Alfabeto Pasolini

AUTORI
Maria Luisa Ghianda
19.12.2018

Un omaggio ad Anita Klinz / 1958 – 2018. Il Saggiatore compie 60 anni

Il Saggiatore ha compiuto 60 anni e li sta celebrando con una serie di eventi, promossi dalla Fondazione Mondadori, che conserva e cataloga la Biblioteca Storica e l’Archivio della casa editrice: una mostra, la riedizione del catalogo storico, una serie di incontri, una megafesta a Milano, a chiusura di Bookcity 2018, di cui la Fondazione Mondadori è tra i patrocinanti, insieme ad altre iniziative in alcune città europee, come Bruxelles, ad esempio.   Conservare il fuoco, il Saggiatore 1958-2018 è il titolo dell’esposizione allestita presso il Laboratorio Formentini, in Brera, che documenta il primo decennio e quello attuale dell’avventura editoriale della casa editrice, nata con l’intento di “divulgare in Italia una cultura diversa da quella dominante”, come ha dichiarato in un'...

29.10.2018

Una mostra giocosa / Il centenario di Achille Castiglioni in Triennale

“Circa il costume antico di celebrare il dì natalizio o genetliaco delle persone insigni per letteratura ec. anche dopo la loro morte” (Leopardi), ecco che Milano, la sua città, rende omaggio al centenario della nascita di Achille Castiglioni (1918 - 2002). E lo fa in una delle sue sedi espositive più prestigiose, la Triennale, dove, dal 6 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019 è possibile visitare la mostra A Castiglioni, curata da Patricia Urquiola – che di Achille è stata dapprima allieva e quindi assistente al Polimi – in team con Federica Sala e con il progetto grafico di Dallas (Francesco Valtolina & Kevin Pedron). Catalogo Electa (pagg.288; euro 39,00).   Il 16 febbraio di quest'anno, giorno del suo compleanno, Doppiozero aveva già trattato delle celebrazioni in onore del maestro...

21.09.2018

Un libro sul guardare / I registi scrivono con gli occhi

Fotografia, cinema, pubblicità, tv, internet, Google Maps, smartphone, Skype, Facebook, navigatori satellitari, realtà virtuale e realtà aumentata, hanno moltiplicato l’attività del nostro sguardo.  Guardiamo troppo e in modo eccessivamente frammentario? Il guardare sta prendendo il posto del pensare? Si domanda Mark Cousins nel suo libro, riccamente illustrato, Storia dello sguardo (Il Saggiatore, pagine: 545, € 35,00). Mark Cousins è un regista e, si sa, i registi scrivono con gli occhi, per di più, egli ha dichiarato che i suoi film, nella maggior parte dei casi, trattano proprio dello sguardo, per questo ha deciso di scrivere un libro su questo tema. Prima di tutto per approfondire la propria visione sul vedere, ma anche per rendere partecipe il lettore, e lo spettatore, delle...

29.08.2018

Itinerari gaudenziani / Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

Nonostante sia pressochè sconosciuto al grande pubblico, e a volte, persino agli esperti d'arte, Gaudenzio Ferrari (1475/80 - 1546) appartiene di diritto al gotha dei maestri del nostro Cinquecento, insieme a Leonardo, a Michelangelo, a Raffaello e a Tiziano. Fu attivo in terra lombarda ed in quella che, ora piemontese, un tempo faceva ancora parte del Ducato di Milano. Ma è stata proprio la Regione Piemonte, sostenuta da altri sponsor, a finanziare la recente mostra dal titolo eloquente: Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari.  Curata da Giovanni Agosti e da Jacopo Stoppa, con la supervisione di Gianni Romano, il massimo esperto vivente dell'artista di Valduggia, la rassegna era scandita in tre atti, corrispondenti alle stagioni della vita creativa di Gaudenzio, e si articolava su tre...

28.08.2018

Speciale Aqua / La bellezza dell'acqua

Nel suo ambiente, il pescatore appariva sicuro, quasi spavaldo. Aveva ormeggiato la sua piccola barca legando una cima ad uno degli anelli di ferro murati nei possenti plinti dell’antico ponte romano che scavalcava da secoli il Sabato in quel punto per permettere alla via Appia di entrare in Benevento. Quando vide venire verso di lui i passeggeri che doveva traghettare sulla riva opposta del fiume, un uomo maturo e facoltoso, almeno a giudicare dal suo abbigliamento, accompagnato da uno più giovane, gli andò incontro, fiducioso. «Benvenuti sul mio fiume» li accolse come un padrone di casa avrebbe ricevuto gli ospiti nella propria dimora. «Il posto in cui vi devo condurre non è distante e potremmo anche arrivarci a piedi ma preferisco portarvi con la mia barca. Anche se è piccola, c’è...

26.08.2018

Come osano le Aquile / La TOMOTO di Tom Dixon

A Mandello del Lario, paese che si trova su “Quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno”, c'è un piccolo museo che vale la pena di visitare, perché contiene alcune glorie del made in Italy: nientemeno che una ricca collezione delle mitiche Aquile, le Moto Guzzi.   A incantare il visitatore, insieme allo spettacolo del lago che si è appena lasciato alle spalle, è la tipologia dell'architettura in cui è ospitato il museo, la vecchia fabbrica Guzzi, che gli fa compiere un tuffo, non già nelle acque lariane, quanto, piuttosto, a ritroso nel tempo. Varcato il vecchio portone di legno, dall’aspetto rassicurante, egli si ritrova infatti immerso in un paesaggio industriale d'inizio novecento, con i corpi di fabbrica dagli acuminati tetti cuspidati, oppure audacemente piatti, come...

19.08.2018

Un cielo stellato sopra di noi / Il lampadario Coppelia di Arihiro Miyake

Ha solo tre anni di vita ma, da quando è sbarcato sul mercato americano, è già diventato una star, e il termine è doppiamente appropriato, trattandosi di un lampadario che, quando si illumina in una stanza buia, mima un cielo stellato. Il suo successo è planetario (ecco di nuovo un termine piuttosto confacente). Tutto questo per introdurre una lampada a sospensione firmata dal designer giapponese, naturalizzato finlandese, e da qualche tempo anche milanese, Arihiro Miyake (1976).  Si tratta di un lampadario che reinterpreta in modo innovativo quelli tradizionali da sala da pranzo, a gocce, soltanto che Coppelia – questo il suo nome – in luogo delle classiche gocce di cristallo che riflettono e rifrangono la luce, è invece dotato di gocce che emanano esse stesse la luce. Lo...

12.08.2018

Una seduta regale / La sedia Louis Ghost di Philippe Starck

Una seduta regale   Su una Louis Ghost si è addirittura seduta la regina Elisabetta II. D’altra parte un membro della casa reale di Windsor non poteva che apprezzare una sedia ispirata allo stile dei mobili intitolato ad un suo antico omologo borbonico, dal quale ha preso a prestito persino il nome. Per fortuna, Elizabeth la testa non l'ha persa, a differenza di Louis XVI; anzi The Queen quella ce l’ha ben salda sulle spalle. Seppure nella foto qui sotto riprodotta appaia priva di uno qualsiasi dei suoi famosissimi cappellini, è indubbiamente molto ben ‘coiffata’. La sedia Louis Ghost è talmente regale da essere stata utilizzata anche come seduta per gli ospiti della famiglia Grimaldi all’incoronazione di Alberto di Monaco, o almeno così narrano le cronache mondane.   A...

05.08.2018

Un'icona del Made in Italy / La lampada Tolomeo di Michele De Lucchi

  Se De Lucchi non si chiamasse Michele, gli starebbe bene il nome di Tolomeo. Un nome da antico scienziato greco, così in sintonia con la sua barba lunga e folta da filosofo, tanto simile a quella del ritratto che Lisippo ci ha lasciato di Socrate e così consono al connubio fra amore per il rigore e per la logica e il rispetto per la natura che caratterizzano la sua etica progettuale.  Invece, a chiamarsi Tolomeo è la più famosa tra le sue creazioni, quella che più di ogni altra ha legato il suo nome alla storia del design e al successo del made in Italy.  Per sua stessa ammissione, Michele De Lucchi (1951) ama disegnare e anche se i suoi progetti sono oggi resi con sofisticatissimi software (utilizzati soprattutto dai quaranta collaboratori del suo studio), lui non si...

29.07.2018

Una sofisticata sperimentazione di architettura e design / Il bollitore 9093 di Michael Graves

“Una sofisticata sperimentazione di architettura e design”, così Alessandro Mendini, allora direttore artistico di Alessi, definì il progetto Tea & Coffee Piazza, in cui 11 “architetti puri”, che non si erano mai cimentati con l’industrial design, vennero invitati a progettare una sorta di “paesaggio casalingo”, ovvero sevizi da tè e da caffè, in cui la teiera, la lattiera e la zuccheriera comparivano quali edifici in miniatura, ospitati su un vassoio che fungeva da minuscola piazza. Ne nacquero undici set in argento che vennero prodotti in un’edizione limitata di 99 esemplari ciascuno.  Così, in proposito, Mendini: “Ho sempre pensato che l’interazione fra le discipline omologhe sia non solo una ginnastica, ma anche un metodo molto utile per l’ossigenazione del loro divenire. In...

22.07.2018

Il caffè dell’architetto / La caffettiera Conica di Aldo Rossi

“Tea&Coffee Piazza” è il nome del progetto varato nel 1979 da Alessandro Mendini che, appena nominato direttore artistico della neonata collezione di Officina Alessi, ha voluto coinvolgere architetti di fama internazionale nell’ideazione di pezzi di un set da tè e da caffè. L’intento era quello di far sì che architetti “puri” si impegnassero in una ricerca personale intorno ad oggetti di uso quotidiano, così come era avvenuto nella mitica stagione del Bauhaus o in quella dorata del design italiano del secondo dopoguerra. Tra i prescelti figurava anche Aldo Rossi (1931-1997), uno dei maggiori architetti del novecento, primo vincitore italiano del Premio Pritzker, il Nobel per l’architettura. E Aldo Rossi accettò la sfida di eseguire interventi creativi su micro-scala affrontandoli con...

15.07.2018

Sul crinale del kitsch al limite del sublime / La poltrona Proust di Alessandro Mendini

Nessuno ignora che il termine tedesco kitsch, di incerta origine, sia correntemente usato con il significato di cattivo gusto. Ma non è invece altrettanto noto il motivo per cui l’uomo moderno abbia necessità del Kitsch.  Milan Kundera (1929), ad esempio, nel 1986, ha dichiarato che il bisogno di Kitsch dell’uomo-Kitsch (Kitschnremsch) nasce dalla sua esigenza di guardarsi allo specchio della menzogna, quello che abbellisce le cose con orpelli ridondanti e consolatori, e di riconoscersi in esso con empatica gratificazione (L'arte del romanzo).  Una trentina d’anni prima, Hermann Broch (1886 - 1951) aveva già chiarito come all’origine del concetto di Kitsch ci fosse il conformismo, ovvero il desiderio di confermare lo status quo dei valori e delle abitudini correnti, contro...

08.07.2018

Di angolo in angolo / La lampada Tizio di Richard Sapper

Non sono molti gli uomini, e ancor meno i designer, che avrebbero saputo dire no a Steve Jobs, rifiutando ben 30 milioni di dollari l’anno, per restare fedeli alla propria libertà creativa, ma soprattutto per mantenere gli impegni di lavoro già presi.  Richard Sapper (1932 – 2015), invece, lo ha fatto.  “Jobs voleva assumermi per progettare il design dei computer” ha dichiarato lui stesso in un’intervista rilasciata nel 2013 al magazine londinese Dezeen, che si occupa di architettura e di design:  “ma non avevo voglia di andare in California e non volevo abbandonare le cose sulle quali stavo già lavorando. Inoltre, Apple non era all’epoca una grande società, era solo un piccolo produttore di computer; ero comunque molto interessato, ma avevo tra le altre cose un contratto...

30.06.2018

Il Sessantotto in poltrona / La poltrona Sacco di Zanotta

Nel 1968, mentre la contestazione giovanile dilagava nelle università e per le strade di molti paesi del mondo, tre designer trentenni, due torinesi e un genovese, Piero Gatti (1940-2017), Cesare Paolini (1937-1983) e Franco Teodoro (1939-2005), si presentarono da Aurelio Zanotta con in spalla un sacco di plastica pieno di palline di polistirolo. Volevano lanciare una sfida con un'idea di poltrona semplice e anticonvenzionale. In fondo il Sessantotto, con il suo motto “l’immaginazione al potere”  – come  Jean-Paul Sartre ebbe a definire l’anima del movimento studentesco, in una sua conversazione con Daniel Cohn-Bendit, leader del movimento all’Università di Nanterre, dove tutto è nato – ha provocato anche la sovversione del vecchio ordine stabilito nel...

24.06.2018

Un segnatempo antispreco / Timor, il calendario perpetuo di Enzo Mari

I calendari stampati in tipografia, si sa, alla fine dell’anno a cui sono dedicati, non servono più e quindi si eliminano, con grande dispendio di carta, di inchiostro e di energia, elettrica, idraulica ed anche intellettuale. È per avversare la logica consumistica dell'usa e getta che Enzo Mari ha concepito dei calendari perpetui, così è nato anche Timor.   Timor nelle lingue maleo-polinesiache significa est ed è il nome della maggiore fra le isole di un arcipelago dell'Indonesia, la più ad est, appunto, ma è anche quello di uno dei tre calendari perpetui progettati da Enzo Mari (1932) per Danese.  Un nome così particolare gli deriva, insieme a quello di un altro calendario di Mari, Formosa (1963), dalla scelta inizialmente operata da Bruno Danese (1930 - 2016) di chiamare con...

17.06.2018

Concavo-Convesso / La lampada Falkland di Bruno Munari

Era reduce da uno dei suoi frequenti viaggi in Giappone, Bruno Munari (1907-1998), innamorato com’era del minimalismo zen espresso dalla cultura di quel paese, quando, nel 1964, ricevette da Bruno Danese la commissione del progetto di una lampada. Gli si chiedeva che fosse innovativa sia dal punto di vista della forma che da quello dei materiali, senza che tuttavia risultasse troppo costosa. Gli si chiedeva, insomma, che fosse un oggetto “alla Munari”, dotato di tutti i requisiti che l’artista milanese (o sarebbe meglio dire il designer? Oppure l'operatore visivo, come lui stesso preferiva definirsi? Sul tema si legga qui il saggio di Marco Belpoliti) riteneva indispensabili per un buon progetto. Doveva quindi essere semplice, efficiente, caratterizzata da un minimo ingombro per lo...

11.06.2018

Learning by doing / Il design di Marco Zanuso o della sperimentazione

RovelloDue – Piccolo Spazio Politecnico   Forse non tutti sanno che il Politecnico di Milano ha una propria sede espositiva in via Rovello, presso il Piccolo Teatro. Almeno io lo ignoravo e come me anche molti che lo hanno scoperto grazie a Marco Zanuso (1916 - 2001). E da chi altri si poteva esserne informati, se non da uno dei componenti dello storico trinomio (o, meglio, della storica divina triade) formata da Paolo Grassi, da Giorgio Strehler e da Zanuso stesso, che del Piccolo Teatro è stato il grande architetto?  Proprio lì, infatti, gli è stata recentemente dedicata una mostra. La location espositiva si chiama RovelloDue – Piccolo Spazio Politecnico e la sua ridotta metratura non fa che confermarne l’aggettivo qualificativo. Tuttavia essa è bastevole per costituire una...

18.05.2018

A.A.A. Avena, Adriana, Arata / Tre scenari napoletani del Novecento

Il post liberty di Adolfo Avena    C'è una villa a Napoli che non si può non ammirare. La si incontra salendo al Vomero, lungo la via Tasso, all'estremo limite di Chiaia, al numero 615 di quella magnifica strada affacciata sul golfo. La villa è talmente particolare e misteriosa da essere stata scelta come set da ben due registi: da Sergio Corbucci nel 1979 per il film poliziesco Giallo napoletano, interpretato da Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Renato Pozzetto, Ornella Muti, Peppino De Filippo, e Zeudi Araya; da Antonio Capuano nel 2005 per il film pluripremiato La guerra di Mario (David di Donatello, Globi d’oro, Ciak d’oro, Premio Flaiano nel 2006; 5 nomination ai Nastri d’argento nel 2007), con Valeria Golino ed altri attori. Si tratta della residenza che Adolfo Avena (...

27.04.2018

TDM11 | XI Triennale Design Museum / On the road: Storie. Il design italiano

Siamo a Broadway? Ci si domanda, dopo un attimo di spaesamento in cui ci pareva invece di avere appena attraversato uno dei passages della modernissima metropolitana di Napoli. Magari quelli di Toledo o di Garibaldi, oppure di Vanvitelli. Ma tutti i neon multicolori che sovrastano le nostre teste potrebbero evocare anche l'atmosfera di una strada di Las Vegas. Invece ci troviamo negli spazi del Triennale Design Museum di Milano, dove lo Studio Calvi Brambilla ha “messo in scena”, per il TDM11, la mostra Storie. Il design italiano con un allestimento che non ha nulla da invidiare alle scenografie di Otto Hunte e di Erich Kettelhut per il film Metropolis di Fritz Lang. Anzi, in un caleidoscopio di colori, di luci riflesse e rifratte, di superfici a specchio, di specchi normali, di specchi...

16.02.2018

Cento di questi giorni / Il centenario di Achille Castiglioni

Se fosse ancora in vita, oggi, 16 febbraio 2018, compirebbe cento anni. Achille Castiglioni è nato infatti a Milano 16 febbraio 1918, e nella stessa città si è spento il 2 dicembre 2002.   Alla Fondazione Achille Castiglioni   Milano è una città prettamente autunnale. È proprio l’autunno la sua stagione migliore, in cui sembra quasi risplendere di luce propria. Quando, al tramonto di un soleggiato pomeriggio dello scorso ottobre, ho fatto visita alla Fondazione Achille Castiglioni, i maestosi ippocastani del parco, sul quale si affacciano le finestre di quello straordinario studio-museo, rimandavano riflessi “tendenti all’aureo e al purpureo” E io, attraverso i vetri, seguivo i raggi del sole dardeggiare il fitto manto vegetale disteso “sulle merlature e sui coppi” del Castello...

28.01.2018

Cedrata tassoni, cocoina e altri oggetti / La bellezza nel quotidiano

“E ad un tratto il ricordo mi appare. Quel sapore era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina a Combray […] quando andavo a salutarla nella sua camera, zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio.” È questo strepitoso incipit di Proust a tornarmi in mente ogni volta che sorseggio la cedrata Tassoni, perché subito, titillate le papille gustative dalla liquida, dorata, sostanza, ecco affiorare alla mia memoria istanti delle mie estati di bambina, quando, per un compenso, più che non per soddisfare la mia sete (secondo il dettato dei premi e dei castighi con cui sono stata educata) mi veniva concesso di sorbire l’anelata bevanda, presente sul mercato, pressoché invariata, fin dal 1956 (ma in produzione già dal 1793 come farmacologico ‘estratto...

22.12.2017

Linus, La Rinascente, Milano / Gregorietti e la grafica

Salvatore Gregorietti è figlio e nipote d’arte. Suo padre Guido era infatti un prestigioso curatore museale, mentre suo nonno, omonimo, è stato un noto pittore nella Sicilia di Ernesto Basile, che per lui ha progettato un delizioso villino Liberty a Mondello. E Salvatore non ha tradito il proprio DNA familiare, affermandosi, fin da giovanissimo, come uno dei più significativi graphic designer internazionali, apprezzato per la chiarezza visiva e la coerenza strutturale dei suoi progetti.      Ernesto Basile, Villino Gregorietti, 1924.26, Mondello, Palermo. Salvatore Gregorietti. Da Palermo, città in cui è nato nel 1941, si sposta con la famiglia dapprima a Roma per poi approdare, a soli otto anni, a Milano, dove il padre era stato chiamato a dirigere il Museo Poldi...

03.11.2017

Un tipo da museo / Joe Colombo e il design del futuro prossimo

Se per un colpo di fortuna vi ci imbatteste, in qualche mercatino, o magari in un’asta di design, non lasciatevela sfuggire, sebbene sia raro trovarla nella sua vecchia edizione: la 4867, meglio nota come Sedia Universale o Universal Chair, è un pezzo cult. Presente nei più prestigiosi musei del mondo, dal MoMA di NY, al Design Museum di Londra, a quello della Triennale di Milano, al Vitra di Weil am Rhein, tra il 2005 e il 2009 è stata anche al centro della grande retrospettiva, dal titolo Inventing the Future, dedicata al suo autore, Joe Colombo (1930-1971). Partita da Milano, la rassegna ha itinerato per l'Europa, facendo tappa dapprima a Weil am Rhein, poi a Parigi, a Manchester, quindi a Graz e infine a Lipsia. Sebbene questa sedia fosse stata progettata nel 1965, è entrata in...

06.10.2017

Son cento. Son dieci / Il Contro Design di Ettore Sottsass

Una storia piccolina   In nessuno dei numerosi libri pubblicati negli anni su Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 - Milano, 2007) e neppure nelle migliaia di articoli a lui dedicati, troverete la piccola storia che state per leggere, semplicemente perché non è mai stata scritta, in quanto la conoscono soltanto i diretti protagonisti, insieme a una ristretta cerchia di persone. Il contesto generale in cui si colloca è invece arcifamoso e riguarda un gruppo di designer milanesi (d’adozione), capeggiati dal loro leader carismatico (Ettore Sottsass, appunto) che l'11 dicembre del 1980, aveva dato vita a quel Movimento Culturale battezzato con il nome di Memphis, in omaggio alla canzone “Stuck in a mobile with the Memphis blues again” di Bob Dylan.   “A forza di...