Categorie

Elenco articoli con tag:

padre

(30 risultati)

Louise Bourgeois. La distruzione del padre

La conversazione che presentiamo tra la scultrice francese Louise Bourgeois e Maria Nadotti, giornalista, traduttrice e saggista, è tratta dal volume Prove d’Ascolto, appena pubblicato da Edizioni dell’asino, in cui sono raccolti quindici dialoghi tra la giornalista italiana e artisti, scrittori, uomini e donne di teatro e cinema, realizzati a New York tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Louise Bourgeois è scomparsa a New York nel 2010, a seguito di un attacco cardiaco. Un’ampia retrospettiva organizzata dalla Tate Modern di Londra in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e la fondazione Guggenheim di New York, è stata ospitata nei tre prestigiosi musei tra il 2007 e il 2008.       Louise Bourgeois. La Distruzione del padre.   In una bella intervista rilasciata qualche tempo fa a Christiane Meyer-Thoss, Louise Bourgeois, scultrice, nata a Parigi nel 1911, ma residente a New York dal 1938, invitata a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia di quest’anno, ha dichiarato: “La storia della mia carriera è stata questa. Per molti anni,...

Natività

Mancavano pochi giorni al Natale. Ero in quarta elementare. Fuori era buio e pioveva. Ingannavo l’attesa contando le goccioline che scivolavano sul vetro appannato della finestra, come le finestrine del Calendario dell’Avvento. Sognavo l’arrivo dei regali e non mi sembrava esistesse altro. Il bambino, che stava seduto nel banco di fronte al mio, alzò gli occhi dal suo quaderno, mi guardò perplesso e disse ad alta voce: “Francesco è tutto blu!”. Ci fu una grande confusione e in pochi minuti mi ritrovai in infermeria.   Mentre stavo sdraiato sul lettino, tutto nudo, come su un tavolo anatomico, l’infermiera riuscì a rintracciare mia madre nella scuola dove insegnava e la fece venire d’urgenza. Mi consegnarono a lei con un misto di paura e ribrezzo. Sul taxi, che sfrecciava per le strade addobbate con le luminarie, tremavo tutto e sbavavo, mentre cantavo come un disco rotto la canzoncina del Natale. Il conducente disse a mia madre: “Signora, non son fatti miei, ma fossi in voi lo porterei diritto all’ospedale”. La parola ospedale non era mai piaciuta alla mamma e gli rispose seccata...

L’avventura formativa dei Mille

Quando mi ricordo quella sera e quell’ora, sento gonfiarmisi il cuore, e piango sulla perduta gioventù, e piango sulla tomba dell’uomo che i sogni più belli della gioventù mia se li ha portati con sé! (G. Bandi )  In venticinque giorni dalla partenza da Genova [i Mille] avevano vissuto quanto si può vivere in parecchi anni, e veduto e sentito quanto in un lungo viaggio, per terre di civiltà antiche e venerande. (A. Secchi) La camicia rossa ci si è stretta alle carni. Moriremo con essa, cercando con l’ultimo sguardo, le luminose visioni d’un passato che sarà spento con noi. (Barrili)   Sappiamo ora che tutti i testi di maggior qualità della letteratura garibaldina italiana furono scritti spesso molti anni dopo i fatti vissuti. Si è cominciato perciò con il riportare tre citazioni di autori diversi che fanno il punto o rievocano con pochi tratti la propria esperienza garibaldina restituendo un ventaglio di differenti emozioni - la nostalgia struggente, la consapevolezza d’una avvenuta iniziazione e l’indelebile persistenza d’un ricordo fattosi...

Gibellina / Paesi e città

Sono di Gibellina, paese della valle del Belìce distrutto dal terremoto del 1968. Mio padre non c’era al momento del sisma, studiava all’Industriale di Mazara del Vallo, faceva con i suoi compagni di scuola le prime prove di ‘68, anche se un ‘68 casalingo, ingenuo e casinista. Mia madre era in casa con i suoi genitori, i miei nonni; hanno lasciato tutto, di corsa, e sono finiti in una scuola, senza più niente. Il giorno dopo gli hanno portato dei vestiti e del cibo. Era gennaio e c’era la neve, a mia madre è venuta la febbre, mio nonno l’ha portata dal medico. Cinquemila lire, ha chiesto il medico, senza curarsi del fatto che non li avevano quei soldi, erano terremotati. All’epoca i miei genitori erano fidanzati di nascosto, e di nascosto ho letto le lettere che si mandavano; lettere indirizzate a qualcun altro, per non farsi scoprire, dandosi appuntamento nei parchi, agli angoli delle strade. Vedersi dieci minuti ogni quindici giorni. Si sono sposati sei anni dopo; mia madre aveva un vestito da sposa in tessuto sintetico, quando le ho chiesto di farmelo vedere si è vergognata, non ha voluto, dice che vuole...

Karl Ove Knausgård. La mia lotta

  Raccontare se stessi e la propria famiglia, il rapporto con il proprio padre, poi con i propri figli e con la propria moglie. La mia lotta di Karl Ove Knausgård parla semplicemente di questo e lo fa in sei volumi pubblicati con successo in patria e che lo hanno portato ai vertici della letteratura norvegese contemporanea. Da poco uscito, il secondo volume, La mia lotta 2 (traduzione di Lisa Raspanti, Ponte alle Grazie, Milano 2011, 585 pagine) racconta del diventare padre, del cambiamento di una coppia che diventa famiglia e della vita quotidiana di uno scrittore, Karl Ove Knausgård, con tre figli, due femmine e un maschio: i bisogni dei bambini e le esigenze dello scrittore. La lotta è tutta nell’equilibrio fragilissimo di un uomo in combattimento perenne con la propria stessa sensibilità attraverso cui è in grado di trasformare in letteratura anche gli istanti più impalpabili della propria esistenza, ma che spesso tramutano in senso di colpa uno sguardo affilato sulle cose.   Accomunato a Proust per la sottile analisi degli eventi esistenziali oltre che per l’imponenza dell’opera che supera le tremila...

Ester Armanino. Storia naturale di una famiglia

La narrativa italiana conosce un momento particolare. Sarà per via dell’aumento vertiginoso delle pubblicazioni – romanzi e racconti –, sarà forse per l’arrivo di una nuova generazione di scrittori, nata a metà degli anni Settanta, e anche dopo, ma non passa settimana che non escano libri nuovi, e anche interessanti. Non tutti ovviamente, anche perché l’attuale ritmo editoriale, imposto dalle leggi del marketing, sollecita anche gli scrittori già affermati – quelli della generazione degli anni Sessanta – a pubblicare un libro ogni anno, o quasi, non sempre con risultati soddisfacenti.   In questa massa di opere come orientarsi? Quali libri leggere? Quali no? Chi consiglia a chi? Tutti interrogativi cui vale la pena di rispondere. Come? Provando ad affidare il compito di leggere e recensire i libri ad una nuova generazioni di lettori, e soprattutto di lettrici – sono le donne a leggere più libri di narrativa, o più libri in generale, rispetto agli uomini. Ecco allora che inizia con questo primo articolo una “rubrica” di recensioni scritte da persone che debuttano...