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Panorama

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I pericoli della meditazione

«Dovrei dirvi prima che il libro è nato un paio di anni fa, quando una persona con la quale mi scrivevo da tempo su Facebook è scomparsa dal social senza lasciare traccia. La sparizione mi ha lasciato con un vuoto inatteso e per cercare di colmarlo, come spesso succede, ho percorso a ritroso le tappe del nostro rapporto. Una delle ragioni per cui ho scritto il libro è la speranza che potesse aiutarmi a ritrovare questa persona. Si chiamava o si chiama (sempre che non fosse un nome inventato) come una nota officina di orologi. Da qui Tissot [...]. Ligeia invece nasce dal fatto che ho sempre pensato a questa persona come alla Ligeia del racconto di Poe. La nascita di Ottavio Tondi è invece stata più casuale, nel senso che il nome mi è semplicemente apparso alla mente. O meglio, mi è apparso Tondi, dopodiché ragionando sulla rotondità (un aspetto che mi interessava esaltare) sono arrivato a Ottavio, a un otto, a due tondi. Un nome specchio che si adattava bene alla funzione che inizialmente doveva avere il personaggio, quello di uno specchio attraverso il quale raccontare Ligeia. Come spesso accade quando scrivo, i...

Ermanno Rea: "Non volevo fare il giornalista"

È in un appartamento elegante di un palazzo dei primi del Novecento, a un passo dalle mura vaticane, che mi accoglie Ermanno Rea. Il sole caldo di questa tarda mattina illumina le stanze e, superato l’ingresso, riconosco alle pareti alcune delle fotografie scattate nei suoi viaggi da inviato. Mi colpisce il primo piano di una giovane donna velata, in un niqab bianco, i suoi occhi scuri, malinconici e indagatori. La foto è stata scattata ad Algeri all’indomani della liberazione dal colonialismo francese.     Atri scatti di quel reportage sono pubblicati in Io reporter (Feltrinelli, 2012) il volume che raccoglie molta della produzione fotografica di Ermanno Rea. Nella breve introduzione al portfolio sull’Algeria, lo stesso Rea ricorda come in quel periodo, primi anni ‘60, fu colpito dai numerosissimi casi di suicidi femminili di cui si dava notizia sui giornali locali. La ragione era una sola: quelle giovani donne si toglievano la vita perché vittime di matrimoni forzati, vendute dai loro padri. In quel soggiorno ad Algeri, mentre documentava la nascita di una nazione indipendente, a Rea accadde un incontro fortuito, casuale, per quanto folgorante. Invitato a partecipare...

Sciascia. La palma va a nord

Il sospetto non è l’anticamera della verità, avrebbe urlato Leonardo Sciascia sino allo stremo. Motivo in più per sentirne la mancanza in questi giorni in cui avrebbe compiuto 90 anni. Certo però che fa strano. La palma va a nord è l’unico suo libro mai ristampato, ed è certamente quello più duro: politicamente, eticamente, stilisticamente. Quello più inattuale. Da qui la voglia di rileggerlo ancora, sospettando di chi, per volontà o per caso, fa finta di ignorarlo. Basti, per pietà, questa frase, estratta da uno dei testi di quel libro che ripresentiamo: “certo, a uno che polemiz­za col silenzio, sarebbe saggio rispondere col silenzio. Ma in certi momenti non si può essere saggi; e io, poi, raramente lo sono”.   Gianfranco Marrone         La palma va a nord   Mi capita ancora di scrivere dei versi. Ma ormai, forse, quando ho qualche difficoltà con la prosa. Vent’anni fa i versi erano per me il grezzo della prosa. Avevo più difficoltà, con la prosa. Oggi mi illudo di averne di meno. Affare (a fare...

La fine del comunismo

In questi giorni la Polonia inizia il suo semestre di dirigenza dell’Unione Europea. Il suo programma è molto ambizioso e riflette le aspettative di un paese che, in ventidue anni, ha bruciato le tappe ed è oggi uno dei più solidi e convinti paesi d’Europa. Fa un certo effetto andare indietro con la memoria al 1989 quando, con la cosiddetta Tavola Rotonda, si avviò un processo di radicale cambiamento che, dalla Polonia, si estese a tutti i paesi dell’Est europeo, Russia compresa. Di quei mesi ormai si sa molto: sono stati scritti svariati libri e resi pubblici importanti documenti. Ma per ricostruire quell’atmosfera, come spesso accade, è più utile servirsi di un libro di fiction che, pubblicato nel 1992, mantiene ancora intatta la forza narrativa oltre a stupire per la massa di informazioni, esatte, che contiene, soprattutto sul mondo dei servizi segreti che, anche in quell’occasione, giocarono un ruolo estremamente importante. L’autore allora faceva il giornalista e collaborava ai settimanali “Panorama” ed “Espresso” con inchieste sul terrorismo, la finanza e il Vaticano...