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escursionismo

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Camminando fra i boschi e l’acqua / Attraverso l'Europa sulle tracce di Fermor

Camminando fra i boschi e l’acqua è un libro di viaggio che narra l’itinerario a piedi di Nick Hunt attraverso Olanda, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia, dal 9 dicembre del 2011 al 16 luglio dell’anno seguente. È un percorso di circa quattromila chilometri realizzato camminando per strade asfaltate e boschi, campi e città, salendo montagne, costeggiando per lunghi tratti prima il fiume Reno e poi il Danubio. Hunt segue le tracce di un viaggio compiuto con poche sterline in tasca, quasi ottant’anni prima, dal diciottenne Patrick Leigh Fermor, detto Paddy, inglese come lui. Nello zaino porta i tre libri nei quali il suo predecessore aveva raccontato l’impresa: Tempo di regali, Fra i boschi e l’acqua e La strada interrotta. Il primo racconta il percorso dall’Inghilterra sino al ponte Maria Valéria che unisce Slovacchia e Ungheria; il secondo, i mille chilometri successivi, sino alle Porte di Ferro, una profonda gola attraversata dal Danubio lungo il confine tra Serbia e Romania; il terzo, il cammino sino a Istanbul, che Fermor, per passione storica, cita sempre con l’antico nome di Costantinopoli. Quando...

Montagne / L’epica dello scavo del Monte Bianco

Fronte di scavo, pubblicato a febbraio da Einaudi, è un libro che intreccia l’evento epocale del traforo del Monte Bianco, con le vicende umane dei protagonisti. L’epica di quell’impresa era già nei fatti, grandi per obiettivi e riuscita: procedere dai due fronti opposti della montagna, sino al loro congiungimento. Un cammino materiale e morale, individuale e collettivo, narrato dall’autrice, Sara Loffredi, con scrittura limpida, con stile essenziale, preciso, tecnico dove necessario. Quando fu inaugurato, era il tunnel stradale più lungo d’Europa, 11 chilometri e 600 metri; per realizzarlo occorsero 1.500 tonnellate di esplosivo, 200mila metri cubi di calcestruzzo e 235mila bulloni: collegò Courmayeur e Chamonix, l’Italia e la Francia. Vi persero la vita ventitré uomini, quattordici operai sul versante italiano, sette sul versante francese, e due guide italiane, scomparse tra le cime durante le attività preliminari di triangolazione.  I lavori iniziarono nel 1959 e i due fronti di scavo si fusero nell’agosto del 1962. Si avverò così la profezia di Horace-Bénédict de Saussure, lo scienziato e alpinista che giunse in vetta al Monte Bianco nel 1787, un anno dopo i primi...