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privacy

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Intervista a Nicolas Negroponte / Per una nuova ecologia delle idee

Produrre un’intera auto con una stampante 3D. Coltivare oggetti come fossero piante, piantandone i semi e aspettando che crescano. Imparare una lingua straniera semplicemente inghiottendo una pillola, capace di produrre apprendimento direttamente a livello neuronale. Sono solo alcune delle “previsioni di futuro” – invero piuttosto ardite – che Nicolas Negroponte, leggendario fondatore del MIT Media Lab e pioniere degli studi di interazione uomo-computer, ha lanciato al suo pubblico negli ultimi anni. E per quanto lui stesso rifiuti con studiata discrezione il ruolo di aruspice dell’era digitale, è difficile non credergli, quando si ripercorrono i progetti e le visioni che il suo team ha prodotto dagli anni 70 a oggi. Era ancora un giovane ricercatore del MIT, ad esempio, quando iniziò a sperimentare interfacce video sensibili al tocco e sistemi di riconoscimento vocale. I monitor erano ancora enormi scatole grigie e gli schermi pozzi neri lampeggianti di pixel fluorescenti, ma il futuro era già alla porta. «Era l’inizio di quella che avrei chiamato informatica sensoriale e tutti pensarono che fosse ridicolo» ha raccontato sul palco del TED qualche tempo fa. «Vennero pubblicati...

Il suo libro più recente / Elena Stancanelli. La femmina nuda

La femmina nuda di Elena Stancanelli è la confessione di un anno di follia, un altro studio ravvicinato di quel particolare tipo di dolore femminile causato dall'abbandono, tradizionalmente più pazzo, più affilato, devastante e autolesionista del corrispettivo maschile.   Anna, dopo cinque anni di convivenza, scopre l'infedeltà recidiva del suo uomo. Lui se ne va di casa, ma a intermittenza e lei non lo lascia andare via definitivamente, ci rimane attaccata, a lui e alle sue appendici digitali, alla sua pagina facebook, all'assurdità della vita di quell'uomo che continua senza di lei, nonostante lei.   La protagonista descrive gli avvitamenti del suo tormento in una lettera a Valentina, saggia amica e punto fermo nella tempesta della sua follia: è lei la seconda persona singolare che fa di quel liberatorio flusso di coscienza una professione di colpa e a lei Anna racconta di come ha iniziato a leggere la posta elettronica dell'ex, a seguirne gli spostamenti con la geolocalizzazione sullo smartphone, a spiare i suoi messaggi su facebook, a scardinare gradualmente la sua privacy fino a sconfinare in quella della sua nuova amante, fino a perdere la testa.    ...

I segreti del mondo globale / Lo spionaggio e la rete

A completamento di quanto illustrato da Joy Marino e Paolo Giaccaria circa l’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra vita, in questo contributo ci occuperemo della rete, in particolare del suo lato occulto. La diffusione di Internet e la digitalizzazione di molte attività che regolano distribuzione e fornitura di informazioni, beni e servizi è una caratteristica peculiare delle società contemporanee (Kshetri 2010). La progressiva informatizzazione da un lato è uno strumento che agevola la nostra quotidianità, dall’altro comporta il problema della gestione delle reti e della custodia delle banche dati. Data la crescente rilevanza di queste tecnologie, la questione della sicurezza dell’intero complesso costituisce un problema specifico. Essa riguarda infatti una materia assai delicata come i dati personali, anche sensibili, della popolazione; c’è quindi il rischio che quei dati possano essere utilizzati in maniera impropria (Rodotà 2014). La tutela della sfera privata che noi oggi chiamiamo privacy era già ben chiara a Georg Simmel come problema legato alla modalità e alla qualità delle relazioni sociali di un soggetto. Nel suo saggio su Il Segreto e la società segreta,...

La spia nel corpo di qualcun altro

Lo stile di spionaggio della CIA è ormai un’attività umana totalizzante. Comunque vogliate chiamarla – misurazione dell’audience, indagini di mercato e così via – tutti gli uomini sono arruolati come cacciatori in questa forma di spionaggio. (MARSHALL MCLUHAN, 1971)   Con l’uscita del primo romanzo di Fleming, Casino Royale (1953), seguito a distanza di qualche anno anche dalla sua prima riduzione cinematografica, la nuova immagine della spia è molto più definita, riconoscibile e dispone di una forte identità visiva rispetto al passato. È altamente connotata socialmente e culturalmente: incarna infatti la quintessenza dell’astuzia, del talento e dello stile britannico, esibito da un supereroe di origine scozzese, ma che ha sposato in pieno l’allora nascente modernità londinese. In tal senso Bond è quasi un’icona confezionata ad hoc per promuovere un certo tratto culturale a livello internazionale. Egli è l’esaltazione dell’eroe borghese che difende l’Occidente dai suoi nemici, è paladino delle virtù liberali nonché di uno stile di vita mondano e godereccio. La capacità disvelante di ciò che è nascosto, remoto, occultato, non riguarda soltanto la cospirazione globale di...

Oggi le sneakers le faccio io

Anche sui più noti red carpet la standardizzazione della moda può manifestarsi nella sua ineluttabilità: quante volte due celebrity hanno indossato un vestito simile, se non proprio lo stesso, dando adito a gossip e a titoloni altisonanti inerenti a incidenti diplomatici e fughe da eventi mondani. Anche nella più bieca quotidianità spesso capita di irritarsi non poco se a una festa, in ufficio, o in altri ameni contesti, si incontra qualcuno con lo stesso capo. O ancora si evita di comprare una data borsa perché «è cheap, la indossano tutti». Come ovviare a tale imbarazzo? Come distinguersi in un mondo in cui tutte si sentono fashion blogger grazie alla continua condivisione di foto di outfit debitamente “hashtaggate”? Alcuni brand offrono una soluzione a portata di clic, ovvero la personalizzazione, accessibile a tutti gratuitamente o con pochi euro di differenza dal costo di base.   Si tratta di progettare il prodotto sulla base dei propri gusti attraverso una piattaforma ad hoc o alcuni strumenti dedicati. Il fine ultimo è la tanto agognata fidelizzazione, o in termini più aulici, il...

Selfie, voyeur e desiderio di esistenza

31 agosto 2014. Con un'operazione di hacking fuori dall'ordinario, numerosi account internet privati vengono violati e i dati sensibili in essi conservati vengono pubblicati online. Si tratta di spazi virtuali appartenenti a celebrità del mondo dello spettacolo e, nello specifico, quelli che vengono diffusi sono i contenuti degli archivi fotografici. In un battito di ciglia, per chiunque abbia una connessione, diventano visibili numerosissime fotografie; per la maggior parte si tratta di autoscatti. Selfies. Autoscatti in cui i soggetti – per la maggior parte femminili – si ritraevano interamente o parzialmente spogliati. Nudes.   Come spesso accade negli ambienti popolari le cui regole di branco permettono di ignorare quelle del politically correct (moltissimi siti internet ne sono un esempio, come lo sanno essere le grandi compagnie giovanili o i gruppi del tifo sportivo organizzato), alcuni utenti, di fronte alle foto appena scoperte, sfoderano in un lampo un’ironia sferzante che si sintetizza in un’espressione cruda quanto efficace, al punto da farsi eleggere all’istante come nome identificativo del fenomeno: The Fappening,...

Non farti domande, sii felice e condividi!

Prendi in mano un libro su Facebook e ti aspetti un po’ di netiquette e qualche rivelazione scandalosa sul suo fondatore. Invece ti ritrovi proiettato lungo l’intuizione che soggiace a tutto il libro, in un mondo dove non c’è più spazio per desideri e immaginazione. Dove il potere è appannaggio di società private che gestiscono sofisticati algoritmi. Inevitabilmente ti viene da osservare nuovamente il libro tra le mani, rileggi il titolo, ne sfogli ancora le pagine alla ricerca di qualche indizio che hai tralasciato. Invece no, è proprio così. E non se ne va quella sensazione di avere a che fare con un romanzo cyberpunk degli anni ‘90 dalle atmosfere dark, in cui le corporation sono molto, molto più satanicamente malvagie di quello che sembrano, i buoni a un secondo sguardo si rivelano cattivi e non c’è nessuna via d’uscita (a dispetto del sottotitolo). Impossibile salvarsi. A meno che non accada qualcosa di quasi impensabile e inaspettato: qualcosa di invocato in momenti di limpida paranoia e feroce utopia, un cambio di paradigma sociale, il diffondersi capillare di pratiche comunitarie,...

Fichés

Ha fatto in tempo Ando Gilardi a visitare Fichés. Photographie et identification du Second Empire aux années soixante, la mostra agli Archives Nationales di Parigi chiusa a fine gennaio di quest’anno? E in caso positivo, cosa ne ha pensato, lui che in Wanted! (Bruno Mondadori 2003) ha ripercorso la storia della fotografia segnaletica, mostrando come questa corra parallela alla storia della fotografia tout court e giunga ininterrotta fino ai giorni nostri? La visita di Fichés mi ha lasciato con tante domande aperte, di più, mi ha scosso e persino emozionato. Quel giorno di gennaio mi è mancato un compagno di visita come Gilardi, un privilegio che avrebbe dato un’altra coloritura alle impressioni che seguono.   Entro agli Archives Nationales con le idee molto chiare su cosa aspettarmi dall’esposizione Fichés: come recita il sottotitolo, tratta di Photographie et identification du Second Empire aux années soixante. Fichés, ovvero schedati, ripercorre la creazione, la diffusione e la definitiva affermazione della fotografia segnaletica, giudiziaria e criminale. In questo modo mostra la saldatura...

Condivisione senza attrito

La cronaca della politica estera dell’ultimo anno è stata dominata dalla contesa per la libertà e il controllo delle informazioni sulle reti digitali. In questo ambito ha assunto un ruolo centrale la definizione dei limiti del concetto di “privacy”. Un osservatore attento delle implicazioni dei più recenti orientamenti legislativi è Evgeny Morozov, analista politico e giornalista di origine bielorussa nonché autore di Net Delusion (L’ingenuità della rete). Morozov rileva che spesso i pericoli maggiori per la privacy in Rete non vengono dalle incerte e spesso contraddittorie politiche estere dei governi occidentali ma proprio da alcune aziende del Web 2.0. Un esempio emblematico in tal senso è quello offerto dal cosiddetto “frictionless sharing”, un progetto promosso da Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook) nell’autunno 2011 in virtù del quale non sarà più necessario condividere gusti e preferenze: Facebook, infatti, li registrerà automaticamente rendendoli così disponibili ai contatti (agli “amici”) di ciascun utente. Tale sprone al...

Piccola nota su privacy e social network (e libertà)

Si parla sempre più spesso di privacy e social network. È indispensabile, se vogliamo parlarne anche tra noi, mettere in chiaro subito una cosa: la questione, così com’è, è mal posta. Infatti, cos’è la privacy? Da una parte abbiamo il giocare con un’identità più o meno fittizia, il piacere di contattare facilmente amici e conoscenti e quello narcisistico di mettere i fatti propri in piazza. Dall’altra, si impongono le questioni della profilazione e della tracciabilità, che vanno ben oltre i social network, includendo i motori di ricerca, i telefonini, le carte di credito e molti altri aspetti della vita di oggi. Ovviamente è il secondo ramo a sollevare maggiori problemi e a chiamare in campo altri due elementi, quello della comunicazione e quello della libertà. E quindi: privacy e libertà, social network e comunicazione. Quattro elementi che si implicano vicendevolmente.   In origine, “privacy” ha il senso preciso di “privazione della vita pubblica”. Una cosa da schiavi, che i senatori romani non avrebbero mai accettato. Tuttavia, oggi questa...

23andMe. Google e il mercato della genetica

  Centomila. Sono arrivati a centomila i clienti di 23andMe, l’azienda di genomica personalizzata di Google che da qualche anno si è messa sul mercato della genetica fai-da-te. Se sei preoccupato perché Facebook e Google sanno tutto di te, vuol dire che non sei uno di quei centomila che hanno dato a un’azienda privata tutti i loro dati genetici e medici. I servizi di 23andMe sono tutti online, ti spediscono a casa il tampone, glielo rimandi dopo averlo insalivato per bene e loro ti sequenziano il genoma. O meglio, una serie di diverse centinaia di Snp, piccole mutazioni correlate con malattie ereditarie. Vuoi sapere quanto rischi di ammalarti di diabete? 23andMe te lo dice. Vuoi sapere se hai un antenato irlandese? Ecco la risposta, scritta nei tuoi geni.   Bene, nel corso degli anni 23andMe ha ricevuto lodi perché costa poco (si parte da 99 dollari) e rappresenta un’innovazione nella medicina personalizzata (che ci salverà tutti?). Ci sono state un sacco di critiche sulla privacy, come potete immaginare, e  anche sul fatto che questi test sono fatti senza controllo medico e senza che sia dimostrato che una...

Gli USA nel WC

Una cosa che unisce gli Stati Uniti è la fabbricazione dei bagni pubblici: ogni WC è racchiuso da quattro pareti, alte poco più di una persona in piedi e sospese a circa trenta centimetri da terra. Queste esagerate misure di sicurezza, che rendono fuorilegge i sigillati bagni europei, non tengono conto tuttavia della privacy, bene assai prezioso in tali occasioni, come mi rendo conto in un museo dopo uno sfortunato pranzo Tex-Mex.   Pulita meticolosamente la tavoletta, creato uno strato di carta igienica a lasagna, assumo una posizione innaturale quanto efficace allo scopo. Ma durante i preparativi qualcuno entra nella cabina adiacente. Con tutto questo spazio da terra, parte dei suoi pantaloni sconfina nella mia proprietà. Poiché ha il cellulare legato alla cintura, se dovesse squillare farei prima a rispondere io e a passargli la chiamata. Le piastrelle bianche del pavimento tirato a lucido hanno una fastidiosa qualità riflettente che mi restituisce l’immagine distorta del mio vicino immobile e della sua cravatta penzolante. Ricoprire di carta igienica l’interno del WC sarebbe inutile, perché i capienti...