AUTORI
María J. Calvo Montoro
01.06.2019

Rappresentazione e verosimiglianza / Almodóvar: dolor, gloria, impegno

Sulla scrivania di Salvador Mallo (Antonio Banderas) c'è un grande leggio, sul quale è appoggiato un libro con una fotografia in bianco e nero per copertina. Raffigura una donna che cammina sola lungo i binari della ferrovia, vestita di nero, a lutto; in testa ha il fazzoletto nero che, fino agli anni '60, usavano le donne spagnole più umili. Si tratta di un romanzo di Agustín Gómez Arcos, Ana no, scritto in francese nel 1977, durante l’esilio parigino dell’autore, ma pubblicato in Spagna soltanto trent’anni più tardi. Narra la storia di una donna che ha perso il marito e i due figli più grandi nella Guerra Civile. Dal sud estremo, in Almería – terra natia dell'autore – cammina da sola verso il nord, dove si trova il figlio più piccolo, incarcerato perché antifranchista. L'eroismo della...

21.02.2018

Falso, manipolazione e propaganda / Catalunya, Catalunya, Catalunya, Catalunya

Sul problema del nazionalismo catalano si può sempre ritornare. Rimandiamo il dibattito all’Ottocento? Oppure riprendiamo il discorso dal momento della Transición e dell’inizio della democrazia dopo la morte di Franco? O ancora meglio, ne parliamo dal momento in cui si è rotto l’equilibrio che dominava dall’instaurazione della Comunitat autònoma de Catalunya, e gli anni del regno di Pujol in compagnia della famiglia, nel senso che ben conoscono le banche in Svizzera e Andorra, le società offshore, e soprattutto, i tribunali.  Fernando Savater, nel suo ultimo libro, Contra el separatismo (Ariel, Barcellona, 2017), ricorda un aneddoto che era successo al filosofo catalano Josep Ferrater Mora, che era professore negli Stati Uniti, e chiamato da Pujol per interessarsi sull’opinione che...

22.09.2017

Si vota il referendum indipendentista / Catalogna: dove è finito Mirò?

Era da tempo che volevo andare alla mostra permanente di Miró inaugurata a Madrid il passato dicembre. Sapendo che si trattava di una cessione degli eredi per almeno cinque anni non mi ero affrettata a visitarla. Ma in questi giorni ho sentito una specie di urgenza, la necessità di avvicinare qualcuno che mi aiutasse a capire i fatti della Catalogna.      Joan Miró è stato uno dei referenti più autorevoli della cultura e del pensiero catalano e punto di riferimento dell’antifranchismo già dagli anni della Guerra Civile fino alla morte nel 1983. Basta ricordare la sua opera – oggi perduta – per il padiglione della Repubblica Spagnola del 1937 a Parigi per il quale Picasso ha dipinto il Guernica.   Oppure il disegno del francobollo anche del 1937 come richiesta...

10.07.2016

Spagna. Le elezioni 26 giugno

Venerdì scorso ho visitato con due nipoti trentenni la mostra Campo cerrado. Arte y poder en la posguerra española. 1939-1953 che prende il titolo da un’opera dello scrittore nato francese e nazionalizato spagnolo Max Aub. Di idee socialiste, durante la Guerra Civile Aub si impegnò con la Repubblica e tra le altre azioni, collaborò con André Malraux nel film L’espoir. Sierra de Teruel (1939). Campo cerrado (Barcellona brucia, tr. Ignazio Delogu, Roma, Editori Riuniti, 1996) è stato scritto e pubblicato in esilio in Messico nel 1943. Si tratta del primo volume del monumentale progetto El laberinto mágico che comprende i titoli Campo de sangre, 1945; Campo abierto, 1951; Campo del Moro, 1963; Campo francés, 1965 e Campo de los almendros, 1968 dove partendo dalla propie esperienze personali...

12.02.2015

Perchè Podemos

Un giorno a metà febbraio 1982, sicuramente di sabato o di domenica, siamo andati con amici a visitare, la fiera d’arte contemporanea ARCO di Madrid, poi consolidatasi e cresciuta sino ai nostri giorni. Promossa da Juana de Aizpuru, una gallerista molto innovativa, ARCO nasceva come la prima uscita dell’arte spagnola sul piano internazionale, in chiara lotta contro il localismo. A solo sette anni dalla morte di Franco, sentire la parola ‘internazionale’ suscitava in noi forti aspettative. In effetti, in quei giorni, e in parallelo alla fiera, sono venuti per discutere sulla “rottura del dopoguerra spagnolo” diversi critici, galleristi e artisti stranieri: tra gli altri, Giulio Carlo Argan, Achille Bonito Oliva, Lucio Amelio, Rudi Fuchs, direttore...

10.01.2014

Indipendenza per la Catalogna?

Già dal primo viaggio a Barcellona un madrileno capisce che è giunto in un’altra cultura. Era come trovarsi in Francia – ho pensato la prima volta che ci sono andata, nei primi anni settanta, camminando per i grandi viali della capitale catalana in un’atmosfera tutta europea – una città con dimensioni di apertura a un mondo che non solo dava sul mare e riportava a un ricco medievo, ma anche ricca di scrittori in una lingua brillante, dove l’urbanistica del Piano Cerdà mostrava un modello accogliente e egualitario di città, con architetture liberty e interventi di contemporaneità davvero notevoli. Poi c’era il grande Miró e, per la prima volta, tanti Picasso. Un altro mondo.     Era un...