AUTORI
Giovanni Bottiroli
07.04.2019

Regressione letteraria? / Lolita al tempo di “Me too”

1. “No, non pubblicherei Lolita” avrebbe detto recentemente un editore, Dan Franklin, allo scrittore Will Self. Nell’articolo “Lolita troverebbe un editore nel 2019?” (Il foglio, 23 marzo), da cui attingo queste informazioni, si sostiene (sembra sia ancora Will Self a parlare) che “Se fosse inserito nei programmi universitari (un grande ‘se’), sicuramente susciterebbe una reazione automatica di indignazione perché ‘la trama del romanzo è lo stupro sistematico di una ragazza giovane’”. Il clima culturale a cui l’articolo fa riferimento è quello oggi imperante negli Stati Uniti: il trionfo del politically correct, con una serie di conseguenze, tra cui la particolare facilità di pubblicare storie da parte di scrittrici giovani, etichettabili come BAME (nera, asiatica, e di una minoranza...

12.05.2018

Il fallimento della scuola pubblica / Promuovere gli asini e produrre i bulli

1. Gli episodi di violenza nella scuola pubblica sono sempre più numerosi, e ad esserne vittime sono ormai frequentemente anche i professori: insultati dagli studenti, aggrediti e picchiati dai loro genitori. L’episodio dell’Itc Carrara di Lucca ha ricevuto una particolare attenzione da parte dei media, e ha visto intervenire anche la ministra Fedeli, che ha auspicato una giusta severità. Un intervento non scontato, in un’istituzione come la scuola, nella quale è stato demonizzato da molto tempo anche il più sensato degli interventi disciplinari. Tuttavia – e questa è la tesi che vorrei sostenere – è del tutto inutile bocciare i peggiori tra i bulli quando la scuola li produce costantemente e ne incentiva la crescita.    Ho letto parecchi commenti all’episodio di Lucca, divenuto...

12.12.2017

Perché Lacan si è sbagliato sul rapporto sessuale (e forse anche sull’amore) / Amore tragico, amore comico

Gli aforismi sono enunciati a forte densità, che “danno da pensare”. Somigliano a quei fiori giapponesi, che Proust evoca all’inizio della Recherche, e che, quando vengono gettati nell’acqua, si espandono. L’acqua degli aforismi è l’interpretazione. Un aforisma di Kierkegaard dice: “Se due persone che si amano non si capiscono, è tragico. Se due persone che non si capiscono si amano, è comico”. Questo enunciato non potrebbe forse generare una teoria, e in ogni caso inaugurare una lunga riflessione? Jacques Lacan ha detto più di una volta che l’amore è un sentimento comico. Quest’affermazione va intesa come un’attribuzione delle storie d’amore alla sfera della commedia, cioè a intrecci che si sviluppano sul filo dell’equivoco, e in cui l’attrazione – anche reciproca – si manifesta in forma...

26.05.2017

Testi letterari / La letteratura: se iniziassimo davvero a studiarla?

Sappiamo tutti che cos’è la letteratura: più o meno, naturalmente. Lo sappiamo nel senso che siamo in grado di riconoscere un’opera letteraria distinguendola da opere che appartengono alla filosofia, alla storia, alle scienze naturali. Anche se negli ultimi decenni alcuni studiosi (come Derrida) hanno enfatizzato una certa labilità dei confini, nella stragrande maggioranza dei casi non abbiamo dubbi: e persino nei casi più ambigui, tendiamo a risolverli considerando il Simposio di Platone o lo Zarathustra di Nietzsche come opere filosofiche, e Il dialogo dei massimi sistemi come un’opera scientifica benché gli autori che sto menzionando siano, indiscutibilmente, anche grandi scrittori.   Ogni lettore ha incontrato sin dalla sua adolescenza qualche testo con cui ha stabilito...

18.04.2017

Classici in prima lettura / La lettera scarlatta

Storia di una donna, di un simbolo, e di un patto con il diavolo, La lettera scarlatta inizia descrivendo la porta di una prigione, rugginosa e segnata dalle intemperie, accanto alla quale cresce però un rosaio selvatico. E se la prigione è “il nero fiore della civiltà” (così dice l’autore), le gemme, che offrono la loro fragranza in quel mese di giugno in cui inizia questa storia, sono l’indizio di quanto possa essere benevolo “il cuore profondo della natura”. La porta si apre; siamo nella città di Boston, la vicenda si svolge nel New England alla fine del Seicento. Il prato antistante è occupato da una folla; tutti gli occhi sono rivolti verso una giovane donna che esce dal carcere, tenendo in braccio una bimba nata da poco: ciò che più colpisce è però un simbolo, cucito sul suo abito...

11.04.2016

Il soggetto perduto del desiderio / Il Lacan di Recalcati

Nel secondo volume della sua grande monografia (Jacques Lacan. La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto), Massimo Recalcati descrive prevalentemente le forme che la malattia psichica può assumere. Sin dalle prime righe, egli sottolinea l’essenzialità della clinica nella ricerca di un autore che, a partire dal 1966, l’anno di pubblicazione degli Scritti, ha fatto irruzione anche sulla scena filosofica ed è diventato un riferimento tra i più fecondi – anche per chi lo ha rifiutato – nella filosofia contemporanea. Le mie riflessioni ovviamente non contrastano con quanto afferma Recalcati, e cioè che la teoria del soggetto, del desiderio e del godimento, del significante e dell’oggetto piccolo (a) derivano da una creatività teoretica che s’intreccia continuamente e in misura...

20.02.2016

Lezioni americane: flessibilità

1. Rileggendo le Lezioni americane non ho potuto fare a meno di soffermarmi su quella che è senza dubbio la nozione più enigmatica in un discorso che sembra mirare a una massima trasparenza. L’obiettivo dell’autore è chiaramente delineato: indicare sei valori, o virtù, di cui si auspica la permanenza, se non il primato, durante il millennio che sarebbe iniziato di lì a poco. Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità vanno a formare un quadro coerente: le connessioni reciproche non risaltano tutte con la medesima immediatezza, e Calvino non rinuncerà a chiarire che, per esempio, la leggerezza va associata “con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso...

13.10.2015

La flessibilità è meglio del limite

1. “Non pensare a trasgredire la Legge, cerca piuttosto di trasgredire te stesso”: quasi certamente questo è il precetto più importante che possiamo derivare da Nietzsche in una prospettiva etica. Un’esortazione, un imperativo, se si vuole: ma un imperativo che, per quanto categorico, non prescrive nulla di rigido, e che, per quanto sia rivolto a tutti, appare orientato meno verso l’universalità che non verso la singolarità.   Ritengo che la massima di Nietzsche rappresenti la via più feconda per un’etica nella società contemporanea, nella società liquida se ci accontentiamo dell’ambigua espressione di Bauman (tornerò tra poco sulla sua ambiguità). Ma, poiché questa massima...

25.08.2015

I fatti sono stupidi (Nietzsche)

1. Immaginiamo un docente universitario di filosofia che all’inizio delle lezioni si rivolge agli studenti e chiede se qualcuno ha portato con sé il manuale adottato per quel corso. Gli studenti, dando prova di particolare zelo, estraggono il testo dalle loro borse: il professore legge la frase di apertura, poi commenta: “Stupidaggini” (forse si serve di un’espressione più colorita); e invita gli studenti a strappare la prima pagina di quel testo, e a gettarla via.   Probabilmente la maggior parte dei lettori ha riconosciuto la scena che ispira la mia riflessione: è tratta da un film, L’attimo fuggente (1989), di Peter Weir. Nel mio esempio, l’analogia riguarda il fatto che il docente (come il professor Keating) si trova a...

20.11.2014

Togliete l’ubriachezza, e avrete il filosofo analitico

1. “Mi è capitato varie volte – scrive Diego Marconi in Il mestiere di pensare (Einaudi 2014, p.48) – che amici non filosofi mi dicessero di aver letto e apprezzato libri di Deleuze, Derrida, Foucault, Habermas, Lacan, o di altri loro affini, che io avevo trovato quasi impenetrabili. Eppure io sono un lettore professionale di filosofia e loro no. Come si spiega?” E’ la domanda che un filosofo “analitico” rivolge a se stesso, e ai propri lettori, per manifestare il proprio fastidio nei confronti di un modo di pensare che caratterizza, pur nelle differenze, i filosofi “continentali”. Marconi ha scritto un saggio interessante sulla difficoltà che la filosofia (e soprattutto una certa filosofia) incontra oggi per uscire dagli...

20.01.2012

Berlusconi o l’obesità realizzata

Il pamphlet di Mario Perniola è un’utile provocazione. Almeno potenzialmente. Ma, come tutte le provocazioni, anche le più stimolanti, appartiene alla breve durata, all’effimero, e la sua utilità può essere recepita solo oltrepassandolo. Qual è il limite di Berlusconi o il ’68 realizzato? Quello di essere un pamphlet, quello di cercare la formula che riassume un’epoca. Ma nessuna epoca si lascia riassumere in una formula. Nessun movimento. Quello che chiamiamo “il ‘68” non è una cosa sola. Ciò che manca allo scritto di Perniola (e che lo apparenta alle semplificazioni che vorrebbe contrastare) è la capacità di fare buone distinzioni.   Eppure molte affermazioni di Perniola...