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L’estremamente alto VS l'estremamente basso / Storie d’amore in città

La mia proposta è semplice: dimostrare che i limiti tanto geografici quanto simbolici di Città del Messico – l’estremamente alto e l’estremamente basso – costituiscano una location ideale per ambientarvi infinite storia d’amore… poesie, romanzi, film o vita corrente che sia. Per farlo vorrei agire meccanicamente, come se si trattasse di un gioco da tavolo dalle regole universalmente conosciute e accettate; o un sillogismo dalla semplicità disarmante. L’idea consisterebbe appunto nello strutturare suddetta ipotesi come un percorso a tappe: facili, percorribili, ripetibili… un vero e proprio esperimento riproducibile a piacimento o sotto richiesta specifica.   Come accade con situazioni che aspirano a un alto grado di semplicità, anche qui bisogna iniziare dal principio, dall’immaginare due spazi che occupino punti diametralmente opposti della città. Nulla di particolarmente recondito o di troppo originale. Quanto meno non per una capitale come Città del Messico. Anche perché qualsivoglia originalità contraddirebbe immediatamente la già menzionata regola prima: semplicità a tutti i costi. Quello che invece può essere considerato inusuale è l’idea stessa di accostarli, questi...

La montagna e l'alpinismo in dieci voci / Alfabeto verticale

"Il rischio è uno degli aspetti dell'alpinismo più difficili da spiegare a chi non lo pratichi." In queste parole, Franco Brevini, professore universitario di Letteratura italiana con la "passion predominante" della montagna, sintetizza la scommessa del suo Alfabeto verticale. La montagna e l'alpinismo in dieci parole (Il Mulino, Bologna, 2015, 16 €): avvicinare alla montagna chi ne è lontano. La letteratura alpinistica non aiuta il lettore non alpinista. Prodotti da chi ha compiuto imprese leggendarie, magari sopravvivendo a un tragedione omerico, questi libri raccontano di solito avventure davvero memorabili, ma insistono sul dato tecnico e presuppongono l'esperienza alpinistica del lettore, che diviene troppo spesso l'unica chiave per la condivisione delle emozioni. Il modello è, appunto, la tragedia classica o l'epica, di cui si conosce o si capisce subito il finale: eroi e destini maledetti che tengono in sospeso il lettore nella vana speranza, ben descritta da Eco, di un inceppamento del meccanismo che porta inevitabilmente al disastro. È un modello che può conquistare il lettore, se instilla il fascino dell'avventura o fa scattare l'emulazione; ma lascia agli altri tutte...

Unicredit e la torre sovietica

Come più o meno tutti sanno, in questi giorni si sta ultimando  il grattacielo al centro della grande operazione immobiliare di Porta Garibaldi. Due “C” nel cuore di Milano, 35 piani e 231 metri, antenna compresa nel prezzo. Per la cronaca, l’ha disegnata Cesar Pelli (85 anni, allievo di Saarinen, quello delle Petronas Towers) all’interno di un masterplan molto criticato (oltre centomila metri quadri costruiti). La torre ha il suo nome, sarà la più alta in Italia e ospiterà, pensa te, Unicredit.   Al netto delle informazioni sul progetto, è chiaro a tutti che siamo davanti a un fatto storico: il grattacielo più alto d’Italia sarà il grattacielo di una banca. Sopra la Madunina, sopra la Regione, sopra il potere politico e religioso, svetta il potere economico. È un dato su cui, in questi giorni indignati, non si può soprassedere. Siamo tutti nati in città nelle cui piazze principali si ergono, totemici, chiese, comuni e palazzi reali. E per secoli il potere politico ha ricevuto l’investitura dal potere ecclesiastico, come cristallizzazione di un destino...