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L’estate dei Festival / Scatole cinesi: Scabia, Garbuggino/Ventriglia, Gruppo Nanou

D’estate lo sguardo si allarga, la prospettiva si sfrangia e si dilata. A Est e a Ovest, a Sud e a Nord i festival inventano nuovo teatro, o riepilogano quello già noto, aggiungendo sempre qualcosa, trascinando l’emozione e il pensiero da qualche parte inaspettata. Mentre il fascismo più becero riempie la cronaca politica con la questione dei migranti e pietà sembra morta, nell’orto del teatro si continua pazientemente a vangare, a seminare, a curare pianticelle fragili o più resistenti colture perché qualche nuova visione possa, lentamente, aprire le menti, far sbocciare.  Unisco qui tre pezzi che potrebbero d’essere d’occasione, cose viste, diverse, che non c’entrano nulla l’una con l’altra. Eppure mi sembra che il lavoro che ci imponga d’estate il surplus di azioni teatrali fuori dai canoni dei palcoscenici tradizionali sia quello di cercare fili inconsueti, di far scoppiare cortocircuiti. Allora: scatole cinesi. Spettacoli che rimandano ad altri e ad altri ancora, in una catena potenzialmente infinita, composta di incroci, ritagliati da altri o più ampi contesti e ricomposti in cut-up rivelatori, per affacciarsi continuamente ad altre finestre, sul mondo, su sé stessi....

Cartolina da Buenos Aires / La fiera internazionale del libro

Quasi contemporaneamente al Salone del libro di Torino, dall’altra parte dell’Atlantico si è svolta la fiera internazionale del libro di Buenos Aires. Dico quasi contemporaneamente perché è iniziata il 25 aprile e finita, come la nostra, il 13 di maggio. Quasi tre settimane, di cui i primi tre giorni dedicati agli incontri professionali e i seguenti sedici al pubblico, con un programma fitto di conferenze dalle due del pomeriggio alle dieci di sera, spazi dedicati a cinque diverse mostre su argomenti che vanno dalla diversità sessuale al rapporto tra libro e videogioco, laboratori di ogni genere e spazi dedicati ai bambini. È una fiera che compie 45 anni, che conta più di un milione di visitatori e 45 mila metri quadri di spazio espositivo.       L’Argentina, in questi ultimi anni e ancor di più nelle ultime settimane, è un paese oppresso dalla crisi economica, il valore del peso cambia in modo talmente veloce che le copertine dei libri il più delle volte non riportano il prezzo, perché prezzi e potere d’acquisto cambiano ogni giorno, quasi ogni ora; per altro quelli dei libri sono, per lo più, prezzi “europei”, quindi altissimi per chi percepisce uno...

Da oggi fino a domenica, ad Ancona, Kum! / Cristo e Dioniso. Passione e risurrezione

Si presenta qui un’anticipazione dell’intervento previsto per il festival KUM! di Ancona nelle giornate del 19, 20, 21 ottobre 2018. Qui il programma completo del festival.   Furio Jesi e il suo “maestro”, Kàroly Kerényi, pur nelle loro divergenze anche aspre, sarebbero stati d’accordo nel sostenere che l’essenza del mito è oramai inattingibile, e che al suo posto possiamo solo vedere i modi di composizione dei “materiali mitologici”, con cui invece riusciamo ad avere un contatto diretto. Pur non sapendo dire se questi materiali rimandino davvero alla genuinità, all’effettiva esistenza di un mito originale che li produrrebbe, possiamo senz’altro constatare che essi hanno un impatto, una risonanza nella nostra esistenza. Se il mito ci è precluso, ciò che resta del mito si offre invece ad una indagine urgente, per capire che cosa di noi metta in forma, per capire se accettarne o meno gli influssi. È indubbio che la risurrezione sia un tema ampiamente sentito oggi (dalle varie riprese della dottrina cristiana che ancora si fanno sentire, ai sogni di immortalità che la società odierna contribuisce a creare), e che sia anche un tema svolto da svariate mitologie. Tra tutte quelle...

Fabbrica Europa / Drammaturgie dell’eterno presente

Niente si crea, niente si distrugge, tutto si ripete. Il futuro non ha memoria. È un ritorno, un “eterno ritorno”. Uguale e per tutti. Un bacio, un incontro, una sconfitta, sono sempre un bacio, un incontro, una sconfitta. Gli atti restano atti. Tali e quali. La superficie delle azioni è immobile e costante. Continua, anche tra spazi e tempi diversi o lontani. Il cosa ne sarà, può essere declinato solo al presente: cosa ne è. Gli orizzonti richiamati dal fiorentino Festival Fabbrica Europa 2018 (direzione artistica di Maurizia Settembri e Maurizio Busìa) “su cui affacciarsi e scorgere nuovi cammini possibili” appaiono quindi come l’ora, l’adesso, il preciso istante della scelta. Che fare, dove guardare, come agire. Una traiettoria intima e collettiva, umana e tecnologica, che abbiamo seguito passando attraverso la visionarietà multifocale di Re-Mark di Sang Jijia, la libertà eteroguidata di Go Figure Out Yourself di Wim Vandekeybus/Ultima Vez, la glacialità metafisica di Iarna del Teatrul Nottara di Bucarest e la sessualità straniata di Present Continuous di Salvo Lombardo.   Sang Jijia, “Re-Mark”, ph. Marco Caselli Nirmal. Il lentissimamente lento movimento di Carolina...

La Biennale di Antonio Latella / L'invenzione della regia

È più di una selezione di spettacoli la Biennale Teatro di Antonio Latella. È un segno d’autore, è una domanda sui paesaggi della regia oggi, su come quest’arte che ha segnato il Novecento sia cambiata e, sopravvissuta a se stessa, stia cercando nuove strade. La rassegna – che si è inaugurata il 25 luglio e si è conclusa l’11 e il 12 agosto con la dimostrazione di lavori creati negli atelier del College, con allievi attori e maestri registi o registe – è il primo atto di un progetto quadriennale, ancora non svelato in tutte le sue tappe dal neo-direttore.   Questo primo episodio si intitola “Registe” e ha il coraggio di mostrare lavori di donne che si possono definire a pieno titolo autrici dei loro lavori, anche quando usano testi preesistenti, classici o contemporanei. Hanno tutte circa quarant’anni e sono quasi tutte sconosciute o poco note da noi. Tutte usano incrociare, in spettacoli scritti principalmente sulla scena, teatro, musica, danza, performance, momenti ispirati decisamente alle arti visive, in cui il corpo, l’immagine, la poesia (e spesso l’indignazione) giocano un ruolo centrale. Tutte lavorano con gruppi stabili di attori, piuttosto secondo le pratiche del...

Migrazioni e teatro / Un Supercontinent a Drodesera

Supercontinent è il titolo della 37a edizione di Drodesera, che si svolge negli spazi di Centrale Fies. Per provare a intercettare il senso di questa “pangea ricucita dalle nuove tecnologie così come dalle tratte migratorie, in simbiosi con un territorio che muta aspetto in continuazione, in cui tradizione e innovazione si intrecciano per dare origine a un equilibrio possibile solo grazie alle diversità” – così la descrive la presentazione della manifestazione – sarebbe stato da osservare con la giusta attenzione tutte le diverse iniziative e progetti di cui è composto il festival. Ma in qualche modo si può forse cogliere qualche tratto di questo scenario in movimento anche soltanto attraversando il programma di spettacoli che chi scrive ha potuto vedere, fra il 26 e 27 luglio. O almeno provarci.     ThomasBellinck/ROBIN, SimpleasABC#2, ph. Laura Van Severen   Della migrazione in teatro È la migrazione il nodo incandescente al centro dei temi affrontati da molti degli spettacoli in programma al festival fra il 26 e 27 luglio: dal flusso di persone che si mettono in viaggio alla prospettiva di coloro che li accolgono, dalle dinamiche gestionali dell'emergenza a...

Festa del teatro a San Miniato / Don Milani e lo Straniero

Dal 1947 tra le colline toscane il teatro dialoga con il sacro, con quella religione che per secoli è stata considerata, non a torto, una sua avversaria. La storia dei rapporti tra scena, attori e gerarchie ecclesiastiche è costellata di divieti, condanne, censure, tentativi di riutilizzare i mezzi di persuasione e fascino dell’arte teatrale per conquistare anime. E di molti altri complessi rapporti.   L’Istituto del dramma popolare di San Miniato nacque nel 1947 con l’intento di fare un “teatro dello spirito”, in un’epoca in cui i conflitti ideologici e le visioni del mondo si erano polarizzate nello scontro tra i due blocchi sortiti dal dopoguerra, e  spesso il campo culturale sembrava orientato su versanti contrastanti quelli della religione e dei suoi riferimenti politici. Si legge nello statuto che questo Istituto, ora Fondazione, nasceva “per ridare al popolo il suo teatro, per far sì che il teatro acquisti nella evoluzione sociale la sua missione guida. L’Istituto si propone con una diversa struttura materiale ed organizzativa del teatro, di rendere veramente accessibile al popolo il teatro stesso... E poiché il teatro, oltre ad avere una funzione artistico-...

I festival dell’estate / Erotica Santarcangelo

Già dalla prima presentazione del programma, l’edizione appena conclusa del Festival di Santarcangelo ha destato curiosità e qualche diffidenza: qualcuno ha trovato le proposte della nuova direttrice Eva Neklyaeva un po’ troppo glamour, qualcuno ha denunciato l’assenza in cartellone di appuntamenti pienamente ‘teatrali’, altri hanno invecesalutato con soddisfazione la piena apertura alle arti visive e il mancato utilizzo di etichette limitanti. Le opinioni continuano a polarizzarsi anche a festival concluso. Mentre Tommaso Foti di Fratelli d’Italia denuncia il carattere ‘diseducativo’ della manifestazione, l’organizzazione segnala un significativo incremento nella vendita dei biglietti e il sold out su quasi tutte le date; specularmente, i commenti scambiati a fior di labbra tra gli addetti ai lavori spaziano dalla cauta perplessità fino al pieno entusiasmo.   Pony Express, Club Ecosex   E se è presto per incasellare la nuova anima curatoriale del festival in formule definitive (molti sono infatti i legami ancora visibili con la precedente direzione, ed evidenti sono i debiti con alcune realtà nostrane che hanno contribuito negli anni a trasformare l’identità di...

Conversazione con il filosofo / Remo Bodei: tra eterno dubbio e immediata soluzione

Il Festival “Pensare serve ancora?”, organizzato dall’Associazione culturale Pensiamo insieme e giunto alla sua terza edizione, quest’anno avrà come tema La mente pieghevole. Ambiguità: ragioni e s/ragioni. In un mondo fluido, instabile, sconcertante, in continua trasformazione, appare necessario coltivare un’intelligenza elastica, capace di divenire complice del reale assumendone la natura polimorfa, flessibile, molteplice e mutevole. Il successo su una realtà ondeggiante e inafferrabile, in cui non vi sono regole fisse e ricette pronte a cui rifarsi, non può che dipendere dalla capacità di dare prova di una maggiore mobilità e duttilità. Occorre, però, domandarsi quali rischi si celino dietro alla rivalutazione in termini positivi dell’ambiguità come capacità degli individui di rispondere alle sfide della modernità. Può darsi un orizzonte entro il quale l’ambiguità risulti compatibile con valori quali l’autenticità, l’onestà e la verità? In che modo una mente pieghevole può evitare il rischio di ricadere in una dimensione dominata dalla menzogna, in cui ad essere premiata è la furbizia? Nella serata del 23 luglio il Professor Remo Bodei si confronterà con il Professor Marco...

Arte africana contemporanea / Esploratori fuori tempo massimo

English Version Version francaise   Negli ultimi tempi, la vecchia Europa sembra essere affetta da una strana febbre: l’arte africana contemporanea! Dalle fiere alle rassegne, fino ai numerosi simposi, improvvisamente ci si accorge dell’esistenza di questo continente che, per la maggior parte è – utilizzando un’espressione presa in prestito da Joseph Conrad, il cuore di tenebra. E la cosa più divertente, rispetto a questa infatuazione folgorante, è che ci si chiede per quanto tempo durerà. Si ha l’impressione di assistere a una serie di precipitazioni da un’altra dimensione temporale.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Dappertutto, risuona la parola scoperta, come se i nuovi Cristoforo Colombo, Magellano, Vasco da Gamma e Marco Polo si fossero trasformati in collezionisti, galleristi, direttori di musei, capaci – secondo le parole di Sartre – di estrarre ogni cosa dal buio primario:   «Perché il bianco ha goduto per tremila anni del privilegio di...

L’avenir d’une illusion

Versione italiana English version   Depuis quelque temps, la vieille Europe semble souffrir d’une fièvre étrange : l’art contemporain africain ! De foires en expositions, de saisons en colloques, soudain l’on s’aperçoit de l’existence de ce continent qui, pour la plupart du temps, représente, pour employer une expression empruntée à Joseph Conrad, le cœur des ténèbres. Et le plus amusant, dans cet engouement soudain dont on se demande combien de temps il durera, c’est l’impression que nous avons d’assister à des ruées d’un autre temps.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Partout s’élève le mot découverte, comme si les nouveaux Christophe Colomb, Magellan, Vasco de Gamma et Marco Polo s’étaient transformés en collectionneurs, galeristes, directeurs de musées, seuls capables, selon les mots de Sartre, d’extraire toute chose des ténèbres primaires :   «Car le blanc a joui trois mille ans du privilège de voir sans qu’on le voie ; il était regard pur, la lumière de ses yeux tirait...

The future of an illusion

Versione italiana Version francaise   Since some time now the old Europe seems to be suffering from a strange fever: the contemporary African art! From fairs to the exhibitions, from seasons to symposiums, suddenly it discovered the existence of the continent that for many represents, to use an expression borrowed from Joseph Conrad, “the heart of darkness”. And the most amusing thing in this sudden enthusiasm, which who knows how long is going to last, is that it seems like we are back in history.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Everywhere the word “discovery” is being hailed, as if the new Christopher Colombus, Magellan, Vasco de Gamma and Marco Polo had transformed into the collectors, gallerists, museum directors, who see themselves as the only ones capable, according to Sartre, to extract the whole thing from the primal darkness:   “For three thousand years, the white man has enjoyed the privilege of seeing without being seen; he was only a look; the light from his...

Conversazione con Armando Punzo / Che il cielo esista, anche se il nostro posto è l’inferno

In una lettera diffusa nella notte tra il 20 e il 21 giugno Armando Punzo ha annunciato di aver lasciato la direzione artistica di VolterraTeatro, uno storico festival internazionale di ricerca artistica che il regista della Compagnia della Fortezza dirigeva da vent’anni. Nella lunga e dettagliata lettera che in poche ore è rimbalzata su tutti i canali di comunicazione, scuotendo l’Italia del teatro e della cultura, sono riportate le ragioni di una scelta radicale ma inevitabile, dettata dal venire meno delle condizioni minime per la gestione di una manifestazione artistica che possa essere definita tale e che tale non è più quando viene affidata tramite uno scellerato bando che arriva a un mese e mezzo dall’inizio del festival, con richiesta di preventivo al ribasso economico (chi offre di meno vince, indipendentemente dal progetto), rispetto a un budget irrisorio di circa 40.000 euro.   Compagnia della Fortezza, Hamlice, Volterrateatro 2010, ph. Stefano Vaja   Negli ultimi anni, nonostante le difficoltà fossero già enormi e logoranti, ti ho visto assolutamente risoluto nel proteggere il progetto di VolterraTeatro e de I teatri dell’Impossibile: il festival andava...

Palermo: al via il Festival internazionale di nuove visioni / Bertolucci. Il ritorno di Novecento

Mantenendo inalterato un certo fascino da opera paradigmatica e cruciale, Novecento di Bernardo Bertolucci si lascia ancora ammirare, a 40 anni dall’uscita, soprattutto come un modello d’ipertrofia autorale, espressione  di quello sguardo esemplarmente radicale e inquieto che, ai tempi della fruttuosa negoziazione etica ed estetica consumatasi sull’asse Europa-Hollywood, la macchina cinema ha voluto e saputo permettersi. Oggi che appare esemplare il suo sofferto e utile interrogarsi sulle contraddizioni dei meccanismi spettacolari del linguaggio cinematografico (al di là di ogni interpretazione “politica” che ha avuto il torto di circostanziarne la magnifica ambiguità), questo capolavoro stratificato e difforme, stralunato e inquietante, sembra aver definitivamente trasformato tutti i propri difetti in pregi. Tanto per cominciare, lo si può leggere come una trasparente metafora del tempo ritrovato del suo autore allora trentacinquenne, pronto a fare i conti con le proprie angosce di stile al crocevia del trionfale scandalo di Ultimo tango a Parigi, che si mescola (psico)analiticamente al tempo così lontano, così vicino della Storia: i 45 anni dell’Italia dal fascismo alla...

Karachi Literature Festival 2016

I giorni che precedono il Karachi Literature Festival sono scanditi dall’attacco all’università Bacha Khan (raffiche di mitra su studenti e professori, trenta morti) non lontano da Peshawar, e da una bombetta di minor portata a Quetta doppiata proprio nei giorni del mio arrivo. Non sono mai stato così vicino a una zona di guerra, o comunque a rischio attentati. Ho visto, in altri continenti, periferie urbane terribili in guerra con sé stesse e le ho anche percorse a lungo, ma qui non so come comportarmi.Quel che mi vedo attorno non collima però con il flusso delle informazioni. Il festival si svolge dentro a un resort demodé, proprietà di una famiglia di etnia Parsi. I Parsi – o Zoroastriani – sono la minoranza religiosa più circoscritta d’Asia, poche centinaia di migliaia di persone, spesso grandi famiglie proprietarie (i Tata di Bombay lo sono). Questi Parsi di Karachi hanno sei alberghi di lusso nel paese, ospitano gratuitamente gli autori presenti al LitFest nelle stanze del resort, e i dibattiti in sale convegni di varia metratura oltre che sotto un paio di tendoni bianchi. Di cognome fanno Avari. In un paese di guerra, in una città dove ogni partito politico ha la sua...

Gli Orizzonti mediterranei di Chiusi

Mustiola ha le mani giunte in preghiera e gli occhi bassi, penitenti e remissivi, guardano il bambino Gesù. Sulla tavola conservata nel Museo della Cattedrale di Chiusi, in provincia di Siena, e attribuita al pittore Marco Bigio (XVI secolo) la giovinezza della Santa è un pallore olivastro e schivo: mai penseresti che abbia esploso una fede che è corsa dalla Roma anticristiana fino a noi. Lo capisci in barca sul Lago di Chiusi, là dove si tramanda che il 3 luglio del 274 d.C. Mustiola abbia fatto del suo mantello una zattera e di Dio il suo sposo: Silvia Frasson ha alzato gli occhi della futura patrona della città all'altezza dei suoi carnefici e non li ha abbassati fino all'ultimo silenzio, contro un sole come ricoperto di rabbia e vergogna.   La Santa, ovvero quando Mustiola volò sul Lago, della 'narratrice immaginifica' nata chiusina e formatasi alla Paolo Grassi di Milano, ci ha condotto per mano dentro Orizzonti Festival delle Nuove Creazioni nelle Arti Performative (31 luglio – 9 agosto); dentro MediTERRAnea2015, il tema di questa XIII edizione, seconda dell'era Andrea Cigni, e prima a essere...

Apocalittico sarà lei. Intervista a Umberto Eco

Assenza di confronto critico, appiattimento sul presente, mancanza di adeguati filtri all’eccesso informativo. I punti critici del web e in generale dell'attuale temperie culturale secondo Umberto Eco. “Apocalittico” sì, ma solo a metà. Un cura infatti c’è: passare dall’indiscriminata presa di parola a una consapevole “presa” di memoria.     Una semplice etichetta, persino un po' furba, nata dall'esigenza di trovare una sintesi fulminante a una manciata di saggi su argomenti assai diversi – dai Penauts alla musica di consumo, dal kitsch al linguaggio televisivo – ma tutti in qualche modo dedicati a dare un'inedita dignità di studio all'ormai affermata cultura di massa. A sentire l'autore, che ne ha raccontato più volte la genesi, la felicissima (e cordialmente odiata) formula “Apocalittici e integrati” è frutto di un puro caso. E dell'intuito infallibile di Valentino Bompiani. Era il 1964 e iniziavano a comparire le prime cattedre consacrate alla comunicazione di massa. Il libro era un collage di studi precedenti, messo insieme ad...

Per la promozione della lettura, in tutte le sue forme

Si rischia di essere noiosi a ripetere in ogni occasione il rosario delle cifre che descrivono lo stato della lettura e delle competenze linguistiche degli italiani. Ma forse vale la pena di ricordare qualche dato. Soltanto il 43% degli italiani legge un libro all’anno (a fronte del 61,4% degli spagnoli, 70% dei francesi, il 76% degli inglesi, l’82% dei tedeschi); la povertà delle pratiche culturali è in gran parte dovuto a scarsi livelli di istruzione: infatti, la percentuale di laureati nella fascia d’età 25-64 anni è del 15% rispetto al 28% dell’Unione europea e al 31% dell’area OCSE, e a ciò aggiungerei che quasi il 20% dei nostri laureati non legge neppure un libro all’anno; non deve stupirci, allora, se il 70% della popolazione adulta risulta priva delle competenze linguistiche essenziali per comprendere il significato di un testo (come è testimoniato dai risultati dell’indagine PIAAC, che ci relega all’ultimo posto nella graduatoria dell’area OCSE).   La conclusione che se ne può trarre è che non stiamo parlando solo di libri e lettura, ma di una vera e...

Città delle idee, del dialogo, dell’accoglienza. Perugia

Continua la collaborazione con Il Giornale delle Fondazioni - Giornale dell'Arte. Pubblichiamo oggi un approfondimento su Perugia, città italiana candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 con un'intervista a Lucio Argano, Project manager della Fondazione Perugiassisi 2019       Di quale struttura organizzativa intende dotarsi la città per la governance della candidatura e del proprio programma? Il Comune di Perugia, il Comune di Assisi e la Regione Umbria hanno costituito nel 2012 una fondazione di partecipazione chiamata: PerugiaAssisi 2019 che rappresenta un modello giuridico dove vi è l’unione dell’elemento patrimoniale con l’elemento associativo. Quindi la presenza di una certa solidità istituzionale con l'opportunità di coinvolgimento e partecipazione della società civile.   Il territorio umbro già dal 2009 aveva iniziato a lavorare sulla candidatura e la denominazione riconosceva alle città di Perugia e Assisi il percorso avviato insieme. Dal momento che il Regolamento ECoC dell'Unione Europea prevede però che sia una città sola a...

Neil Young sound

L’occasione offerta lunedì 21 luglio a Barolo dal festival Collisioni è senz’altro speciale, ma in un certo senso potrebbe essere addirittura irrinunciabile. Si tratta, infatti, dell’unica tappa italiana in quella che potrebbe essere l’ultima tournée di Neil Young insieme ai Crazy Horse.   Nel marzo dello scorso anno, alla vigilia delle date in Oceania dell’Alchemy Tour, il chitarrista della formazione Frank “Poncho” Sampedro – intervistato da “Rolling Stone” – dichiarò: «L’istinto mi dice che questo è davvero l’ultimo tour: detesto dire le loro età, ma io ho sessantaquattro anni e sono il più giovane della compagnia. Adoro suonare, e insieme lo facciamo bene come sempre, eppure in qualsiasi momento a uno di noi potrebbero mancare le energie per continuare». Dunque, nel dubbio, meglio non rischiare, anche se lo stato di salute dei singoli componenti – oltre Sampedro: il bassista Billy Talbot e il batterista Ralph Molina – e del capobanda è del tutto rassicurante.   In particolare, Neil Percival Young, per l...

Fantasmi pirandelliani

Succedono bei paradossi nei festival italiani di teatro. Al festival Inequilibrio di Castiglioncello, per esempio. In questa rassegna laboratorio che si svolge nell’ottocentesco castello Pasquini, nei luoghi dove Diego Martelli ospitò i macchiaioli, tra progetti in divenire, “studi”, spettacoli che devono ancora maturare, visioni di danza un po’ algide, un po’ concettuali, all’improvviso irrompe il capolavoro.   Anche qui si tratta, per ora di “materiali”: è uno spettacolo che forse non rivedremo più in questa forma. Ed è più che uno spettacolo, perché Roberto Latini - prendendo come testo e pretesto I giganti della montagna, l’ultimo dramma di Pirandello, e scavandolo con rara intensità e acume - ci regala un lavoro sulla vita, sull’apparenza, la paura, la rappresentazione di sé per proteggersi, per ritrarsi dal mondo o per sfidarlo.   Lo fa, ereticamente, sulle orme di Leo de Berardinis, accreditandosi come vero erede del grande uomo di scena, perché ne recupera lo spirito, la luce l’ombra l’ascesi che cerca l’uomo attraverso...

Biennale Danza: la città risvegliata

Occupano lo spazio con levità nella grande sala delle colonne di Ca’ Giustinian. Sulle note del Bolero di Ravel si slanciano a due a due, a tre, soli a scoprire lo spazio, a giravoltare, a creare immagini con leggerezza e farle svanire, proiettati e risucchiati dalla forza magnetica di una porta. Sei bambine e un bambino. Compunti, qualcuno con un indecifrabile sorriso (compiacimento? scherzo? gioco? impegno?).   Cristina Rizzo, Bolero. Photo Akiko Myiakepg   Bolerò di Cristina Rizzo è la prima istantanea che cogliamo dalla Biennale Danza di Venezia diretta da Virgilio Sieni, un vero festival quest’anno, dopo l’esperienza principalmente laboratoriale del College nel giugno 2013. Poi incontriamo in Campo Sant’Angelo un incantato angolo definito Boschetto: due Cappuccetti rosso (Ramona Cuia e Sara Sguotti) si celano tra erba e cespugli di una scenografica macchia tra le pietre. Si imitano, si invidiano, si inseguono, si specchiano l’una nell’altra, con movimenti lenti. Guardano stupite il pubblico.   Fanno guardare il loro smarrimento in quel surrogato di bosco urbano, tradotto in pose intrecciate, in...

Come sarà la Ladyfest

In occasione della prossima Ladyfest milanese, festival queer e femminista di cultura indipendente che si terrà il 6, 7 e 8 giugno, abbiamo pensato di dar vita a un percorso di approfondimento su temi e questioni centrali negli studi di genere e nello sviluppo delle pratiche di vita LGBT. Per prima cosa siamo quindi andati a intervistare il gruppo di organizzatrici della tre giorni per farci raccontare come sarà la Ladyfest e quale sia la loro visione di quello snodo concettuale compreso tra politica, queer, postporno, sperimentazione e immaginario.     Vi propongo di impostare l'intervista iniziando da alcune domande sull'iniziativa che state organizzando per poi calarci progressivamente nelle questioni che solleveremo via via. Partiamo quindi dall'abbiccì, cosa si intende per Ladyfest? Da che tipo di esperienze prende avvio?   Sono festival femministi dedicati all'arte, l'attivismo e la cultura indipendente, organizzati in modo autonomo e fuori da logiche commerciali. Danno spazio alle autoproduzioni e alla creatività e sono espressione della cultura del “do it yourself” (DIY) e di quel tipo di...

Passaggio a Nord Est

Cosa vi viene in mente pensando al Veneto? Industria e design? Città d’arte, laghi e montagne? Prosecco e grana? È vero, il Nord Est è la patria delle delizie Dop,dei “capannoni a schiera”, dei vestiti alla moda e delle scarpe all’ultimo grido; ma anche di Babilonia Teatri, Anagoor, Barokthegreat; Paolini, Scabia, Vitaliano Trevisan; insomma, di una produzione, tutta immateriale, di arti performative che negli ultimi anni ha imposto il territorio all’attenzione della scena nazionale e non solo. Una cartina al tornasole sono le edizioni più recenti del Premio Scenario, che si sviluppa tramite una capillare mappatura dei territori della creatività emergente e negli ultimi anni ha visto imporsi all’attenzione diverse giovani compagnie – nel 2007 i Babilonia e Pathosformel, nel 2009 Anagoor, Codice Ivan, la friulana Marta Cuscunà – che a Nord Est hanno mosso i primi, decisivi, passi di formazione e di lavoro.   Teatro Fondamenta Nuove, Venezia   Tanto per cominciare, Venezia Ogni tour del Veneto parte dal suo irresistibile capoluogo regionale. Anche se – fuori e...