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vandalismo

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Rothko e i suoi vandali

Domenica 7 ottobre, poco dopo le tre del pomeriggio, un ragazzo entra alla Tate Modern di Londra e si dirige verso la sala con i Seagram’s Murals dipinti da Mark Rothko. Dopo una breve sosta su una delle due panche si alza e, armato di pennello e pittura nera, scrive sull’angolo inferiore destro di Black on Maroon (1958): “Vladimir Umanets ‘12, A Potential Piece of Yellowism”. Esce dal museo, sorpreso che nessuno lo abbia fermato. Ci resta così male che, prima di essere prelevato a casa dalla polizia il giorno successivo, rivendica la paternità del gesto. Vladimir Umanets o Wlodzimierz Umaniec, di nazionalità russa (come Rothko) o polacca, anni 26, professione artista, cofondatore (assieme Morcin Lodyga) del movimento Yellowism o Giallismo. Di cosa si tratta? Non una corrente, né arte né anti-arte, è “un elemento della cultura visiva contemporanea”. Promuove un mondo in giallo. Mi fa venire in mente gli ultimi anni di Monet e Van Gogh e la loro xantopsia, un’alterazione della percezione dei colori causato dalla cataratta che fa vedere il mondo come avvolto in una nube giallastra....

Atene

Non so bene come la gente immagini Atene. Molti ci sono stati per turismo, e di certo la prima cosa che viene loro in mente è il Partenone. Un’immagine oleografica. Negli ultimi tre anni ho frequentato a lungo la capitale ellenica, e ci ho vissuto molti mesi. Ero lì per raccogliere materiale per una ricerca sulla Δεκεμβριανά, ovvero i fatti del Dicembre 2008. Ho anche raccolto un buon repertorio d’immagini, ma le mie non sono di quelle che facilmente si vedono al chiosco dei souvenir sotto forma di cartolina, perché inquadrano un aspetto della realtà greca, quello delle violenze urbane e della crisi economica, scomodo e drammatico. I media ne hanno parlato a lungo: prima le rivolte e le guerriglie urbane del Dicembre 2008, poi la situazione economica greca e la crisi. A tal proposito anche Annozero (3 giugno 2010) ha messo in onda un servizio giocato su questi due aspetti.   Chi è mediamente informato e segue i telegiornali può, senza grandi difficoltà, fare mente locale su quanto accaduto ad Atene il 5 maggio 2010. L’episodio più eclatante...

Catania / Paesi e città

Catania è una signora in nero. Il fasto barocco della città nega se stesso, perché tende all’oscurità della pietra lavica della quale è intriso. Niente a che vedere con il tufo dorato di Noto, né col fragile calcare leccese, né tanto meno con i marmi e gli ori di quello romano. Ciò accade perché il barocco catanese non è nato solo come una scelta stilistica, un adeguamento alla moda dei tempi; è stato anzitutto una necessità: bisognava ricostruire la città dopo che l’Etna, nel 1669, decise di spalancare le bocche dell’inferno. Le colate laviche raggiunsero il centro, aggredendolo in più punti. Poi, nel 1693, un terremoto diede a Catania il colpo mortale: le vestigia greco romane e l’abitato medievale vennero spazzati via come briciole di pane da un pavimento. In cambio, il vulcano donò alla città i materiali da costruzione per rimettersi in piedi. Ecco perché il barocco catanese è oscuro. Si tratta di uno stile da stress postraumatico, che incorpora le ombre e il lutto di una città intera.   La lava ha fatto un...