raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Maddalena Giovannelli
04.02.2016

È ribelle il Virgilio di Anagoor

Era atteso, al Piccolo Teatro, Virgilio Brucia. Lo aspettavano gli appassionati dei classici e gli insegnanti con le scolaresche, curiosi di scoprire l’Eneide alla difficile prova del palco. E lo aspettavano anche i conoscitori della scena contemporanea, amanti del teatro raffinato e visionario di Anagoor. A buon diritto: tra i molti gruppi dalla vocazione sperimentale e performativa emersi negli scorsi decenni, pochi sono stati capaci di non farsi risucchiare dal vortice fagocitante di studi brevi e dimostrazioni di lavoro, per misurarsi invece con una prospettiva di largo respiro. Virgilio Brucia rappresenta, dopo l’applaudito Lingua Imperii, un’ulteriore conferma della caratura e della maturità della compagnia veneta.   Virgilio Brucia, Anagoor, ph...

03.12.2015

Scenario: istantanee dalla crisi

Cercare di rintracciare il nuovo vuol dire, anche, fotografare l’esistente. E non è detto che la fotografia venga come ci aspettiamo, ci rassicuri, sia incoraggiante. È quello che accade, dal 1987, con Premio Scenario: diverse commissioni lavorano in parallelo lungo tutta la penisola per scoprire, tra i moltissimi gruppi teatrali under 35, voci fuori dal coro, nuclei magari acerbi ma che promettono di lasciare il segno. Poi una finale (tradizionalmente a Santarcangelo) conduce a quattro proposte, che debuttano pochi mesi dopo in forma compiuta.   Premio Scenario 2015, Gianni, ph. Gloria Soverini   Con le compagnie di Scenario sembra funzionare come con il vino: ci sono annate buone, e annate che paiono mostrare più chiaramente lo schiacciamento (...

22.10.2015

Ventiquattrore Dioniso Jan Fabre

Corpi. Carne. Teli bianchi impregnati di sudore e di sangue. Sono questi gli elementi su cui si costruisce lo sconvolgente immaginario di Mount Olympus: ventiquattro ore consecutive di performance dedicate da Jan Fabre alla tragedia greca e presentate al teatro Argentina nell’ambito di Roma Europa Festival. Uno spettacolo monstrum che si definisce, fin dalle note di regia, indagine su una possibile catarsi contemporanea: come innescare oggi, nell’epoca dei device e dell’iperconnettività, quell’elevazione da pietà e paura che formava il cuore della prassi teatrale antica?     Mentre gli studiosi si affannano a comprendere l’esatto significato delle cruciali parole della Poetica di Aristotele – mutuate non a caso dal...

17.09.2015

Quale Brecht per l'era Renzi?

“Ascoltavo morire / la parola di un poeta o mutarsi / in altra, non per noi più, voce”. Annotava così Franco Fortini in Traducendo Brecht, lirica scritta a margine dell’intensa attività sui testi del drammaturgo tedesco tra il 1951 e il 1976. L’indagine della lezione brechtiana diviene, fin da subito, interrogazione sulla possibilità che quella parola politica detoni ancora, con uguale forza.   Per chi voglia oggi riproporre sulle scene nostrane il teatro di Brecht la questione si fa, se possibile, ancora più complessa. Perché si deve attraversare, interpretandola, una doppia cortina temporale: quella del contesto socio-politico originario, inestricabilmente connesso alla composizione delle pièce;...

23.07.2015

Santarcangelo: due sguardi

Memoria e politica   di Maddalena Giovannelli     Non capita spesso di tornare da un festival annotandosi un nome, e ripromettendosi di non lasciarsi sfuggire le prossime tappe del percorso di un artista. Quel nome è Amir Reza Kooesthani, trentottenne iraniano fondatore del Mehr Theatre Group, e ospite del cartellone di Santarcangelo 2015 con la creazione Timeloss.   Timeloss di Amir Reza Kooesthani, ph. Ilaria Scarpa   Lo spettacolo è una sapiente composizione di piani temporali e narrativi, che ha però il pregio di apparire allo spettatore semplice, immediata, commovente. Al centro c’è Dance on Glasses, successo del 2001 che portò Kooesthani a una fortunata tournée internazionale e che rappresenta per il...

11.06.2015

Quale teatro per Expo 2015?

Dopo mesi di controversie e attese, Expo 2015 ha aperto le porte. Mentre Milano cambia volto mostrando la nuova Darsena e il discusso Expo Gate, e mentre rimbalzano le polemiche sul numero di visitatori inferiore al previsto, cosa accade nel mondo teatrale meneghino? L’invito, da parte del Comune, è stato quello di contribuire a creare un grande palinsesto integrato da maggio a ottobre, dal nome Expo in città: un piano di comunicazione pensato per amplificare la visibilità di ogni iniziativa.   Eresia della Felicità, Santarcangelo   E i teatri, va subito registrato, hanno risposto. Non senza polemica: c’è chi fa notare che un programma ad hoc necessita di fondi ad hoc; e da più parti si torna a criticare (e non a torto...

04.06.2015

Ovadia e Tiezzi alla prova del teatro antico

Riscrivere, osare, far risuonare richiami ed echi del contemporaneo? Oppure lasciare che del mito antico si colgano le istanze archetipiche e atemporali? Tradire o preservare la tradizione? La rassegna di rappresentazioni classiche organizzata dalla Fondazione INDA al teatro greco di Siracusa è un importante laboratorio di sperimentazione sulle prassi del teatro antico nelle nostre scene e offre (tanto attraverso i tentativi riusciti, quanto attraverso le proposte più anacronistiche) un prezioso terreno di riflessione sul rapporto tra classico e contemporaneo.   Lucia Lavia in "Ifigenia in Aulide", ph. Franca Centaro   Le due tragedie greche in cartellone in questa cinquantunesima edizione (Supplici di Eschilo e Ifigenia in Aulide di Euripide)...

02.04.2015

Ha fibre resistenti il nostro teatro

Combattivi, coinvolgenti, consapevoli. Sono Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, alias Fibre Parallele. Una delle promesse mantenute della nuova generazione teatrale: selezione Premio Scenario 2007, la compagnia sta portando avanti da allora un costante percorso di approfondimento e messa in discussione dei risultati ottenuti.   Fibre Parallele, ph. Luigi La Selva   Mentre stanno lavorando al prossimo debutto, Beatitudine (che vedremo al Festival delle Colline Torinesi nel giugno 2015), Lanera e Spagnulo sono finalmente approdati a Milano con il loro ultimo spettacolo, Lo splendore dei supplizi (2013). Si tratta di un’ottima dimostrazione del processo compositivo di Fibre Parallele, che include drammaturgia, regia e originale contributo attorale. I due salgono e...

04.02.2015

Mito e caduta dei Lehman Brothers

Trilogy. Trilogia: come la forma scelta da Eschilo per narrare della vicenda degli Atridi. Una vicenda che ha bisogno di dilatarsi in una struttura di monumentale grandiosità per raccontare il destino di una comunità intera. Anche quella dei Lehman, del resto, è la storia di un genos: una storia dai molteplici risvolti giuridici, etici, sociali in senso lato. Lo sa bene il drammaturgo Stefano Massini, laureato proprio in Lettere Classiche, e scelto da Luca Ronconi per la produzione di punta del Piccolo Teatro di questa stagione, Lehman Trilogy. È chiaro fin da subito che né a Massini né a Ronconi interessa uno sguardo documentaristico o da teatro civile: chi si aspettava una speculazione sulle ragioni del crack finanziario del 2008, corredata da...

29.01.2015

La Ruina: la violenza, la polvere

Ci vuole un certo coraggio per affrontare di petto una delle questioni più commentate, citate, talvolta persino abusate nel dibattito giornalistico contemporaneo. Ci vuole audacia per recuperare e dare vita a parole – come ‘violenza’ o ‘femminicidio’ – ripetute così tante volte che paiono aver smarrito il loro significato. Ha rischiato molto, quindi, Saverio La Ruina con il suo Polvere, al debutto in prima nazionale all’Elfo Puccini dal 20 al 25 gennaio, all’interno di una personale a lui dedicata. Un’ottima occasione per conoscere una delle personalità più interessanti della nostra scena, o per approfondire un percorso attorale e autoriale di grande coerenza e spessore. In cartellone sono previsti...

12.12.2014

Playfestival, una porta sul Piccolo Teatro

Oltre i Navigli, stazione della metro verde Piazzale Abbiategrasso. E poi ancora più in là, in direzione Rozzano, un paio di fermate del tram 3. Ecco: siete arrivati in via Boifava, quartiere Gratosoglio. Non vedete niente? Dovete salire le scale. Troverete un enorme piazzale di cemento dipinto di fiori, e finalmente le porte del teatro. È il Ringhiera, dal 2007 casa della compagnia Atir diretta da Serena Sinigaglia. Vi sentite persi nella periferia milanese? Vi sbagliate. Siete nel centro della città, a contatto con la Scala e con il Piccolo Teatro. Ed è proprio questo uno dei molti motivi per apprezzare l’instancabile lavoro di Atir: la capacità di tessere fili nel tessuto urbano, tracciare percorsi che attraversano le realtà...

31.10.2014

Rimini Protokoll a Milano

Perché accontentarsi della finzione quando la realtà ha così tante storie da raccontare? Sembrano pensarla così i tedeschi Rimini Protokoll, collettivo di registi fondato nel 2000 da Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel e premiato nel 2010 dal Leone d’Argento della nostra Biennale. Da Bangalore a San Pietroburgo, da Atene a San Paolo, nelle (molte) creazioni dei Rimini Protokoll i presupposti restano coerenti: l’idea è quella di scegliere alcuni segmenti di realtà e di offrirli allo sguardo del pubblico sotto una lente di ingrandimento. Una simile operazione ha, naturalmente, una vigorosa valenza politica e i segmenti selezionati sono spesso quelli più dolenti, problematici, contraddittori del nostro contemporaneo: in...

07.10.2014

Milo De Angelis a teatro

È questione di vita o di morte l’adolescenza. Accelerazione esistenziale improvvisa e senza possibilità di frenata, snodo irreversibile per la formazione della personalità: poeti e drammaturghi sembrano coglierne il potenziale di gioia e di liberazione (“ti guardiamo noi, della razza / di chi rimane a terra”, diceva Montale a Esterina), ma allo stesso tempo il rischio fatale di un passaggio senza ritorno. Wedekind portò in scena, all’inizio del ‘900, un testo conturbante e cupo come Risveglio di primavera, nel quale il sommovimento delle pulsioni sessuali si intrecciava al procedere di inevitabili destini di morte.   Non è troppo diversa la traiettoria di Daina e Luca, protagonisti de La corsa dei mantelli di Milo De...

02.10.2014

Emma Dante, Ulisse e Polifemo

È pieno il Teatro Franco Parenti per la prima di Io, Nessuno e Polifemo di Emma Dante: è pieno di un pubblico ben disposto, curioso, pronto ad applaudire un altro trionfo della regista considerata una delle voci più talentuose del nostro teatro. Eppure chi ha ancora negli occhi la bella prova de Le sorelle Macaluso non può che rimanere spiazzato.   Nell’ironica conversazione che la Dante intreccia con Odisseo e il Ciclope e che ha aperto, al Teatro Olimpico di Vicenza, il nuovo ciclo di spettacoli classici diretto dalla regista palermitana, ci sono almeno due anomalie. La prima: diversamente dalle precedenti partiture drammaturgiche asciutte, dove ogni parola pareva scaturire da un’urgenza sotterranea e non razionale, con Io, Nessuno e...

13.06.2014

Trent’anni dopo, Jan Fabre

Nell’ultima settimana di maggio, è approdato al Piccolo Teatro uno dei più discussi e amati maestri della scena europea. Lo stabile milanese ha proposto un doppio appuntamento con Jan Fabre in occasione dei trent’anni della sua compagnia: The Power of Theatrical Madness  (1983; durata: 4 h e 20) e This is Theatre like it was expected to be and foreseen (1984; durata: 8 ore). A precedere l’arrivo di Fabre sono state polemiche e querelle: la protesta degli animalisti – sollevata dal consigliere Gianluca Comazzi (Forza Italia) in clima appena pre-elettorale – ha indotto il Piccolo e il regista a rinunciare alle tartarughe previste in scena. La Milano pre-expo vanta così un poco onorevole primato: unica città europea ad aver...

29.05.2014

Frost Nixon, uno spettacolo sul potere

Hanno firmato assieme la regia e sul palco si sono fronteggiati da veri antagonisti. Ferdinando Bruno ed Elio De Capitani portano in scena la vicenda (vera) di David Frost e Richard Nixon, due personaggi agli antipodi che la Storia ha fatto inaspettatamente incontrare.     Nixon a Roma   Il loro braccio di ferro televisivo, “primo caso storico di giornalismo-spettacolo”, ha portato l’ex presidente Usa ad ammettere le proprie colpe sullo scandalo Watergate e a chiedere scusa al popolo americano, dando prova inoltre di una malsana concezione ipertrofica del potere. Tratto dalla commedia di Peter Morgan, Frost Nixon ha la volontà e il pregio di portare sotto i riflettori questioni come la potenza dei mezzi di comunicazione, in particolare quella...

07.05.2014

A Milano, fuori dai teatri

Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna. Ovvero: il circuito teatrale italiano non riesce ad accogliere al suo interno le esperienze di teatro indipendente? Sarà allora il teatro indipendente, in autonomia, a creare uno spazio per presentarsi alla città.   Con questo spirito è nato, lo scorso anno, IT (IndependentTheatre) Festival: una maratona di tre giorni dedicata alla moltitudine dei gruppi milanesi off, con esibizioni continue e parallele nelle sale della Fabbrica del Vapore, dalle 18 fino a mezzanotte. Breve durata (20 minuti), piena libertà sulle forme e i linguaggi, nessuna selezione: queste le caratteristiche della manifestazione che ha preso, fin dall’edizione zero, i connotati di una vera e propria ricognizione...

20.03.2014

Baliani: il racconto del teatro

Il merito di Marco Baliani – scriveva Silvia Bottiroli nel 1994 sulla rivista “Prove di drammaturgia” – è quello di “aver cercato ostinatamente nuove forme di una drammaturgia del racconto (…) tra continui slittamenti, domande, tentativi non sempre riusciti di ridefinizione”.   Oggi, vent’anni dopo, quella riflessione non ha perso validità. Consacrato a maestro del teatro di narrazione e punto di riferimento indiscusso per le nuove voci del racconto orale, Baliani sembra non aver perso l’urgenza di mettersi in gioco e di sperimentare (il suo percorso teatrale fino al 2004 lo racconta ancora Silvia Bottiroli nella monografia Marco Baliani, pubblicata per l’editore Zona). Tra monologhi e opere collettive, tra...

06.03.2014

Dieci anni di Buone Pratiche

Crisi cronica, assenza di risorse, istituzioni sorde e impossibilità di ricambio generazionale: il teatro italiano degli ultimi dieci anni potrebbe essere riassunto così. Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, con Le Buone Pratiche del Teatro, hanno provato a raccontare (e a far raccontare) un’altra storia. Era il 2004: il sito ateatro.it lancia una convocazione a tutte le realtà del teatro per un confronto orizzontale e una condivisione di formule innovative per l’auto-organizzazione. “Sappiamo – scrivevano allora i promotori dell’iniziativa – che in questa progressiva desertificazione esistono esperienze e pratiche di un teatro vivo e diverso”.   Da allora l’appuntamento (organizzato in modo indipendente e...

13.02.2014

L’erotismo nero di Celestina

Chi abbia in mente il Ronconi del Panico, quella regia dalle atmosfere stralunate e insolitamente leggere, quell’interpretazione sempre in bilico tra humour e isteria, lo dimentichi. In Celestina si può facilmente riconoscere – fin dal primo ronconianissimo monologo di Giovanni Crippa – lo stile pre-Spregelburd del regista milanese: testi dilatati e rarefatti, un’esasperazione quasi espressionista del carattere dei personaggi, un programmatico anti-naturalismo.     La scelta del testo in scena fino al primo marzo al Piccolo Teatro è, come di consueto, peculiare e meditata. La corposa opera di Fernando de Rojas viene presentata attraverso la riscrittura del canadese Michel Garneau: una drammaturgia che ha sfoltito l’estensione del...

23.01.2014

The play is memory

Si è creato, in queste settimane, un involontario ma splendido dialogo tra due spettacoli in scena a Milano. Si tratta de Lo zoo di vetro diretto da Arturo Cirillo al teatro Menotti, e di Morte di un commesso viaggiatore firmato da Elio De Capitani all’Elfo Puccini, due produzioni – ottime, va detto subito – che propongono un gioco di vicendevoli e suggestivi rimandi.     Sono del resto le due pièce a dialogare, fin dalla creazione: Tennessee Williams scrive The Glass Menagerie nel 1944, mentre Arthur Miller firma Death of a Salesman pochi anni dopo, nel 1949. Le dense riflessioni che Williams annota a mo’ di didascalia in apertura (“la scena è memoria, quindi irreale. La memoria si concede molte licenze poetiche: omette...

12.12.2013

Scenario di incertezze e spaesamento

Quali sono le tendenze del teatro contemporaneo under 35? E quali i temi più urgenti per chi si affaccia alle prime esperienze autoriali? Esistono linguaggi di sperimentazione condivisi tra le giovani compagnie?   A queste domande cerca di rispondere l’Associazione Scenario, con un accurato lavoro di ricognizione su tutto il territorio italiano che si articola in un intero biennio: per la XIV edizione del premio nove commissioni nazionali hanno lavorato in parallelo fino alla tappa dello scorso luglio a Santarcangelo dei Teatri, dove gli undici progetti selezionati hanno affrontato la sfida finale.   È stato il Teatro Franco Parenti di Milano a ospitare in prima nazionale i quattro spettacoli vincitori  (Premio Scenario; Scenario per Ustica e...

03.12.2013

Laura Chiossone. Tra cinque minuti in scena

La stagione appena conclusa sembra fortemente segnata dalle connessioni e dagli attraversamenti tra cinema e teatro. Accanto al discusso Sangue di Pippo Delbono, presentato lo scorso agosto a Locarno, e al debutto veneziano di Emma Dante con Via Castellana Bandiera, anche una piacevole opera prima si colloca nello stesso solco: si tratta di Tra cinque minuti in scena, firmato dall’esordiente Laura Chiossone (già autrice di cortometraggi, ma alla prima prova con un lungo).     Il film si colloca, per molti aspetti, sul versante opposto delle due pellicole sopra menzionate. Se i lavori di Dante e Del Bono utilizzano linguaggi e visioni propri del teatro fino a contaminare le specificità del mezzo, Chiossone mette il palcoscenico al centro della sua...

28.11.2013

Questo non è il paese del dramma

La capacità di scoprire, sostenere e incoraggiare la nascita di nuovi talenti è una delle responsabilità di un paese in buona salute. Eppure l’Italia – se si eccettua il successo che non conosce crisi dei talent show televisivi – non sembra nutrire particolare interesse per questo processo.   Se le conseguenze di tale scarsa lungimiranza sono ben visibili in ogni settore, dall’arte fino alla ricerca universitaria, non stupisce che a farne le spese sia anche un ambito considerato marginale come la drammaturgia teatrale: i nuovi autori faticano a emergere, respinti da un sistema che non è pronto ad accoglierli e spesso privi di sostegno finanziario e formativo.   Pochissime le istituzioni capaci di intercettare il nuovo...