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Disorientamento e disagio / Sul nuovo Esame di Stato

Dopo mesi di annunci e anticipazioni è stata pubblicata l’ordinanza ministeriale che disciplina i contenuti del nuovo Esame di Stato. Presentato dalla nuova direzione ministeriale è nei fatti la continuazione del lavoro iniziato negli anni precedenti e la conclusione della riforma che porta il nome della ministra Gelmini e della successiva “Buona scuola” della stagione renziana. Le novità sono significative rispetto alla precedente versione: nonostante l'attenzione alla comunicazione e la presenza di momenti di formazione del personale dirigente e docente, continuano a essere molte le perplessità sulle modalità operative di svolgimento dell'esame prima ancora che di ordine culturale, educativo e pedagogico. I lavori delle commissioni di esame inizieranno il 17 giugno: il 19 giugno si terrà la prima prova, italiano, il 20 giugno la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. La terza prova scritta, che prevedeva con diverse modalità di valutare gli studenti su altre materie (fino a cinque) non c'è più; non è stata sostituita dalle prove Invalsi, sostenere le quali è invece un prerequisito per essere ammessi: le prove Invalsi, su italiano, matematica e inglese sono...

Esami di maturità / Dai campi a scuola e ritorno

A volte succede. E nel petto avverti la freschezza che hai sempre associato al sentimento della riconoscenza. A volte anche l’habitat più corroso dalla polvere e dalla noia, il mondo della scuola, ti può sorprendere, come non credevi più che ti potesse capitare. Come, di rado, può ancora accadere durante un viaggio, fra le pagine di un libro oppure nello sguardo di chi ti vuole bene.   Insomma, chiamato ancora una volta a presiedere una commissione di maturità nella ricca città del Nord che qualche lettore di Doppiozero ricorderà; mi ritrovo in pieno centro città ma in mezzo a sette ettari di verde: un Istituto Tecnico Agrario. Ci sarò passato accanto centinaia di volte senza immaginarne l’esistenza. Quelli per me erano gli spazi del vecchio Ospedale Psichiatrico, un luogo di dolore, dove da giovane avevo tentato insieme all’amico Ferrario i primi esperimenti di reportages col videotape… Ma da trent’anni, all’ombra di quegli aceri secolari, funziona una scuola degna di lode. Immaginate campi di grano e frutteti rigogliosi, filari di vite sperimentale, orti ordinatissimi irrigati e coltivati da studenti e professori, grandi serre destinate alla floricoltura, un capannone...

Come bocciare i futuri docenti di filosofia? Con le crocette

La prima prova scritta per ottenere l’abilitazione all’insegnamento di filosofia, psicologia e scienze dell’educazione nelle scuole superiori ha prodotto risultati sconcertanti in tutte le università italiane. Il 9 luglio si sono presentati in 4135, da Bari a Urbino (in ordine alfabetico), da Trento a Catania (sulla direttrice nord-sud): tutti neolaureati, alcuni già insegnanti ma non abilitati e quindi condannati al precariato. Era solo la prima prova (su tre) per essere ammessi al Tfa (tirocinio di formazione attiva) della durata di un anno e, tra l’altro, a pagamento.   Qualche dato di un autentico bollettino di guerra: solo 144 gli ammessi, il 3,48% degli aspiranti e il 23,88% rispetto ai posti disponibili. A Milano un disastro: passano in 4 su 172 (e nessuno alla Statale, mannaggia); a Roma 23 su 369, a Napoli 8 su 557! Interessante il dato di Palermo: 20 i posti disponibili e passano in 21… (ma a sperare erano in 227). Altri numeri: in Calabria nessun ammesso su 111, a Catania due su 270, in Sardegna nessuno su 66…   Prima di provare a comprendere la protesta degli esclusi, mettiamoci un attimo nei panni...

#noteprimadegliesami

Come ogni anno, l’inizio dell’estate è scandito, sulle pagine dei giornali, dalle notizie sulla maturità, che presto verranno seguite dalla ricerca del tormentone musicale, dalla calura (o dal freddo), dal ritorno dei sandali o dal salvataggio di qualche cucciolo. Inossidabile nel tempo il topic ‘maturità’, evento che coinvolge circa 500.000 famiglie italiane, per circa tre giorni avrà anche la prima pagina oltre una serie di speciali collegati e il coinvolgimento di alcuni di noti intellettuali. Il fatto che io stesso sogni ancora ogni tanto lo scritto di matematica e che stia per partecipare a una cena di reduci nel ventennale della mia maturità, mi induce a ribadire che comunque è davvero un momento di passaggio importante che si colloca a chiusura di un ciclo, che è anche l’apertura di un altro. Forse davvero uno degli ultimi grandi riti di passaggio di massa, tale da catalizzare immaginario e produrre eccedenza di significati. Il boato delle trombe da stadio dei miei studenti e i fiumi di lacrime delle mie studentesse che hanno preceduto i loro gavettoni dell’ultimo giorno di scuola me lo...

La didattica multimediale e i tutor on line

Con le significative eccezioni dei molti docenti di ogni ordine e grado che hanno incorporato l’uso delle nuove tecnologie, strumenti multimediali e perfino social network nella loro didattica, la scuola continua a essere tendenzialmente resistente al nuovo che è ormai realtà per la nuova generazione di ‘nativi digitali’; mentre la politica ministeriale sostiene qualsiasi iniziativa che odori di innovazione indipendentemente dai contenuti e i docenti si dividono ancora una volta in apocalittici o integrati, gli studenti sono già completamente dentro una scuola digitale alternativa a quella reale, autocostruita con reti di comunicazione che neanche immaginiamo: diversi siti studenteschi (spesso dalla grafica che grida vendetta e dall’editing approssimativo), in neolingua da chat o sms triturano contenuti, condividono informazioni di ogni tipo, forniscono temi, riassunti, compiti, tesine già fatte; al punto che per i docenti è un problema serio il sequestro degli smart phones durante le prove e il controllo che gli elaborati a casa non siano prodotti del copia-incolla selvaggio.   Negli ultimi anni si assiste a un...

Vedere la scuola. Conversazione con Giampiero Frasca

La scuola sta finendo, con lo strascico dell’esame di maturità o terza media per alcune classi e docenti, per tutti con l’ennesimo psicodramma degli scrutini, delle bocciature, dei debiti formativi, dei recuperi coatti. E poi, dopo, ancora una volta inizierà un periodo di riposo, convalescenza, rimozione e distacco da un mondo amato e odiato sempre più con ambivalenza quanto meno bipolare. Mentre i ragazzi potranno tirare il fiato e piombare in uno stato di standby rispetto alla cultura lettoscritturale tradizionale (per alcuni l’anticamera stagionale della vita adulta) gli insegnanti potranno dedicarsi a letture, studi e passatempi preferiti, alle famiglie, a viaggi più o meno istruttivi, alle segrete passioni di sempre. Molti riusciranno a ricordarsi perché gli piace il loro lavoro e potranno ripartire con l’energia necessaria per fronteggiare il summer-lag cognitivo settembrino che colpisce la maggioranza degli studenti tornati sui banchi. Tra parentesi: i tre mesi di vacanza sono un mito antistatalista che alimenta il livore dei dipendenti del settore privato; al limite è vero che, chi nella scuola ha un...