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Santarcangelo Festival

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Ermanna Montanari: fare-disfare-rifare teatro

Come si può raccontare il teatro vivente, quello per cui la creazione è lavoro col magma dell’esistenza, non rappresentazione né intrattenimento? Laura Mariani e Ermanna Montanari ce lo mostrano in un bel libro, il cui merito va ugualmente alla studiosa e al suo oggetto di studio. Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe, edizioni Titivillus, racconta la vita e l’arte di un’attrice unica, capace di una recitazione che è musica, sferzata ruvida, affondo nel dialetto, sogno, sensibilità pulsante e ferita, in uno stare in scena che è destrutturazione, ricostruzione, invenzione di mondi. Lo firma una studiosa del Dams bolognese, Laura Mariani, abituata a immergersi nei mondi complessi di attrici come Sarah Bernhardt, Giacinta Pezzana, Eleonora Duse e in problemi come quelli del travestitismo teatrale. Qui ha abbandonato gli archivi per seguire da vicino un’attrice nel pieno della sua attività, rovistando nella storia della sua formazione, negli spettacoli cruciali che ha realizzato e che la definiscono, nei nuovi lavori creati di recente e in quell’avventura che è stata la...

Santarcangelo: il fantasma dell’attore

Dopo vari spettacoli impegnati a cercare la realtà, è apparso il fantasma dell’attore. Di colui che la realtà la travisa, la traspone, la moltiplica, la nega, la svuota, la esalta.   Era notte a Santarcangelo di Romagna. Per caso, fuggendo da uno spettacolo sonoro di Fuocofatuo tutto giocato su sfrigolare di graticole e ribollire di acque elettrificate e amplificate, siamo incappati sotto le stelle in quella che sembrava una conferenza di Piero Giacché, studioso anticonvenzionale e ammaliante, su Carmelo Bene. Ma quasi subito il sipario della notte è stato aperto sulla visione della voce dell’Attore, registrata alla radio nella Salomè del 1964. Teatro della memoria, dell’assenza, che si trasformava in vita pulsante man mano che si sviluppava la storia, con quel profeta Iokanaan che in barese stretto ripeteva a pappagallo, deformandole, le frasi che una voce (Dio?) gli suggeriva, con Salomé bambina viziata, tra le volute levantine della voce di Carmelo, sardonica, disperata, fino a quella parola finale - P-A-U-R-A - rallentata, dilatata: e poi il vuoto.     Il festival Santarcangelo·12...

Santarcangelo Festival, laboratorio del futuro

Conversazione con Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini, Cristina Ventrucci (Santarcangelo 12-14) con la partecipazione di Massimo Marino e Bruna Gambarelli.   Santarcangelo è il festival forse più denso di storia della cosiddetta ricerca teatrale italiana. Dopo qualche anno di incertezza, il festival ha avuto nuova vita grazie al progetto triennale in cui tre artisti romagnoli hanno diretto un’edizione a testa (dal 2009 al 2011 si sono alternati Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, Enrico Casagrande di Motus, Ermanna Montanari del Teatro delle Albe). Ma forse la vera novità del passato triennio è stata la nascita di quello che è stato chiamato “coordinamento critico-organizzativo”, tre figure che hanno assunto un ruolo vitale di collegamento nei tre anni, garantendo una continuità di pensieri e azioni. Il triennio che si apre nel 2012 vede alla direzione Silvia Bottiroli e alla condirezione Cristina Ventrucci e Rodolfo Sacchettini, membri del coordinamento precedente. Con loro abbiamo parlato del presente di Santarcangelo e dei desideri futuri, anche alla luce del lavoro svolto da gennaio ad...

L’Eresia della felicità di Marco Martinelli

Ti circondano. Sono una sessantina, tra gli undici e i diciotto anni. Tutti con una blusa gialla “cucita con tre metri di tramonto” come quella di Vladimir Majakovskij, il poeta cubo-futurista che voleva strappare la gioia ai giorni venturi. Hanno i colori della primavera esplosa e nomi da neo e paleo italiani i ragazzi dell’Eresia della felicità di Marco Martinelli, una scheggia della “non scuola” di Ravenna, impiantata per la prima volta a nord, anzi a nord-est. Vengono da Asseggiano, una zona periferica di Mestre, dal centro vecchio di Venezia e da Marghera, città-fabbrica in crisi. Si chiamano George, Jiko, Vajit, Chiara, Kevin, Nicolò, Nina, Elisa, Alvise, Adil, Albulena, Damiano, Dan, Zeno, Jennifer, Snizhana, Marco…     Cinema-teatro Aurora di Marghera, a destra della stazione di Mestre, guardando verso Venezia. Sera di venerdì 31 marzo. Sul viale si incontrano pochi passanti, principalmente immigrati. Qui la sala è piena di amici, genitori, appassionati di teatro, insegnanti. È uno di quei luoghi dove si continua caparbiamente a fare teatro dialogando con chi abita nelle...

Lawrence è qui e là

Lei è qui. Indubbiamente. Non si muove. Si muove poco. Anzi, si muove un poco. C’è una voce, una radio: lui le dà comandi subliminali. La ossessiona proprio, la burattina: a destra, a sinistra, mano in alto, testa di qua, testa di là. Lei, la drammaturga e attrice Chiara Lagani, ha un bellissimo vestito: come di un festa ottocentesca: la stoffa è mimetica: sì, effettivamente, c’è qualcosa di militare in questo Laura Graziani Alta Moda. Lei è a Torino, lui, l’attore Marco Cavalcoli, è a Napoli; in simultanea satellitare, stanno recitando insieme in due luoghi diversi. Spaesati, siamo tutti spaesati. Si allude, si echeggia, di un uomo che diventa mito. Un ufficiale dell’esercito inglese che diviene il trascinatore della liberazione araba dall’Impero Ottomano, durante la Prima Guerra Mondiale. Lawrence prende Aqaba dal deserto, e arriva a Damasco. T.E.L. è il nuovo progetto di Fanny & Alexander: visto in luglio a Torino (Festival delle Colline), Napoli Teatro Festival, Ravenna Festival e Santarcangelo. Sentito a Rai Radio3. Un nuovo progetto in capitoli, e frammenti. Attrici...