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fotografare

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Con la coda dell’occhio / Marina Ballo Charmet, o della Defotografia

Fino al 20 dicembre è aperta all’Istituto italiano di cultura di Madrid la mostra di Marina Ballo Charmet Fuori campo, a cura di Stefano Chiodi. Pubblichiamo qui il saggio di Andrea Cortellessa in catalogo.    Vista della mostra all'Istituto italiano di cultura, Madrid La fotografia potrebbe essere dunque definita l’espressione del desiderio di contenere e conservare una traccia dell’esperienza e costituirebbe dunque una protesi tecnologica dell’apparato psichico. Marina Ballo Charmet p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px 'Times New Roman'; color: #000000; -webkit-text-stroke: #000000} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: right; font: 12.0px 'Times New Roman'; color: #000000; -webkit-text-stroke: #000000} span.s1 {font-kerning: none}   Si crede ancora oggi che l’occhio umano veda tutte le cose nitidamente su una grande estensione: questo è falso: in realtà l’occhio non vede nitidamente che una piccola parte del campo visivo, tutto intorno resta sfuocato […] l’occhio fissa solamente gli oggetti in casi molto rari, in generale si muove dentro un campo visivo largo circa 200 gradi, mentre l’ottica fotografica...

In mostra a Madrid / Un tempo più denso. La fotografia di Franco Vimercati

Il quadrante segna le 2:46. Le lancette di una grossa sveglia avanzano impercettibilmente da un’immagine all’altra, uno scatto ogni quattro secondi e mezzo circa. Un minuto di fotografia, una serie di tredici piccole fotografie in bianconero realizzata da Franco Vimercati nel 1974, condensa uno stile visivo e un’attitudine intellettuale che percorrono l’intera produzione dell’artista milanese, scomparso nel 2001 a 71 anni: pochi oggetti quotidiani, isolati da ogni interferenza esterna, inquadrature ravvicinate, uso di serie e permutazioni, grande austerità formale. Tutti tratti che insieme a un carattere schivo e a una scarna produzione hanno contribuito a rendere la sua figura una delle più enigmatiche e singolari della scena artistica italiana degli ultimi decenni.   Franco Vimercati, Un minuto di fotografia, 1974, Collezione privata © Eredi Franco Vimercati La traiettoria creativa di Vimercati – ben condensata ora nella mostra Franco Vimercati, la fotografía, la vida. Un diálogo con Giorgio Morandi curata da Elio Grazioli all’Istituto italiano di cultura di Madrid (fino al 21 giugno) – ha coinciso con l’affermazione della fotografia come medium artistico, in...

Goethe Institut Torino / L’immagine (sin troppo verosimile) del terrore

Il 15/16 marzo a Torino due giorni di incontri sul tema delle immagini e della violenza: come dobbiamo e vogliamo rapportarci a tutte queste immagini che pervadono e ossessionano la società occidentale? Che effetto ha il predominio dell’immagine sulla costruzione e tradizione del nostro canone culturale? È possibile formulare un’etica dell’immagine per il XXI secolo? Doppiozero riprende qui un contributo di Gianluca Solla per contribuire a costruire un dibattito attorno al tema, urgente e fondamentale.   Leggendo le raffinate considerazioni di cui Pierandrea Amato costella il suo In posa. Abu Ghraib 10 anni dopo (Cronopio), quest’estate era di fatto impossibile sottrarsi all’interferenza che sovrappone alle fotografie di Abu Ghraib, vecchie appunto di dieci anni, le immagini delle esecuzioni dello IS o Stato Islamico in Iraq e Siria delle ultime settimane.   Già nel 2004 la decapitazione di Nick Berg in Iraq venne presentata come una rappresaglia per le vittime delle torture americane di Abu Ghraib. Eppure nella tortura americana in Iraq e nelle decapitazioni dell’IS differenti sono le messe in scena e diverse le implicazioni di questi atti di guerra. Le foto delle...

Musei italici

Sono un vizioso impunito dei musei. Ho preso la malattia da piccolo e non ho mai cercato di guarirne. Ci vado volentieri, ogni volta che posso. Ovunque. Persino in Italia. Dove ci sono sì alcuni dei musei più belli del mondo, ma dove spesso i visitatori sono trattati peggio. Bestie paganti senza diritti, se non quello della muta, devota transumanza. Non solo i biglietti sono carissimi e a volte includono pure supplementi obbligatori per esposizioni che non vuoi vedere; ma si paga tutto, e il prezzo è in ragione inversa della qualità, per esempio alle caffetterie e nelle librerie. Chiamarle Bookshop mi ripugna (per la parola); tanto più che sembrano negozietti di souvenir. È già tanto che il pudore impedisca, per il momento, di allestire bancarelle risparmiando su locali, luce e riscaldamento. E personale, come richiedono i tempi. Un po’ di pazienza e ci si arriverà; in attesa che chiudano tutto.   Le sale sono quasi sempre prive di sedie o panche dove fermarsi a guardare con calma quello che interessa, o fare uno schizzo o prendere appunti. O solo chiudere gli occhi e riposare. Riposare la vista. Non vedere....

Zoe Leonard. Sun Photographs

Contemporaneamente al Camden Art Centre di Londra, la Galleria Raffaella Cortese di Milano dedica una singolare mostra all’artista americana Zoe Leonard e nello specifico alla sua serie fotografica Sun Photographs realizzata a New York tra il 2011 e il 2012.   Cosa accade nel momento in cui un artista, la cui opera ha attraversato sensibilmente le fenditure più dolorose della storia sociale, inizia a “guardare in alto”? Attratta magneticamente dai più sottili cambiamenti del tessuto urbano, attenta osservatrice delle variazioni culturali, politiche e istituzionali, impegnata nella sovversione di ogni tabù e costrizione sociale, Zoe Leonard sin dai primi anni Ottanta si è confrontata attivamente e in modo radicale con questioni legate all’omosessualità, all’Aids, alla discriminazione razziale e in particolar modo, come scrisse Rosalind Krauss: “con il problema della costruzione e della crisi del genere all’interno della società eterosessuale” (decisivo per l’elaborazione critica della sua opera fu il rapporto con i collettivi ACT-UP e Group Material di New York, Border Art...

Speciale ’77. Colpo di pistola

Sono trascorsi trentacinque anni dall’esplosione del movimento del Settantasette. Nel febbraio di quell’anno appare infatti un movimento studentesco dal profilo e dai comportamenti inediti; fa il suo debutto con le occupazione delle Università e ha il suo baricentro a Roma e Bologna, ma si estende in tutta Italia. Sarà una breve, ma intensa stagione, poi arriva il sequestro  e l’uccisione di Aldo Moro, il terrorismo impazza. La repressione è dura e il movimento implode lasciando tuttavia una forte memoria di sé come abbiamo visto nel mese scorso attraverso la raccolta delle foto di quella stagione a Bologna per opera di Scuro. Vogliamo ripercorrere quel periodo ripensando a temi e questioni differenti dalla politica all'arte e alla letteratura. Per chi c’era e soprattutto per chi non c’era e poco sa. Di questo passato prossimo della nostra storia. Abbiamo iniziato con le riflessioni di Gianfranco Marrone e Umberto Eco sulla celebre foto dell’autonomo che spara e continuiamo oggi con due contributi di Giorgio Boatti e Giovanni De Luna. Testi inediti o editi per conoscere e riflettere.  ...

Speciale ’77. Una foto, mille cose

Sono trascorsi trentacinque anni dall'esplosione del movimento del Settantasette. Nel febbraio di quell'anno appare infatti un movimento studentesco dal profilo e dai comportamenti inediti; fa il suo debutto con le occupazione delle Università e ha il suo baricentro a Roma e Bologna, ma si estende in tutta Italia. Sarà una breve, ma intensa stagione, poi arriva il sequestro  e l'uccisione di Aldo Moro, il terrorismo impazza. La repressione è dura e il movimento implode lasciando tuttavia una forte memoria di sé come abbiamo visto nel mese scorso attraverso la raccolta delle foto di quella stagione a Bologna per opera di Scuro. Vogliamo ripercorrere quel periodo ripensando a temi e questioni differenti dalla politica all'arte e alla letteratura. Per chi c'era e soprattutto per chi non c'era e poco sa. Di questo passato prossimo della nostra storia. Iniziamo da una celebre foto dell'autonomo che spara e dalla discussione che è seguita, come ricorda Gianfranco Marrone, poco tempo fa. Testi inediti o editi per conoscere e riflettere.     Gianfranco Marrone. Una foto, mille cose.   A...

World Press Photo 2012: quando il bello è di troppo

Una pietà a colori, citazione di quadri celebri e sculture che appartengono alla memoria culturale occidentale. Così si presenta l’immagine dello spagnolo Samuel Aranda, fotografo trentaduenne, che ha vinto con questo scatto il World Press Photo 2012, prestigioso premio assegnato ogni anno. Un’immagine ad alto contenuto estetico, prima ancora che giornalistico o comunicativo. Tutto gioca in questo senso: il cappuccio nero della donna, i suoi guanti bianchi, la pelle del ragazzo, la postura dell’abbraccio, la testa reclinata, le mani che stringono pudicamente il corpo, tirandolo a sé. Persino il dettaglio del tatuaggio sul braccio destro dell’uomo è perfetto.   Siamo a Saana, durante le rivolte dell’anno scorso, e una donna accoglie nella moschea il ragazzo: “Venite a me voi tutti che siete affannati e stanchi”, recita un passo del Vangelo. La fotografia interpreta in modo perfetto questa immagine che riecheggia nel nostro ricordo per averla vista in decine e decine di tele, o per esserci soffermati davanti alla Pietà michelangiolesca. Il punctum della foto sono ovviamente i guanti bianchi che...

Il genio di Julian Schnabel

Julian Schnabel è davvero misterioso. Ad alcuni dà fastidio che non si capisca chiaramente quello che fa, soprattutto perché ha avuto un successo planetario, che continua da trent’anni. Tra i primi dell’ondata “New Image” o postmoderna, è riuscito a imporre grazie al suo grande talento un eclettismo sprezzato da molti. I suoi detrattori lo scherniscono perché ritengono che si dia arie da genio in tempi troppo sospetti per una cosa del genere, ma, qualsiasi cosa significhi genio, di sicuro lui ci prova. Così butta tutto quello che vuole sulle tele, oggetti di ogni tipo, oppure si limita a dipingere in maniera abbastanza tradizionale degli enormi volti; fa delle sculture con materiali trovati che non hanno niente di originale, ma si impone per la forza del convincimento. Riesce, insomma, a far pensare che sta facendo qualcosa di importante, anche se non si riesce a definirlo, e quanto a lui dice: “Quando dipingo nessuno deve sapere quello che sto pensando”.     Ha fatto dei film diventati famosi, non ci si può meravigliare che fotografi anche, come abbiamo visto alla recente...