Categorie

Elenco articoli con tag:

inquinamento

(5 risultati)

Le nuove isole d’utopia / The Garbage Island(s)

Uno spettro s’aggira per il mondo. È un’isola. Di plastica.  Sembrerà strano ma si tratta di un’isola d’utopia. Perché proprio come le isole utopiche e come i fantasmi marxiani è dovunque e in nessun luogo. È una ed è moltitudini. Terrorizza e (forse) dà la sveglia al mondo. La più inquietante si troverebbe nel Pacifico, e la sua grandezza si dice oscilli fra quella delle isole britanniche e dell’Australia. Una presenza talmente ingombrante e distruttiva, popolata da forme di vita più o meno inedite e aggressive che, scopro da Wikipedia, nel 2011 l’Unesco per provocazione artistica o sensibilizzazione umanitaria l’ha riconosciuta come Stato: The Garbage Patch State.  Ma se questo “Stato canaglia” esiste come fargli guerra? Come accerchiarlo, assediarlo, costringerlo alla resa? O quantomeno a una pace negoziata se non proprio a una nuova alleanza? The Garbage Patch State è infatti uno stato più atipico e transnazionale dello Stato islamico, benché come esso sia fatto da un frustrante gioco di consumismo e regressione, di perturbanti incroci fra riconoscimenti e rifiuti.   THE GARBAGE PATCH STATE, opera di Maria Cristina Finucci. Per affrontarlo dunque bisognerà...

La grande cecità, il cambiamento climatico e l’impensabile / Esercita il dubbio e stai a vedere cosa offre il caso

  Derive dell’intuizione e della magia. Un prologo semiserio   Comodo è affidarsi a quello che è intuitivo e si presenta più facile da comprendere. Creature fantastiche o magie soddisfano il bisogno che abbiamo di trasgredire, però quanto basta, all’interno di un gioco dalle possibilità regolate, e allora tutto questo ci appaga, assolvendoci dalla responsabilità della verifica e della falsificazione. Ecco che l’impensabile si propone a noi, soddisfatti dalla completezza che, per quanto fasulla, ci avvolge come un manto e si presenta persino confortevole. Giungiamo così a dire che una cosa è vera perché è causa di un’altra, ma non ci impegniamo a verificare se non esistano altre cause che la rendono quella che è, in modo da escluderle tutte, tranne una. Questo è il punto, caro il mio mago. Mi rendo conto che tu hai buon gioco ad accattivarti la maggior parte delle persone: proponi loro vie per la conoscenza che costano poco e sono comode; non richiedono impegno e sono facili da capire e da ricordare. Il fatto è che sono false.   C’è stato un tempo in cui sembrava che finalmente potessi passartela male. È durato poco. Poi l’umanità ha iniziato a diventare sempre più...

Taranto. La città di ferro

Taranto è una città apocalittica, ma è un’apocalisse grigia, a lento rilascio. C’è una fabbrica che si è presa il mare, la terra, il cielo della città e adesso si prende anche il lavoro. Bisogna fermarsi e ragionare su Taranto, si può enfatizzare l’importanza del lavoro o quella della salute, comunque siamo di fronte a una vicenda cruciale, che spiega molto del nostro passato e anche del nostro futuro. L’apocalisse di Taranto prima che nelle cartelle cliniche è nella forma della città: una bellissima città della Magna Grecia circondata da una cintura di ferro, simbolo estremo di come l’Italia sia passata dalla civiltà contadina alla modernità incivile. Una storia di trasformazioni che hanno cambiato il volto dell’Italia, ma non i rapporti tra dominati e dominanti.   Gli operai di Taranto provengono spesso dalle campagne ioniche, sono arrivati in città spinti dal mito del posto fisso. Negli anni sessanta in quella che allora si chiamava l’Italsider andò a dir messa anche il papa. Mentre valenti documentaristi filmavano una fabbrica...

Madrid. Mettere a fuoco la realtà

Una ragazza sorride nascondendo parzialmente le labbra con il dorso della mano, lo sguardo tra il birichino infantile e il malizioso adolescente. Ha incontrato lo sguardo del fotografo che, girato verso il pubblico, ritrae la massa che è andata a vedere il corteo per l’arrivo di Mussolini a Berlino. Un’altra foto mette a fuoco dei bambini arrampicati su una statua, uno in divisa da piccolo hitleriano, l’altro che si sostiene in bilico afferrandosi alle cavità degli occhi del grande busto di marmo, come per evitare al nobile antenato di guardare la sfilata. La maggioranza dei presenti sorride come in una sagra; solo una signora in nero, molto seria, sembra aver scoperto il mirino della camera che la scruta individuandola come immagine centrale nel complesso: lei, che porta in mano un cappello che probabilmente appartiene alla ragazza sorridente che le sta vicina e sembra prestare attenzione a una simpatica battuta del giovane affacciato dalla base della statua che presiede alla scena.     Nella mostra che oggi si visita a Madrid, sono esposte sette foto del reportage che il fotografo svizzero Gotthard Schuh ha fatto nel 1937...

La Maddalena / Paesi e città

La Maddalena è un’isola nell’isola, a nord-est della Sardegna e a sud della Corsica. Vista su una carta geografica ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l’alto. È la più grande e abitata di un arcipelago composto da isole e isolotti. Un ponte la collega come un cordone ombelicale all’isola di Caprera, e fino a poco tempo fa un traghetto portava in Corsica attraversando le Bocche di Bonifacio dopo una breve sosta a Santa Teresa in Gallura. Nell’Ottocento questo collegamento era più frequente di quello con la Sardegna e del resto corsi furono i primi pastori a installarsi nell’isola.   La Maddalena si gira in fretta. Quello che si è appena visto ritorna, ma leggermente modificato dalla luce o dalle ombre e come ogni lieve scarto può farti impazzire. Forse per questo gli abitanti sono bruschi e non sempre gentili. Il vento li ha abituati a gridare anche quando non è necessario e c’è sempre come un’urgenza nelle loro voci. Anche il clima è difficile, e il maestrale soffia anche per nove giorni di seguito. Allora si vede...