AUTORI
Sabrina Ragucci
09.05.2014

Perché amare l'Islanda?

L’ultimo volume edito da Humboldt Quodlibet è dedicato all’Islanda. Come nei libri precedenti, anche in questo caso si è trattato di recuperare una tradizione di fine Ottocento, aggiornandola al nostro vivere contemporaneo: uno scrittore e un fotografo viaggiano insieme per realizzare un reportage narrativo e iconografico. Gli autori di Tutta la solitudine che meritate sono Claudio Giunta (testo) e Giovanna Silva (fotografie). Il titolo, più che una minaccia o una conquista, è l’oggettiva condizione della nazione che ha una densità abitativa media tra le più basse della Terra. Giunta, autore del recente Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo (Il Mulino, 2013) è un habitué dell’isola e questo ha...

22.04.2014

Guidi: fotografare quello che c'è

All’inizio di Alice nelle città, Philip Winter, scrittore tedesco in viaggio in America, è seduto davanti all’oceano. Come spesso accade nei primi film di Wim Wenders, vediamo il protagonista mentre guarda. Potrebbe essere un contemporaneo personaggio di un dipinto di Friedrich, o il Wilhelm di Falso Movimento che nella prima scena del film osserva a lungo e poi rompe con un pugno il vetro della finestra, che lo separa dalla realtà della piazza sottostante.   Appunti per una lezione   Nel finale, guardando il profilo delle montagne, la sua voce fuori campo racconta: «aspettavo che succedesse qualcosa, ma non accade nulla.(...) Era come se avessi perduto e continuassi a perdere qualcosa a ogni nuovo movimento». Philip Winter scatta...

04.04.2014

L'Aquila: d’abord l’à-bord

Nell’agosto del 2013, prima di partire per L’Aquila, ho pensato di visitarla tramite Google Street View. In altre zone d’Italia ci sono immagini del 2008 che si compenetrano a quelle del 2011; ma se altrove il passaggio riguarda soprattutto l’incisione abitudinaria dei luoghi – la luce o le stagioni trascorse tra un intonaco e l’altro, attraverso l’evanescenza della Rete – a L’Aquila le conseguenze del sisma e la gestione della realtà sono state dirompenti perfino nel regno asettico di Google Street View, dove ancora oggi convivono il lontanissimo settembre 2008 – sette mesi prima del terremoto – e l’aprile del 2011, che potrebbe essere un aprile qualsiasi, indistinto, ma dalle inconfondibili sembianze del dopo...

14.03.2014

Scatti su una malattia senza nome

Ciò che maggiormente ci inquieta è quando l’ordinario mostra un lieve attrito, un segnale trascurabile all’inizio, ma dal quale emerge presto - attraverso il corpo - qualcosa di spaventoso, in grado di stravolgere le certezze della quotidianità. Il rimprovero rivolto al mondo contemporaneo è una malattia del nostro tempo, l'MCS, intolleranza alle sostanze chimiche di sintesi e alle onde emesse da segnali radiotelevisivi, telefonici, Wi-Fi.     La malattia è più diffusa di quanto si pensi: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, coinvolge il 3% della popolazione mondiale, ma in molte nazioni, fra cui l'Italia, è ignorata dagli enti governativi, sanitari e dai media. Safe, il film del...

20.12.2013

Alec Soth: la vita è molto seriale

Viviamo un buon momento per la fotografia; il mondo dell’arte - sebbene con qualche fraintendimento, soprattutto in Italia, di derivazione tardivamente pittorialista - la accoglie come mai prima d’ora; i fotografi considerano la galleria o il libro come luogo naturale per il loro lavoro. In tutta la storia della fotografia ci sono sempre stati fautori del mezzo come opera d’arte e veicolo di idee insieme a pittura e scultura.     Le fotografie di Alec Soth - autore nato e cresciuto a Minneapolis - coniugano i generi del paesaggio, del ritratto e della natura morta. Soth ha esordito con Sleeping by the Mississippi (Steidl, 2004), un lavoro lungo il grande fiume americano, omaggio e prosecuzione dell’eredità di William Eggleston. All...

10.12.2013

La fotografia di William Guerrieri

William Guerrieri, ideatore con Guido Guidi del progetto d’indagine Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, è anche fotografo, e in questa veste si è dedicato sin dal 1991 all’identità degli spazi pubblici e al tema della memoria, anche attraverso il riutilizzo di fotografie vernacolari. Il dibattito contemporaneo sulla fotografia documentaria attualizza il lavoro di Guerrieri, che da un lato sembra riconoscere i limiti della fotografia come esperienza diretta in un’epoca dominata da immagini apparentemente accessibili e decodificabili, dall’altro rivendica la fotografia come esperienza antropologica di specifiche culture legate ai luoghi, alla loro storia, alla loro politica. A questi temi William Guerrieri ha dedicato il saggio...

03.11.2012

The Collared Dove Sound

The Collared Dove Sound di Sabrina Ragucci e Giorgio Falco Testi di Sabrina Ragucci e John Gossage e un racconto di Giorgio Falco Da Sabrina Rigucci, The Collared Dove Sound: Il titolo di un’opera rivela meglio a se stessi il lavoro mentre si fa. The Mourning Dove Song sarebbe stato un ottimo titolo, forse fin troppo letterario, da romanticismo inglese, tipo Ode to a Nightingale. La mourning dove non è l’usignolo di Keats, è una tortora, ma mourning significa anche lutto. Gli esseri umani sembrano scomparsi nella zona sud di Milano, uno dei posti più inquinati d’Europa; certo, potrebbero essere dietro le tende delle finestre, le finestre spiano noi che li cerchiamo, le case ci osservano. Impigliato tra le immagini, solo una sorta di...

02.12.2011

Surplace

Camminare è una parte fondamentale del mio lavoro, il risultato di ciò che trovo, cercando insistentemente. Del resto camminare è un’attività visiva “potremmo dire che è il movimento, come anche le vedute che scorrono davanti ai nostri occhi, a fare accadere le cose nella nostra mente, ed è questo che rende il camminare ambiguo e infinitamente fertile: è il mezzo e il fine (...)”, come dice Rebecca Solnit, nel suo Storia del camminare.     Ho sempre camminato per ore e raccolto poco da raccontare al mio rientro, come in una centrifuga tutto sembra automatico, senza alcun controllo possibile del risultato, tranne, a volte, lo stupore e l’eccezionalità di avere trovato esattamente ciò che era nelle mie possibilità di raccolta e trasformazione, per assimilare il nuovo al noto. Ciò...