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(16 risultati)

Il problema dei tre corpi / Liu Cixin e la fantascienza cinese

La fantascienza cinese è una delle nuove realtà del momento, letterarie ed editoriali. Autori cinesi vincono prestigiosi premi americani come l’Hugo, vendono nel mondo migliaia di copie, si affermano con traduzioni dirette dai testi originari. In Italia, dopo timide apparizioni (ad esempio Onda misteriosa, Urania 1311 del 2006 e Shi Kong, Urania 1564 del 2010), escono raccolte quali Nebula nel 2017 (Iannuzzi, “FantAsia. Fantascienza sino giapponese in Italia”, doppiozero) ed ora “Sinosfera” nel 2018, entrambe per i tipi di Fiction Future di Roma. La sensazione è che questa dimensione abbia acquistato una sua autonomia allorché si è liberata dai lacci politici che l’avevano imbrigliata. A partire dagli anni Novanta ha acquisito un suo spazio che ne ha favorito lo sviluppo, presentandosi come un riflesso del mondo e una riflessione sul mondo. Ovviamente sempre e soltanto il “suo” mondo, cioè la Cina (N. Pesaro, “Il futuro è dietro di noi”, sito Sinosfere.com, 2018). Pur nella varietà di stili e contenuti, il fuoco di interesse è la rappresentazione dei sogni e degli incubi generati dalla turbinosa modernizzazione degli ultimi decenni e dalla prodigiosa crescita economica. Questa...

Scenari / Libri, lettori, editori e librai alla stretta del Coronavirus

Per l'editoria italiana la crisi è esplosa prima del lockdown: “Nell'ultima settimana, quella dell'esplosione dell'emergenza, si registra un –23% sul mercato nazionale dei libri e addirittura un –55% su quello milanese” (Raffaella De Santis, E l'editoria italiana teme il contagio, in “la Repubblica”, 6 marzo 2020).  Questo calo è stato poi accelerato dalla chiusura delle librerie in tutto il paese, decretata il 9 marzo. Un'ulteriore difficoltà l'hanno segnalata alcuni “lettori forti” come Michela Marzano, che il 14 marzo ha twittato: “Scusate, ma capita solo a me (che leggo sempre, da sempre, tantissimo, sin da bambina i libri sono stati la mia ancora di salvezza) di non riuscire a leggere in questi giorni?” Una disaffezione dovuta anche alla bulimia di informazioni sull'attualità, all'ansia del presente che ci ha travolto nella fase più acuta della crisi. Diventa arduo trovare la distanza necessaria per farsi risucchiare dall'altrove del libro.  Dopo il lockdown, le aziende editoriali avrebbero potuto passare abbastanza facilmente al lavoro da casa e puntare sulle vendite online e sugli ebook. Ma le librerie restano il canale di vendita principale. Nei primi quattro...

Censura / Hong Kong e letteratura

Il primo autore cinese portato in Italia da Metropoli d’Asia fu Zhu Wen. Di lui negli ambienti letterari cinesi resta oggi una traccia flebile perché Zhu Wen, un paio di decenni fa, smise di scrivere: si era stufato. Si era stufato di consegnare racconti alle riviste o alle case editrici e vederli poi pubblicati monchi, pagine su pagine espunte dal testo, righe intere letteralmente riscritte: da un editor, da un burocrate censore, da un poliziotto? Non era dato saperlo. Zhu Wen mi mise in contatto con il gruppo dei suoi vecchi amici, tutti da Nanchino, la vecchia guardia che aveva orbitato intorno alla rivista “Tamen”, fanzine non autorizzata, tirata al ciclostile, che dopo l’89 di piazza Tian an Men riuscì a continuare le pubblicazioni per tutti gli anni novanta: chiuse per esaurimento del progetto, per stanchezza. Non è per la sua storia civile che pubblicai Zhu Wen, ma solo perché mi erano piaciuti i suoi racconti nella traduzione inglese di Penguin. Riusciva, a mio parere, a offrire uno spaccato della brutalità e del nonsense dei rapporti tra le persone nella Cina di quegli anni, forse proprio per la libertà che si concedeva nella scrittura. Non fu censurato a causa di un...

Una conversazione / Antoine Volodine: post-esotismo in dieci domande

Se come profetizzava William Burroughs la parola è un virus, dobbiamo figurarci sul tavolo autoptico il corpo ormai freddo del Novecento. Dilaniato dalle infezioni trasmesse dalla storia, dalle ideologie, dalle rivoluzioni, dalle restaurazioni più o meno violente. Ventre molle di questa salma inerte, il linguaggio sopravvive alla fine della civiltà occidentale e trova nella poetica del fallimento e della catastrofe un nuovo corpus creativo, dentro al quale rigenerarsi in spore e proliferare come tanti piccoli aracnidi pronti a esplodere verso il mondo esterno. Precisamente dentro questo ventre risiede la letteratura di Antoine Volodine, tra i più inclassificabili autori contemporanei, mimetizzato in un mare di eteronimi che firmano i testi cardine della letteratura post-esotica, manifesto letterario dell’altrove e della catastrofe finale. Lontano da ogni possibilità di classificazione editoriale, il post-esotismo è un superamento della finzione letteraria, del trattato politico e delle forme poetiche brevi; invenzione di un sottosuolo nel quale il significante si riproduce e si moltiplica senza controllo generando canti di disperazione e di fuga dalle sbarre del mondo odierno....

Libreria Griot / Afro-letture per l'estate!

Uno, due tre… dieci! È stato difficile scegliere, ma anche quest'anno le libraie di GRIOT, libreria romana dedicata all'Africa e al Medio Oriente, hanno una lista di imperdibili afro-letture per l'estate! Un viaggio nello spazio e nel tempo, da nord a sud del continente, dal passato coloniale al presente, accompagnati dalle parole di scrittori e scrittrici che rendono sempre più complesso e variegato il panorama letterario africano. Buona lettura!   Hisham Matar Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (Einaudi, 2017)     Abbiamo amato questo libro da tempi "non sospetti", prima che si aggiudicasse meritatamente il premio Pulitzer 2017 nella sezione biografie. Un'etichetta – quella di biografia – che sta decisamente stretta a un'opera che è al tempo stesso romanzo e diario, cronaca giornalistica e thriller, resoconto storico e poema in prosa. Protagonisti un figlio, l'autore, e un padre, Jaballa, uomo d'affari, intellettuale e attivista libico, per decenni implacabile oppositore del regime di Gheddafi e per questo punito con l'unica pena peggiore della morte: la scomparsa. Il libro è il racconto di una ricerca durata decenni e di fatto mai conclusa, che ha...

Una risposta a Stefano Jossa / Chi sono i contemporanei di Elena Ferrante?

Nell’ambito di un incontro avvenuto la settimana scorsa al Salone internazionale del libro di Torino, Sandro Ferri editore, insieme a Sandra Ozzola, di Elena Ferrante, ha accennato, tra l’altro, a qualche dato che riguarda gli esiti editoriali prodotti in Italia dai romanzi di questa autrice: diritti ceduti ad oggi in cinquanta Paesi. Copie vendute da Elena Ferrante nel mondo, scrittrice che ha pubblicato per la prima volta nel 1992: oltre i cinque milioni. Di fronte a queste cifre è probabile che relegare l’importanza del fenomeno Ferrante al suo aspetto puramente commerciale sia un po’ riduttivo. Ma forse lecito se l’ottica da cui si guarda il caso Ferrante ha in sé la parzialità di uno sguardo estraneo ai suoi contenuti. Qualche tempo fa, a fine aprile 2016, arriva una notizia che ha dell’incredibile anche per noi lettrici di Elena Ferrante: il Time inserisce l’autrice de L’amica geniale tra i 100 personaggi più influenti dell’anno. Le categorie in cui il prestigioso giornale suddivide le personalità più influenti del 2016 sono cinque: titani, pionieri, artisti, leader e icone. Nell'elenco dei cento nomi compaiono Leonardo Di Caprio, Mark Zukerberg, Christine Lagarde, ognuno...

Due insegnanti replicano ai professori universitari / Non sanno

Non sanno niente Andrea Giardina   “Non sanno niente”. Chi frequenta le malinconiose aule scolastiche sa che l’espressione è probabilmente la più ricorrente tra gli insegnanti. Una parola d’ordine, quasi un refrain, recitato talvolta con sofferta pietà nei confronti delle misera insipienza, talaltra con acrimonia appena rattenuta verso i guasti dei tempi e, in aggiunta, con un certo sottile compiacimento per la certezza di non essere parte della volgare schiera. Ma l’accusa di ignoranza crassa ricorre soprattutto in una circostanza. Si tratta di quella dolente fase d’avvio del percorso scolastico che, complici le ineffabili imprecisioni del sistema, si protrae almeno fino a Natale.   È questo il momento in cui i Consigli di classe si compattano per esprimere gli esiti dei test d’ingresso, da cui risulta, invariabilmente, la seguente trafila: chi ha fatto ingresso nella scuola secondaria di secondo grado dà l’impressione di avere abissali lacune, chi si iscrive alla scuola secondaria di primo grado sembra non essere mai stato scolarizzato. In qualche occasione, per personale esperienza, mi è occorso di sentire maestre della scuola primaria rivolgere le medesime accuse...

Oggi Peter Sloterdijk al Festival Filosofia / Il dio visibile

Manfred Osten: Attualmente sembra incombere una catastrofe riconducibile innanzitutto all’incontro tra la cupidigia e il denaro. Pare in ciò che lo spirito sia andato smarrito e ritengo sia necessario chiedersi se siano inevitabilmente da accettare le tendenze che oggigiorno si possono osservare nell’economia dei mercati finanziari o se sia meglio rivolgersi a Karl Valentin, secondo il quale, in realtà, tutti gli uomini sono buoni mentre solo la gente è cattiva. La domanda, quindi, è se vale ancora quello che dicono i vangeli, ossia che lo spirito soffia dove vuole e non dove vuole il denaro.  Signor Sloterdijk, sul settimanale Die Zeit lei ha accennato al fatto che sarebbe possibile uscire dall’attuale crisi provocata dal denaro e dalla cupidigia se riuscissimo a togliere di mezzo il folle sistema politico-finanziario che da circa vent’anni ci è stato imposto dall’ignoranza e dalle buone intenzioni dei politici. In che modo, allora, potremmo uscire da questo «folle sistema»?   Peter Sloterdijk: Se volessimo ricostruire le motivazioni per cui i politici europei dell’epoca hanno sviluppato l’euro, le ragioni per cui hanno infilato di nascosto i greci – reputando la Grecia...

Consigli di lettura / Tra libri che profumano di Africa

In vacanza con una valigia piena di libri!   Anche quest’anno le libraie di Griot (che ha appena compiuto dieci anni di eroica attività) vogliono regalare ai lettori di questa rubrica la loro speciale lista di libri per portare in vacanza, qualunque sia la vostra destinazione, un pezzo di Africa. Prendete nota, perché ce n’è davvero per tutti i gusti!    InKoli Jean Befane Congo Inc. (66thand2nd)   Il Congo non è solo il gigante dell’Africa, un paese grande quanto mezza Europa. È anche il vero, autentico palcoscenico su cui si consuma, sin dal Congresso di Berlino e dalla conseguente spartizione dell’Africa tra le potenze coloniali europee, il dramma della “mondializzazione”. Una mondializzazione in cui crede fermamente e forse ingenuamente il protagonista di questo straordinario romanzo, Isookanga, che nasce nel mezzo della foresta tra i pigmei ma sogna di tuffarsi nel flusso della modernità e per questo emigra a Kinshasa. La gigantesca “termite regina, mostruosamente gonfiata” di cui parla Van Reybrouck cattura Isookanga con una girandola di personaggi indimenticabili, grotteschi e al tempo stesso assolutamente reali, che accompagnano il lettore in un vero e...

Da Con gli occhi aperti. 20 autori per 20 luoghi / Murtala Mohammed

È in libreria Con gli occhi aperti. 20 autori per 20 luoghi, un'antologia a cura di Andrea Cortellessa pubblicata da Exòrma. Il volume raccoglie testi di Antonella Anedda, Franco Arminio, Andrea Bajani, Emmanuela Carbé, Raffaella D'Elia, Giorgio Falco & Sabrina Ragucci, Andrea Gibellini, Helena Janeczek, Alessandro Leogrande, Valerio Magrelli, Paolo Morelli, Tommaso Ottonieri, Francesco Pecoraro, Marilena Renda, Giuseppe A. Samonà, Emanuele Trevi, Vitaliano Trevisan, Filippo Tuena, Giorgio Vasta e Sara Ventroni. Dopo un saggio introduttivo del curatore, il libro si compone di testi legati a luoghi – dal litorale laziale al Sud America – che si alternano a dialoghi con ciascun autore sul rispettivo «senso del luogo».   Nella nostra società europeo-occidentale, italiana in particolare, a dispetto di ogni apparenza sempre più ipocrita, si dà questo strano atteggiamento in virtù del quale, se da un lato si multano, con sanzioni pecuniarie e addirittura morali, come l’esposizione al pubblico ludibrio, i clienti delle prostitute, specie quando straniere, in quanto sfruttatori ignobili del corpo delle donne eccetera eccetera, dall’altro lato invece, a un Pasolini – ma è solo un...

Da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini / Scrittori italiani a Gerusalemme

«All’alba del XX secolo Mosè si ferma in Alessandria d’Egitto, come Cristo ad Eboli». Invero un po’ poco, in un’età che invece vede diffondersi e confermarsi il viaggio sia in quanto catarsi, o esperienza iniziatica, sia come percorso di conoscenza e condivisione. L’oggetto manifesto del volume al quale stiamo dedicando la nostra attenzione è dichiarato fin dalle primissime pagine, trattandosi del tema del viaggio a Gerusalemme nella cultura letteraria italiana a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi sessant’anni del secolo successivo. La data limite è il 1967, con la Guerra dei sei giorni, quando l’intero scenario regionale sarebbe mutato, da subito con gli effetti della vittoria militare d’Israele ma anche sul lungo periodo, con processi in atto i cui risultati dobbiamo ancora verificare ai giorni nostri. Non di meno, poiché l’autore è uno spigolatore di professione, uso a ripassare, con arguzia e metodo, quanto da altri parrebbe già essere stato fatto oggetto di una più che soddisfacente pulitura e mondatura, quel che dal suo fare ne deriva sono ricostruzioni di quadro dai tratti inediti.   L’acribia premia, a tale riguardo. Alberto Cavaglion con il suo...

Che ne è stato di Sophie Podolski? / La misteriosa poetessa di Bolaño

  “In effetti, leggere è molto più importante che scrivere”. Questa potrebbe essere una frase di Roberto (Bobi) Bazlen, l’illustre scrittore sconosciuto senza libri, consulente graffiante degli editori italiani Adelphi, Einaudi e Bompiani nel suo periodo glorioso. Se fosse stata scritta da Bazlen, la coerenza e il senso della frase sarebbero certamente garantiti. Accade che il suo autore sia un altro Roberto, Bolaño. In un’altra occasione, lo stesso Roberto ha affermato che “leggere è molto più divertente che scrivere”. La dichiarazione suona paradossale, data la vasta letteratura scritta e pubblicata dall’autore, ma per i suoi fedeli lettori, ha perfettamente senso.   Una poetica della lettura incarna e dà forza alla letteratura di Bolaño - è qualcosa che si percepisce fin dalla gioventù di poeta infrarrealista in Messico fino al suo romanzo postumo, 2666. Tanto ne è già stato detto. C'è una simpatia nel suo volto che conferma il tono della sua voce narrante e ci avvicina a lui, come se anche noi lettori fossimo stati amici di Bolaño, in qualche momento furtivo della gioventù. Credo che anche coloro per i quali la gioventù non è ancora diventata un passato abbiano...

Scrivere era per lei «come abitare la terra» / Natalia Ginzburg

Prende il via questa sera a Torino l'omaggio a Natalia Ginzburg, nel centenario della sua nascita, nell’auditorium del Grattacielo della sua città, in corso Inghilterra. Tre serate (4, 10, 18 maggio) in cui Toni Servillo, Anna Bonaiuto e Lella Costa leggeranno alcune delle pagine più emozionanti della scrittrice.   Ci sono – sostiene Vittorini – due specie di scrittori: «Quelli che, leggendoli, mi fanno pensare “ecco, è proprio vero”, e che cioè mi danno la conferma di “come” so che in genere sia la vita. E quelli che mi fanno pensare “perdio, non avevo mai supposto che potesse essere così”, e cioè mi rivelano un nuovo, particolare “come” sia nella vita». Senza attribuire a questa affermazione un giudizio di valore, ma assumendola a livello puramente fenomenologico, si può dire che Natalia Ginzburg appartenga alla prima categoria. Ogni sua pagina, narrativa o saggistica e perfino teatrale, ci mette di fronte a idee e intuizioni che ci sembra sempre di avere avuto (non è detto poi che sia davvero così), ci fa incontrare figure e personaggi che ci pare di conoscere già da tempo, ci fa riscoprire il possesso di salde convinzioni che non si era sicuri di avere prima della lettura...

Corvi, gabbiani, pappagalli e altri volatili impertinenti / Animali parlanti

Poco prima che l’uomo imparasse a fare tweet, ovvero a cinguettare, il filosofo David Rothenberg si è posto una domanda: Perché gli uccelli cantano? Per rispondere ha seguito due piste, corrispondenti alle sue due vocazioni. Da filosofo, ha studiato l’etologia, a partire dalla teoria di Plinio il Vecchio sulle gazze, che canterebbero per imitazione di rumori diversi, fra cui la voce umana:  «Esse amano pronunciare certe parole e non soltanto le importano, ma si divertono ed esercitando la loro diligenza e la loro riflessione fra sé, non nascondono il loro impegno. Si sa che possono anche morire vinte dalla difficoltà di una parola!».  (Naturalis Historia, X 118)   Ma poi Rothenberg è anche musicista e ha portato il suo sassofono soprano in oasi naturalistiche australiane, per imitare e “rispondere” al canto di uccelli di specie rarissime. Perché il canto degli uccelli ci sembra quasi un parlato? La modulazione è tonale, e ritmica più che fonologica; l'aspetto di parlato penso sia dato soprattutto dal fatto che l’espressione degli uccelli è dialogica.Impiegando la sua tecnica musicale Rothenberg rende sistematico e quasi scientifico un analogo esperimento del signor...

Libri e crowdfunding. Un dubbio

Così Leopardi: «Se gli scrittori conoscessero personalmente a uno a uno i lor futuri lettori, è credibile che non si prenderebbero troppa pena di proccurarsi la loro stima scrivendo accuratamente, né forse pure scriverebbero. Il considerarli coll’immaginazione confusamente e tutti insieme, è quello che, presentandoli loro sotto il collettivo e indefinito nome e idea di pubblico, rende desiderabile o valutabile la loro lode o stima ec. (10 marzo 1829)» (Zibaldone, 4471).   Ora, è anche verosimile che il crowdfunding possa segnare un’epoca nuova per l’(auto)editoria indipendente, ma con quali conseguenze sullo statuto dello scrittore e del lettore, o più in generale sulle condizioni dello scrivere e del leggere? Vorrei soffermarmi per una volta non sui benefici ma sui rischi.   Leopardi fotografa con limpida esattezza il luogo, il tempo e la relazione in cui si collocherà strutturalmente il crowdfunding del libro: prima che l’autore scriva, e in una configurazione di rapporti, basati sulla reciproca conoscenza, tale da essere determinante riguardo alla possibilità o all’...

Gli scrittori delle Antille

Inauguriamo la rubrica Babel su doppiozero con una presentazione del festival a cura del suo direttore artistico Vanni Bianconi. L’edizione 2014 di Babel si terrà a Bellinzona dall’11 al 14 settembre e ospiterà le lingue delle Antille.       Babel è un festival letterario nato per osservare e interrogare la transizione, il farsi e il divenire. Il suo punto focale è la traduzione: già solo invitando i traduttori a dialogare con gli autori tradotti si rinnova il confronto del testo italiano con l'originale, mettendo così in luce la qualità fluida, per quanto rigorosa, del lavoro di traduzione, che mette in dubbio e risolve all'infinito. Questo approccio, che indaga motivi e necessità delle soluzioni linguistiche, non è sconosciuto agli autori, che spesso accolgono il pubblico in quel laboratorio mentale in cui la scrittura prende e dà la forma, e continua a farlo, anche a anni dalla pubblicazione di un testo. Inoltre, Babel tende a invitare scrittori che, per scelta o costrizione, si muovono tra più lingue o più culture, e che quindi già in fase di...

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