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La montagna e l'alpinismo in dieci voci / Alfabeto verticale

"Il rischio è uno degli aspetti dell'alpinismo più difficili da spiegare a chi non lo pratichi." In queste parole, Franco Brevini, professore universitario di Letteratura italiana con la "passion predominante" della montagna, sintetizza la scommessa del suo Alfabeto verticale. La montagna e l'alpinismo in dieci parole (Il Mulino, Bologna, 2015, 16 €): avvicinare alla montagna chi ne è lontano. La letteratura alpinistica non aiuta il lettore non alpinista. Prodotti da chi ha compiuto imprese leggendarie, magari sopravvivendo a un tragedione omerico, questi libri raccontano di solito avventure davvero memorabili, ma insistono sul dato tecnico e presuppongono l'esperienza alpinistica del lettore, che diviene troppo spesso l'unica chiave per la condivisione delle emozioni. Il modello è, appunto, la tragedia classica o l'epica, di cui si conosce o si capisce subito il finale: eroi e destini maledetti che tengono in sospeso il lettore nella vana speranza, ben descritta da Eco, di un inceppamento del meccanismo che porta inevitabilmente al disastro. È un modello che può conquistare il lettore, se instilla il fascino dell'avventura o fa scattare l'emulazione; ma lascia agli altri tutte...

Quante vite ha un freelance

“Fare il giro delle sette chiese” è un modo di dire che ormai non indica più il pellegrinaggio nei principali luoghi di culto di Roma, una tradizione legata a San Filippo Neri. Come spiegato in modo succinto e chiarissimo anche da Wikipedia: “l’espressione ha assunto nel linguaggio comune una valenza negativa: essa può significare perdere tempo girando senza scopo oppure cercare affannosamente qualcuno che dia ascolto”. Verrebbe da pensare che questa parafrasi di un detto popolare tutto sommato racchiuda in sé il succo dell’esistenza meglio di qualsiasi insegnamento di Pangloss; in realtà descrive quasi perfettamente la dimensione del lavoratore freelance, per lo meno in Italia. L’attività di lavoro indipendente è per certi versi una fatica doppia rispetto a chi ha il posto fisso (una specie che ormai rischia l’estinzione più del quokka, il simpatico mini marsupiale australiano).   Il freelancer – spesso associato confusamente con la figura del “consulente”, quasi fosse il titolo di un romanzo di Grisham – deve costantemente “stare sul pezzo...

Nuove Pratiche fest: un punto di partenza

Le pratiche dell'innovazione culturale sono da agire, sperimentare, verificare e indagare. Il confronto è quindi essenziale, un dialogo aperto con chi viene da esperienze affini o diverse è sempre il modo più efficace di meditare e mettere alla prova intuizioni, obiettivi, tattiche e strategie. La stessa definizione di “innovazione culturale” è tutto fuorché non-problematica. Nel giugno 2012, quando cominciavamo a dare forma a cheFare, parlavamo più che altro di “pratiche culturali di innovazione sociale” o di “innovazione sociale in ambito culturale” perché ci sembrava evidente che il settore culturale avesse bisogno di ripensarsi e reinventarsi per continuare a produrre qualità. Oggi la formula innovazione culturale riassume bene tutti i nodi intorno ai quali continuare a ragionare se si ha cuore la cultura quale veicolo di trasformazione sociale. È stato quindi un segnale molto positivo che tra settembre e ottobre ci siano state tante e numerose occasioni di incontro e dialogo ArtLab, Fatti di Cultura, Nuove Pratiche, Cultura Impresa. Tra questi, l'appuntamento palermitano...

Socialità e democrazia a rischio per l’Internet del futuro?

I continui sviluppi di Internet appaiono sempre più legati a pratiche di attivismo sociale tradizionale e ben radicate sul territorio, come rivelano le rivolte della Primavera Araba e i movimenti legati a Occupy Wall Street o agli indignados. In tal senso si può dire che i social media rappresentano forse la tecnologia più rivoluzionaria espressa finora dalla Rete, seguiti dalle connessioni mobili a banda larga. E nel futuro prossimo saranno ancora le tecnologie mobili a primeggiare, seguite dall’emergere del cloud computing.   Questi i primi dati che saltano agli occhi nel sondaggio recentemente pubblicato da Foreign Policy. Il bimestrale USA ha interpellato una quarantina di esperti mondiali per provare a delineare il domani della Rete, tra cui Cory Doctorow (autore di fantascienza e attivista pro diritti digitali), Rebecca McKinnon (ex giornalista della CNN e fellow presso la New America Foundation), Ethan Zuckermann (neo direttore del Center for Civic Media del MIT), David Weinberger (fellow ad Harvard e noto autore). Quello che emerge dalla ricerca di Foreign Policy è che, superati i vent’anni di vita a livello diffuso e...

L'attore Civile, l'amore, la contraddizione e la libertà

Nei teatri bolognesi, da qualche mese, capita di assistere a monologhi di giovani attori e attrici che precedono gli spettacoli. Il pubblico si reca in alcuni luoghi “ufficiali” del circuito cittadino, dalla stanca Arena del Sole al Teatro delle Celebrazioni, una sala privata con un cartellone prevalentemente commerciale. Prima che lo spettacolo in programma abbia inizio ci sono le presentazioni di Civile, progetto di Fiorenza Menni (Teatrino Clandestino) e della studiosa e organizzatrice Elena Di Gioia. Sono dei ritratti, dei racconti autobiografici scritti e provati durante settimane di lavoro precedenti. Gli attori e le attrici parlano della loro vita, della scelta di individuare nell'arte il proprio posto nella società. Qualche settimana fa, a Roma, questi ritratti “civili” hanno convissuto tutti nello stesso spazio, l’Angelo Mai Altrove, che da un anno e mezzo ha riaperto in zona Circo Massimo ed è divenuto uno snodo cruciale del teatro che vive.     In Italia, oggi, c'è un teatro che vive e uno che sopravvive, eppure è il secondo a garantirsi la quasi totalità di date, produzioni,...