un esercizio rischioso. È banale ricordarlo, ma anche utile nel momento in cui ci si accinge a commentare il secondo romanzo di Paolo Sortino, lo scrittore che più di tutti, nella sua generazione, ha saputo incidere con il libro d’esordio. Quando uscì quattro anni fa, Elisabeth  [Einaudi 2011, n.d.r.] fu un pugno nello stomaco per tanti critici e lettori: lo fu per chi ne amò la poesia e la potenza, così come per chi rimase sconcertato o infastidito dall’audacia con cui l’autore si appropriava di una storia vera per farne finzione. Al di là di ogni giudizio, Sortino aveva saputo dimostrare una lucidità e un rigore stilistico rari, capaci di...

18.04.2015

Maurizio Torchio. Chi sono i cattivi?

Da qualche anno a questa parte sembra che il tema della costrizione e della segregazione abbia acquisito centralità in certa produzione romanzesca italiana. Lo osservava recentemente, nel corso di una presentazione, lo scrittore Alcide Pierantozzi, che metteva in relazione la costrizione fisica sperimentata dai personaggi con la costrizione economica, sociale e psicologica sofferta invece dai loro autori, “costretti” letteralmente, in tempi di lavoro culturale liquido e liquefatto, a scrivere in condizioni precarie o ricattatorie. Non credo sia questa la strada per comprendere questo nuovo percorso del romanzo italiano, né che questa sia la prospettiva giusta entro cui leggere un romanzo centrale e decisivo di questa nuova tendenza come Cattivi (Einaudi 2015) di...

26.01.2015

Il grado zero della storia

È cosa nota che nell’immaginario e nella cultura storica francesi la prima guerra mondiale occupa uno spazio privilegiato (molto più rilevante di quello occupato dalla seconda, a differenza di quanto accade in Italia). Lo dimostrano le grandi celebrazioni e commemorazioni svoltesi quest’anno Oltralpe, nel ricordo di quel 1914 in cui tutto cominciò. Queste celebrazioni, d’altra parte, hanno mostrato, come sempre accade in questi casi, che l’episodio storico commemorato è progressivamente sparito dall’orizzonte, lasciando spazio a una mole di discorsi mirati a costruire grandi architetture interpretative e vulgate (emblematicamente rappresentate da un sito dedicato proprio a ciò). Sebbene nel 2012, al momento dell’...

23.12.2014

Storia d'amore per oggetti

Storia d’amore per oggetti. Questo potrebbe essere il sottotitolo di Lacci, l’ultimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi, 17,50€). Perché è questo che si dispiega lungo le 134 pagine e le tre parti del libro: la genealogia di un amore raccontata attraverso gli oggetti materiali che lo hanno costruito e che restano a testimoniarlo quando il meglio (o il peggio) sembra ormai alle spalle. Perché gli oggetti, diversamente da chi li fabbrica o da chi li usa, rivelano una sincerità inattesa e spietata: i ricordi che suscitano, le verità che contengono non possono essere equivocati. E quello che sembrava un amore sofferto ma in fondo pacificato, si rivela d’un tratto in tutta la sua desolante inconsistenza.   Questa storia si...

10.10.2014

Tra innocenza e tragedia. Un dibattito tra generazioni

Igino Domanin Nel segno del Post e non di un Inizio   Raccontare è prendere posizione sul terreno minato della Storia, spingendosi fin là dove la Storia prentende di aver ammutolito il proprio senso, di essersi votata, cioè, alla propria cancellazione ed estinzione, al proprio volontario suicidio. Questo motivo mi ha spinto a comporre uno degli episodi narrativi di Festa del Perdono, ed è anche il leitmotiv che riconosco nelle altre tessere di questo libro.   Festa del Perdono è una scena milanese, che, come ricorda Raccis, esiste e fa da sfondo a una vicenda che attraversa intere generazioni. La nostra, come la sua, come quella di supposti padri. In questa vicenda di confronti generazionali, in cui tutto sembra muoversi, tutto alla fine...

03.10.2014

Festa del Perdono: uno spazio sfinito

«Ci vediamo in chiostro». Centro nevralgico, luogo di ritrovo e di passaggio; luogo di stanza: nella pausa caffè, nella pausa pranzo, e nei giorni di sole tiepido anche luogo di studio, secondo un’idea quasi bucolica dell’impegno universitario. Questo è stato – ed è ancora – il chiostro di via Festa del Perdono per chi abbia fatto la Statale di Milano. Oggi, l’università finita, le fragili carriere lavorative avviate, passare in chiostro vuol dire rischiare di vedere facce che credevi – ti auguravi – lontane dall'università da almeno 4-5 anni. Facce che credevi avessero maturato il lutto e, preso il pezzo di carta, si fossero involate verso le impervie strade del lavoro precario, che spinge...

09.09.2014

Per voce sola: I passanti di Laurent Mauvignier

Al lettore italiano il nome di Laurent Mauvignier suona ancora spesso – troppo spesso – sconosciuto. A fissarne il nome nel pantheon dei contemporanei non è bastata l’ottima stampa di cui ha goduto anche in Italia Degli uomini, romanzo pubblicato da Feltrinelli nel 2010 e da più parti considerato come un pugno allo stomaco per la società francese, troppo disinvolta nel rimuovere i momenti neri della storia dalla propria coscienza collettiva.   Un intreccio sapientemente costruito intorno alla memoria cava e sanguinante di chi prese parte all’eccidio di soldati e civili algerini negli anni che in Europa chiamiamo del dopoguerra e che forse dall’altra parte del Mediterraneo hanno un altro nome. Una storia d’invenzione, senz...

06.05.2014

J.M. Cain. La falena

«La prima cosa di cui ho ricordo è una grossa falena caudata. […] Non avevo occhi che per quella splendida cosa verde, tutta palpitante di luce, che si allontanava svolazzando tra gli alberi, libera e viva. Era una sensazione che immagino gli altri provino pensando a Dio.»   Comincia con questa preghiera laica la storia di Jack Dillon, storia di un bambino prodigio, capace di stregare tutti con la sua voce angelica; storia di un atleta promettente, che può migliorare le prestazioni chi gli sta al fianco grazie alla sua intelligenza tattica; storia di un meccanico dalle mani d’oro, nemesi di un padre avvocato finito a riparare auto perché è l’epoca che lo richiede; storia dell’imprenditore di se stesso, che sa...

18.03.2014

Mohsin Hamid tra Oriente e Occidente

Nato e cresciuto in Pakistan, emigrato negli Stati Uniti e poi Inghilterra, Mohsin Hamid da cinque anni è tornato a vivere nella sua Lahore.   La sua vita finora si è letteralmente divisa tra tre continenti, in un continuo avanti e indietro: prima per gli impegni professionali del padre, professore universitario ingaggiato dalla Stanford University, poi per una formazione accademica all’altezza della migliore borghesia orientale, condotta tra New York (Princeton: laurea in lettere) e Londra (Harvard: seconda laurea in legge), dove ha ottenuto anche il passaporto inglese. Su questo asse a doppio scorrimento che collega Oriente e Occidente, però, oltre alla propria carriera professionale (in società di consulting management) Hamid ha fondato anche il...