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Pierre Pachet / Autobiografia di mio padre

“Credo di dovervi una spiegazione – io, Pierre Pachet – sul testo insolito che state per leggere e per il quale ho impugnato la penna”.  Inizia così Autobiografia di mio padre, il potentissimo testo letterario di Pierre Pachet uscito in Francia nel 1987 e pubblicato solo quest’anno per la prima volta in Italia da L’orma editore, con la traduzione di Marco Lapenna e una bella postfazione di Lisa Ginzburg.  La spiegazione di Pachet occupa sei pagine e rappresenta una sorta di preambolo al romanzo vero e proprio. A parlare è l’autore in persona, ma anche l’impostore. Poiché, ecco, Autobiografia di mio padre di questo tratta: di un’impostura. A buon bisogno qualsiasi creazione letteraria può essere considerata tale, ma in questo caso una simile dichiarazione preventiva pone il lettore in una ben strana condizione: il patto di sospensione dell’incredulità viene minato alle basi dall’ammissione di una delle due parti in causa, la principale, quella di chi narra.   Nel nostro caso l’impostore Pierre Pachet è scomparso il 21 giugno del 2016. È stato quel che si dice un intellettuale appartato. Dalla metà degli anni Settanta in poi ha scritto saggi di critica letteraria,...

Adolescenti senza tempo / Un’età senza età

Gigliola Cinquetti aveva 16 anni quando cantava Non ho l’età che nel 1964 vince il festival di Sanremo. Lei voleva crescere, doveva crescere, per poter amare e uscire sola con te... Fino al 1975 si diventava maggiorenni a 21, era un traguardo atteso, voleva dire prendere la patente, votare, sentirsi finalmente adulti. Il desiderio di diventare grandi correva in parallelo alla credenza nel progresso, un domani sempre migliore dell’oggi. Un futuro che negli anni Ottanta del secolo scorso ha iniziato a incrinarsi, a rovesciarsi in un senso di precarietà e incertezza. I giovani di oggi hanno di fronte una concreta riduzione delle opportunità rispetto al passato e sono tra le prime generazioni, dopo il ‘900, a non essere più in grado di migliorare le proprie prospettive di vita. Un mutamento d’epoca che influenza anche il modo di percepire i nostri anni. Intanto le età hanno subito variazioni temporali, si sono allungate e ristrette, sono diventate più fluide e meno classificabili.    Nel suo testo Adolescenti senza tempo (Raffaello Cortina Editore, 2018), Massimo Ammaniti evoca già nel titolo una condizione esistenziale inedita: i suoi protagonisti assomigliano all’eroe...

Disorientamento e disagio / Sul nuovo Esame di Stato

Dopo mesi di annunci e anticipazioni è stata pubblicata l’ordinanza ministeriale che disciplina i contenuti del nuovo Esame di Stato. Presentato dalla nuova direzione ministeriale è nei fatti la continuazione del lavoro iniziato negli anni precedenti e la conclusione della riforma che porta il nome della ministra Gelmini e della successiva “Buona scuola” della stagione renziana. Le novità sono significative rispetto alla precedente versione: nonostante l'attenzione alla comunicazione e la presenza di momenti di formazione del personale dirigente e docente, continuano a essere molte le perplessità sulle modalità operative di svolgimento dell'esame prima ancora che di ordine culturale, educativo e pedagogico. I lavori delle commissioni di esame inizieranno il 17 giugno: il 19 giugno si terrà la prima prova, italiano, il 20 giugno la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. La terza prova scritta, che prevedeva con diverse modalità di valutare gli studenti su altre materie (fino a cinque) non c'è più; non è stata sostituita dalle prove Invalsi, sostenere le quali è invece un prerequisito per essere ammessi: le prove Invalsi, su italiano, matematica e inglese sono...

il mestiere di genitore tra gli USA e noi / Supermamme e Superpapà

La questione dell’educazione è diventata una chiave di volta della differenza sostanziale della nostra contemporaneità rispetto ai decenni passati. Oggi emergono in primo luogo le insoddisfazioni e l’incomunicabilità tra cittadini e istituzioni, tra lo Stato come garante di un’eguaglianza di potenzialità e le ragioni di una quotidianità che sembrano sfuggire al “discorso istituzionale”. L’altro aspetto è quello che riguarda il rapporto tra generazioni, per un verso incrinato da una sfiducia nella trasmissione di possibili valori e per l’altro chiuso nella nuova logica iperprotettiva del “chilometro zero” dell’educazione.  Eppure tutte queste questioni sono state anticipate una cinquantina di anni fa dal lavoro di critica della scolarizzazione e del concetto stesso di educazione che ha avuto tra gli antesignani Ivan Illich. Questi in Deschooling Society e poi in tutta la sua opera ha scavato nell’archeologia dell’educazione, facendo notare il tradimento che il termine “educare” aveva subito. E/ducare è l’attività materna di nutrire la prole, di “tirarla su” e non ha nulla a che vedere con l’idea che una istituzione debba erogare, riversare dei contenuti dentro individui che...

Violenza domestica e legami tossici / Ma perché le donne restano?

Vorrei mettere in luce un aspetto trascurato che riguarda la violenza sulle donne, proprio in questi giorni che possiamo avere un ascolto più attento grazie alla istituzione della Giornata mondiale contro la violenza sulla donna. Nei dibattiti che ascoltiamo, nei discorsi degli esperti, nei libri che leggiamo troviamo molte riflessioni sul fenomeno, ma abbiamo anche la sensazione che non si tocchi il punto, sembra che non abbiamo ancora trovato un grimaldello abbastanza potente da modificare non dico il corso delle cose, ma almeno la posizione soggettiva della vittima. Fornire alle donne decaloghi di comportamento degli uomini violenti ha una sua utilità, ma occorre tener conto che una donna che si è legata a un uomo ammaliatore può non riconoscere, in lui, queste condotte pericolose. Una donna deve senz’altro sapere che il partner violento è quello che definisce unilateralmente le regole della relazione, che è geloso oltremisura ed esercita uno stretto controllo, che la ricatta e la svaluta psicologicamente, che vuole farla sentire sempre in colpa per poterla dominare e che tenta di isolarla dal mondo: si tratta di elenchi che non toccano, però, il punto nodale. Sono decaloghi...

La scuola e i suoi compiti

Come ogni anno media e social network hanno trovato l’argomento per iniziare a parlare a scuola. La “lettera del padre che non ha fatto fare i compiti al figlio durante le vacanze”, forse anche contro le sue intenzioni, ha aperto il fuoco in una sorda guerra a bassa intensità tra genitori e insegnanti. I fatti possono essere riassunti brevemente: in una città della provincia settentrionale un padre scrive una lettera di giustificazione agli insegnati del figlio, che all’inizio della terza media si presenta al rientro in classe senza aver fatto i compiti, di cui ignoriamo completamente entità e quantità. Nella lettera, che la pubblicazione su Facebook ha reso virale con seguito di dibattito e reazioni, si assume la responsabilità della scelta e di aver “fatto molte cose durante l’estate”. Cose belle e interessanti che effettivamente padri e figli, più spesso madri e figli/e, fanno durante l’estate e che risulterebbero incompatibili con i compiti, come stare in campeggio e fare lunghe gite in bicicletta, occuparsi di disegno e programmazione. Ho reagito con irritazione a questa notizia, come ormai mi capita sempre più spesso da quando frequento i social network, che per inciso mi...

Il controllo meditato della ferocia

Giallo per alcuni, per altri noir, ma pure un «fenomeno» di cui «anche la televisione si è accorta». Insomma un romanzo, che in due mesi e qualche giorno ha raggiunto la quinta edizione suscitando grande attenzione da parte della critica oltre che del pubblico.   In un’intervista all’autore, Giuseppe Zucco ha giustamente visto «aggirarsi» ne La ferocia (Einaudi, 420 pagine, € 19,50) «il fantasma» di George Trakl, poeta morto suicida a ventisette anni il 3 novembre 1914. Che il riferimento è per niente casuale lo si comprende ricordando la relazione incestuosa, d’amore, dell’austriaco con la sorella Grete (anche lei suicida), che si ripete in quella dei due protagonisti, Michele e Clara (sorellastra da parte di padre), la cui misteriosa, seducente morte apre il romanzo. Una conferma esterna arriva dall’articolo che Lagioia ha pubblicato sul sito di Internazionale a cento anni dalla scomparsa del poeta: «Il momento più alto della poesia di Trakl», scrive commentando un paesaggio falsamente idilliaco, «è farci sentire […] la sensazione che...

Contro il calcio

Il calcio è un’infezione diffusa con insinuante pervicacia in parti esorbitanti del lutulento e immane corpo sociale. Che attualmente non ci siano rimedi non è una valida ragione per eludere il problema, la cui unica soluzione sarebbe quella, radicale, di abolire per legge la pedestre attività. Ridotto agli spazi illuni della clandestinità forse il calcio potrebbe tornare ad essere uno sport, e potrebbe, con dosata cautela e trascorsi almeno cinque decenni, di nuovo essere concesso ai meno compromessi tra i praticanti.   Ma per il momento ci vorrebbe l’occhiuto intervento di una polizia sportiva che illiberalmente sequestrasse palloni, distruggesse i campi (soprattutto quelli con l’orripilante fondo sintetico), costringesse giocatori e allenatori nei propri appartamenti, soffocasse le tifoserie, spegnesse le pay tv, oscurasse le trasmissioni di commento figlie del “Processo” biscardiano, chiudesse i giornali specializzati. Solo allora, dopo le nevrosi dei primi mesi, dopo le fiacche dell’astinenza coatta, dopo i monastici esercizi di resistenza alla tentazione, i più si accorgerebbero dell’entit...