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didattica digitale

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Conversazione con Marco Gui / Distanti eppur connessi?

Le discussioni sulle tecnologie dell’educazione (ICT) sono frequentemente caratterizzate da un forte tasso di ideologia come ha rilevato, tra gli altri, Antonio Calvani. Lo stesso nome di learning technologies assume come naturale ciò che dovrebbe essere dimostrato, ossia la correlazione tra tecnologia e aumento degli apprendimenti. Le opinioni determinano i fatti, e li producono. In mesi segnati dalla didattica a distanza condotta attraverso un variegato uso di risorse digitali, è sembrato quanto mai opportuno rivolgersi a chi ha prodotto ricerche sistematiche, evidence based, sulla relazione tra media digitali ed istruzione. Marco Gui ha, infatti, all’attivo diverse pubblicazioni sul tema, quali A dieta di media. Comunicazione e qualità della vita (il Mulino, 2014), sulle problematiche della sovrabbondanza comunicativa e il Il digitale a scuola. Rivoluzione o abbaglio? (il Mulino, 2019), un bilancio delle politiche sulla digitalizzazione dell’istruzione.   Professore associato nel Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, Gui si occupa di sociologia dei media digitali e dell’utilizzo che ne fanno i giovani, aspetto che lo ha condotto a...

INDICATIVO PRESENTE 2 / 8. Le formidabili ragazze del lockdown

La distanza non si è accorciata. Non fisicamente. Ma Didattica A Distanza (DAD) io non la chiamerò mai. La chiamo Didattica Digitale (DD): c’è, o meglio, dovrebbe esserci da minimo dieci anni, non come un rattoppo a un disastro planetario, ma come una delle didattiche per favorire meglio la realizzazione degli studenti, portarli a consapevolezza, autonomia, capacità di giudizio critico, valutazione delle fonti, ascolto delle opinioni degli altri ed espressione assertiva delle proprie. Ieri ho visto in piazza mamme con la faccia intelligente che facevano urlare a figlie di dieci anni con la faccia intelligente “no didattica a distanza! vogliamo le maestre!”… che altro avremmo potuto fare per evitare di morire in duecentomila invece che in trentamila? Andare in cassa integrazione e abbandonare davvero i nostri studenti?  Il peggio in questi tre mesi lo hanno dato i docenti che a stento si sono alzati dal divano da cui sparavano compiti confusi su WeSchool, su Telegram, su mail: a inizio marzo erano il 70% del corpo docente; le rappresentanze sindacali hanno chiesto che i bonus premiali vengano ripartiti equamente tra i colleghi; chi non ha fatto quasi nulla, facendo però andare...

Produrre e condividere

“Teste e colli. Cronache dell'istruzione ai tempi della Buona Scuola” è un progetto editoriale de il lavoro culturale che nasce dall'intreccio di riflessioni, spunti, interviste, connessioni nate fra autori che si occupano e lavorano nel mondo dell'istruzione pubblica in Italia e all'estero. Il titolo si richiama alla provocatoria immagine evocata dal filosofo Michel Serres per descrivere i ragazzi e le ragazze del XXI secolo: non più teste piene di nozioni o teste ben fatte, ma agili tronconi di teste aperte al vento di informazioni della Rete. I temi toccati sono i più svariati, come del resto impone un oggetto complesso quale è la scuola, dall'attuale progetto di riforma alla formazione degli insegnanti, dalla “migrazione digitale” nella didattica al tema abusato della valutazione, dalla retorica delle competenze e della prestazione scolastica alle politiche di inclusione a costo zero proprie delle visioni neo e ordoliberiste del welfare. Questa complessità è espressa anche da una forma inedita: non un saggio o una raccolta di saggi, ma interviste, glossari, saggi e narrazioni autobiografiche...

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