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islam

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L’Egitto come laboratorio della Jihad

Il recente attentato al consolato italiano in Egitto offre lo spunto per una possibile genealogia del jihadismo radicale che parte proprio dal paese delle piramidi. La piccola biblioteca che ci può aiutare, in un panorama ricco di testi sul fenomeno jihadista, si compone di due volumi che affrontano il fenomeno, il primo è il fondamentale Il Profeta e il Faraone di Jilles Kepel (Laterza 2006; il testo faceva seguito alla dissertazione di dottorato dell’autore sui movimenti islamisti nell’Egitto degli anni Settanta), il secondo è Il partito di Dio di Renzo Guolo (Guerini e Associati 2004) che in poche pagine ha il pregio di riuscire a collegare figure e movimenti che contribuiranno a formare il nucleo dei movimenti islamisti radicali degli ultimi vent’anni.   Rileggendo la presentazione di Kepel si comprende la soddisfazione di chi ha saputo comprendere l’importanza dei fenomeni politico-religiosi del mondo islamico quando gli accademici degli anni Ottanta li consideravano un residuo di arcaismo reazionario. Stesso discorso può farsi per lo studioso italiano che in tempi non sospetti ha compiuto un cammino simile al collega...

Islam, vegani e altri sentimenti

Sorprende sempre riconoscere come il cibo sia in grado di coinvolgere molti dei valori della nostra esistenza. Un legame dalle radici lontane, scritto dentro la storia della specie e dell'alimentazione, nelle diverse culture, nella stessa “sostanza” dei nostri geni. Schegge involontarie di quel legame e di quei valori emergono talvolta in momenti particolari, quando più facilmente il reale perde peso - un periodo di malattia, le stesse festività natalizie - facendo affiorare qualcosa che in genere tendiamo ad allontanare dentro malcelati malesseri, nausee sopite. Nausee...quasi nessuno nei giorni di Natale (o di Pasqua) cerca più il capretto. Tabù in via di definizione, il capretto sta diventando “cattivo da mangiare” come il coniglio o l'agnello, ognuno secondo i luoghi e secondo il mutevole dissolversi della tradizione. Cattivo da mangiare perché diventato “buono da pensare” sebbene attraverso un’idea diversa da quella di animale domestico e da compagnia (pet); impossibile per quest'animale, come per l'agnello, la convivenza urbana.   L'Islam, ormai da tempo, è...

Gli arabi, Israele e il terrorismo

Nella situazione di tensione che si è creata nel Mediterraneo, come percepisci tu il problema dei rapporti tra i paesi della sponda nord del Mediterraneo e i paesi della sponda sud, tra paesi come l’Italia e paesi di cultura islamica come la Libia, ma anche come l’Egitto, come la Tunisia, come l’Algeria e che cosa ti sembra che si debba fare, pensare, scrivere, per evitare che si creino tensioni senza uscita come quelle che qualche volta si sono create? Non c’è anche una mancanza di conoscenza da parte nostra?   La conoscenza è certamente una buona cosa e la conoscenza che noi abbiamo del mondo arabo è scarsa, obiettivamente. Ma direi che è scarsa in parte per colpa nostra e in parte anche per colpa loro, perché veramente da secoli, dal mondo arabo e dall’Islam più un generale, è uscito pochissimo di buono. Sono utenti della civiltà tecnologica a cui non hanno contribuito, sono utenti del marxismo senza averlo rinnovato, insomma stanno in qualche modo ai margini della civiltà occidentale e di quella comunista. La mia impressione è piuttosto negativa, non mi fiderei di...

Nicolò Degiorgis. Hidden Islam

Hidden Islam è l’opera prima del giovane fotografo di Bolzano, Nicolò Degiorgis, con cui ha vinto il premio della Fondazione Aperture a Paris Photo, uno dei migliori libri fotografici dell’anno. Non a caso l’estate scorsa aveva ottenuto un riconoscimento come progetto editoriale: Author Book Award ai Rencontres d’Arles nella sezione giovani autori. Il libro è autoprodotto dalla casa editrice fondata da Degiorgis, Rorhof, e accompagnato da una introduzione del fotografo inglese Martin Parr.     Hidden Islam è un’indagine sui luoghi di preghiera degli immigrati islamici in Italia, nel Nordest del Paese. Si tratta di piccole moschee ricavate da spazi e edifici di ogni genere in luoghi periferici delle città o nei centri storici abbandonati, sovente in condizioni abusive in un paese, l’Italia, che fatica a riconoscere a questi luoghi di culto una dignità che invece hanno altre religioni. La maggior parte delle fotografie sono state scattate in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.     La struttura narrativa del libro è suddivisa in due sezioni complementari:...

Il lato oscuro della rete. Intervista a Michel Bauwens

Giovedì 14 febbraio un gruppo di ricercatori peer-to-peer ha invitato Michel Bauwens a parlare al Piano Terra, lo spazio occupato da una rete di attivisti dei quali fanno parte anche Off Topic, Rete San Precario Milano, NoExpo e Autoconvocati. Il giorno dopo, sarebbe stato ospite di una piccola conferenza in stile TEDx organizzata all’interno della fiera della Borsa Italiana del Turismo (BIT) dal padiglione del Friuli Venezia Giulia. In altri termini, Bauwens è passato nel giro di 24 ore da un incontro con una parte del Movimento milanese ad un evento di marketing territoriale che, seppur innovativo, rientra assolutamente nelle regole del “sistema”. Cosa ancora più interessante, Bauwens ha parlato di molti degli stessi argomenti in entrambe le occasioni: di come, cioè, in molti luoghi del mondo stiano emergendo reti di produzione auto-organizzate “tra pari” che producono beni materiali o immateriali secondo logiche diverse da quelle del capitalismo classico.   Oggi è un dato di fatto che l’enciclopedia per definizione non è più la Britannica ma Wikipedia, prodotta collaborativamente e...

Cecenia reloaded

Non fosse per quei ritratti giganti affissi ovunque – Padre, Figlio e Spirito Santo, come li chiamano qui – accompagnati da slogan di propaganda come Red Bull visuali per il popolo distratto, oggi Grozny, a 12 anni dall’ultima guerra tra Russia e Cecenia, sembrerebbe quasi una città normale. Anzi, migliore di tanti buchi della provincia federale. La “città più felice di Russia”, secondo un sondaggio recente che lascia molti non detti.     Grattacieli, centri commerciali, caffè, pizzerie e sushi bar, strade asfaltate, parchi di rose e panchine, auto moderne e pick-up di lusso che si fermano ai semafori, fitness club. Ordine e pulizia. Ogni tanto, qualche posto di blocco: forzuti in mimetica e kalashnikov piazzati sulle arterie strategiche, come il Corso Putin, rimpolpati in occasioni ufficiali. Come alla parata di star per la Festa della Città, il 5 ottobre, quando ho visto il centro blindato, i cittadini comuni esclusi dalla festa. C’era anche Ornella Muti, ha fatto scandalo il suo ballo col dittatore, e poi fuochi d’artificio che pareva Las Vegas. Ma di solito i buzzurri armati, per...

Traslochi della mente

Parlando del corpo in viaggio, qualche tempo fa Elisa Fontana, artista, mi offriva una suggestiva interpretazione: “viaggiare è come sottrarsi da un fluido nativo per immergersi in un altra sostanza di diversa composizione”. Sottoscrivo e rilancio. Il fluido di provenienza è la sostanza sociale e culturale che ci significa durante la crescita e il nostro edificarci come creature interdipendenti, adulte, fatte di relazioni, prassi, convinzioni, codici di mobilità, eccetera. Un primo incubatore di multiple identità. Nel viaggio, una volta emersi dal “contesto amniotico” che ci sostiene in un senso e ci confina dall’altro, veniamo catapultati all’interno di un’amalgama nella quale, bracciata dopo bracciata, rintracciamo riconoscibili o nuovi punti di riferimento per non sprofondare, rimanere a galla o perfino “surfare” l’onda di un nuovo ritmo di vita. In nuovi paradigmi quotidiani. Tracce per approfondire, potenziare o tacere parti di sé. Si potrebbe azzardare una fabbrica interiore del riciclo e del rinnovamento. Il Mufti (guida civica della comunità islamica)che ho incontrato...

Nuovo Egitto: piacere di incontrarti!

Sono stati resi pubblici i risultati del primo round delle prime elezioni parlamentari postrivoluzionarie in Egitto. L’esperienza di questa prima fase merita un attento esame, soprattutto per l’elevatissimo tasso di partecipazione. Statistiche nazionali vogliono che sia stato un buon 62% del totale degli aventi diritto al voto a dirigersi verso le urne gli scorsi 28 e 29 novembre. In effetti non era mai successo – a detta del presidente del comitato competente – che l’affluenza alle urne fosse stata così alta.   Un fenomeno decisamente positivo, considerando che a votare sono stati tutti i ceti sociali dei governatorati coinvolti. Il merito si deve non solo alla preannunciata multa di buoni 500 pound egiziani (pari a circa 60 euro) che in questi tempi di stressante crisi economica non sono certo pochi, ma anche alla nuova consapevolezza, umana in generale e politica in particolare, che anche una singola persona può fare una grande differenza. Ce lo insegnano i 18 giorni di piazza Tahrir. L’andamento del processo elettorale è stato abbastanza regolare, salvo varie quanto scontate eccezioni, che costituiscono la...

Il raid come iniziazione e contenimento

Il carbonaro Giuseppe Mazzini, intuendo ormai con chiarezza i limiti delle vecchie sette, stende nel 1831 la prima versione della Istruzione generale per gli affratellati nella Giovane Italia in cui si vanno organizzando una struttura centrale e delle congregazioni provinciali. Tenendo fede al proprio nome vengono ammessi nella associazione solo membri con meno di quarant’anni e la si definisce, secondo la nota filosofia mazziniana ma pure mostrando ancora la centralità della giovinezza, “non setta, o partito ma credenza e apostolato”. L’educazione e l’adesione giovanili sono le premesse per creare un corpo omogeneo di affiliati necessario per un’ulteriore diffusione delle idee e, giunti al dunque, per l’insurrezione a cui doveva fare seguito una guerra per bande che conducesse fino alla definitiva rivoluzione nazionale. Mazzini risale agli esempi dei Paesi Bassi contro Filippo II, degli Americani contro l’Inghilterra, dei Greci contro l’Impero Ottomano fino a Spagna, Germania, Russia contro Napoleone. In particolare si sofferma sul 2 maggio 1808 quando, a seguito di alcune fucilazioni francesi a Madrid, l’...

Settembre 2001: chiusura (o apertura) del cerchio

Il raid successivo alla seconda guerra mondiale – sia aereo, sporadico (certe azioni di Israele per esempio) o sistematico (la prima guerra del Golfo, il Kosovo), sia terrestre svolto da truppe d’élite in singole missioni o in apertura di conflitti più ampi (Enduring Freedom in Afghanistan), che da guerriglieri rivoluzionari vincenti (a Cuba), perdenti (in Europa) o difensivi (in Vietnam) – ripete modalità e protagonisti, ripropone contraddizioni già esaminate nei capitoli precedenti. Oggi la riflessione si appunta, per forza di cose, sulla novità sconvolgente apportata dal suicidio, che richiede la scelta se accoglierla quale modifica profonda del raid fin qui analizzato o se viceversa considerarla un tratto che la esclude automaticamente da esso.   Alle 7.59 dell’11 settembre 2001 un Boeing 767-223E con a bordo 81 passeggeri, 9 assistenti e 2 piloti lascia Boston in direzione Los Angeles. L’ultima comunicazione del Volo 11 risale alle 8.13, in seguito non risponde alle indicazioni del controllo di terra. Anche il transponder, che permette la localizzazione da terra attraverso altitudine e posizione,...

Orantes

Quelle che presento qui sono alcune pagine del mio libro Orantes che sarà pubblicato nel settembre di quest’anno da Quodlibet. Il libro è pensato come un catalogo di individui ritratti durante il momento della preghiera delle tre religioni monoteiste: cattolicesimo, islamismo e ebraismo. Il racconto si basa volutamente sulle emozioni dei preganti, e la traduzione in immagini avviene con primi piani che lasciano sullo sfondo l’ambiente delle varie religioni. Non mi interessa il background, ideologicamente e fisicamente, perché Orantes non vuole essere un libro con intenzioni politiche, ma una ricerca sui tratti fisiognomici, sulle gestualità che tornano in luoghi e situazioni diverse. Le fotografie non sono scelte per la loro qualità estetica, ma per creare una narrazione, anche attraverso un impaginazione che ‘spezza’ le foto e le pone su pagine consecutive, così da imporre al lettore una lettura sequenziale e non focalizzata sulla singola immagine. Solo nel momento del climax religioso, quando lo sfondo prende il sopravvento sul singolo ritratto, l’immagine si unisce in una doppia pagina diventando un...